25/03/2026
PUGLIA, TERRA DI PARTENZE.
COME TRATTENERE I NOSTRI GIOVANI?
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Gigi Leonetti (Movimento Puglia Favorevole): Giovani e istituzioni. Serve un nuovo patto generazionale. Rendere i giovani protagonisti del loro e del nostro futuro.
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C’è una Puglia che resiste, che innova, che sogna. Ma ce n’è un’altra che parte. Ogni anno migliaia di giovani lasciano i nostri paesi e le nostre città, portando via competenze, energia, speranze. È un fenomeno che non è più emergenza, ma struttura: lo spopolamento e l’invecchiamento demografico stanno ridisegnando il volto della nostra regione.
Le cause sono note, ma non per questo meno urgenti: mancanza di opportunità lavorative stabili, salari bassi, scarsa valorizzazione del merito, difficoltà nell’accesso alla casa e nei servizi. In questo scenario, costruire un futuro in Puglia diventa per molti un atto di coraggio, quando non una rinuncia.
Eppure, la domanda centrale resta: di quali opportunità hanno davvero bisogno i nostri giovani per restare?
LAVORO STABILE E DIGNITOSO, NON SOLO “ESPERIENZE”.
I giovani non cercano solo occupazione, ma prospettive. Stage sottopagati, contratti precari e carriere intermittenti non permettono di progettare una vita. Servono politiche che incentivino l’occupazione stabile, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto: tecnologia, ricerca, energia rinnovabile, economia del mare, turismo sostenibile. La Puglia ha potenzialità enormi, ma deve trasformarle in filiere produttive solide.
INNOVAZIONE E IMPRESE: CREARE, NON SOLO CERCARE LAVORO.
Molti giovani hanno idee, competenze digitali, spirito imprenditoriale. Ciò che manca è un ecosistema che li sostenga davvero: accesso al credito, incubatori, meno burocrazia. Investire sulle startup locali significa non solo trattenere talenti, ma anche attrarne da fuori.
VALORIZZARE I TERRITORI, NON SVUOTARLI.
I piccoli centri sono i più colpiti dallo spopolamento. Eppure, potrebbero diventare laboratori di innovazione sociale: smart working, turismo esperienziale, agricoltura di qualità, artigianato evoluto. Servono infrastrutture digitali, trasporti efficienti e servizi essenziali per rendere questi luoghi vivibili e competitivi.
FORMAZIONE LEGATA AL TERRITORIO.
Università, ITS e centri di formazione devono dialogare di più con il tessuto produttivo locale. Non si tratta solo di formare, ma di orientare verso competenze richieste dal mercato regionale, evitando il paradosso di giovani qualificati costretti a partire per lavorare.
SERVIZI E QUALITÀ DELLA VITA.
Restare non è solo una scelta economica. È anche una scelta di vita. Asili nido, scuole, sanità efficiente, mobilità: senza questi pilastri, è difficile immaginare di costruire una famiglia. Il calo delle nascite è strettamente legato all’incertezza. Dare sicurezza significa anche favorire la natalità.
UN PATTO GENERAZIONALE PER LA PUGLIA.
Serve una visione condivisa, che coinvolga istituzioni, imprese, università e comunità. Non basta trattenere i giovani: bisogna renderli protagonisti. Offrire loro fiducia, responsabilità e spazio decisionale.
La Puglia non è condannata a svuotarsi. Ma per invertire la rotta occorre passare dalle analisi alle azioni. I giovani non chiedono privilegi: chiedono di poter restare senza rinunciare ai propri sogni.
E forse, la sfida più grande è proprio questa: trasformare la Puglia da terra di partenze a terra di ritorni.
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Gigi Leonetti.
Coordinatore regionale Movimento Puglia Favorevole.