19/05/2020
PER AMOR DEL VERO!
Abbiamo affermato, ed ancora ne siamo convinti, che il senso di responsabilità deve prevalere in questo frangente e che vanno superate le contrapposizioni politiche.
Noi eravamo e siamo ancora di questo avviso, ma ci corre l’obbligo di chiarire alcuni aspetti su una vicenda, che oggi, ricade inesorabilmente sulle sorti del nostro comune.
Abbiamo il fondato sospetto che certi aiuti, non potranno arrivare dal comune, ma ovviamente, saremmo lieti di esser smentiti.
Purtroppo il dissesto, che quasi sembra svanito dall’agenda politica bacolese, sembra farsi spazio, nella già complessa situazione attuale.
Passando ai fatti:
- Era il 10 aprile 2018 quando la giunta Picone, presentava, nella sessione del bilancio, una serie di misure per evitare il dissesto;
- Era necessario approvare quelle misure, ma potevano essere superate da una politica economica più rigida;
- Fra quel che si prospettava, su tutti, spiccava: la vendita di alcuni edifici comunali e il put (piano urbano traffico);
- Un ente non può restare senza bilancio, per cui, la Legge prevede che se un documento singolo che compone il bilancio viene bocciato, lo stesso bilancio non risulta approvato, ed il PUT è un documento che componeva il bilancio;
- Quel 10 aprile 2018 vide la mancata approvazione del PUT;
- Non fu certamente un successo quell’episodio, per cui il sindaco decise di dare le dimissioni;
- IL MINISTERO DEGLI INTERNI QUINDI SCIOGLIE IL CONSIGLIO COMUNALE PERCHÉ L’ENTE NON AVEVA APPROVATO IL BILANCIO, NON PERCHÉ IL SINDACO AVEVA RASSEGNATO LE DIMISSIONI;
- Quella mancata approvazione aprì, per tutti noi, il baratro del dissesto;
- Il consiglio, tenutosi poi il 10 maggio 2018, nel quale si proponeva lo schema del dissesto, non avrebbe cambiato le sorti dell’ente, ormai avviatosi al peggio, qualunque decisione avesse prodotto;
- Questo lo sapevano tutti i consiglieri eletti, sia quelli di maggioranza, sia quelli di opposizione;
Ecco, questi giorni, ci danno l’impressione, che si può sfuggire o travisare tutto, ma poi le responsabilità restano, e col tempo, inesorabilmente chiedono, il conto agli autori di certe azioni.
Chi decise di votare contro, all’epoca, oggi siede nuovamente in consiglio comunale, non tutti certo, e non tutti con le stesse cariche, ma ancora parlano di noi, dipingendoci come persone che non siamo!
Questo non è un’attacco a nessuno, ma la giusta cronistoria dei fatti, che serve per evitare errori simili in futuro, o perché no, anche in questi momenti.
Noi non siamo rappresentati in consiglio comunale, non possiamo dibattere in quella onorevole sede di democrazia, ci è dato solo suggerire le nostre idee, con delle proposte scritte, come abbiamo fatto.
Noi non avremo il comportamento delle opposizioni del 10 aprile 2018, perché oggi come allora, c’è Bacoli di mezzo, che è molto più importante delle appartenenze politiche o delle ambizioni di poche persone.
Purtroppo, sembra che quella votazione contraria al bilancio di 2 anni fa, oggi cada sulle nostre teste soffocandoci, e stavolta verosimilmente, si vedranno tutte le misure paventate dall’ass. Benincasa, materializzarsi sotto i nostri occhi.
A cosa è servito tutto questo e perché si continua a raccontare il falso, ancora non è dato saperlo, ma sarebbe il caso che il senso di responsabilità di cui sopra, non resti solo un principio da enunciare, bensì un dato di fatto che pone rimedio agli errori del passato e renda più vivibile il presente.