03/05/2026
Osservare con attenzione, 12 aprile a San Martino di Campagna, con il Comitato spontaneo contro la riapertura della Cava
Al ritmo del passo, che ci è così proprio, abbiamo attraversato e osservato con intenzione il paesaggio della campagna intorno alla cava Casali Sartori.
Molti segni antichi restano visibili. I segni della vita mezzadrile e bracciantile: le siepi che separavano le proprietà, di robinia e nocciolo, carpino e biancospino; il canale Brentella costruito alla fine del XV secolo con pietre disposte in modo da resistere alle alluvioni e sostenere le rive; il casale Sartori bruciato; le bellissime Chiesette affrescate nel XVI-XVII secolo da maestranze di scuola veneta.
Oggi la campagna è riscoperta, dove possibile, dal turismo lento. È molto meno vissuta da chi lavora la terra, ma è intensamente sfruttata, perché è parte del sistema produttivo industriale. Tante cose accadono, lontano dai nostri occhi. Ad esempio, la presentazione di un progetto per estrarre 1.200.000 metri cubi di ghiaia, per 25 metri di profondità, in un'area vasta della campagna di San Martino.
Resta fermo il caratteristico profilo delle montagne, origine delle ghiaie che hanno costruito il suolo povero dell'alta pianura.
Per questo, una cinquantina di persone e diversi cani hanno osservato con intenzione il paesaggio, che riflette e compone i valori della comunità.
Grazie al Comitato e l'operatrice naturalistica del CAI che insieme hanno accompagnato con informazioni le osservazioni. Grazie anche a chi ha voluto anonimamente condividere alcune foto sulla situazione interna del centro di tiro a segno. È una situazione che secondo noi va esaminata, prima del movimento delle ruspe.