31/05/2026
Il 7 e 8 giugno Arezzo si trova davanti a un bivio decisivo. Il ballottaggio non è solo una scadenza elettorale, ma l'occasione concreta per dare una svolta alla nostra città dopo anni di immobilismo.
In questi anni abbiamo condiviso le stesse frustrazioni. Abbiamo visto una città spenta, rallentata da inefficienze, da promesse non mantenute e da una gestione della Giunta Ghinelli che troppo spesso si è dimostrata distante dai bisogni reali dei quartieri, delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese aretine. Ci siamo lamentati, giustamente, per la cura del territorio, per la gestione dei servizi e per la mancanza di una visione del futuro.
Oggi, però, non basta più lamentarsi nei bar o sui social. Oggi abbiamo il potere di cambiare le cose.
Un'illusione chiamata "continuità alternativa"
La candidatura di Marcello Comanducci, con al suo fianco Gamurrini, Tanti, Lucherini, Scapecchi, Merelli e altri consiglieri comunali rieletti non puó rappresentare una ventata di novità.
Il cambiamento non può nascere da chi ha condiviso, approvato e sostenuto per anni le stesse politiche che oggi critichiamo.
Marcello Comanducci non è un volto nuovo estraneo al sistema: è stato l’assessore di punta della Giunta Ghinelli, un pilastro di quella stessa amministrazione che ha guidato Arezzo fino a ieri. Pensare di curare i mali di questa gestione affidandosi a chi ne ha firmato le delibere è un'illusione rischiosa. È solo un cambio di facciata, una "continuità mascherata" che rischia di lasciare Arezzo esattamente dove si trova oggi: bloccata.
La scelta per una Arezzo che guarda avanti
Chi vuole davvero voltare pagina non può accontentarsi di un compromesso. Arezzo ha bisogno di una guida nuova, libera da vecchi schemi, che metta al centro:
Ascolto e presenza: Un’amministrazione che torni tra le persone, nei quartieri e nelle frazioni, non solo in campagna elettorale.
Efficienza e concretezza: Per sbloccare i cantieri, migliorare i servizi pubblici e valorizzare il nostro immenso patrimonio culturale e turistico con una strategia a lungo termine, non episodica.
Trasparenza e innovazione: Per dare spazio ai giovani, sostenere il tessuto produttivo locale e rendere Arezzo una città dinamica, attrattiva e fiera.
Il 7 e 8 giugno non restare a guardare
Il vero rischio di questo ballottaggio è l'astensionismo. Lasciare che gli altri decidano per noi significa condannare Arezzo a cinque anni uguali a quelli passati.
Se in questi anni hai sperato in una Arezzo diversa, più efficiente, più viva e più giusta, questa è l'ora di dimostrarlo. Non accontentarti di una copia sbiadita del passato. Scegli il cambiamento vero.
Il 7 e 8 giugno, vota per il futuro di Arezzo. Vota VINCENZO CECCARELLI per voltare pagina.