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03/09/2026

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“Giorgia, ma che festeggi? L’Italia piange”

Giorgia Meloni festeggia la longevità del suo governo, ma gli italiani hanno ben poco da festeggiare. Domani alle 15.00, in piazza Colonna davanti a Palazzo Chigi, AVS presenterà i numeri di quattro anni di governo e il conto che stanno pagando famiglie e lavoratori.

Record si, ma in negativo: inflazione al 3,3%, energia al +17%, 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, 5,8 milioni di italiani che hanno rinunciato a visite o esami, energia tra le più care d’Europa. E mentre la crisi climatica colpisce sempre più duramente il Paese, il Piano nazionale di adattamento ha 361 misure e zero euro di fondi operativi stanziati.

Il governo più longevo, i problemi più duraturi.

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02/09/2026

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Una nuova stangata si abbatte sulle famiglie italiane. L’inflazione ad agosto sale al 3,3% e a spingere i prezzi è soprattutto l’energia: +17%, con il gas tutelato al +31,3%, il gasolio al +26,7%, la benzina al +16,3% e l’elettricità sul mercato libero al +17,9%. È la conferma di ciò che denunciamo da giorni: il caro energia torna a colpire duramente le famiglie italiane.

Il caldo estremo causato dalla crisi climatica, ignorata dal governo Meloni, fa aumentare i costi dell'energia perché la politica energetica della destra ha puntato solo sul gas e non sulle rinnovabili.
Una politica che ci rende più dipendenti e più esposti alla volatilità dei prezzi proprio mentre la crisi climatica rende sempre più urgente accelerare la transizione energetica.

E mentre gli italiani pagano bollette e carburanti sempre più cari, il governo protegge gli extraprofitti delle grandi società energetiche che in quattro anni hanno raggiunto la cifra record di 80 miliardi di euro. Invece di tassare seriamente chi ha realizzato enormi guadagni, continua a spendere miliardi di soldi pubblici in misure tampone. Gli italiani pagano due volte: con le bollette e con le proprie tasse.

I dati Istat completano il quadro: Pil al +0,2%, industria a -1%, salari che crescono meno dei prezzi e occupazione sostanzialmente ferma. Altro che miracolo economico.

La crisi climatica e quella energetica sono ormai due facce della stessa emergenza. Continuare a investire sul gas significa condannare l’Italia a dipendenza, volatilità dei prezzi e maggiori emissioni. Meloni tra pochi giorni festeggerà la longevità del suo governo, in realtà il suo è l'esecutivo del caro vita, degli stipendi bassi, dell'aumento della povertà. Una vergogna festeggiare di fronte al disastro sociale.

Angelo Bonelli

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28/08/2026

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Nei primi sette mesi del 2026 la crisi climatica è costata all’Italia 22 miliardi di euro. È una tassa che nessuno ha mai votato: 375 euro per ogni abitante, dal primo all’ultimo, compresi i neonati.

Fiumi in secca, agricoltura in ginocchio, desertificazione che avanza, ondate di calore che in Europa hanno fatto 35mila vittime, biodiversità devastata dagli incendi. Di fronte a tutto questo, la presidente del Consiglio non ha speso una parola. Non un intervento, non una misura, non un consiglio dei ministri dedicato — lo stesso strumento usato invece, senza esitazione, per i decreti carburanti con cui il governo ha regalato miliardi ai petrolieri.

La crisi climatica sta aumentando le diseguaglianze sociali e impoverendo il ceto medio, mentre l’esecutivo continua a considerare prioritario investire in armi e alimentare la logica della guerra, invece di combattere quella vera, già in corso sul pianeta: il cambiamento climatico.

Serve un’inversione di rotta immediata. E serve, a livello internazionale, un tribunale per i crimini climatici, perché l’inazione dei governi di fronte a un disastro di questa portata non può restare senza conseguenze. Il silenzio di Giorgia Meloni sulla crisi climatica e' irresponsabile e immorale.

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19/08/2026

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Il Mar Tirreno si è trasformato in una vera e propria bomba ecologica.

Le temperature dell’acqua hanno toccato in alcuni punti i 32 gradi. Questo significa che il mare ha accumulato una quantità enorme di energia termica, un carburante che alimenta la formazione di temporali violenti, nubifragi e fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti. Non è un’esagerazione: è fisica del clima, ed è esattamente ciò che gli scienziati ci avvertono da anni.

L’estate 2026 è già la più rovente mai registrata in Europa: abbiamo già attraversato cinque distinte ondate di calore, con pause tra una fase e l’altra sempre più brevi. In Italia siamo appena usciti dalla quarta, la più lunga della stagione, con picchi di 40 gradi a Ferragosto. Eppure il governo Meloni continua a tenere il Piano Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici senza un euro di finanziamento.

