Arezzo 2020/Alleanza Verdi e Sinistra

Arezzo 2020/Alleanza Verdi e Sinistra La città che vorremmo è un bene comune Ad Arezzo, pagina ufficiale di Arezzo 2020 il tempo di cambiare lista di sinistra

I numeri della Fondazione Gimbe fotografano una situazione che non può più essere ignorata.Nel 2025 l’Italia è 15ª su 27...
02/09/2026

I numeri della Fondazione Gimbe fotografano una situazione che non può più essere ignorata.
Nel 2025 l’Italia è 15ª su 27 Paesi europei dell’area OCSE per spesa sanitaria pubblica pro capite e ultima tra i Paesi del G7. La spesa sanitaria pubblica scende al 6,2% del PIL, contro una media del 7,1% sia nell’OCSE sia nei Paesi europei.
Un divario che, a parità di potere d’acquisto, supera i 36 miliardi di euro.
E il conto del sottofinanziamento non lo pagano solo i bilanci pubblici. Lo pagano soprattutto i cittadini: liste d’attesa sempre più lunghe, pronto soccorso in difficoltà, carenza di medici di famiglia, disuguaglianze territoriali e crescente ricorso alla sanità privata.
Nel 2024 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a esami diagnostici o visite specialistiche: quasi una persona su dieci.
La sanità pubblica non è una voce di spesa da comprimere. È un diritto fondamentale e una delle infrastrutture più importanti del nostro Paese.
Difendere il Servizio sanitario nazionale significa garantire a tutti il diritto di curarsi, indipendentemente dal reddito e dal luogo in cui si vive.

📍 Piazza San Donato, Arezzo.I residenti segnalano una situazione di degrado e manutenzione approssimativa che lascia più...
02/09/2026

📍 Piazza San Donato, Arezzo.

I residenti segnalano una situazione di degrado e manutenzione approssimativa che lascia più di qualche dubbio.

Nelle foto si vedono chiazze di asfalto stese senza cura, materiale finito sui cordoli e, cosa ancora più evidente, persino sopra la segnaletica orizzontale.

Riparare una strada è necessario. Ma farlo in questo modo significa interrogarsi sulla qualità dei lavori e sui controlli.

Perché una manutenzione fatta male non è una soluzione: è soltanto un altro problema che si aggiunge a quello esistente.

Quando la “pezza” rischia di diventare peggiore della buca.

È morto Ratko Mladić, il comandante serbo-bosniaco condannato per genocidio e crimini di guerra. Ma con lui non devono m...
28/08/2026

È morto Ratko Mladić, il comandante serbo-bosniaco condannato per genocidio e crimini di guerra. Ma con lui non devono morire le domande che Srebrenica continua a porre al mondo.

L’11 luglio 1995, in una città dichiarata dall’ONU “area protetta”, migliaia di ragazzi e uomini bosniaci vennero separati dalle donne e dai bambini e poi massacrati.

Un genocidio. Una delle pagine più nere della storia europea dopo la Seconda guerra mondiale.

Ma Srebrenica fu anche il fallimento della comunità internazionale. Il fallimento di chi avrebbe dovuto proteggere e non riuscì a farlo. Il fallimento di un sistema che mostrò tutta la sua impotenza davanti alla violenza.

Restano domande, responsabilità politiche e morali, verità che non possono essere sepolte insieme ai protagonisti di quella tragedia.

Perché a Srebrenica non morirono soltanto migliaia di innocenti.

Morì anche una parte della credibilità delle Nazioni Unite.

E la memoria continua a ripeterci una cosa: mai voltarsi dall’altra parte.

24/08/2026

PIÙ RISPETTO E PIÙ CURA PER IL VERDE PUBBLICO DI AREZZO
Gli alberi non sono semplici elementi di arredo urbano. Sono vita, ombra, aria più pulita e un presidio fondamentale contro le temperature sempre più elevate. Sono un patrimonio della comunità e, proprio per questo, meritano rispetto, competenza e cura.
I comitati cittadini impegnati nella salvaguardia del verde chiedono all’Amministrazione comunale e, in particolare, all’assessore competente, maggiore attenzione alle modalità e ai tempi degli interventi sulle alberature cittadine.

Nessuno mette in discussione la necessità della manutenzione. Gli alberi devono essere curati e messi in sicurezza quando necessario. Ma potare non significa tagliare indiscriminatamente. Ogni intervento dovrebbe rispettare le caratteristiche delle piante, i loro cicli biologici e le corrette pratiche agronomiche.
Lo stesso Regolamento di tutela del verde del Comune di Arezzo indica, per le specie decidue, il periodo compreso tra il 1° novembre e il 15 marzo come quello in cui, di norma, effettuare le potature.
Perché allora non programmare gli interventi rispettando queste indicazioni, evitando di intervenire nei periodi meno appropriati, salvo comprovate esigenze di sicurezza?

