Alternativa Bagnolo

Alternativa Bagnolo Alternativa Bagnolo. Per tutti i Cittadini di Bagnolo che vogliono attivamente dare un contributo al paese dove vivono.

È disponibile online, e può essere visualizzato, il programma elettorale del M5S per le elezioni amministrative del 26 maggio 2019 a Bagnolo in Piano,che Alternativa Bagnolo considera il proprio vincolo di mandato e continuerà a portare avanti.

𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟭𝟰 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢 𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢16.06.2026Col banchetto tenutosi domen...
17/06/2026

𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠
𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟭𝟰 𝗚𝗜𝗨𝗚𝗡𝗢 𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢
16.06.2026

Col banchetto tenutosi domenica 14 giugno si è conclusa, con risultati più che soddisfacenti, la raccolta firme in piazza a Bagnolo in Piano. Prosegue, fino a domani, la raccolta presso gli uffici comunali.

I prossimi banchetti programmati sul territorio, dopo quello a Sassuolo di oggi, già comunicato:

Giovedì 18 giugno ore 9-12
Casalgrande, angolo fra via Prampolini e piazza Martiri della libertà

Sabato 20 giugno ore 9-13
Reggio Emilia, piazza Fontanesi ang. via Campo Marzio

Pro memoria: presso gli uffici dei comuni la raccolta si conclude il 17 giugno, ai banchetti il 13 luglio, online tramite SPID, qui (https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6200004), il 27 luglio.

𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢09.06.2026Mercoledì 10 giugno ore 9-12Cavriago, piazza del mercato ...
09/06/2026

𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠
𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢
09.06.2026

Mercoledì 10 giugno ore 9-12
Cavriago, piazza del mercato

Giovedì 11 giugno ore 9-11
Casalgrande, incrocio via Prampolini - piazza Martiri della libertà

Sabato 13 giugno ore 9-12
Fabbrico, viale Roma davanti farmacia

Sabato 13 giugno ore 9:30-12:30
Reggio Emilia, piazza Fontanesi ang. via Marzio

Sabato 13 giugno ore 15:30-19
Modena, via Emilia Centro 171

Domenica 14 giugno ore 9:30-12.30
Bagnolo in Piano, piazza Garibaldi 21/A

Martedì 16 giugno ore 9-12
Sassuolo, piazza Garibaldi ang. via Cesare Battisti

Presso gli uffici dei comuni la raccolta si conclude il 17 giugno, ai banchetti il 13 luglio, online tramite SPID, qui (https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6200004), il 27 luglio.

𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟯𝟭 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘01.06.2026Le firme raccolte a Bagnolo il 31 magg...
02/06/2026

𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠
𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟯𝟭 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢 𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗘 𝗗𝗔𝗧𝗘
01.06.2026

Le firme raccolte a Bagnolo il 31 maggio, vedi foto, nonostante il "ponte" del 2 giugno hanno superato le più rosee aspettative.

Tante persone a firmare da fuori comune e financo da fuori provincia, appositamente informatesi; tante di orientamento politico diverso, ad attestare che la richiesta di referendum per abrogare il finanziamento pubblico ai giornali, è d'interesse pubblico e del tutto trasversale.

Ancora grazie al capogruppo di Bagnolo Viva, Gianluca Paoli, già Sindaco del Comune dal 2019 al 2024, presente ad autenticare le firme.

Prossimi banchetti sul territorio:

Giovedì 4 giugno a Castellarano, piazza XX luglio dalle 9:30 alle 12:00.

Sabato 6 giugno a Reggio Emilia, piazza Fontanesi angolo via San Carlo dalle 9:30 alle 12:30.

A Bagnolo, il prossimo fine settimana, una breve pausa.

29/05/2026

𝗟'𝗔𝗭𝗭𝗔𝗥𝗗𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀ 𝗨𝗡 𝗚𝗜𝗢𝗖𝗢
𝗧𝗘𝗡𝗗𝗘 𝗖𝗔𝗥𝗜𝗧𝗔𝗦 𝗜𝗡 𝟯𝟰 𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔̀
29.05.2026

Domenica 31 maggio la Caritas allestirà in 34 città le "Tende del buon gioco", per dire "no" all'azzardo, una delle piaghe sociali dei nostri tempi, che gioco di certo non è. Con una certa ignoranza alcuni parlano a tal proposito di "ludopatia" e non invece di "azzardopatia" come si dovrebbe, confondendo appunto il gioco in quanto tale, che è carattere fisiologico tipico della specie umana, con la patologica dipendenza di chi butta soldi e spesso rovina se stesso e la propria famiglia inseguendo compulsivamente il miraggio di un guadagno facile, casuale e immeritato.

