31/08/2026
PCI - Partito Comunista Italiano
PCI Sicilia
𝗔 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗖𝗨𝗡𝗢 𝗜𝗠𝗣𝗢𝗥𝗧𝗔?
L'Osservatorio Nazionale morti sul lavoro curato da Carlo Soricelli informa che i morti nei luoghi di lavoro da inizio anno al 29 agosto sono 756 che diventano complessivamente 959 se di considerano anche i decessi in itinere. Questo è il numero di gran lunga più alto da quando l'Osservatorio ha iniziato ad operare il 1° gennaio 2007. Solo che quel numero non è “neutro”, né una sequenza di cifre.
Rappresenta una moltitudine di persone vittime di veri e propri “omicidi sul lavoro” che, chi ci governa non considera tali visto che non fa nulla per contenere un fenomeno che non è più emergenza ma frutto del sistema spaventoso nel quale viviamo. Ma non ci facciamo più caso, ci stiamo abituando a una tragedia che sta diventando, nel pensiero comune, normale, inevitabile. Del resto, ci fanno capire “lorsignori”, non abbiamo forse altre cose alle quali pensare? Cose come, ad esempio, “cosa promettere per vincere le elezioni?” o “chi sarà il candidato del Campo Largo?” e magari “come convincere la gente della necessità di fare quante più guerre possibile?”, “come nascondere le intercettazioni scomode?”, “come rimuovere le persone non gradite?” e così via.
Intanto lavoratrici e lavoratori devono sottostare a condizioni disastrose e accettare lavori insicuri, pagati poco o niente, subire ricatti occupazionale e condizioni di servitù indegne per una nazione che si definisce civile e democratica. E lo sarebbe se solo si decidesse di attuare la Costituzione invece che volerla distruggere cancellando i diritti fondamentali, favorendo la precarietà, permettendo i subappalti a cascata, chiudendo gli occhi di fronte alla piaga del caporalato, aumentando l'età pensionabile, rendendo il lavoro sempre più faticoso e stressante.
Si guardino i numeri e non si giri la vista da un'altra parte. Se il 29 agosto si contano 756 morti nei luoghi di lavoro, il 24 agosto, quindi solo cinque giorni prima, erano 735 e a fine agosto negli anni scorsi furono 683 nel 2025, 686 nel 2024, 620 nel 2023, 534 nel 2022. Una crescita che si oppone, con la forza dei numeri, a qualsiasi tentativo di minimizzazione e all'indifferenza che copre il massacro di lavoratrici e lavoratori.
Risolvere la questione della mancanza di sicurezza nel lavoro dovrebbe essere la vera priorità di una società come la nostra. Una società malata e impoverita (tranne che per un'esigua minoranza di ricchissimi individui). Invece ci armiamo spendendo decine di miliardi non certo per difenderci ma per preparare le prossime guerre. Solo chi non vuole vedere non vede e chi non vuole capire può far finta di non sapere che sono necessari investimenti importanti, che bisogna indirizzare l'uso della tecnologia e dell'intelligenza artificiale verso il benessere della collettività, che le “morti bianche” sono veri e propri “omicidi sul lavoro” e, quindi, reati penali, che è necessario abolire il precariato e il lavoro nero, alzare i salari, diminuire il tempo di lavoro e far pagare il giusto a chi non paga le tasse e si arricchisce grazie alla fatica, al tempo e alla vita di chi lavora.
Dipartimento lavoro PCI