Collettivo MillePiani

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Quaderno MillePiani 1 - Le nuove geometrie dell’imperialismo.Finalmente disponibile il Quaderno MillePiani 1: “Le nuove ...
26/03/2026

Quaderno MillePiani 1 - Le nuove geometrie dell’imperialismo.
Finalmente disponibile il Quaderno MillePiani 1: “Le nuove geometrie dell’imperialismo. Dalle guerre neocoloniali al fronte interno.” All’interno del quaderno (76 pagine, € 3,00) saggi di Emilio Quadrelli e Jacques Bonhomme.
Il quaderno è in distribuzione presso il negozio Vieri Cory Music, Arezzo Corso Italia 89.

18/03/2026

Sabato 21 marzo alle 16,30 ad Arezzo, presso il CAS Colle del Pionta in via Masaccio, si terrà il convegno dal titolo “Le nuove geometrie dell’imperialismo..

14/03/2026

Condividiamo questo comunicato del Collettivo Buianov:

QUANDO SI CAMBIA LA STORIA PER OPPORTUNISMO !

ABBIAMO SAPUTO DA UN ARTICOLO DI GIORNALE CHE UNA TROUPE TELEVISIVA UCRAINA È CALATA IN VALDARNO, A CAVRIGLIA , PER INTERVISTARE IL SINDACO RIGUARDO LA STORIA DEL PARTIGIANO SOVIETICO ORIGINARIO DELLA REPUBBLICA UCRAINA SOCIALISTA SOVIETICA NIKOLAJ BUIANOV .
NIKOLAJ CADDE IN COMBATTIMENTO L’8 LUGLIO 1944 "Con il suo consapevole sacrificio personale, il ragazzo [Sovietico] assicurò ai suoi compagni della "Chiatti" la possibilità di sganciarsi senza perdite e permise che donne e bambini di Castelnuovo fossero posti in salvo, in territorio controllato dai partigiani" – (DALLA PAGINA UFFICIALE ANPI).

CI CHIEDIAMO COME SI POSSA RICEVERE UNA TV DI UNO STATO, QUELLO UCRAINO, CHE DI FATTO HA CANCELLATO LA PROPRIA MEMORIA STORICA DI LOTTA ANTIFASCISTA DISTRUGGENDO MONUMENTI E MEMORIALI CHE RICORDAVANO LA CACCIATA DEGLI INVASORI NAZISTI DA PARTE DELL’ARMATA ROSSA SOVIETICA! RIVALUTANDO I COLLABORAZIONISTI DI BANDERA E USANDO SIMBOLI NAZISTI DURANTE L’ATTUALE GUERRA CON LA FEDERAZIONE RUSSA. NIKOLAJ BUIANOV DETTE LA SUA VITA CONTRO TUTTO QUESTO E PER LE POPOLAZIONI DELLA NOSTRA VALLATA COME TANTI ALTRI GIOVANI ITALIANI E SOVIETICI, QUEST’ULTIMI INQUADRATI NELLE BRIGATE PARTIGIANE GARIBALDINE .
TORNANDO ALL’ATTUALITÀ VORREMMO RICORDARE AL SINDACO DI CAVRIGLIA E A TUTTI/E “DEMOCRATICI/E” CHE LA GUERRA IN UCRAINA È INIZIATA NEL 2014 PRECISAMENTE IL 2 MAGGIO CON IL MASSACRO ALLA CASA DEI SINDACATI DI ODESSA E CON LA SUCCESSIVA AGGRESSIONE ALLE REGIONI DEL DONBASS RUSSOFONO, ALLA MESSA FUORILEGGE DEI PARTITI DI OPPOSIZIONE E DEI SINDACATI DEI LAVORATORI .
SE IL SINDACO NON È CONVINTO DI QUELLO CHE ABBIAMO SCRITTO PUÒ SEMPRE RICEVERE UNA NOSTRA COMPAGNA RIFUGIATA POLITICA UCRAINA DI LINGUA RUSSA, SOPRAVVISSUTA AL MASSACRO DI ODESSA , RICERCATRICE DELLE STORIE DEI PARTIGIANI SOVIETICI CADUTI IN ITALIA E CHE INOLTRE HA DATO IL SUO GRANDE CONTRIBUTO NELLA STESURA DEL LIBRO PROPRIO SU NIKOLAJ BUINOV.

