Voce Libera - Auletta

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26/06/2025

A un anno dall’inizio di questa nuova “campagna elettorale” infinita, è utile fermarsi a fare ancora qualche riflessione senza preconcetti né pretesti. Non per riaprire polemiche sterili (che lasciamo volentieri ad altri) ma per riportare al centro alcune questioni concrete, sulle quali il tempo non ha portato le risposte che ci si attendeva. Proviamo a farlo, come sempre, con spirito critico ma costruttivo.

Prendiamo, ad esempio, uno degli argomenti del momento: la gestione del mercato settimanale. Al di là della scelta iniziale, che sembrava più orientata a voler “lasciare il segno” che a rispondere a una reale esigenza, restano aperte alcune questioni fondamentali: sicurezza, accessibilità e ordine. Siamo sicure che la decisione sia stata presa nel pieno rispetto delle normative, ma restiamo fortemente perplesse sulla reale fruibilità del luogo individuato, specie se si considerano le pendenze presenti da entrambi i lati: affrontarle con una carrozzina, un passeggino o per una persona anziana non è affatto semplice; inoltre anche le possibilità di parcheggio sono molto più limitate soprattutto data la lontanza di Largo Braida rispetto alla nuova collocazione e alla concomitanza con la celebrazione eucaristica domenicale. È necessario ripensare gli spazi per garantire passaggi di emergenza, distanziamenti più adeguati tra le bancarelle e una viabilità più fluida. Non basta dire di aver cambiato qualcosa: serve farlo bene.

Sul fronte dell’assunzione della nuova responsabile dell’area finanziaria il nostro giudizio vuole mantenersi sereno. Anzi, siamo felici che una giovane del nostro territorio possa ricoprire un incarico tanto importante: è un segnale di valore e competenza che non può che renderci orgogliosi. Proprio per questo, però, riteniamo che sarebbe auspicabile un gesto di trasparenza da parte del consigliere legato da vincolo familiare, delle repentine dimissioni eviterebbero qualsiasi retropensiero e permetterebbero alla nuova responsabile di lavorare con serenità. A volte, un passo di lato rafforza molto più di tante parole al vento.

Passando alla questione della raccolta dei rifiuti, il tema resta spinoso in molte contrade. Sono numerosi i cittadini che lamentano la mancanza di un servizio regolare e che sempre più spesso si trovano addirittura a dover riportare i rifiuti in casa. Altrettanti quelli che, pur non usufruendo del servizio di raccolta dell’umido, continuano a pagare la TARI senza alcuna riduzione. Una situazione che si protrae da mesi, senza che siano arrivate soluzioni né comunicazioni adeguate. Anche solo una gestione più chiara e meno approssimativa aiuterebbe.

Quanto al turismo, difficile non notare il silenzio totale che circonda questo settore. Nessuna iniziativa, nessun progetto per valorizzare il nostro centro storico o creare un vero indotto culturale. Le poche attività che resistono lo fanno grazie all’impegno volontario di associazioni e comitati, ma l’amministrazione sembra aver rinunciato a un ruolo attivo, "delegando" il tutto alle poche forze presenti sul territorio. Emblematica, in questo senso, la condizione del piazzale della casa albergo: una struttura che potrebbe rappresentare una risorsa e che invece è diventata un semplice parcheggio, senza prospettive evidenti né imminenti.

Prima di concludere, ancora una parola sul mondo dell’associazionismo locale. A un anno di distanza, continua a mancare un vero supporto alle realtà attive sul territorio. Alcune faticano ancora a trovare una sede mentre diverse strutture comunali restano inutilizzate. È legittimo, a questo punto, chiedersi quanto reale sia l’interesse verso queste forze vive del paese. Perché il coinvolgimento non si misura a parole, ma in spazi, strumenti, ascolto e risposte.