C'è poi un'altra questione fondamentale: la tutela della fauna selvatica. In primavera e all'inizio dell'estate molti uccelli nidificano proprio tra i rami degli alberi dei nostri parchi, giardini e viali. Prima di intervenire è necessario verificare con attenzione la presenza di nidi e tutelare il periodo riproduttivo.
Chiediamo semplicemente più attenzione, più programmazione e più rispetto.

Arezzo ha bisogno di un verde pubblico sano, curato e rispettato. Perché il patrimonio arboreo non appartiene a chi amministra temporaneamente la città: appartiene a tutta la comunità e alle future generazioni.
La manutenzione è necessaria. Ma deve essere fatta con competenza, sensibilità ambientale e rispetto per la vita degli alberi.

Da noi, ad Arezzo, le panchine anticlochard: progettate per impedire di sdraiarsi, più che per permettere di sedersi.A L...
19/08/2026

Da noi, ad Arezzo, le panchine anticlochard: progettate per impedire di sdraiarsi, più che per permettere di sedersi.

A Lione, invece, in piazza, panchine ergonomiche, pensate per accogliere, riposarsi, stare insieme.

Due modi diversi di intendere lo spazio pubblico: da una parte chi si difende dalle persone, dall’altra chi progetta pensando alle persone.

Vive la différence! 🇫🇷
E forse, ogni tanto, varrebbe la pena guardare cosa fanno gli altri.

Il 12 agosto 1944 è una data che l’Italia non può e non deve dimenticare.A Sant’Anna di Stazzema, 560 persone furono mas...
12/08/2026

Il 12 agosto 1944 è una data che l’Italia non può e non deve dimenticare.
A Sant’Anna di Stazzema, 560 persone furono massacrate dalle truppe naziste. Donne, anziani e bambini furono uccisi; intere famiglie vennero cancellate in uno dei giorni più bui della nostra storia.
Ma è importante ricordare anche una responsabilità che non può essere rimossa dalla memoria: i fascisti italiani collaborarono con le forze naziste, guidandole e indirizzandole verso obiettivi e luoghi da colpire, anche in questa e in altre stragi di civili.
La guerra non è mai soltanto una questione di eserciti e fronti. A pagare il prezzo più alto sono i civili: persone comuni, famiglie, bambini, travolti dalla violenza e privati della vita e del futuro.
Ricordare Sant’Anna significa non lasciare spazio all’oblio né alla rimozione delle responsabilità. Significa difendere la memoria, la democrazia e la pace.
Mai più guerra.�Mai più fascismo.�Mai più vittime innocenti.

Da anni questa strada è in uno stato di totale abbandono. Transenne, erbacce, carreggiata ristretta e una situazione che...
10/08/2026

Da anni questa strada è in uno stato di totale abbandono. Transenne, erbacce, carreggiata ristretta e una situazione che rende il transito sempre più difficile e potenzialmente pericoloso.
Via Padre Caprara collega Porta San Biagio a Porta San Clemente, costeggiando le antiche mura della città. Un luogo che dovrebbe essere valorizzato e custodito, ma che oggi appare dimenticato.
I lavori vengono annunciati da anni, ma nulla cambia. Si sostituiscono soltanto le transenne ormai consumate dal tempo, mentre le erbacce continuano a crescere e ad avvolgere perfino le mura storiche.
Eppure questa è una delle vie di accesso a San Domenico, uno dei luoghi simbolo di Arezzo, dove è custodito il Crocifisso di Cimabue. Qui si trova anche la mensa della Caritas, punto di riferimento per tante persone.
Com’è possibile che un contesto di così grande valore storico, artistico e sociale venga lasciato in queste condizioni?
Che cosa dice la Soprintendenza sul degrado delle antiche mura? E perché le amministrazioni comunali che si sono succedute non hanno ancora restituito sicurezza e decoro a questa strada?
Via Padre Caprara non può continuare a essere il simbolo dell’abbandono.
Arezzo merita di più. E Via Padre Caprara deve tornare a essere un luogo sicuro, decoroso e all’altezza della storia e della bellezza della Città dei Grandi, di cui, a nostro avviso, anche padre Raimondo Caprara fa parte.

Questa mattina sotto le finestre della Prefettura abbiamo portato un nome, una memoria e una richiesta di giustizia: Fak...
04/08/2026

Questa mattina sotto le finestre della Prefettura abbiamo portato un nome, una memoria e una richiesta di giustizia: Fakir.

La sua morte non può essere archiviata come un caso isolato. Ci interroga sul modo in cui la fragilità e il disagio vengono affrontati troppo spesso con la repressione anziché con l’ascolto, la cura e i servizi.

Diciamo no al DDL Sicurezza e a un modello che risponde ai bisogni sociali con il controllo e la forza. La sicurezza non si costruisce emarginando le persone più vulnerabili, ma investendo in diritti, assistenza e inclusione.

La fragilità non si arresta. Non si sgombera. Non si uccide.

Nessuno deve essere lasciato solo. Nessuno deve più morire per il solo torto di essere fragile.

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