Puglia Favorevole

Puglia Favorevole Segreteria Regionale
Movimento Puglia Favorevole

20/04/2026
16/04/2026

Piena solidarietà al Santo Padre dal Movimento Puglia Favorevole

PASQUA OGGI 🌿RINASCERE IN UN MONDO CHE CERCA SPERANZA.------------------------------------------------------------------...
01/04/2026

PASQUA OGGI 🌿
RINASCERE IN UN MONDO CHE CERCA SPERANZA.
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“Pasqua in tempi di guerra: il senso della rinascita in un mondo ferito e attraversato da guerre, divisioni e incertezze.
Oggi parlare di rinascita può sembrare quasi fuori luogo.
Eppure è proprio nei momenti più bui che il bisogno di pace diventa più forte".
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Ci avviciniamo a grandi passi alla Pasqua! Ma quale Pasqua?
Ha ancora un senso la Pasqua per una società che tranquillamente fa a meno di Dio, che vede la morte come la fine di tutto, e considera i "Cristiani" come gente fuori dal mondo? Si può vietare, nel giorno delle Palme, di celebrare messa a Gerusalemme, città simbolo della cristianità mondiale?
Pasqua non è solo una ricorrenza, ma un invito a fermarsi, a guardarsi dentro, a scegliere — anche nel piccolo — da che parte stare.
La Pasqua non cancella il dolore del mondo, ma ci ricorda che la speranza esiste, la misericordia di Dio esiste.
In una società che può sembrare “allo sbando”, la Pasqua può diventare qualcosa di più personale e concreto: un momento per fermarsi e fare ordine dentro di sé, un’occasione per ricostruire legami, anche piccoli, un richiamo a scegliere gesti di umanità, anche quando il contesto va nella direzione opposta
Riflettere sulla Resurrezione di Cristo è un riflettere su sé stessi, un ritrovarsi tutti insieme.
Dobbiamo considerare che il fine è superiore alla fine e che la vita può ritrovare il suo senso che sembra smarrito da tempo!
Ricordiamo che le vie del Signore sono realmente infinite.
Oramai il Venerdì Santo si vive come un giorno qualunque, si disputano tranquillamente i campionati sportivi, ma l’eco di "Qualcuno" che è morto per noi cristiani, risuona in maniera distinta.
Festeggiamola quindi questa Pasqua. Portiamo i bambini in Chiesa. Diamo l’annuncio della Resurrezione al mondo intero. Portiamo la pace nelle nostre famiglie.
In questo periodo funestato da tante guerre e da tanti fatti di sangue che avvengono nella nostra società, con protagonismo portiamo nel mondo la voce di Dio.
Che ci sia davvero per tutti lo splendore della Luce di Cristo Risorto!!!!
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Alessandro Grimaldi.
Responsabile della commissione lavoro e famiglia
del Movimento Puglia Favorevole.

"MANIFESTO PER I GIOVANI PUGLIESI CHE PARTONO".- RESTARE NELLA PROPRIA TERRA SENZA RINUNCIARE AI PROPRI SOGNI... -------...
27/03/2026

"MANIFESTO PER I GIOVANI PUGLIESI CHE PARTONO".
- RESTARE NELLA PROPRIA TERRA SENZA RINUNCIARE AI PROPRI SOGNI... -
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Siamo la generazione che prepara la valigia più spesso di quanto prepari il futuro nella propria terra.
Siamo figli della Puglia, cresciuti tra il mare e la bellezza, tra tradizioni profonde e sogni troppo grandi per restare fermi.
Partiamo.
Partiamo non per scelta, ma per necessità.
Partiamo perché il lavoro manca, perché le opportunità sono poche, perché il merito troppo spesso resta invisibile.
Ci dicono che dobbiamo adattarci.
Che è normale andare via.
Che “al Nord c’è più possibilità di lavorare”.
Ma noi non vogliamo che questo sia normale.
Non vogliamo essere costretti a lasciare le nostre famiglie, le nostre radici, le nostre città.
Non vogliamo che il talento debba emigrare per esistere.
Non vogliamo che la Puglia diventi solo un luogo da amare a distanza.
Noi siamo competenze, idee, energia.
Siamo innovazione, cultura, futuro.
E il futuro non dovrebbe avere una sola direzione.
Questo manifesto è un grido, ma anche una promessa:
Vogliamo restare, ma con dignità.
Vogliamo lavorare, ma con diritti.
Vogliamo costruire, ma con opportunità reali.
Non siamo “cervelli in fuga”.
Siamo persone in cerca di spazio.
E se oggi partiamo, non significa che abbiamo smesso di credere.
Significa che qualcuno, qui, ha smesso di investire su di noi.
La Puglia non deve svuotarsi per sopravvivere.
Deve crescere per trattenerci.
Perché partire non sia più un obbligo,
ma restare torni a essere una scelta.
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PUGLIA, TERRA DI PARTENZE.COME TRATTENERE I NOSTRI GIOVANI?----------------------------------------------------Gigi Leon...
25/03/2026

