24/04/2026
INAUGURAZIONE MAMB BAGNONE
Riabbraccia la sua storia Bagnone con la riapertura del Museo Archivio della Memoria. Un pomeriggio di festa ieri per il borgo con un taglio del nastro molto atteso, dopo circa un anno di lavori e un intervento da 300mila euro che ha dato almuseo un nuovo linguaggio, rendendolo moderno, tecnologico e pronto a dialogare
con le nuove generazioni.
L’inaugurazione ha visto la partecipazione commossa dell’amministrazione, dei tecnici e di tanti bagnonesi, incuriositi dal nuovo allestimento.
Il Museo adesso ha un nuovo linguaggio, abbiamo cercato di renderlo più moderno e
aperto alle nuove tecnologie. Attraverso la memoria possiamo far rivivere i personaggi della nostra storia, per conoscere cosa eravamo, cosa siamo e cosa vogliamo essere nel futuro.
I materiali della precedente esposizione sono stati aggiornati e ampliati, intrecciando i due grandi temi che hanno segnato la Lunigiana: la guerra e l’emigrazione. Senza dimenticare la Sala Raffaelli, una vera scoperta storiografica dedicata al fotografo bagnonese del primo novecento e ora valorizzata da una pubblicazione specifica. Si racconta la storia di un territorio povero costretto a confrontarsi con la miseria e la necessità di integrare il reddito. Abbiamo recuperato foto, lettere e testimonianze di un passato che rischiava
di svanire. Molte delle persone che appaiono nei monitor, oggi non ci sono più, ma vivono attraverso questo luogo, spingendoci a fare tesoro del passato per capire chi
vogliamo essere nel futuro.
Orgoglio per la nuova sala dedicata alla Resistenza, un periodo storico spesso sommerso ma fondamentale per la conquista della Repubblica; una sezione
fondamentale che analizza il contributo di Bagnone alla lotta partigiana, ricordando
episodi come quello del Monte Barca del marzo 1944, scintilla della Resistenza in
Lunigiana. La memoria ha grande valore, senza memoria non avremmo identità, non
riusciremmo a sapere chi siamo e non saremmo nessuno. Il Museo Archivio della
Memoria, quindi, non è più soltanto luogo della conservazione, ma spazio espositivo
funzionale e spazio critico, tale da permetterne una migliore e più estesa fruizione
incrementando anche le potenzialità didattiche e le capacità educative.
Il progetto, curato nei contenuti dall’architetto Maurizio Giuffrè con il supporto di
aziende specializzate nel digitale e la parte tecnica di Marco Leoncini, punta a
dialogare con le nuove generazioni senza perdere l’anima della sua missione
originaria: la memoria ritrovata di uomini e donne di Lunigiana.