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11/06/2026
✍️ Leggi l’intervista del nostro Vicepresidente Michele Gubitosa a la Repubblica👇La legge elettorale è «politicamente sb...
31/05/2026

✍️ Leggi l’intervista del nostro Vicepresidente Michele Gubitosa a la Repubblica👇

La legge elettorale è «politicamente sbagliata nel merito e anche nei tempi, visto che arriva a fine legislatura e in un momento in cui il Paese deve affrontare ben altre emergenze». Il vicepresidente del M5S, Michele Dubitosa, boccia la riforma e rifiuta l’invito della maggioranza a trattare.

❓ Perché neanche un tentativo di dialogo con i partiti di governo?

«Non ci sono le condizioni, visto che in commissione è arrivato un testo palesemente blindato, con un impianto per noi non sostenibile».

❓ In che modo pensate di agire?

«Non ci si limiterà a dire che politicamente non siamo d’accordo. Troveremo il modo e lo strumento per fare le nostre proposte in Parlamento».

❓ Sarà una proposta dell’intero campo largo con emendamenti comuni?

«Non è escluso, ma non abbiamo ancora avuto modo di discuterne perché la maggioranza ci ha buttato addosso una legge elettorale con una accelerazione che hanno voluto imprimere dopo che sono usciti sconfitti dal referendum sulla giustizia».

❓ E come M5S cosa contestate di questa legge?

«È una legge che allontana ancora di più gli eletti dagli elettori. Ed è palese il tentativo della maggioranza di provare a rimanere arroccata al potere ora che sta perdendo consensi».

❓ Dunque, quali saranno le vostre proposte di modifiche?

«Cercheremo di garantire sia la governabilità sia il rispetto dell’intenzione del voto del cittadino, senza pensare a chi potrebbe trarne beneficio guardando i sondaggi».

❓ E il premio di maggioranza?

«È indecente il listino dei 105 parlamentari super nominati, 70 seggi a Montecitorio e 35 a Palazzo Madama. E poi è troppo alto. Il fatto che in questa versione di legge si sia alzata la soglia per il premio dal 40 a 42% non basta. È positivo invece che abbiano tolto il ballottaggio».

❓ Se la maggioranza presenterà un emendamento sulle preferenze lo voterete?

«Noi siamo sempre stati a favore delle preferenze, ma l’impianto della legge è completamente sbagliato. Aggiungendo o togliendo un elemento, il nostro giudizio complessivo non cambia».

❓ Come sceglierete il candidato premier della coalizione, che avete l’obbligo di indicare?

«Prima vengono i temi, dopo che si trova una convergenza sui temi, si parlerà del candidato premier e a quel punto le primarie potrebbero essere la strada giusta».

29/05/2026
Ieri c’è stata la surreale audizione di Delmastro, di Fratelli d’Italia, in Antimafia. Quando era sottosegretario alla g...
28/05/2026

Ieri c’è stata la surreale audizione di Delmastro, di Fratelli d’Italia, in Antimafia. Quando era sottosegretario alla giustizia del Governo Meloni è entrato in società con la famiglia del prestanome del clan senese dopo aver scoperto, per caso, "forse consultando un’app", la Bisteccheria che si presentava come una “struttura simpatica”. Ha così iniziato a frequentare Mauro Caroccia, il patron del locale, che è stato condannato in via definitiva per intestazioni fittizie e per aver agevolato il clan senese. Né lui, né gli uomini della sua scorta, né mezzo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria che lui ha portato nel locale si sono mai preoccupati di controllare su Internet le varie inchieste in corso sul padrone di casa.

Oggi apprendiamo che la Procura chiede al Parlamento di acquisire le chat fra Delmastro e Caroccia.

Ora, da un partito come FdI e da suoi esponenti che dicono a chiacchiere di fare la lotta ai clan e alle mafie ci si aspetterebbe che Delmastro fornisse spontaneamente questo scambio di messaggi. Cosa non accaduta.

E allora mi chiedo: cosa faranno i parlamentari di FdI e della maggioranza chiamati a votare sulla richiesta della Procura? Daranno l'autorizzazione?
Vi terrò aggiornati.

