25/08/2026
𝗔𝗧𝗥𝗜 𝗧𝗥𝗔 𝗜 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗜 𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗔𝗟𝗧𝗢 𝗜𝗡𝗖𝗘𝗡𝗗𝗜: 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗔𝗥𝗘𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗨𝗡𝗔𝗟𝗜 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗣𝗨Ò 𝗔𝗥𝗥𝗜𝗩𝗔𝗥𝗘 𝗗𝗢𝗣𝗢
L’articolo pubblicato ieri da Il Centro, sulla base del Piano antincendio boschivo regionale 2026-2028, riporta un dato che ad Atri non può essere considerato una semplice statistica: 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝟳𝟱 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶 𝗮𝗯𝗿𝘂𝘇𝘇𝗲𝘀𝗶 𝗰𝗹𝗮𝘀𝘀𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶 𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗮𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝗱𝗶𝗼.
Un dato che assume un peso ancora maggiore quando viene confrontato con le condizioni di alcune 𝗮𝗿𝗲𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲𝘁à 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲.
Le fotografie che pubblichiamo riguardano 𝗶𝗹 𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗻𝘁𝗲 𝘀𝗼𝘁𝘁𝗼𝘀𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗥𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗱𝗶 𝗔𝘁𝗿𝗶 𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝗰𝗮𝗿𝗽𝗮𝘁𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗮 𝘁𝗿𝗮 𝘃𝗶𝗮 𝗩𝗲𝗿𝗻𝗮 𝗲 𝘃𝗶𝗮 𝗙𝗶𝗻𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶, quest’ultima situata in prossimità di numerose abitazioni.
Sono aree comunali nelle quali è evidente la presenza di 𝘃𝗲𝗴𝗲𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗲𝗰𝗰𝗮, 𝘀𝘁𝗲𝗿𝗽𝗮𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗲 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝘃𝗲𝗴𝗲𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗰𝗰𝘂𝗺𝘂𝗹𝗮𝘁𝗼.
𝗘𝗱 è 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼.
𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼 è 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲, 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂ò 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗮𝘁𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝗶𝘁𝗮 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶. Se, nel pieno della stagione estiva e in un territorio classificato a rischio alto, alcune proprietà comunali si presentano in queste condizioni, significa che almeno in quei punti 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶.
𝗡𝗼𝗻 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗱𝗲𝗰𝗼𝗿𝗼 𝗼 𝗱𝗶 𝗲𝗿𝗯𝗮 𝗮𝗹𝘁𝗮.
Parliamo della capacità di un’Amministrazione di 𝗰𝗼𝗻𝗼𝘀𝗰𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲, 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁à 𝗲 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁à 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮.
Le immagini della Rocca e della scarpata tra via Verna e via Finocchi sono esemplificative. Situazioni che richiedono attenzione sono presenti anche 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗮𝗱𝗲, dove la conformazione del territorio, la presenza di vegetazione e, in diversi casi, la vicinanza alle abitazioni rendono ancora più importante una manutenzione programmata.
Ed è proprio la diffusione delle criticità a rendere evidente che 𝗻𝗼𝗻 𝗯𝗮𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲 𝗰𝗮𝘀𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗰𝗮𝘀𝗼, 𝗺𝗮𝗴𝗮𝗿𝗶 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
Il tema, peraltro, non nasce oggi.
Già negli anni passati Giammarco Marcone 𝗲 Alessandro Graziosi avevano segnalato criticità legate alle scarpate e al rischio incendi e avevano chiesto 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗽𝗽𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘇𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗶ù 𝗲𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗲 𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
Atri ha inoltre già conosciuto, nell’agosto del 2022, un incendio che arrivò a interessare aree vicine al centro abitato.
Per questo oggi la domanda è inevitabile: 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝗱𝗶𝗼, 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲 è 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝘁𝗼?
𝗟𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗿𝗶𝘁𝗲𝗻𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗰𝗶 𝘀𝗶𝗮 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗲.
«𝗤𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗮 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗲𝗺𝗶𝗰𝗮. 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗯𝗹𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗵𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗼𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗿𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲», dichiara la Segretaria di Azione Atri Letizia Pisciella.
«Quando parliamo di terreni comunali non esiste un soggetto esterno sul quale scaricare la responsabilità della manutenzione. Se alcune aree arrivano ad agosto con questa quantità di vegetazione e materiale secco, dobbiamo chiederci se il sistema con cui vengono programmati controlli, sfalci e pulizie sia realmente adeguato. 𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂ò 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝘂𝗻𝗼 𝗳𝗼𝘁𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶𝘁à 𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗹𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗗𝗲𝘃𝗲 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮.»
𝗔𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗔𝘁𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘃𝘂𝗼𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿ò 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗱𝗲𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮.
Proponiamo che il Comune definisca 𝘂𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲 𝗮𝗿𝗲𝗲, costruito attraverso una mappatura delle proprietà comunali maggiormente esposte e una classificazione delle priorità.
Il criterio non dovrebbe essere semplicemente “dove tagliare prima l’erba”, ma 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝘂𝗻 𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝗱𝗶𝗼 𝗮𝘃𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝗿𝗶: aree vicine alle abitazioni, scarpate, strade, infrastrutture, frazioni e contrade.
Da questa ricognizione dovrebbe derivare 𝘂𝗻 𝗰𝗿𝗼𝗻𝗼𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼: interventi prima dell’inizio della stagione più critica, controlli periodici durante l’estate e rimozione del materiale vegetale secco nelle situazioni considerate prioritarie.
«È una proposta che intendiamo portare nelle sedi istituzionali – conclude Pisciella – perché 𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝗶𝗿𝗲. Se conosci un rischio e possiedi gli strumenti per ridurlo, non puoi limitarti a intervenire quando il problema è già davanti agli occhi di tutti.»
L’articolo de Il Centro non dice che domani ad Atri scoppierà un incendio.
Dice però qualcosa che un’Amministrazione responsabile non può ignorare: 𝗔𝘁𝗿𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗮𝘀𝗰𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗽𝗶ù 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝘁𝗮.
Ed è proprio per questo che le condizioni delle proprietà comunali contano.
𝗨𝗻𝗮 𝗯𝘂𝗼𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗹𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮 𝗶𝗹 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝗱𝗶. 𝗠𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗺𝗮𝗻𝘂𝘁𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘀𝘂𝗳𝗳𝗶𝗰𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗽𝘂ò 𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻𝘂𝘁𝗶𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗹’𝗲𝘀𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶𝗼.
𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗦𝗜 𝗠𝗜𝗦𝗨𝗥𝗔 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗘𝗠𝗘𝗥𝗚𝗘𝗡𝗭𝗘, 𝗡𝗢𝗡 𝗗𝗢𝗣𝗢.