Infine, mentre ora si assiste a un improvviso fiorire di alleanze “a difesa del territorio”, con indignazioni amplificate e voci che sembrano spuntare solo quando conviene, ci si chiede dove fossero gli stessi quando anche la precedente gestione lasciava strascichi e commetteva palesi errori? Un attivismo tanto acceso non si vedeva, forse, dai tempi in cui fu convocato un consiglio comunale straordinario fuori sede di cui solo in pochi ricordano le motivazioni. Le priorità, evidentemente, cambiano in base ai bersagli.

Non ci interessa fare opposizione per partito preso. Non ci interessano gli slogan, né i personalismi. Ci interessa parlare di ciò che tocca davvero la vita delle persone. E se qualcuno vorrà rispondere ai contenuti invece che ai nomi, saremo, come sempre, disponibili al confronto.

26/05/2025

È passato un anno dall’insediamento di chi, in campagna elettorale, si era presentato con toni sprezzanti, slogan roboanti e una grande promessa: “noi non saremo come loro”.

Difficile dire che non lo siano: a tratti sono riusciti a fare anche peggio.

In questi mesi e nelle ultime settimane abbiamo assistito a comportamenti duri, atteggiamenti irrisori nei confronti dell’opposizione e a una gestione dei consigli comunali che nulla ha a che vedere con una degna assemblea istituzionale.

Ma il punto più grottesco è un altro: per mesi si è tentato di ridicolizzare la vecchia amministrazione, accusandola di essere “il nulla cosmico”. Oggi, dopo dodici mesi, ci si aggrappa con orgoglio a piccoli risultati di ordinaria amministrazione, quasi a voler convincere qualcuno (forse più sé stessi che i cittadini) di aver fatto un grande lavoro.
È chiaro che fa comodo continuare a fare un confronto con chi li ha preceduti, ma se prima c'era il nulla, non ci vorrà molto a fare leggermente meglio. Ne vale la pena sbandierarlo? E, considerando che sotto certi aspetti si è fatto anche peggio, quanto può essere frustrante aver peggiorato il nulla?

La verità è che non basta cambiare volto per rappresentare il cambiamento. Conviene continuare a specchiarsi nel passato perché, in fondo, è chiaro che qui di futuro non c'è nulla. La sostanza è la stessa di sempre, solo con una nuova confezione.

Non urleremo più forte: parleremo più chiaro.

13/02/2025

Purtroppo, dopo tre mesi la situazione è addirittura peggiorata.

Chi si professava portatore di cambiamento ha invece contribuito a creare negli ultimi mesi un clima ostile e intollerante.

Non sembra esserci più spazio per il confronto politico, l’opposizione o la critica: ogni forma di dissenso verso chi amministra viene sistematicamente sommersa da una tempesta, sia sui social che altrove. Questo atteggiamento è preoccupante, pericoloso e in netto contrasto con gli ideali che venivano proclamati.

Si assiste a un tentativo di silenziare e attaccare chiunque proponga una visione alternativa, trasformando molto spesso l’avversario politico in uno zimbello attraverso derisioni e toni da tifoseria, come se la politica fosse una gara e non un impegno serio per il bene della comunità. La politica dovrebbe essere il luogo delle scelte responsabili, non un’arena di sfottò e rivincite personali.

Infine, è frustrante constatare l’immobilismo di chi, potendo e dovendo moderare questo clima di tensione quotidiana, sceglie invece di restare in silenzio, lasciando che tutto ciò venga alimentato dai propri colleghi.

15/11/2024

IL CAMBIAMENTO

“Cambiamento” è una parola potente che di solito porta con sé promesse di novità e prospettive positive. Non per forza è così!

Osservando ciò che accade in queste settimane, sembra che il “cambiamento” sia diventato ancor più sinonimo di divisione e ostilità. Le promesse di “comunità da ricostruire” sembrano offuscate da un atteggiamento poco aperto alla critica e al confronto, con reazioni che paiono veementi verso chi esprime un parere diverso. Insomma, in continuità con quello che abbiamo ascoltato pochi mesi fa (per chi ne conserva memoria).