✍️ Leggi l’intervista del nostro Roberto Scarpinato  a Il Fatto Quotidiano. Ecco il testo integrale 👇 La vicenda di Jami...
28/05/2026

✍️ Leggi l’intervista del nostro Roberto Scarpinato a Il Fatto Quotidiano. Ecco il testo integrale 👇

La vicenda di Jamil El Sadi, l'attivista querelato per diffamazione dalla presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo? Solo “la punta dell'iceberg di una questione esplosa da quando si è insediato il governo Meloni”. La pensa così Roberto Scarpinato, senatore M5S ed ex procuratore generale di Palermo. “Le stragi – sostiene – oggi più che mai sono tra noi, con il loro carico di segreti indicibili che turbano i sonni di tanti”.

❓Senatore, cosa intende quando dice che “le stragi sono ancora tra noi”?

A distanza di 34 anni, la questione dei mandanti eccellenti delle stragi, della partecipazione di soggetti esterni, dei depistaggi finalizzati a coprire gli uni e gli altri, resta l'elefante nella stanza che il Palazzo vorrebbe rimuovere dalla coscienza collettiva.

❓Non era mai successo che la presidente della Commissione Antimafia querelasse un attivista: è un cortocircuito?

Da quando si è insediata Meloni al governo e Colosimo, sua fedelissima, alla Commissione Antimafia, chiunque tenti di rimettere al centro la questione delle stragi viene “cecchinato ”. Ne ho fatto personale esperienza da quando, il 5 settembre 2023, ho depositato una memoria nella quale ho elencato tutti i buchi neri delle stragi, indicando testi da audire e documenti anche inediti. Nessuno dei nomi da me indicato è stato mai chiamato. A fronte delle nostre insistenze hanno approvato in Commissione un disegno di legge per estrometterci dall'Antimafia ed è cominciata una campagna di fango mediatico.

❓Sostengono che lei sia in conflitto d'interessi per le sue telefonate con l'ex pm Gioacchino Natoli, alla vigilia dell'audizione di quest'ultimo in Commissione.

Quella è una questione strumentale, tanto è vero che Mario Mori l'ha sollevata prima dell'inizio dei lavori della Commissione recandosi da Colosimo, come dimostra un video su Youtube. È evidente il disegno di questa maggioranza di approfittare degli attuali rapporti di forza per sequestrare i lavori dell'Antimafia e impedire qualsiasi indagine su piste vissute come fumo negli occhi, perché ricollegano la campagna stragista 1992-1993 alla nascita e all'arrivo al potere delle attuali forze di governo. E infatti anche i magistrati che hanno continuato a coltivare queste piste sono stati ostracizzati.

❓A chi si riferisce?

Luca Tescaroli, ex procuratore aggiunto di Firenze, ufficio che si è occupato delle indagini sui mandanti esterni delle stragi del `93, e che ha iscritto nel registro degli indagati Mario Mori, lasciando il suo incarico ha scritto: “Il nostro ufficio è stato oggetto di attacchi istituzionali e mediatici a ogni livello, senza precedenti, derivanti dai doverosi approfondimenti, il che ha reso più difficoltoso il cammino compiuto sulla ricerca della verità”. Lo stesso è avvenuto per i giornalisti che hanno sollevato il tema: alcuni sono stati accerchiati come quelli di Report, o sono stati querelati da Colosimo come Saverio Lodato. I giovani come Jamil, animatori dell'antimafia sociale che reclamano la verità sulle stragi, sono stati prima manganellati e ora pure denunciati.

❓Quindi, secondo lei, si tratta di una strategia?

Assolutamente sì. Vogliono chiudere una saracinesca sul passato, mettendo il timbro della verità di Stato alla narrazione secondo cui le stragi furono opera solo di “brutti, sporchi e cattivi” come Riina. Quelle bombe, secondo la loro narrazione, furono motivate solo da interessi economici legati agli appalti, con il coinvolgimento di alcune cariatidi dei partiti della Prima Repubblica, senza alcun legame con l'attuale stagione politica. Chiunque, come Jamil, disturbi il manovratore deve essere intimidito e ridotto al silenzio. Però è stata Meloni a chiedere a San Macuto d'indagare sui legami mafia-politica.

❓In Commissione avete appena sentito Delmastro.

Delmastro ha tentato di derubricare la questione. Il suo non è un caso isolato, ma un pezzo di un album di famiglia di FdI. I contatti multipli tra alcuni esponenti FdI e colletti bianchi del clan Senese sono un altro elefante nella stanza dal quale Meloni non può scappare.