Il PNACC, approvato solo a dicembre 2023 dopo sei anni di attesa, resta un piano fantasma: prevede azioni ma non le risorse per realizzarle. Anche il Fondo per il Clima, di cui il governo si è vantato alla COP30, è finanziato solo per un terzo rispetto a quanto promesso.

Mentre gli anziani, i lavoratori esposti al caldo, i pescatori e gli ecosistemi marini pagano il prezzo più alto, l’esecutivo non ha stanziato risorse dedicate nemmeno nell’ultima Legge di Bilancio. Sono le conseguenze del climafreghismo del governo che non si occupa di clima che alimenta diseguaglianze sociali ma è pronto a spendere 498 miliardi di euro aggiuntivi in armi per i prossimi 10 anni per un totale di 1063 miliardi.

Angelo Bonelli

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17/08/2026

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Giorgia Meloni continua in Europa a fare la guerra alle politiche climatiche, dimostrando nei fatti di essere nemica dell’ambiente e degli interessi dell’Italia. Ha contrastato il Green Deal e la legge europea sul ripristino della natura, mentre in Italia la destra modifica la legge 157/92, aprendo alla caccia nei parchi e colpendo la tutela delle specie protette. Per conquistare i voti di inquinatori e cacciatori stanno svendendo natura, ambiente e futuro, lasciando continuare a fare profitti a chi dalla crisi climatica guadagna.

Ora i numeri mostrano quanto questa politica sia irresponsabile. Secondo lo studio di Triodos Bank, il caldo estremo costa all’Europa circa 180 miliardi di euro, oltre l’1% del Pil. L’Italia è tra i Paesi più colpiti, dopo la Francia, con un danno stimato intorno ai 22 miliardi di euro: praticamente una legge di Bilancio».

Il conto arriva dalla siccità che distrugge i raccolti e rende i fiumi non navigabili, dagli incendi, dall’aumento dei consumi elettrici per il raffrescamento, dalle difficoltà della produzione energetica, dalla maggiore pressione sul sistema sanitario e dal crollo della produttività del lavoro con temperature oltre i 30 e i 40 gradi. A questo si aggiungono migliaia di morti attribuite al caldo estremo e centinaia di migliaia di ettari già bruciati in Europa.

L’inazione climatica e l’egoismo della destra sono intollerabili. Mentre la crisi climatica produce danni pari a una manovra economica, Meloni continua a sabotare le politiche necessarie per affrontarla. Sono irresponsabili e ladri di futuro.

13/08/2026

“Allarmi, son fascisti!”.
Così si potrebbe sintetizzare il grido d’allarme davanti alle proposte inquietanti del "Patriarcato Mediterraneo" di Vannacci, un programma che non nasconde la sua nostalgia per tempi oscuri e pericolosi. Al centro della polemica c’è la loro reazione alla legge sul femminicidio, tema cruciale in una società che deve fare i conti con la violenza di genere.
"Maschi", così si chiamano i membri di questo movimento, sostengono che gli uomini debbano essere “capaci di dominare le emozioni e le passioni”. Dal loro punto di vista, il controllo emotivo dovrebbe impedire agli uomini di compiere atti efferati come l’uccisione delle donne. Un concetto che a prima vista sembra promuovere la protezione, ma che in realtà rischia di giustificare una visione patriarcale e retriva: uomini eroici che “proteggono” le donne, come se fossero beni da custodire piuttosto che persone autonome.
Le proposte sul tavolo sono chiare e preoccupanti: da una parte la certezza della pena per chi commette omicidi, dall’altra la “formazione” di maschi forti, addestrati a reprimere sentimenti e impulsi. Questa “politica della forza” proposta dal generale Vannacci non è altro che un passo indietro verso una cultura autoritaria, che ignora le cause profonde della violenza e riduce ogni problema a una questione di disciplina e forza bruta.
Ma il vero cuore del programma vannacciano è ancora più oscuro: la volontà di cancellare i “cosiddetti reati d’opinione”, eliminando leggi fondamentali come la legge Mancino, che oggi difende la società dall’istigazione all’odio e dall’apologia del fascismo. È un tentativo esplicito di riaprire spazi per ideologie oppressive e pericolose, camuffandolo come difesa della “libertà di confronto”.
Davanti a queste proposte, non si può restare in silenzio. Non si tratta semplicemente di un dibattito politico, ma di una battaglia per difendere i valori di libertà, rispetto e dignità che dovrebbero stare alla base di una convivenza civile. "Allarmi, son fascisti!. Il richiamo deve scattare forte e chiaro: Contrastare a gran voce questa politica che tenta di travolgere conquiste fondamentali e riportarci indietro nel tempo, quando il diritto e la giustizia erano schiavi dell’autoritarismo.
Il futuro non può e non deve più essere quello.

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