COLLETTIVO BUIANOV – ABOMBA SPAZIO POPOLARE AUTOGESTITO

09/03/2026
Quaderno MillePiani 1 - Le nuove geometrie dell’imperialismo.Finalmente disponibile il Quaderno MillePiani 1: “Le nuove ...
07/03/2026

Quaderno MillePiani 1 - Le nuove geometrie dell’imperialismo.
Finalmente disponibile il Quaderno MillePiani 1: “Le nuove geometrie dell’imperialismo. Dalle guerre neocoloniali al fronte interno.” All’interno del quaderno (76 pagine, € 3,00) saggi di Emilio Quadrelli e Jacques Bonhomme.
Il quaderno è in distribuzione presso il negozio Vieri Cory Music, Arezzo Corso Italia 89.
Gli argomenti analizzati nel quaderno saranno oggetto delle relazioni introduttive al Convegno che si terrà sabato 21 marzo alle 16,30 presso il CAS Colle del Pionta, via Masaccio Arezzo.

05/03/2026

COMUNICATO DELLE ORGANIZZAZIONI PALESTINESI IN ITALIA API, GPI E UDAP - CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA
3 marzo 2026

Da oggi, ogni parola su democrazia, libertà o diritti umani pronunciata dagli Stati Uniti o dall’Europa è solo il rantolo di un Impero morente che cerca di nascondere il proprio volto di carnefice.

L’attacco congiunto statunitense e “israeliano” sferrato all’alba del 28 febbraio 2026 contro l’Iran è l’innesco di una guerra totale nella regione, un messaggio di ferro e fuoco all’intera umanità. Mentre da settimane a Ginevra si tenevano negoziati tra Teheran e Washington, e proprio mentre l’Iran cercava un possibile, seppur fragile, percorso diplomatico, gli Stati Uniti insieme al loro braccio armato e figlio prediletto – “Israele” – e ai loro alleati decadenti in Europa, hanno scelto la via della distruzione.

Hanno sputato in faccia all’opinione pubblica mondiale, e la macchina della propaganda in Italia e in tutto l’Occidente è già partita a mille, tentando di vendere questa becera aggressione come un fantomatico “attacco preventivo”. Con questa mossa, dichiarano di essere, ancora una volta, i padroni del mondo, rivendicando apertamente il diritto di esercitare ogni forma di violenza per mantenere il proprio dominio globale.

A rendere ancora più esplicite le mire di questa aggressione sono le parole pronunciate pochi giorni fa dallo stesso ambasciatore statunitense in “Israele”, Michael Huckabee, che in un’intervista ha dichiarato senza mezzi termini che l’entità sionista avrebbe un “diritto biblico” a controllare le terre che si estendono dal Nilo all’Eufrate, aggiungendo che “sarebbe giusto se prendessero tutto”. Dichiarazioni che sono conferma di un progetto chiaro: la creazione del cosiddetto “Grande Israele”, l’egemonizzazione dell’intera regione attraverso la distruzione di ogni popolo o Stato che si opponga a questo disegno.

Il sistema di sicurezza fondato sull’egemonia statunitense è ormai crollato, e la guerra si estende oltre i confini dell’Iran colpendo le basi USA nella regione. Non si tratta di attacchi contro i popoli arabi, ma della risposta alle infrastrutture militari da cui partono le aggressioni. I governi che hanno ospitato queste basi si ritrovano ora esposti a un conflitto che hanno contribuito ad alimentare: nessun paese che sostiene la presenza militare statunitense è al sicuro, e l’architettura di potere costruita da Washington nella regione mostra tutta la sua fragilità.

Le immagini della distruzione che giungono da tutta la regione – mentre le basi USA in Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Emirati, Giordania, Iraq e Kuwait vengono colpite una dopo l’altra – indicano chiaramente che l’Impero ha varcato una linea rossa; la guerra tornerà all’interno dei suoi confini, i mali inflitti torneranno a colpire chi li ha causati. Per questo chi lotta all'interno dell'Impero ha oggi una responsabilità storica. I movimenti, le realtà antagoniste, ogni forza realmente oppositiva, devono organizzarsi per fare fronte comune contro i criminali che ci governano: da “Israele” agli Stati Uniti, passando per l’Italia. E qui è necessario registrare ciò che sta accadendo in queste ore a Roma, dove le dichiarazioni dei ministri rivelano un'ipocrisia senza precedenti e una complicità vergognosa con l’aggressione in corso.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha dichiarato: “L’idea è quella di costringere l’Iran a cambiare politica, a sedersi a un tavolo negoziale e desistere dall'idea di dotarsi di un'arma nucleare”. Parole che suonano come una beffa atroce: mentre i jet “israeliani” e statunitensi devastano obiettivi militari e civili, il governo italiano “spera” che l’aggressione serva a riportare l’Iran al tavolo negoziale. Ma quale tavolo? Quello stesso tavolo a cui Teheran era seduta da settimane a Ginevra, proprio mentre USA e entità sionista preparavano l’attacco? La menzogna è così trasparente da offendere l’intelligenza di chiunque.