Le 34 Caritas diocesane che aderiscono all'iniziativa, di cui si parla per esempio qui (https://www.caritas.it/la-tenda-del-buon-gioco-per-dire-no-allazzardo/) e qui (https://www.avvenire.it/attualita/in-piazza-arrivano-le-tende-contro-lazzardo-il-vero-gioco-crea-comunita_108951), intendono promuovere il progetto "Vince chi smette", vedi qui (https://vincechismette.it/).

L'iniziativa di domenica 31 maggio è volta a promuovere occasioni di incontro, ascolto e sensibilizzazione capaci di diffondere una cultura del gioco sano e responsabile e di richiamare l’attenzione sui rischi legati alla pratica dell’azzardo, anche nelle sue forme più diffuse e ormai normalizzate.

Secondo la campagna "Mettiamoci in gioco" (dati diffusi il 15 aprile 2026) nel 2025 il volume del gioco d'azzardo rilevabile - e non tutto lo è - ha toccato il nuovo record di 164,6 miliardi di euro, oltre 7 miliardi di euro in più rispetto al 2024 (+ 4,55%). La politica, secondo "Mettiamoci in gioco", o à connivente o si volta dall'altra parte, mentre fondi finanziari speculativi e gruppi criminali realizzano sporchi ed enormi profitti. Le entrate erariali dall'azzardo ammontarono nel 2025 a 11,4 miliardi. Forse da questo l'inazione della politica? In realtà lo Stato, mentre il volume del giocato aumentava sensibilmente, nel 2025 incassò addirittura lo 0,74% in meno rispetto all'anno prima. E nel 2024 la Corte dei conti aveva rivolto al governo un richiamo circa la sproporzione tra le cifre giocate, quelle che restano all'erario e gli enormi costi sociali dell'azzardo: cure mediche, tragedie familiari, persone che finiscono sul lastrico e altre che la dipendenza spinge a delinquere.

Nel migliore dei mondi possibili l'azzardo semplicemente non esisterebbe. Nel nostro occorre invece farci i conti e, al minimo, contrastarlo con tutta la determinazione possibile.

L'iniziativa Caritas, di fronte all'inerzia di chi avrebbe il compito istituzionale di intervenire, merita apprezzamento e sostegno. Si può essere o non essere cattolici, ma incontestabile è il fatto che una delle poche forze oggi attive nel sociale e a tutela della dignità umana, in un mondo dove la demolizione dei valori viene spacciata per libertà, tutto è in vendita e da tutto si può trarre profitto, resta proprio la chiesa cattolica che, come anche altre, non ha paura di mettere in campo la propria autorevolezza spendendosi, senza la doppiezza della politica politicante, per delle buone cause. "E che giova all'uomo se guadagna tutto il mondo e perde l'anima sua?" (Giovanni detto Marco, 8:36)

E pensare che il 26 novembre dello scorso anno la maggioranza PD & controllati che amministra il nostro Comune pensò bene, col pretesto di avviare delle consultazioni, di respingere in Consiglio comunale la mozione presentata dal gruppo di minoranza "Bagnolo Viva" che proponeva, sulla scorta di quanto già fatto altrove con buoni risultati, di disporre con ordinanza limiti di orario di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro collocati negli esercizi autorizzati. Non avrebbe risolto il problema dell'azzardo, ma sarebbe stato un segnale di attenzione. No, nemmeno questo. Sconforta, ma non sorprende.

𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗕𝗥𝗢𝗚𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗗𝗗𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔𝗜 𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗜26.05.2026Continua la raccolta di firme ...
26/05/2026

𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗕𝗥𝗢𝗚𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗗𝗗𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔
𝗜 𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗜
26.05.2026

Continua la raccolta di firme per la richiesta di referendum abrogativo del finanziamento pubblico ai giornali. I prossimi banchetti in provincia di Reggio Emilia:

Giovedì 28 maggio a Castellarano, piazza 20 luglio, dalle 10:00 alle 12:00.

Sabato 30 maggio a Scandiano, viale 25 aprile di fronte al teatro, 10:30 alle 13:00.

Domenica 31 maggio a Bagnolo in Piano, piazza Garibaldi lato portici civico 21/A, dalle 9:30 alle 12:30.

