11/06/2023
Ieri sera alla rassegna Passepartout era presente il Prof. Balduzzi, giurista e politico italiano, professore ordinario di diritto costituzionale e di diritto pubblico comparato all'Università Cattolica. Esperto di diritto costituzionale della salute e di diritto sanitario, è stato Ministro della salute.
Il Prof. Balduzzi ha condiviso con il pubblico astigiano, alcune interessanti riflessioni sulla sua idea di "Sanità Giusta".
Alcune di queste riflessioni, trovano uno stretto punto di contatto con quello che era il nostro programma politico durate le elezioni comunali 2022 e quello che, oggi come Movimento Civico, vuole essere la nostra visione e prospettiva di sanità, nella nostra città, ma in generale della sanità pubblica.
Il Prof. Balduzzi, ha individuato 10 punti attraverso cui si potrebbe attuare un modello di sanità giusta. Uno scorrevole decalogo, che con grande semplicità, mostra come, una materia così complessa, potrebbe essere avvicinata.
Per il Prof. Balduzzi è "sanità giusta..."
1 se si garantisce Equità di Accesso alle cure sanitarie.
2 se è al centro la Cura..."il prendersi cura",
Cura fisica, mentale, sociale...;
3 se si applica il concetto di One Health"Una sola salute": umana, ambientale e animale;
4 se organizzata a livello giusto ... progettazione regionale;
5 se evita sprechi...pone standard ragionevoli e condivisi;
6 se ti accoglie sempre (24h, 7 giorni su 7);
7 se "è quella che arriva date", se la sanità va verso il bisogno. Il servizio viene da te "case della comunità" vicine alla persona;
8 se sa bilanciare tra innovazione (telemedicina) e vicinanza;
9 se sa bilanciate tra interessi economici e bene comune: farmaco, sanità privata (integrativa, non sostitutiva), libera definizione stipendi medici;
10 se sa farsi capire dai cittadini, sa dialogare ed arrivare a tutti.
In questa serata, non si è parlato della necessità di aumentare i finanziamenti alla sanità e di "non apportare continui tagli di risorse" in sanità. Nella nostra prospettiva, se la sanità pubblica è al primo posto nell'agenda politica non si potrà che investire, invece che impoverire.