Ancora più esplicito e criminale è il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che in un'intervista a SkyTg24 ha difeso apertamente l’attacco: “Le soluzioni non sono mai quelle di risolvere con la guerra, ma se ‘Israele’ viene minacciata per la sua esistenza, reagisce attaccando. Il problema, ripeto, è l’arma nucleare e il numero dei missili a lungo raggio dell’Iran che possono colpire anche l’Occidente”. Tajani ha aggiunto che “l’obiettivo americano è quello di eliminare qualsiasi rischio nucleare per l'Occidente, innanzitutto per “Israele’” .

Ecco dunque svelato il ruolo dell'Italia: un alleato fedele che giustifica, che legittima, che propaganda. Tajani non si limita a “monitorare”: difende l'attacco, lo spiega, lo presenta come una reazione legittima a una presunta minaccia. Intanto le basi italiane – da Sigonella ad Aviano – continuano a funzionare come piattaforme logistiche per le operazioni statunitensi. Il governo tace su questo, non ne parla, non lo dichiara. Ma i fatti sono sotto gli occhi di tutti: il territorio italiano è già una piattaforma della guerra, e le dichiarazioni dei ministri sono il velo di ipocrisia con cui si cerca di coprire questa complicità.

Il nostro compito, dunque, è rompere questo ingranaggio. Boicottare l’economia di guerra, opporci al riarmo, denunciare il coinvolgimento diretto e indiretto nelle aggressioni imperialiste in Palestina, in Iran, nel mondo arabo e in tutta la regione. Chiamiamo al boicottaggio attivo della guerra, delle armi, delle infrastrutture militari, dell’economia che si nutre del sangue dei popoli. È il momento di dare una risposta decisiva alla guerra sistemica che l’Impero scatena per difendere i propri profitti e realizzare i propri sogni di dominio, vedendo in noi solo carne da macello per i suoi interessi politici ed economici.

GIÙ LE MANI DALL’IRAN
FERMIAMO LA GUERRA GLOBALE
FUORI L'ITALIA DALLA GUERRA
EMBARGO TOTALE CONTRO “ISRAELE”

Associazione dei Palestinesi in Italia (API)
Giovani Palestinesi Italia (GPI)
Unione Democratica Arabo-Palestinese (UDAP)

“Le nuove geometrie dell’imperialismo”. Un nuovo articolo di Jacques Bonhomme, del Collettivo MillePiani.
05/03/2026

“Le nuove geometrie dell’imperialismo”. Un nuovo articolo di Jacques Bonhomme, del Collettivo MillePiani.

Le nuove geometrie dell’imperialismo Riflessioni su alcune idee di Emilio Quadrelli di Jacques Bonhomme Inglés, ricordi? Dicevi che la civiltà è dei bianchi. Ma quale civiltà? E fino a quando? F. Solinas, G. Pontecorvo, Queimada. 1. Un’aut...

La loro smemoratezza e la nostra memoria  Ogni anno, il 27 Gennaio, l’Unione Europea commemora Auschwitz, nei parlamenti...
28/01/2026