PUGLIA, TERRA DI PARTENZE.
COME TRATTENERE I NOSTRI GIOVANI?
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Gigi Leonetti (Movimento Puglia Favorevole): Giovani e istituzioni. Serve un nuovo patto generazionale. Rendere i giovani protagonisti del loro e del nostro futuro.
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C’è una Puglia che resiste, che innova, che sogna. Ma ce n’è un’altra che parte. Ogni anno migliaia di giovani lasciano i nostri paesi e le nostre città, portando via competenze, energia, speranze. È un fenomeno che non è più emergenza, ma struttura: lo spopolamento e l’invecchiamento demografico stanno ridisegnando il volto della nostra regione.
Le cause sono note, ma non per questo meno urgenti: mancanza di opportunità lavorative stabili, salari bassi, scarsa valorizzazione del merito, difficoltà nell’accesso alla casa e nei servizi. In questo scenario, costruire un futuro in Puglia diventa per molti un atto di coraggio, quando non una rinuncia.
Eppure, la domanda centrale resta: di quali opportunità hanno davvero bisogno i nostri giovani per restare?

LAVORO STABILE E DIGNITOSO, NON SOLO “ESPERIENZE”.
I giovani non cercano solo occupazione, ma prospettive. Stage sottopagati, contratti precari e carriere intermittenti non permettono di progettare una vita. Servono politiche che incentivino l’occupazione stabile, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto: tecnologia, ricerca, energia rinnovabile, economia del mare, turismo sostenibile. La Puglia ha potenzialità enormi, ma deve trasformarle in filiere produttive solide.

INNOVAZIONE E IMPRESE: CREARE, NON SOLO CERCARE LAVORO.
Molti giovani hanno idee, competenze digitali, spirito imprenditoriale. Ciò che manca è un ecosistema che li sostenga davvero: accesso al credito, incubatori, meno burocrazia. Investire sulle startup locali significa non solo trattenere talenti, ma anche attrarne da fuori.

VALORIZZARE I TERRITORI, NON SVUOTARLI.

I piccoli centri sono i più colpiti dallo spopolamento. Eppure, potrebbero diventare laboratori di innovazione sociale: smart working, turismo esperienziale, agricoltura di qualità, artigianato evoluto. Servono infrastrutture digitali, trasporti efficienti e servizi essenziali per rendere questi luoghi vivibili e competitivi.

FORMAZIONE LEGATA AL TERRITORIO.
Università, ITS e centri di formazione devono dialogare di più con il tessuto produttivo locale. Non si tratta solo di formare, ma di orientare verso competenze richieste dal mercato regionale, evitando il paradosso di giovani qualificati costretti a partire per lavorare.

SERVIZI E QUALITÀ DELLA VITA.
Restare non è solo una scelta economica. È anche una scelta di vita. Asili nido, scuole, sanità efficiente, mobilità: senza questi pilastri, è difficile immaginare di costruire una famiglia. Il calo delle nascite è strettamente legato all’incertezza. Dare sicurezza significa anche favorire la natalità.

UN PATTO GENERAZIONALE PER LA PUGLIA.
Serve una visione condivisa, che coinvolga istituzioni, imprese, università e comunità. Non basta trattenere i giovani: bisogna renderli protagonisti. Offrire loro fiducia, responsabilità e spazio decisionale.

La Puglia non è condannata a svuotarsi. Ma per invertire la rotta occorre passare dalle analisi alle azioni. I giovani non chiedono privilegi: chiedono di poter restare senza rinunciare ai propri sogni.
E forse, la sfida più grande è proprio questa: trasformare la Puglia da terra di partenze a terra di ritorni.
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Gigi Leonetti.
Coordinatore regionale Movimento Puglia Favorevole.