Chi non potendo recarsi ai banchetti voglia comunque firmare può farlo presso lo sportello URP del proprio Comune (meglio telefonare prima per accertarsi della pronta disponibilità dei moduli) oppure, tramite SPID e senza pagare nulla, sull'apposito portale del ministero della giustizia, qui
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6200004

𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗧𝗘𝗡𝗨𝗧𝗢 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟮𝟰 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢25.05.2026Alla prima uscita già è stato raccolto un buon num...
26/05/2026

𝗥𝗔𝗖𝗖𝗢𝗟𝗧𝗔 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗘 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠
𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗧𝗘𝗡𝗨𝗧𝗢 𝗗𝗢𝗠𝗘𝗡𝗜𝗖𝗔 𝟮𝟰 𝗠𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢
25.05.2026

Alla prima uscita già è stato raccolto un buon numero di firme.
Un particolare ringraziamento va al capogruppo consiliare di Bagnolo Viva, Gianluca Paoli, già Sindaco del Comune dal 2019 al 2024, resosi disponibile ad autenticare le firme raccolte. In questo caso, per di più, con un preavviso brevissimo, data l'inopinata assenza di chi avrebbe originariamente dovuto svolgere tale funzione.
Prossimo banchetto a Bagnolo in Piano domenica 31 maggio, seguiranno dettagli.

𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗕𝗥𝗢𝗚𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗗𝗗𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜 𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗜 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢20.05.2026Procede la raccolta firme ...
20/05/2026

𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗕𝗥𝗢𝗚𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗥𝗘𝗗𝗗𝗜𝗧𝗢 𝗗𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗔𝗟𝗔𝗡𝗭𝗔
𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗦𝗦𝗜𝗠𝗜 𝗕𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘𝗧𝗧𝗜 𝗦𝗨𝗟 𝗧𝗘𝗥𝗥𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜𝗢
20.05.2026

Procede la raccolta firme per la richiesta di referendum abrogativo del finanziamento pubblico ai giornali. I prossimi banchetti:

Giovedì 21 maggio a Castellarano, piazza XX luglio dalle 10:00 alle 12:00.

Sabato 23 maggio a Reggio Emilia, piazza Fontanesi angolo viale San Carlo dalle 9:30 alle 12:30.

Domenica 24 maggio a Bagnolo in Piano, piazza Garibaldi lato portici civico 21/A dalle 9:30 alle 12:30.

23/03/2026

𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔, 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗗𝗘𝗦𝗦𝗢, 𝗘̀ 𝗙𝗔𝗧𝗧𝗔
𝗠𝗔 𝗟𝗔 𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀ 𝗖𝗛𝗜𝗨𝗦𝗔
23.03.2026

Netto l'esito del referendum costituzionale che ha bocciato senza remissione la Legge Nordio sulla magistratura.
Avesse prevalso il "sì", sarebbe stata perduta una battaglia ma non ancora la guerra.
Ha vinto invece il "no". Bene. Una battaglia è vinta ma la questione non è chiusa. Qualcuno vorrà riprovarci. Bisognerà vigilare, non abbassare la guardia. Incalzare l'avversario in rotta. Bastonare il cane che affoga, direbbe Mao Tse-tung.

Per una volta, ha vinto l'Italia migliore. Fuori dai partiti e oltre i partiti, a cominciare da quelli che adesso abusivamente s'intestano la vittoria. Grazie a chi si è recato alle urne questa volta non votando ormai da tempo alle consultazioni elettorali. Anche ai non pochi elettori di Lega e FdI che hanno anteposto l'interesse della nazione a quello di partito contribuendo in maniera decisiva al risultato e che ringraziamo. A differenza di altri non abbiamo mai disprezzato in toto coloro che, per reazione non condivisibile ma comprensibile, alle elezioni politiche votarono speranzosi per l'unico partito rimasto fuori dalla palude Draghi. Né li abbiamo mai insultati come "fascisti". Siamo lieti si siano rammentati della cultura legalitaria che fino a qualche anno fa, prima che la Melona si acconciasse a pagare il pedaggio ai berluschini, ancora albergava da quelle parti.

Quel che conta, in termini di clima politico e di cultura sociale diffusa, è la sconfitta dei "garantisti" di se stessi, dei liberali liberisti libertari liberastacippa, dei profeti dello stato minimo, dei depenalizzatori forsennati, degli ossessionati dalla magistratura a prescindere. Ultimi aggregati, pur contando meno di zero, i capetti dei gruppuscoli finti sovranisti che in quest'occasione hanno gettato la maschera accodandosi al "sì" in allegra compagnia di Magi, Calenda, Sallusti, Palamara, Di Pietro, Picierno, Cottarelli, Ichino, Nannicini, Giachetti e Pittella. Parte dei loro, non obnubilata, ha votato in senso esattamente contrario. Buon viaggio fino al cestino della nettezza urbana. Per i fondelli non prenderanno più nessuno.

