18/09/2026
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La notizia dell’operazione “Fly Trap”, coordinata dalla Dda di Roma e condotta dalla Polizia Postale, richiama ancora una volta la mia attenzione sulla necessità di rafforzare la tutela dei minori nella dimensione digitale.
Tra le 17 persone arrestate nell’ambito dell’operazione figura anche un uomo residente a Barletta. L’indagine ha portato alla luce una rete criminale transnazionale attiva su Telegram, attraverso la quale veniva scambiato materiale pedopornografico. Gli investigatori hanno individuato oltre 34mila immagini e 22mila video, per circa 282,9 gigabyte di materiale, procedendo inoltre al sequestro di 198 dispositivi.
La presenza di una persona residente in Puglia tra gli arrestati rende ancora più evidente come questo fenomeno, pur non conoscendo confini territoriali, possa coinvolgere direttamente anche il nostro territorio, le nostre famiglie e le nostre comunità. La rete, infatti, offre alle organizzazioni criminali strumenti attraverso i quali raggiungere, sfruttare e mettere in circolazione contenuti che coinvolgono bambini e adolescenti.
Come Garante regionale dei diritti del minore della Puglia, ritengo che non possiamo limitarci a intervenire quando il danno è già avvenuto. Dobbiamo investire con maggiore determinazione nella prevenzione, nell’educazione e nella consapevolezza, perché la tutela dei minori online deve diventare una responsabilità condivisa tra istituzioni, famiglie, scuola e piattaforme digitali.
L’educazione alla sessualità, all’affettività e all’amore deve diventare un vero intervento di salute pubblica. Un percorso educativo adeguato può contribuire a prevenire violenze, comportamenti sessuali devianti, pedopornografia, gravidanze indesiderate e anche il dramma, ancora esistente, dell’aborto clandestino.
Ritengo necessario che l’educazione alla sessualità e all’affettività inizi sin dalla prima infanzia, attraverso modalità adeguate all’età e affidate a professionalità qualificate, formate e competenti. Dobbiamo superare una falsa morale che spesso impedisce di affrontare con serietà temi fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi.
Abbiamo il dovere di portare nelle scuole un’informazione corretta, equilibrata e scientificamente fondata, costruendo percorsi educativi laici e competenti che aiutino bambini e adolescenti a conoscere il proprio corpo, riconoscere situazioni di rischio, comprendere il valore del consenso e delle relazioni rispettose e utilizzare gli strumenti digitali in modo consapevole.
Il coinvolgimento di un cittadino di Barletta in questa vicenda giudiziaria rappresenta per la Puglia un ulteriore motivo per mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza digitale dei minorenni. La prevenzione deve essere quotidiana e deve coinvolgere tutti: istituzioni, scuola, famiglie, forze dell’ordine, servizi territoriali e piattaforme digitali.
La protezione dell’infanzia e dell’adolescenza non può essere affidata soltanto alla repressione dei reati. Dobbiamo costruire una cultura della tutela, della responsabilità e della consapevolezza, affinché la rete possa essere uno spazio di crescita e non un luogo nel quale bambini e ragazzi vengano esposti a forme di violenza e sfruttamento.