OGGI LA PACE COMINCIA DA ME. ESSERE COSTRUTTORI DI PACE OGGI SIGNIFICA NON LASCIARSI CONTAGIARE DALL’INDIFFERENZA.------...
04/03/2026

OGGI LA PACE COMINCIA DA ME.
ESSERE COSTRUTTORI DI PACE OGGI SIGNIFICA NON LASCIARSI CONTAGIARE DALL’INDIFFERENZA.
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Nel nostro tempo, segnato da conflitti sanguinosi e tensioni internazionali, parlare di pace non è un gesto ingenuo, ma un atto di coraggio. Le guerre in corso — dal conflitto tra RUSSIA e UCRAINA, alla drammatica situazione tra Striscia di GAZA e ISRAELE, al pericoloso conflitto USA/ISRAELE contro IRAN, fino ad altri scenari meno raccontati ma altrettanto dolorosi in Sudan e nella Repubblica Democratica del Congo — ci ricordano ogni giorno quanto fragile sia l’equilibrio del mondo.
In questo contesto storico, ciascuno di noi è chiamato a diventare costruttore di pace.
La pace non è solo assenza di guerra. Spesso pensiamo alla pace come alla semplice fine dei combattimenti. In realtà, la pace è qualcosa di più profondo: è giustizia, dialogo, rispetto, ascolto.
È la capacità di riconoscere nell’altro non un nemico, ma una persona. È scegliere la via del confronto invece di quella della violenza, della comprensione invece del pregiudizio. Essere costruttori di pace significa assumersi una responsabilità quotidiana. Non si tratta solo di grandi decisioni politiche o diplomatiche: la pace nasce nelle famiglie, nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle comunità. Ogni parola pronunciata con rispetto, ogni conflitto risolto senza aggressività, ogni gesto di solidarietà contribuisce a creare una cultura diversa.
Questo è un compito che riguarda tutti noi. Non possiamo delegare la pace solo ai governi o alle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite. Certamente, le istituzioni hanno un ruolo fondamentale, ma la pace vera e duratura si costruisce dal basso, nelle relazioni quotidiane.
Viviamo in un’epoca in cui le informazioni viaggiano velocemente e spesso alimentano divisioni, rabbia, polarizzazione. Anche nel mondo digitale possiamo scegliere di essere costruttori di pace: evitando l’odio nei commenti, verificando le notizie prima di condividerle, promuovendo messaggi di dialogo invece che di scontro.
Bisogna educare la nostra società alla pace. Un ruolo decisivo spetta all’educazione. Insegnare ai giovani il valore del rispetto, della cooperazione e della solidarietà significa investire in un futuro diverso. La storia ci mostra le conseguenze devastanti dell’odio e della sopraffazione; ma ci offre anche esempi luminosi di uomini e donne che hanno scelto la non violenza e il dialogo come strumenti di cambiamento.
La pace non è un’utopia irraggiungibile: è una scelta concreta che si rinnova ogni giorno. Richiede pazienza, perseveranza e la capacità di mettersi nei panni degli altri.
Oggi la pace comincia da me. Dalla mia Famiglia. Dai miei amici. Dai miei conoscenti. In un mondo attraversato da guerre e tensioni, potremmo sentirci impotenti. Eppure, la pace inizia sempre da una decisione personale. Inizia da come reagiamo a un’offesa, da come affrontiamo un conflitto, da quanto siamo disposti ad ascoltare chi la pensa diversamente da noi.
Essere costruttori di pace oggi significa non lasciarsi contagiare dall’indifferenza. Significa credere che ogni gesto, anche piccolo, abbia un valore. Significa scegliere di costruire ponti invece di muri.
La storia del nostro tempo è ancora in fase di scrittura. Ognuno di noi, con le proprie azioni quotidiane, può contribuire a renderla una storia di riconciliazione e di speranza. In un’epoca segnata dalla guerra, la vera rivoluzione è diventare artigiani di pace.
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Campagna di sensibilizzazione sociale promossa dal Movimento Puglia Favorevole.

