01/04/2012
Il gioco d'azzardo cresce in modo esponenziale, senza alcun freno legislativo. Sale gioco ad ogni crocevia, slot machine ovunque, e attraverso il computer potete scommettere comodamente anche da casa su tutto e tutti. Senza controlli, senza limiti.
In una società che sovrasta ogni cosa, che ti toglie 3 punti se non hai la cintura di sicurezza, che proibisce la pubblicità alle si*****te, vietate ovunque, potete distruggervi con le macchinette e le altre diavolerie in nome del PIL e dell'Erario, beneficiario di una percentuale consistente della servitù creata da abili imprenditori senza scrupoli.
Questa società edonistica e senza morale ci sta trasformando in tanti meccanismi di un ingranaggio infernale con 3 comandi sequenziali: consumare, produrre, ubbidire.
Lo scarica barile della politica: i sindaci che rilasciano le concessioni danno la colpa alla Regione, la Regione allo Stato, lo Stato all'Europa. Ma chi li manda a Strasburgo quelli che governano il nostro continente? Gli elettori, nessun altro. Siamo noi cittadini che abbiamo diritto a stabilire le regole. In Europa come a Roma, a Roma come a Trieste, a Trieste come nel vostro comune.
Da alcuni giorni la stampa riporta notizie rassicuranti che vengono dalla logorrea promissioria dei nostri politici romani. L'esperienza insegna come va a finire (legge elettorale, fine vita, ecc). E intanto "Dum Romae consulitur, Italia expugnatur". Così, mentre loro discutono, migliaia di sciagurati si giocano la pensione, lo stipendio, la disoccupazione e tutti i soldi che hanno nelle sale giochi che imperversano ad ogni incrocio o nelle slot che si incontrano in ogni bar, senza limiti d'età, senza alcun controllo, ma con molti utili per i gestori, i concessionari, l'Erario. Cosa si fa per incassare...
Presto riapriranno anche i bordelli, pur di fare cassa.
E l'etica? Concetto sconosciuto nel vocabolario della nostra società liberistica. Ma libera poi di cosa? di suicidarsi?
L'incredibile ipocrisia dello stato: multato e denunciato se non hai la tabella dei giochi proibiti esposti, considerato un malfattore se giochi a morra, ma tutto lecito anche se dilapidi patrimonio e cervello purchè all'Agenzia delle entrate questo convenga.
E a Roma che fanno? Mica vietare gli spot (e tutto il resto); ma no! basta suggerire alle vittime di "giocare consapevolmente" di "giocare il giusto". Ma il giusto cosa? Giusto sarebbe prenderli a calci nel sedere visto che già 800.000 mila persone sono vittime della dipendenza, ma nulla è stato fatto per cambiare. A quanto pare vale sempre la regola del 5: chi ha i soldi vince. Tanti soldi dato che nel 2011 sono stati giocati quasi 80 miliardi di euro. E la matematica non inganna: di quel tesoro il 30 % almeno (24 miliardi) resta quale dividendo tra proprietari delle sale e dei bar, i concessionari, lo stato. Eccoli i 3 legionari che sotto la croce si sono giocati ai dadi i vestiti del Crocefisso.
E visto che la politica non provvede, chiedo a tutti voi di farvi cittadini attivi, perciò ribelli e contrastare questo gioco al massacro.
Dagli inizi di marzo il comitato ha iniziato un'opera di sensibilizzazione attraverso inconti con i giocatori e i ludopatici, volantini distribuiti in ogni dove, manifesti per mettere in guardia dai pericoli del gioco.
Putroppo c'è pochissima attenzione sull'argomento e ancor meno sensibilità da parte di molti dei nostri amministratori. C'è bisogno di tutti voi. Non basta giustificarsi con "io non gioco". Le vittime sono i più deboli e presto potreste trovarvi coinvolti vostro malgardo, con un figlio/a, una madre/padre, un fratello/sorella, un amico.
In allegato c'è un volantino che potete stampare e diffondere in formato A4 o A3 e/o girare ai vostri contatti via internet. Ma se volete, via e-mail o via telefono, vi spediamo gratuitamente a casa il manifesto cm 35x40 che potrete appendere nelle scuole, nei negozi, ovunque lo riteniate utile per fermare questa spirale di follia che sta travolgendo tutti, soprattutto i più deboli: pensionati, disoccupati, ragazzi.
Noi possiamo.
Renato Garibaldi
CARNIA IN MOVIMENTO
loc. Museis
33020 Cercivento UD