14/08/2026
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๐๐๐๐๐๐๐๐!!!
La scorsa settimana la giudice Maria Rosaria Palumbo ha depositato la sentenza con cui ha rigettato integralmente il ricorso dei lavoratori GLS- TEMI di Napoli, licenziati a ottobre 2024 a seguito di una serie di scioperi contro i salari da fame e gli innumerevoli soprusi subiti dall'azienda di proprietร di Francesco Tavassi.
La gravitร di questa sentenza non sta tanto nel rigetto della richiesta di reintegro dei licenziati, quanto nei suoi contenuti e nelle sue motivazioni, connotate da una chiara, esplicita e totale sudditanza dell'organo giudicante agli interessi padronali e, di converso, da un misto di indifferenza e di disprezzo nei confronti dei lavoratori.
Come SI Cobas abbiamo prodotto una disamina dettagliata di questa "sentenza", dalla quale sarร possibile coglierne a pieno la portata ferocemente antioperaia.
In questa sede ci limitiamo ad elencarne gli aspetti salienti:
1- La giudice "convalida" i licenziamenti sostenendo che non vi siano prove che ad ottobre 2024 i lavoratori avessero effettivamente scioperato, e quindi avalla la tesi padronale secondo cui non si trattava di sciopero ma di ripetute assenze ingiustificate. In tal modo la Palumbo demolisce uno dei pilastri centrali del diritto di sciopero, vale a dire la legittimitร dello sciopero senza preavviso.
2- La giudice nega senza alcun motivo il ricorso ai testimoni indicati dai lavoratori per provare il carattere sindacale, rivendicativo e collettivo dei suddetti scioperi. In pratica la Palumbo, pur di rendere in ogni caso "legittimi" i licenziamenti, concorre di fatto a un sostanziale occultamento delle prove!
Ciรฒ che รจ ancor piรน grave, la Palumbo "mutila" l'intero processo della fase istruttoria di accertamento nel merito dei fatti, delle argomentazioni e delle prove documentali prodotte nel ricorso.
In pratica, la giudice ha utilizzato l'intera durata del processo (8 mesi e almeno 4 udienze) solo ed unicamente per convincere i licenziati ad accettare un accordo conciliativo con i padroni!!!
3- La giudice nega qualsiasi irregolaritร nei contratti di appalto tra Nextlog e TEMI e tra quest'ultima e le agenzie di somministrazione (Generazione Vincente e Yes We Work), ignorando completamente la richiesta di istruttoria nel merito formulata dal legale dei licenziati sulla base di un'ampia ricostruzione delle ambiguitร e delle opacitร nei rapporti tra committenza e fornitori, e liquidando l'intera controversia solo sulla base di una semplice autocertificazione prodotta dai padroni in sede processuale.
4- La giudice nega ogni ipotesi di interposizione illecita di manodopera, con argomentazioni che stravolgono le norme del D.Lgs. 276/2003 (Riforma Biagi). Quest'ultima, pur riducendo notevolmente i casi di interposizione illecita, prevede infatti che i requisiti minimi di un appalto "genuino" siano l'autonomia organizzativa e il rischio di impresa in capo al fornitore.
Nonostante il giudice Palumbo ammetta la possibile mancanza di autonomia organizzativa in capo a Nextlog e una sua totale subordinazione a TEMI, riesce lo stesso a garantire ai padroni un "colpo di spugna", riducendo il concetto di "rischio di impresa" al semplice rischio del fornitore di non potersi aggiudicare l'appalto!!!
5- Come ciliegina sulla torta, la Palumbo pone a carico dei licenziati le intere spese di giudizio, ivi compresi gli onorari degli avvocati di parte padronale: si tratta di un atto politico con cui questa giudice conferma in maniera inequivocabile la propria ostilitร e il proprio disprezzo per i lavoratori!
6- In 13 pagine di "motivazioni" la Palumbo non dedica una sola parola alle condizioni di sfruttamento imposte che TEMI ha imposto ai lavoratori sui magazzini GLS; al contrario, l'intero dispositivo รจ caratterizzato da un mix di cavilli e di giudizi politici funzionali ad avallare la tesi secondo cui gli unici interessi meritevoli di tutela giuridica sono il mercato, i profitti, la competitivitร e l'abbattimento dei costi; per la Palumbo i lavoratori, che contribuiscono a creare quella ricchezza di cui anche ella รจ beneficiaria in quanto stipendiata coi proventi delle loro tasse, sono mera carne da macello; nient'altro che dei numeri da sacrificare in nome dei profitti, non importa quanto essi siano giusti e leciti!