Quanto alla magistratura, che perfetta di sicuro non è, confidiamo non voglia mancare questa occasione per autoemendarsi seriamente, innanzitutto superando il sistema delle correnti che ne mina la popolarità e parte della credibilità. Uomini al di sopra delle correnti e di fatto al di fuori della medesima ANM, come Gratteri e Di Matteo, hanno guidato la vittoriosa battaglia del "no". Auspichiamo vivamente che, forti del loro determinante contributo a questo successo, vogliano prendere essi in mano, con proposte coraggiose e tempestive, i destini di un'istituzione essenziale agli effetti di una giustizia rapida, efficace, corretta, responsabile, estranea a ogni condizionamento ideologico.

Ci auguriamo, infine, che davvero i conti con mentitori, diffamatori e spacciatori di notizie false, opportunamente rimandati a dopo il 23 marzo, vengano regolati a norma di Legge come prospettato di chi ne fu strumentale bersaglio. Ma a partire da domani. Stasera si festeggia.

23/03/2026

𝗣𝗥𝗘𝗠𝗜𝗔𝗧𝗔 𝗕𝗜𝗦𝗧𝗘𝗖𝗖𝗛𝗘𝗥𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗠𝗔𝗦𝗧𝗥𝗢
23.03.2026

Non è umanamente antipatico, Delmastro. Fra i suoi colleghi di governo risulta anzi fra i meno sgradevoli. Rispetto al suo attuale capo Nordio può persino sembrare un campione di simpatia. Quel tanto di spontaneità che mal s'adatta a un politicante, che lo indusse a lasciarsi sfuggire tempo fa che l'unica cosa buona nella Legge Nordio era il sorteggio, per esempio, ne tradisce una certa umanità ancora non del tutto corrotta dalle becere regole di sopravvivenza della casta per eccellenza, quella dei politichini.

Né crediamo si sia condotto in maniera coscientemente inonesta, o che nella squallida vicenda della "Bisteccheria d'Italia", nome che subito rimanda al leggendario Partito della Bistecca fondato nel 1951 con programma "Viva la pacchia!", o per meglio dire della "Cinque forchette srl", altro nome perfettamente evocativo, egli abbia commesso reati di sorta. Salvo prova del contrario, beninteso.

Trattasi nondimeno di sottosegretario di Stato in carica e al ministero della giustizia per di più, non di un quisque de populo. La cui carica, nemmeno merita sottolineare, impone livelli di attenzione sempre altissimi anche e soprattutto a riguardo di sempre possibili, ancorché involontari, accostamenti al mondo del crimine e circostanti àmbiti. Ingenuità non sono ammesse.

Si rammenti che Gennaro Sangiuliano, dal quale praticamente tutto ci divide ma al quale non si può non riconoscere doti di intellettuale autentico e coerenza politica non comune e che rispetto al tatuato suo successore riteniamo pur sempre un gigante, dovette dimettersi da ministro della cultura per non essere stato capace di tenere ben abbottonati i pantaloni e, pur tenuto conto di non essere lui Adone figlio di Mirra, nell'aggravante circostanza della relazione intrattenuta con una tal Boccia - non esattamente Miss Universo.

Con ogni rispetto per la cultura, sembra la giustizia essere settore di delicatezza e peso specifico un pochino superiori e dunque, non per colpa soggettiva o per malafede criminale - crediamo al buon Delmastro quando afferma che la mafia sia "una montagna di mer*a" - decenza vorrebbe che levasse le tende. Preferibilmente insieme a tutto il gruppetto di soggetti non affatto estranei alla politica che nella vicenda gli aveva fatto compagnia.

Qui appare peraltro emblematico il modo in cui - astraendo in toto dall'esito ormai imminente del referendum costituzionale - buona parte dei Flagelli d'Italia si conduce rispetto alle politiche della giustizia.

Da parte nostra invece ci auguriamo, cinicamente, che il sottosegretario resti al suo posto, perché ogni giorno in più in cui manterrà la sua carica sarà un giorno in più in cui l'attuale governo, indecoroso alla patria, camminerà con un bel bersaglio attaccato alla schiena sul quale, in un logorio continuato, andranno ad appuntarsi impietosi e sarcastici i memo della Bisteccheria.

