17/06/2026
🏛️ PIAZZA NASSIRIYA: IL MONUMENTO C’È. IL SIGNIFICATO, PER ORA, ARRANGIATEVI.
Da tempo stiamo documentando una questione reale: il patrimonio artistico e simbolico comunale viene realizzato, spostato, dimenticato, lasciato senza cura o senza contesto.
Opere pubbliche che dovrebbero raccontare memoria, identità e attenzione al territorio finiscono invece per diventare oggetti muti nello spazio urbano.
Questa volta parliamo di Largo Caduti di Nassiriya.
A gennaio 2024 veniva annunciata la riqualificazione della piazza, raccontata come una nuova area, più ordinata, più sicura, senza barriere fisiche e visive, con il monumento come cuore simbolico dell’intervento.
Poi, ad aprile 2025, segnalavamo che i lavori erano ancora incompleti, e che il monumento, cioè il centro stesso del progetto, non era ancora stato posato.
Ad agosto 2025 il monumento finalmente era arrivato.
📌 Ma mancava ancora una cosa non proprio secondaria: una targa.
E manca ancora oggi.
Il risultato è curioso: abbiamo un monumento pubblico, collocato in una piazza riqualificata con una spesa complessiva indicata in circa 250 mila euro tra progettazione, lavori e monumento, ma senza una spiegazione visibile del suo significato.
Ora, magari per qualcuno il senso dell’opera è chiarissimo al primo sguardo.
Per tutti gli altri, invece, sembra quasi un piccolo test di interpretazione artistico-amministrativa, con tanto di rebus finale: alcuni codici visibili su una lastra.
Che sia la classica etichetta dimenticata sul prodotto venduto?
🪧 Una targa non è un lusso.
È il minimo indispensabile per dire ai cittadini che cosa stanno guardando, perché quell’opera è lì, quale memoria custodisce e quale significato dovrebbe trasmettere.
🌿 Intanto la piazza, già oggi, non appare particolarmente curata.
Le piante infestanti crescono indisturbate.
Il materiale sistemato alla base delle nuove alberature, pensato per contenere la crescita delle erbacce, è sparso un po’ ovunque.
E in alcuni punti sembra essere diventato più una lettiera per cani che una soluzione di arredo urbano.
Quanto agli alberi, forse un giorno faranno ombra.
Diciamo tra una decina d’anni, se tutto va bene.
Nel frattempo, l’unica ombra davvero efficace resta quella sulla cura dell’intervento.
🏅 Certo, va detto: l’impegno profuso per le Olimpiadi sarà stato enorme.
Tra cubi luminosi, celebrazioni e autocelebrazioni che si susseguono, grandi opere viabilistiche da realizzare per sostenere i collegamenti, passaggi di torcia e statuette da regalare, promozione del territorio, ricadute economiche annunciate per i commercianti e i grandi flussi turistici in centro abitato da gestire, può capitare che una semplice targa finisca in fondo alla lista delle priorità.
Peccato che qui non parliamo di un dettaglio ornamentale.
Parliamo di memoria pubblica.
E la memoria, senza cura e senza parole, rischia di diventare solo arredo urbano.
📍 Assago non ha bisogno di piazze inaugurate a metà.
Ha bisogno di luoghi comprensibili, curati e rispettati.