04/09/2026
UN NUOVO SPAZIO PER IL LICEO, UN NUOVO SPAZIO PER LA COMUNITÀ
Oggi, 4 settembre 2026, è stata una giornata importante per il Liceo Ginnasio “Francesco Scaduto” di Bagheria. Con la consegna dei locali del plesso di via Orazio Costantino si compie un passaggio concreto e significativo di un percorso lungo, complesso e fortemente voluto dalla scuola. Il passaggio di consegna è avvenuto tra la Città Metropolitana di Palermo, rappresentata dal Direttore Generale dott. Nicola Vernuccio e la Dirigente Scolastica prof.ssa Carmela Tripoli. I nuovi locali consentiranno di accogliere prevalentemente le classi del Liceo Classico e permetteranno alla scuola, già con l'avvio del nuovo anno scolastico, di realizzare un obiettivo atteso da tempo: l'avvio della settimana corta, con il sabato libero. Ma quello di oggi, per la nostra comunità, non è stato soltanto un trasferimento di classi. Quello di oggi è stato il risultato di un lavoro paziente, costante e determinato, costruito nel tempo attraverso un confronto continuo tra la Dirigenza e l’Ufficio Edilizia Scolastica della Città Metropolitana di Palermo, e in particolare attraverso la preziosa collaborazione dell'ingegnere Silvana La Gattuta, responsabile del settore dell'edilizia scolastica per la Città di Bagheria. A tutti loro va il più sincero ringraziamento per aver contribuito, ciascuno per la propria parte e nell'ambito delle proprie responsabilità, a trasformare una necessità in una concreta opportunità per la scuola. Recuperare spazi significa per noi restituire opportunità. Gli spazi non sono semplicemente metri quadrati da riempire con banchi e sedie, gli ambienti di apprendimento sono parte integrante del progetto educativo.
Avere a disposizione nuovi locali significa poter organizzare meglio le attività didattiche, rendere più funzionale la vita scolastica, ridurre le rigidità organizzative e offrire agli studenti ambienti più adeguati alla molteplicità delle esperienze che oggi una scuola deve saper proporre. Il nuovo plesso ospiterà, oltre alle aule, anche la biblioteca e importanti laboratori: gli spazi STEM e di robotica e il laboratorio chimico-fisico.
Una biblioteca non è soltanto un luogo nel quale conservare libri: è uno spazio nel quale si costruisce pensiero.
Un laboratorio non è soltanto un'aula attrezzata: è il luogo nel quale la curiosità diventa ricerca, l'errore diventa occasione di apprendimento e la teoria incontra l'esperienza. Una scuola non deve essere soltanto il luogo nel quale si viene per frequentare le lezioni, deve essere un luogo nel quale una comunità produce e condivide cultura. E una scuola che recupera e valorizza i propri spazi ha il dovere di aprire quegli spazi al territorio, diventando sempre più un presidio culturale, un luogo di incontro, di confronto, di educazione e di crescita collettiva.
Questo risultato assume un significato ancora maggiore se si guarda al percorso che lo ha preceduto. Per anni la scuola ha dovuto fare i conti con una disponibilità di spazi non adeguata alle proprie esigenze, affrontando quotidianamente una complessa organizzazione dell'orario e, soprattutto, la necessità di ricorrere alla turnazione in orario diurno per evitare, per quanto possibile, i rientri pomeridiani. Sono stati anni nei quali ogni soluzione organizzativa ha richiesto capacità di adattamento, attenzione e un grande lavoro di squadra. Non sempre è stato semplice.
Ci sono state emergenze, difficoltà, cambiamenti dell'ultimo momento e problemi organizzativi che hanno richiesto alla scuola di trovare ogni volta una soluzione, senza mai perdere di vista l'obiettivo principale: garantire agli studenti la migliore possibile qualità del servizio scolastico.
Per questo il traguardo raggiunto oggi non può essere considerato un fatto puramente tecnico o logistico.
È certamente il risultato della perseveranza, dell'impegno e della determinazione con cui la Dirigenza ha seguito nel tempo la questione degli spazi, lavorando in stretta sinergia con la Città Metropolitana, ma è anche il risultato della capacità della comunità scolastica di affrontare le difficoltà senza arrendersi ad esse.
Un ringraziamento particolare va quindi a tutto il personale della scuola, ai docenti, al DSGA dott. Antonio Balotta, al personale ATA e a tutti coloro che, in questi anni, hanno contribuito a rendere possibile la gestione di una situazione organizzativa certamente non semplice.
Un pensiero speciale va ai più stretti collaboratori della Dirigente Scolastica, i prof. Olimpia Puleo e Toni Safina, che hanno condiviso quotidianamente la responsabilità delle scelte, organizzando e gestendo le numerose emergenze legate alla carenza di spazi e alla complessità dell'organizzazione oraria. Dietro ogni soluzione che ha funzionato, dietro ogni cambiamento di aula, ogni rimodulazione dell'orario, ogni emergenza risolta, c'è stato un lavoro spesso silenzioso e poco visibile, ma fondamentale.
A tutti loro va la gratitudine della Dirigenza e dell'intera comunità scolastica.
La pedagogia ci insegna che l'apprendimento non avviene soltanto attraverso ciò che si insegna, ma anche attraverso i contesti nei quali si apprende.
Un ambiente ordinato, funzionale, accogliente, stimolante e pensato per attività differenti comunica agli studenti un messaggio importante: "la scuola crede in voi e investe nella vostra crescita". Per questo recuperare spazi significa, in fondo, recuperare opportunità educative. Significa poter immaginare una scuola nella quale il libro, la scienza, la tecnologia, la creatività, la ricerca e la relazione possano trovare luoghi adeguati per esprimersi. E significa poter costruire una scuola ancora più aperta, capace di dialogare con le famiglie, con le istituzioni, con le associazioni e con il territorio, mettendo a disposizione della comunità il proprio patrimonio di conoscenze, competenze e professionalità.
La consegna dei locali è un passaggio tecnico indispensabile per poter iniziare concretamente a organizzare le classi, predisporre gli ambienti e pianificare il nuovo orario scolastico. Ma, per il Liceo “Francesco Scaduto”, questo è soltanto il primo passo. Il nuovo plesso sarà infatti protagonista di un momento ben più solenne e significativo quando verrà ufficialmente intitolato a Sara Campanella, ex alunna del nostro Liceo, vittima innocente di femminicidio. Sarà allora che questo luogo assumerà anche un valore simbolico: non soltanto uno spazio restituito alla scuola, ma un luogo della memoria, della cultura e dell'educazione. Un luogo nel quale le nuove generazioni potranno studiare, sperimentare, leggere, confrontarsi e crescere, portando con sé anche il ricordo di una giovane donna che appartiene alla storia della nostra comunità scolastica.