19/03/2026

𝗗𝗜𝗩𝗘𝗥𝗦𝗘 𝗢𝗧𝗧𝗜𝗠𝗘 𝗥𝗔𝗚𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗣𝗘𝗥 𝗩𝗢𝗧𝗔𝗥𝗘 "𝗡𝗢" 𝗔𝗟 𝗥𝗘𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗗𝗨𝗠
19.03.2026

𝘘𝘶𝘢𝘳𝘵𝘢 𝘱𝘢𝘳𝘵𝘦

Più si approfondisce e si discute più si affermano le ragioni del ''no'' ed è questa la principale ragione per cui Melona & Soci tutto hanno fatto per fissare il referendum il prima possibile.

Sorvoliamo per economia di spazio sui costi aggiuntivi dei tre distinti organismi. Oggi il CSM unico costa circa 47 milioni/anno, moltiplichiamo per quanto? Merita rammentare che il demagogico taglio del numero dei parlamentari, concepito per allungare la vita della legislatura, avrebbe prodotto un risparmio teorico di circa 67 milioni/anno - presto poi assorbito da altre spese.

La magistratura, per varie ragioni in parte infondate, non è l'istituzione più popolare. I politicanti però sono ancora meno amati, basti vedere quanti più non votano alle elezioni. Al referendum però non si vota per orientamento politico bensì guardando agli effetti della Legge Nordio sui cittadini, sia diretti quanto agli assetti processuali, sia indiretti quanto a pesi e contrappesi fra istituzioni, che in caso di conferma verrebbero pesantemente alterati con nocumento delle libertà democratiche.

Se vincerà il "sì" le correnti della magistratura non cesseranno di esistere, adegueranno solo il proprio modus operandi. La giustizia per i comuni cittadini non sarà più rapida né più efficiente né più soddisfacente e diverrà ancor meno rigorosa nei confronti di politicanti, colletti bianchi, concentrazioni economiche e finanziarie. Sotto governo Draghi già per impulso della Cartabìa già il quadro della giustizia penale fu devastato con la nullificazione di procedimenti giudiziari non conclusi entro termini che la (voluta) mancanza di risorse rendeva irrealistici e con la procedibilità a sola querela di parte di reati odiosi come i borseggi, tutto ciò per "alleggerire" i tribunali da processi inerenti a certi reati, pur se con vittime, favorendo la giustizia civile soprattutto nell'interesse dei grandi gruppi transnazionali che ne lamentavano le lungaggini.

Fu di recente abrogato il reato di abuso d'ufficio, tipico dei politicanti. Se ne persegue una sempre maggiore impunità. Vengono proposte Leggi per abolire l'obbligo dell'azione penale, per fissare le priorità nell'indagare i crimini (e si può immaginare in quale ordine...), per gerarchizzare le procure, per privare i PM del potere di acquisire autonomamente le notizie di reato, e così via in un crescendo criminogeno per cui l'amministrazione della giustizia diverrebbe una sorta di terra di nessuno nella quale i predatori più facoltosi avrebbero sostanzialmente mano libera.

Non si vota "no" per cacciare l'attuale governo - che andrebbe semmai cacciato per altre ragioni, posto che l'attuale "opposizione" certo non ne costituisce una credibile alternativa - ma valutando i contenuti negativi della Legge, anche se tutti i politicanti, ognuno pro domo sua, hanno fatto l'impossibile per rendere la consultazione un match fra tifoserie contrapposte. Nondimeno, alcuni del PD (che non ci paiono i meno peggiori) voteranno "sì" mentre diversi elettori di Lega e FdI, memori di culture legalitarie, voteranno "no".

Si rammenti, infine, che le firme di 500.000 elettori per richiedere il referendum furono raccolte a dicembre e gennaio non da partiti o associazioni collaterali ma da un comitato di cittadini attivi. Alla fin fine, cane non mangia cane.

Se la Legge Nordio verrà confermata non si potrà tornare indietro. Bisogna pensarci adesso, guardando all'interesse di noi cittadini e non a quello dei politicanti che si dicono di "destra", di "sinistra" o di "centro" in un gioco delle parti che sistematicamente vede gli affari prevalere e il popolo soccombere. Alle urne, il 22 e il 23 marzo, votiamo un deciso e netto "NO" per non consegnare a costoro, una volta di più, il nostro destino.

FINE

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42011

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