Chi prova a segnalare delle inefficienze o a esprimere opinioni critiche diventa rapidamente bersaglio di risposte sferzanti, spesso in lunghi post che mirano a screditare l’interlocutore, accompagnati da commenti di una rete di sostenitori pronti a rincarare la dose. In questo clima, le osservazioni si trasformano in atti rischiosi e il confronto aperto diventa quasi impossibile. Ci si aspetterebbe una maggiore apertura alle critiche dopo anni di opposizione “social”, invece sembra che vi sia una certa intolleranza al dissenso.

Intanto, in nome di questo “cambiamento”, alcune figure si trovano costantemente presenti nelle immagini di eventi (organizzati da altri enti). Una strategia di visibilità senza dubbio efficace, ma ciò che ora molti si aspettano sono anche prese di posizione su questioni urgenti piuttosto che una semplice presenza di facciata.

Un esempio emblematico è il caso delle fonderie Pisano, dove il silenzio di queste settimane è stato assordante su un tema che tocca profondamente la comunità. Se davvero si vuole fare la differenza è ora di dimostrare un attaccamento reale alla comunità con azioni concrete e scelte politiche chiare, oltre alle presenze scenografiche. Quantomeno ci si esponga.

P.S.: Infine è curioso notare come alcune figure (che per anni sono rimaste assenti da eventi o appuntamenti amministrativi) oggi appaiano improvvisamente al centro della scena politica dichiarando un amore incommensurabile quasi mai visto, però, negli anni precedenti.

L’attenzione dell'opinione pubblica dovrebbe concentrarsi inevitabilmente su questo modus operandi, su questa incoerenza e sulle loro scelte future!

"Menumal ca a l'Auletta n sapim".

03/10/2024

TUTTI ABBIAMO BISOGNO DI TEMPO, MA CI SONO MOMENTI IN CUI PER AGIRE È SUFFICIENTE LA VOLONTÀ.

Mentre nella vicina area industriale di Buccino e in molti comuni limitrofi si discute del possibile insediamento di fabbriche potenzialmente nocive per la salute della popolazione, è doveroso far notare una pesante assenza ai tavoli di discussione.

L'amministrazione comunale di Auletta continua a mancare appuntamenti fondamentali, dimostrando un preoccupante disinteresse per una questione che dovrebbe preoccupare, e non poco, la popolazione aulettese. Soprattutto chi, in qualità di amministratore, dovrebbe agire o almeno essere presente per garantire la protezione del nostro territorio e supportare chi si è dimostrato sensibile e presente nei momenti di bisogno.

Questo è ancora più grave se pensiamo che, solo pochi mesi fa, il tema ambientale era al centro del dibattito politico, portato avanti con grande enfasi durante la campagna elettorale.
Adesso sembra che quell’urgenza sia già stata messa in secondo piano, proprio in un momento in cui sarebbe necessaria maggiore attenzione.

La situazione della zona industriale di Buccino è ancor più preoccupante di quella che Auletta si è trovata ad affrontare per il possibile insediamento di un impianto di biometano, poiché si fronteggia un elevato rischio ambientale legato a un'azienda siderurgica e a una discarica. È necessario unirsi con gli altri Comuni del comprensorio per resistere a questi continui attacchi.

Inoltre, questi fattori di rischio per la salute non interessano meno i cittadini aulettesi, considerando che la distanza in linea d'aria da Cerreta e dall'area industriale di Buccino non è molto diversa.

Dov'è ora tutta quella preoccupazione per il futuro del nostro territorio e per l’ambiente? Qui è necessario prendere una posizione chiara. La salute e la sicurezza della nostra comunità devono rimanere una priorità costante, indipendentemente dalle circostanze, e bisogna continuare a battersi affinché vengano garantiti la trasparenza e l’impegno promesso.

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