27/05/2026
Ci sono uomini che, con il proprio pensiero, con la propria autorevolezza e con la propria umanità, finiscono per incarnare una parte della memoria civile e morale di una comunità.
Giuseppe Gargani è questo.
Aveva il tratto della politica alta, quella fondata sullo studio, sulla profondità culturale, sul rispetto delle istituzioni e sulla consapevolezza che il potere, senza senso del dovere, diventi soltanto esercizio sterile di sé stesso. In lui convivevano il rigore dell’uomo delle istituzioni, la lucidità dell’intellettuale e l’eleganza discreta di chi conosceva il valore dell’ascolto, della misura, del dialogo.
Questa fotografia custodisce il valore raro di una conversazione autentica, fatta di rispetto reciproco, attenzione e umanità. Ci sono immagini che fermano un momento; altre, invece, riescono a raccontare un modo di intendere la vita pubblica.
La sua scomparsa lascia un vuoto umano, culturale e politico che supera ogni appartenenza. Perché alcune figure diventano parte dell’identità profonda di una terra e contribuiscono, con il loro pensiero e con la loro storia, a costruirne la coscienza civile e sono memoria condivisa.
Conserverò il ricordo di tanti momenti con sincero affetto e profonda gratitudine.
Per i consigli, per la sensibilità, per quella capacità oggi sempre più rara di unire autorevolezza e gentilezza, rigore e umanità.
Alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene rivolgo il mio pensiero più partecipe e commosso.
A Dio