04/07/2026
“Allegato 4 - Nuovi centri governativi”. A parlare di Asti come nuovo punto destinato a ricevere migranti non è il Partito Democratico, ma il titolo sul documento del Ministero dell’Interno che abbiamo scovato nei giorni scorsi.
Ed è noto a tutti che il luogo probabilmente interessato già oggi ospita migranti, ma si tratta di un CAS o centro di prima accoglienza, dunque molto meno problematico dei nuovi centri governativi che di fatto sono posti di frontiera. La notizia è che ci attende una trasformazione i cui impatti sono tutti da valutare.
Ciò che accade è l’attuazione a livello nazionale del Patto Europeo su Migrazione e Asilo, voluto dalle destre e rivendicato dal ministro Piantedosi come un successo del Governo italiano. Gli eurodeputati del PD non lo avevano votato, perché quel patto riduce le garanzie per i migranti senza risolvere le difficoltà di quei territori dove l’integrazione resta un percorso tutto sulle spalle delle amministrazioni locali.
Il che ci riporta a Castello d’Annone: la questione che ci preoccupa non è tanto dove il Ministero vorrà aprire questo nuovo centro - Asti, Alessandria o Cuneo fa poca differenza - la questione che poniamo, casomai, è che cosa sarà questo nuovo centro? Che regole avrà? Che strumenti avranno le istituzioni locali per prevenire e gestire le conseguenze sociali sul territorio?
Per quanto riguarda i commenti dei deputati Coppo (Fratelli d’Italia) e Giaccone (Lega) ripetiamo le domande, perché le loro risposte sono state l’equivalente di un pallone buttato in tribuna. Cosa sapevano di questa decisione del Governo e come hanno pensato di preparare il territorio?
Il Partito Democratico porterà la questione in Regione con un question time richiesto dal consigliere Fabio Isnardi, a cui la giunta dovrà rispondere martedì in aula.