28/05/2026

✍️ Leggi l’intervista del nostro Riccardo Ricciardi a Il Manifesto. Ecco il testo integrale👇

❓Sono davvero mancati i vostri voti al centrosinistra in questa tornata elettorale?

Mi pare sia una lettura strumentale. Non si può fare un discorso generale su questo voto amministrativo. I territori vanno analizzati in maniera specifica. Sono 18 anni che faccio campagne elettorali per il M5S e dopo ogni voto locale viene celebrata la nostra crisi. Poi di solito alle politiche il nostro risultato stupisce, ma stupisce solo quelli che non ci conoscono.

❓Pesa soltanto la storica fatica del M5S alle comunali?

Prima che si tenesse il referendum sulla riforma costituzionale abbiamo sentito un deputato di Fratelli d’Italia dire tranquillamente davanti alle telecamere che bisognava muovere le proprie clientele. Nei comuni purtroppo si fa spesso così e se volessimo raggiungere dappertutto il 10% candideremmo i signorotti locali. Ma non lo facciamo perché la nostra idea di politica è un’altra.

❓Non è che un pezzo del vostro alleato soffre le alleanze? Se così fosse potrebbe risentirne il voto di opinione.

Anche su questo abbiamo dati sufficienti che dimostrano che ci sono comuni in cui abbiamo scelto di andare da soli e comunque non andiamo bene. Non c’è una regola assoluta. Dipende dal territorio. Penso che dove c’è un progetto e anche un candidato sindaco espressione della società civile, dove ci sono volti nuovi, allora cogli il risultato.

❓Dopo il referendum c’è stato il rischio di considerare Giorgia Meloni già finita e le prossime politiche già vinte?

Non direi. Anche perché non mi pare che questo voto sia stato un test tale per cui la destra può dire di aver retto. A parte Venezia, la coalizione progressista ha conquistato diversi comuni. Cresceremo ancora nei ballottaggi, dove siamo favoriti. Anche i numeri lo dicono.

❓Serve una spinta in più per arrivare al 2027 più attrezzati contro la destra?

Dobbiamo sicuramente dire cosa vogliamo per il Paese. Noi lo stiamo facendo con Nova. Qual è il Paese che non vogliamo lo abbiamo detto in questi anni. Ora dobbiamo dire cosa vogliamo: un Paese in cui le differenze di classe non siano così rilevanti. Dove esista un ruolo del pubblico e dello Stato che non lasci alla logica del profitto il governo della società. Dobbiamo fare stare meglio chi non arriva alla fine del mese. Dobbiamo costruire un sogno da contrapporre alla paura diffusa dall’altra parte.

❓A proposito, Conte ieri ha evocato ancora la sicurezza. È davvero un tema reale che fa la differenza?

Dipende da come viene interpretato: di cosa parliamo quando parliamo di sicurezza? Se affrontiamo questo tema in termini razionali e con proposte credibili o se lo agiti facendo leva sulle paure della gente, facendo cose terrificanti. Il problema esiste, ma una cosa è creare presidi territoriali, altro è aizzare l’odio, fare propaganda e speculare sulla paura.

❓Parlava del programma: Nova è pensata proprio per aprire il M5S alla società civile. Ci state riuscendo?

Ai cento incontri diffusi per tutto il Paese, due settimane fa, abbiamo riscontrato notevole partecipazione. Per ogni incontro c’era l’obbligo che per ogni iscritto dovesse esserci un non iscritto. La metà erano esterni e già questo ha funzionato: l’obiettivo è stato raggiunto.

❓C’è un’accelerazione sulla legge elettorale?

C’è un iter privo di qualsiasi rispetto istituzionale e democratico. Hanno calendarizzato la discussione, si andrà in Aula non avendo il testo definitivo. Abbiamo fatto audizioni in Commissione Affari costituzionali a proposito di un testo che già non esiste più. Ecco perché chiederemo che si torni in commissione.

❓Vede il rischio che Alessandro Di Battista si faccia il suo partito e diventi quello che per la Lega è Roberto Vannacci?

Il rispetto che ho per Di Battista mi impedisce di fare qualsiasi parallelismo o anche solo un’associazione tra lui e Vannacci. È un’ipotesi che respingo.

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