OPERAIO MORTO ALL'EX ILVA. Rabbia tra i lavoratori e i cittadini tarantini. Questa azienda oramai è al collasso. La sicu...
03/03/2026

OPERAIO MORTO ALL'EX ILVA. Rabbia tra i lavoratori e i cittadini tarantini. Questa azienda oramai è al collasso. La sicurezza non esiste.
Oggi prosegue lo sciopero dei lavoratori appalti e di tutti i sindacati di categoria. Denuncia contro la mancanza di investimenti in sicurezza per bloccare le morti sul lavoro.
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Un operaio è morto nello stabilimento dell’Ex Ilva, riaccendendo i riflettori sulle condizioni di sicurezza in uno dei siti industriali più discussi e pericolosi del Paese. Il lavoratore è precipitato da un'altezza di oltre dieci metri per il cedimento di un piano di camminamento sul quale si trovava durante l'attività lavorativa.
E' morto dopo il trasporto in ospedale.

La notizia ha scosso profondamente colleghi e comunità locale, aprendo l’ennesimo capitolo di una vicenda segnata da tensioni tra produzione, tutela della salute (dei lavoratori e dei cittadini tarantini) e investimenti per la messa in sicurezza.

La richiesta che arriva dalle maestranze è netta: investire davvero in sicurezza, trasformando le promesse in azioni concrete. Questo chiedono allo stato italiano. Perché, come ripetuto durante lo sciopero, nessun risultato produttivo può giustificare la perdita di una vita sul posto di lavoro.

"Non si può morire di lavoro per assenze di investimenti per mettere in sicurezza gli impianti e i lavoratori. Questo è inaccettabile"

Il Movimento Puglia Favorevole con la sua campagna di sensibilizzazione è vicino alla famiglia dell'operaio morto ieri e a tutti i lavoratori dell'ex ILVA e a tutti i cittadini tarantini.

SANREMO: CHE CORAGGIO PARLARE DI “DIO” IN UNA KERMESSE LAICA.“PER SEMPRE SI”. SAL DA VINCI LANCIA UN MESSAGGIO CRISTIANO...
02/03/2026

SANREMO: CHE CORAGGIO PARLARE DI “DIO” IN UNA KERMESSE LAICA.
“PER SEMPRE SI”.
SAL DA VINCI LANCIA UN MESSAGGIO CRISTIANO.
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In un contesto sociale in cui ci si parla sempre meno, la tecnologia accentua le distanze fra le presone e il relativismo la fa da padrone, sul palco di Sanremo, Sal da Vinci, presenta un testo che inneggia al matrimonio e alla sua indissolubilità. Al matrimonio fra uomo e donna che da sempre è la cellula primaria della società e della famiglia.

Se un artista come Sal Da Vinci sceglie di proporre un brano come “Per sempre sì”, con un messaggio ispirato al matrimonio cristiano e un riferimento esplicito a Dio, esercita una libertà espressiva che è parte integrante della manifestazione.

Nel corso della storia del Festival, il palco ha ospitato canzoni che parlavano di diritti civili, impegno politico, disagio sociale, spiritualità, tradizione e innovazione. Escludere la dimensione religiosa significherebbe, paradossalmente, limitare proprio quel pluralismo che la laicità dovrebbe tutelare.

Significativo anche il “per sempre si” che è in contrasto con le relazioni fugaci, con amicizie di comodo, con una vita che non ha la prospettiva del futuro ma che guarda solo al presente.

Per quanto riguarda Sal Da Vinci, la canzone “Per sempre sì” è stata interpretata come un messaggio incentrato sul valore dell’amore stabile e del matrimonio, un matrimonio vero e con un forte sentimento. Tutto questo con richiami a una visione cristiana dell’unione coniugale.

Parlare di “Dio” o di matrimonio in chiave religiosa in un contesto laico può suscitare dibattito, ma rientra nella libertà espressiva degli artisti. Bravo Sal Da vinci che con la sua canzone ha parlato del vero valore del matrimonio e della famiglia. Infatti, molti italiani hanno votato la canzone PER SEMPRE SI perché credono ancora nel matrimonio vero e ne saldi valori della famiglia e dell’amore tra due persone.

