03/09/2026
Vi siete mai chiesti perché, un tempo, i tetti dell’Altopiano di Asiago fossero ricoperti di paglia?
Nelle antiche contrade dell’Altopiano, la casa nasceva da un rapporto diretto e intelligente con il territorio. La paglia di segale, oltre a essere legata all’economia agricola locale, veniva riutilizzata come copertura per i tetti che dovevano avere forte pendenza. Una scelta dettata dalla disponibilità delle risorse poco costose e dalle esigenze climatiche di un territorio caratterizzato da inverni rigidi e abbondanti nevicate.
Aristide Baragiola, nella sua opera del 1908 La casa villereccia delle Colonie Tedesche Veneto-Tridentine, documenta questa architettura rurale, caratterizzata da tetti fortemente inclinati e dall’impiego di materiali reperibili localmente. Una testimonianza preziosa di un modo di costruire in cui nulla era casuale e ogni risorsa veniva utilizzata con sapienza.
Questo scorcio dell’antico forno, ci riporta idealmente a quel mondo. Il forno non era soltanto una struttura funzionale: era parte della vita della contrada, legato alla preparazione del pane e a quei momenti di lavoro e condivisione che scandivano la vita comunitaria.
Oggi restano poche testimonianze di quell’architettura. La Grande Guerra e le successive trasformazioni hanno cancellato gran parte degli edifici antichi.
Ma questi luoghi conservano ancora una memoria preziosa. Sono frammenti silenziosi capaci di raccontare una vita che non c’è più.