๐๐ง ๐ฌ๐ข๐ง๐ญ๐๐ฌ๐ข: attraverso una serie interminabile di forzature nell'interpretazione delle norme e delle procedure che regolano il processo del lavoro, ๐ฅ๐ ๐๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ ๐๐๐ฅ๐ฎ๐ฆ๐๐จ ๐ซ๐๐๐ ๐ฅ๐๐ญ๐ญ๐๐ซ๐๐ฅ๐ฆ๐๐ง๐ญ๐ ๐๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ๐ฅ๐จ ๐จ๐ ๐ง๐ข ๐ซ๐๐ฌ๐ข๐๐ฎ๐จ ๐๐ข๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ ๐ฌ๐ข๐ง๐๐๐๐๐ฅ๐ ๐ ๐๐จ๐ฌ๐ญ๐ข๐ญ๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐๐ฅ๐ ๐ ๐ญ๐ฎ๐ญ๐๐ฅ๐ ๐๐๐ข ๐ฅ๐๐ฏ๐จ๐ซ๐๐ญ๐จ๐ซ๐ข, ๐ ๐๐ญ๐ญ๐ซ๐๐ฏ๐๐ซ๐ฌ๐จ ๐ฎ๐ง๐ ๐ฅ๐ข๐ง๐๐ ๐๐ข ๐๐จ๐ง๐๐จ๐ญ๐ญ๐ ๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐๐ฆ๐๐ง๐ญ๐ ๐ ๐ฉ๐ซ๐๐ ๐ข๐ฎ๐๐ข๐ณ๐ข๐๐ฅ๐ฆ๐๐ง๐ญ๐ ๐ฌ๐๐ข๐ฅ๐๐ง๐๐ข๐๐ญ๐ ๐ ๐๐๐ฏ๐จ๐ซ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฉ๐๐ซ๐ญ๐ ๐๐๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐๐ฅ๐, ๐ ๐ข๐ฎ๐ง๐ ๐ ๐ ๐ฎ๐ง๐ ๐ฌ๐๐ง๐ญ๐๐ง๐ณ๐ ๐๐ก๐ ๐๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ฆ๐ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐๐ซ๐๐ฅ๐ข๐ญ๐ฬ ๐๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐ข๐ญ๐ญ๐ข ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ฎ๐ง๐ข๐๐จ ๐๐จ๐ ๐ฆ๐ ๐๐๐ ๐ง๐จ ๐๐ข ๐ญ๐ฎ๐ญ๐๐ฅ๐ ๐ ๐ข๐ฎ๐ซ๐ข๐๐ข๐๐, ๐ฉ๐ข๐๐ ๐๐ง๐๐จ ๐ฅ'๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐ ๐ ๐ข๐ฎ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฉ๐ซ๐ฎ๐๐๐ง๐ณ๐ ๐๐๐ฅ ๐ฅ๐๐ฏ๐จ๐ซ๐จ ๐๐ ๐ฅ๐ข ๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข ๐ฉ๐๐๐ซ๐จ๐ง๐๐ฅ๐ข: ๐ง๐๐ฅ ๐๐๐ฌ๐จ ๐๐ข ๐ฌ๐ฉ๐๐๐ข๐, ๐ ๐ฅ๐ข ๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐๐ฌ๐ฌ๐ข ๐๐ข ๐
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Ciรฒ che rende tutto ciรฒ ancor piรน sconcertante รจ il fatto che la dottoressa Palumbo non รจ affatto nuova a "sentenze" di questo tipo: questa รจ al contrario solo l'ultima "perla" di un giudice che sembra aver assunto come sua "missione" la demolizione dei diritti dei lavoratori e l'asservimento della sezione-lavoro del Tribunale di Napoli agli interessi di padroni e caporali senza scrupoli...
Negli scorsi anni come SI Cobas abbiamo infatti giร avuto modo di "sperimentare" piรน volte le modalitร di conduzione dei processi sul lavoro di questo giudice, la sua faziositร e i suoi metri di giudizio sistematicamente sbilanciati a favore della parte datoriale: valgano su tutti i casi dei lavoratori del porto di Napoli (Conateco e Turi Trasport) i cui ricorsi contro i licenziamenti, per il riconoscimento di cospicue differenze retributive e per la corretta applicazione del CCNL sono stati sistematicamente rigettati dalla Palumbo con "motivazioni" analoghe a quelle addotte per licenziati GLS- TEMI...
Come SI Cobas sosteniamo da sempre che la battaglia contro i soprusi padronali non puรฒ essere certo delegata unicamente ai Tribunali borghesi, e non abbiamo mai coltivato illusioni sulla loro presunta "imparzialitร ": tale consapevolezza non puรฒ e non deve perรฒ esimerci dal denunciare con forza quelle sentenze che, come nel caso dei licenziati GLS -TEMI, svelano in maniera chiara ed esplicita la totale sudditanza del giudice agli interessi dei padroni.
๐๐ข ๐๐ซ๐จ๐ง๐ญ๐ ๐ ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐ ๐๐ง๐ง๐๐ฌ๐ข๐ฆ๐ ๐๐ข๐๐ก๐ข๐๐ซ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐ข ๐ ๐ฎ๐๐ซ๐ซ๐ ๐๐ข ๐ฅ๐๐ฏ๐จ๐ซ๐๐ญ๐จ๐ซ๐ข ๐ฌ๐ข๐๐ฆ๐จ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ง๐ญ๐ข ๐ ๐๐๐ซ๐ ๐๐๐ญ๐ญ๐๐ ๐ฅ๐ข๐ ๐๐จ๐ง ๐จ๐ ๐ง๐ข ๐ฆ๐๐ณ๐ณ๐จ ๐ ๐ข๐ง ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ญ๐ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐๐ข!
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Per quanto facciamo appello a tutte le realtร che in questo anno e mezzo hanno sostenuto i licenziati GLS-TEMI e a tutti coloro che hanno davvero a cuore gli interessi dei lavoratori, affinchรฉ questo esempio di insubordinazione alla dittatura del profitto e del malaffare continui a far sentire con forza la propria voce, sia dentro che fuori le aule del Tribunale.
A breve comunicheremo le prossime iniziative.
13.08.2026
Coordinamenti provinciali SI Cobas della Campania
๐๐๐ Il comunicato con l'analisi integrale della sentenza รจ consultabile al seguente link:
https://drive.google.com/file/d/1jQ4gSOGxzfA8Ni0GT_YwsL9ngvoMLblH/view?usp=drivesdk