Per cui il “coraggio” di Sal di rompere gli schemi presentando un qualcosa che stona con i tempi correnti è un esempio della non difficoltà di vivere controcorrente portando agli altri il messaggio in cui ci si crede.
“Davanti a Dio saremo io e te”, un verso parla di Dio, del nostro Creatore tanto dimenticato e del quale facilmente si riesce a fare a meno.
Che coraggio! Parlare di Dio in una kermesse laica. Lanciare un messaggio cristiano, un messaggio che sembrerebbe lontano dai tempi ma che invece è attualissimo nella nostra società..
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Alessandro Grimaldi - Responsabile della commissione lavoro e famiglia del Movimento Puglia Favorevole.

PUGLIA, LA REGIONE SPACCATA IN DUE. CRESCE LA RICCHEZZA E CRESCE LA POVERTÀ.--------------------------------------------...
27/02/2026

PUGLIA, LA REGIONE SPACCATA IN DUE.
CRESCE LA RICCHEZZA E CRESCE LA POVERTÀ.
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Movimento Puglia Favorevole: oggi c’è un’altra Puglia che fatica, emigra, rinuncia alle cure sanitarie e conta i centesimi alla fine del mese. Dietro tutta questa crescita economica si nasconde una frattura sociale sempre più evidente.
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C’è una Puglia che corre, investe, esporta e attrae turismo. E c’è un’altra Puglia che fatica, emigra, rinuncia alle cure e conta i centesimi alla fine del mese. Due realtà che convivono nello stesso territorio, sempre più distanti tra loro.
I dati economici raccontano una regione che, almeno sulla carta, da quello che ci dicono, migliora giorno dopo giorno. Secondo le analisi di ISTAT e Banca d'Italia, negli ultimi anni la crescita del PIL regionale è stata positiva e il reddito medio disponibile delle famiglie ha registrato lievi aumenti. Il turismo continua a trainare intere aree costiere, l’export agroalimentare è in espansione e alcune filiere innovative stanno mostrando segnali di vitalità.
Ma il dato medio non racconta tutta la verità.
Dietro la crescita si nasconde una frattura sociale sempre più evidente. Secondo diverse rilevazioni nazionali e rapporti di organizzazioni che si occupano di studiare la povertà in Italia, una quota significativa di famiglie pugliesi vive in condizioni di vulnerabilità economica, con difficoltà ad accedere a beni essenziali come alimentazione, energia e affitti. Il lavoro, spesso precario e sottopagato, non sempre protegge dalla povertà: aumenta il numero di persone che, pur occupate, restano sotto la soglia di disagio economico.
Il mercato del lavoro resta uno dei nodi più critici. Contratti a termine, stagionalità, bassi salari e scarsa stabilità colpiscono soprattutto giovani e donne. Il risultato è un’emorragia demografica che dura da anni: migliaia di ragazzi preparati e qualificati scelgono di lasciare la regione in cerca di opportunità più solide altrove. È una perdita silenziosa di capitale umano che pesa sul nostro futuro. Famiglie che non fanno più figli e una Puglia con più anziani e meno giovani.
La stessa Regione Puglia si trova così davanti a un paradosso: alcuni indicatori migliorano, ma la percezione diffusa è quella di una società più fragile e diseguale. I centri storici si riqualificano, aumentano bar, ristoranti, b&b che attirano il turismo e poi i prezzi immobiliari salgono, mentre nelle periferie aumentano le richieste di sostegno economico.
Le imprese che esportano prosperano, ma i salari medi restano inferiori alla media nazionale.
Il rischio non è solo economico, ma sociale. Quando la crescita non è inclusiva, alimenta distanza, sfiducia e contrasti tra i cittadini e lo stato. Si crea una regione “a doppia velocità”: chi intercetta le opportunità del mercato globale migliora la propria condizione; chi resta fuori vede aumentare il costo della vita senza un adeguato incremento del reddito.
La Puglia non è immobile. È in trasformazione. Ma la vera sfida non è soltanto crescere: è distribuire meglio i frutti della crescita. Perché una regione può anche registrare numeri positivi, ma se il benessere non si diffonde, la distanza tra “sempre più ricchi” e “sempre più poveri” diventa il vero indicatore da osservare.
E oggi, più che mai, quella distanza sembra allargarsi. Stiamo attenti. Il nostro movimento Puglia Favorevole chiede a chi ci governa a livello nazionale, regionale e comunale più politiche economiche e sociali per contrastare questo divario economico che c’è tra i cittadini Pugliesi.
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Gigi Leonetti – Coordinatore Regionale Movimento Puglia Favorevole

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Bari
70100

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