La loro smemoratezza e la nostra memoria

Ogni anno, il 27 Gennaio, l’Unione Europea commemora Auschwitz, nei parlamenti, nelle scuole e nei palazzi del potere. Ogni anno, il 27 Gennaio, l’Unione Europea, nella commemorazione di Auschwitz, brucia la memoria di migliaia di stermini coloniali che ne sono l’intollerabile e nascosta gigantografia, oltreché l’inammissibile e secolare itinerario. Negli anni più recenti, il 27 Gennaio, l’Unione Europea ha commemorato Auschwitz, proprio mentre, attraverso le proprie armi, e per mezzo di una propria articolazione neocoloniale, veniva compiuto un genocidio. Il genocidio del popolo palestinese.
Tutto questo non è nuovo, e queste doppiezze appartengono alla storia d’Europa. Sentite Fanon, la voce dei dannati della terra: “lasciamo quest’Europa, che non la finisce più di parlare dell’uomo pur massacrandolo dovunque lo incontra, a tutti gli angoli delle sue stesse strade, a tutti gli angoli del mondo”. Si sa che i commerci mondiali, di uomini, di merci e di metalli, hanno generato le navi da guerra e che fiumi di denaro e fiumi di sangue sono stati fatti scorrere, da continente a continente, dalla mano ben armata degli Stati europei e del loro vorace rampollo nordamericano. Per questo le compagnie delle Indie, le piantagioni dei Caraibi, le cannoniere nei porti coloniali, la spartizione dell’Africa e le scorrerie statunitensi nell’America centrale e meridionale hanno marcato tutto il mondo, per secoli, di un terrore e di uno sterminio che l’Europa ha poi conosciuto ad Auschwitz, a Treblinka o a Sobibor. Ma quei secoli vengono cacciati via dalle commemorazioni di Stato, sorvegliate, rituali e sempre più marziali. “Non è il crimine contro l’uomo, non è l’umiliazione dell’uomo in quanto tale” a indignare i rappresentanti istituzionali dell’Europa, denuncia Aimé Cesaire, “ma il crimine contro l’uomo bianco, l’umiliazione dell’uomo bianco, il fatto di aver applicato in Europa quei procedimenti colonialisti che sino ad allora erano stati riservati agli arabi di Algeria, ai coolie dell’India e ai negri dell’Africa”.
Questa commemorazione, che fin dall’inizio ha attirato nel suo crogiuolo affaristico produzioni cinematografiche, agenzie turistiche e palinsesti televisivi, ha perseguito anche un altro fine, obliquo e indiretto: fare dello sterminio degli ebrei d’Europa un evento a tal punto unico, assoluto ed esclusivo che ogni suo specifico carattere storico svanisce dalla rappresentazione. Una tale manipolazione, con tutto il suo campo di cancellazioni politiche, storiche e culturali, rende possibile l’insensata, raccapricciante e subdola identificazione di ebraismo e sionismo. E a questo punto il gioco è fatto: lo Stato di Israele, il braccio armato dell’imperialismo occidentale in un’area economicamente e strategicamente decisiva per le predazioni neocoloniali del Nord globale, veste i panni della vittima e, in questa veste del tutto inadatta per i suoi muscoli da energumeno, può bombardare, stritolare, fucilare, affamare, rastrellare, ghettizzare, espropriare, recintare, deportare, proscrivere e umiliare i palestinesi. Così un genocidio in corso, del quale l’Unione Europea è una retrovia alacre e generosa, viene nascosto da un genocidio passato, reso anch’esso introvabile a causa di una storia imbalsamata dalle commemorazioni europee. Per questo la commemorazione del 27 Gennaio, oltre ad essere un gigantesco gorgo di denaro capitalistico, è anche una possente macchina propagandistica.
Ma quest’anno la macchina propagandistica del 27 Gennaio ha uno scopo in più, almeno in Italia. Infatti la moltiplicazione dei dispositivi di controllo, di intimidazione e di punizione che gli Stati occidentali introducono come deterrente per far marciare la loro economia di guerra, prevede il varo ormai prossimo di una legge liberticida tra le più grottesche che la storia della Repubblica abbia mai conosciuto (e ne ha conosciute tante). Si tratta della legge che punisce la critica del sionismo, spacciandola – si stenta a crederlo, poiché siamo oltre l’indecenza! – per una forma di antisemitismo. L’antisemitismo è altrove, per esempio in Israele. L’abbiamo detto e ripetuto: Israele è uno Stato antisemita, poiché persegue lo sterminio e la cacciata di un popolo semita, il popolo palestinese. E non solo: l’antisemitismo è razzismo e quindi l’apartheid che Israele ha costruito con mezzi militari, tecnologici e architettonici è antisemitismo. Ma poiché questi fatti sono di palmare evidenza, una legge che volesse cancellarli ci getterebbe in una situazione simile a quella sulla quale ironizzava Anatole France: “se mi accusano di aver rubato le torri di Notre-Dame non mi resta che abbandonare la Francia”. Una tale situazione è abbastanza vicina ed è poco sorprendente che sia proprio la ricorrenza del 27 Gennaio a soffiarle il vento favorevole. Ed è poco sorprendente perché le istituzioni europee, giù giù fino alle circolari scolastiche, hanno volatilizzato la densità storica di quella data, devolvendola oscenamente all’occidente capitalistico. Altrimenti qualcuno si ricorderebbe che Auschwitz venne liberato dall’Armata Rossa.

Arezzo, 26 gennaio 2026
Collettivo MillePiani; Sindacato Generale di Base SGB; Resistenze Alta Valtiberina; Collettivo Supporto alla Lotta Palestinese di Chiusi; Partito Comunista dei Lavoratori; Partito della Rifondazione Comunista, Partito dei CARC Arezzo.

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