La Scossa - Bari

La Scossa - Bari La scossa è l’associazione politico culturale nata a Bari ad aprile 2023. Siamo pronti a dare nuova scossa al territorio barese e pugliese. Voi?

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18/06/2026

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COMUNICATO STAMPA

MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI, IL GARANTE REGIONALE LUDOVICO ABBATICCHIO SCRIVE AI PRESIDENTI DELLA REGIONE E DEL CONSIGLIO REGIONALE: "SERVE UNA PRESA DI POSIZIONE A DIFESA DEI PERCORSI DI TUTELA E AUTONOMIA"

Il Garante dei Diritti del Minore della Regione Puglia, Ludovico Abbaticchio, ha inviato una nota al Presidente della Giunta regionale e al Presidente del Consiglio regionale della Puglia per richiamare l'attenzione sulle possibili conseguenze delle modifiche normative in materia di immigrazione attualmente all'esame del Parlamento, con particolare riferimento alle disposizioni che riguardano i minori stranieri non accompagnati e i giovani neomaggiorenni provenienti da percorsi di tutela.

Al centro delle preoccupazioni vi è il possibile ridimensionamento del prosieguo amministrativo, lo strumento che consente ai ragazzi arrivati in Italia da minorenni e non ancora pienamente autonomi al compimento dei 18 anni di proseguire il proprio percorso educativo, formativo e di inclusione sociale fino ai 21 anni, sulla base di una valutazione dell'Autorità giudiziaria minorile.

«L'esperienza maturata nei territori – sottolinea Abbaticchio – dimostra che il raggiungimento della maggiore età non coincide automaticamente con il raggiungimento dell'autonomia. Per molti giovani che hanno affrontato da soli percorsi migratori complessi, il supporto educativo e sociale rappresenta una condizione essenziale per completare gli studi, acquisire competenze professionali e costruire un progetto di vita indipendente».

Secondo il Garante, eventuali limitazioni del prosieguo amministrativo rischierebbero di interrompere percorsi di inclusione già avviati, aumentando condizioni di vulnerabilità, marginalità sociale e precarietà.

Nella nota viene inoltre espressa attenzione rispetto alle ipotesi di modifica delle procedure relative al rimpatrio assistito dei minori stranieri non accompagnati, con possibili effetti sul ruolo del Tribunale per i minorenni nelle decisioni che riguardano il futuro dei ragazzi. «Ogni scelta che coinvolge un minore – evidenzia Abbaticchio – deve continuare a essere guidata dal principio del superiore interesse del minore, attraverso valutazioni individualizzate, adeguate garanzie procedurali e il pieno ascolto dei diretti interessati».

Per queste ragioni il Garante ha chiesto alla Regione Puglia di valutare l'adozione di una specifica iniziativa istituzionale, attraverso una mozione o altro atto di indirizzo, per rappresentare nelle sedi nazionali competenti la necessità di preservare gli strumenti di accompagnamento all'autonomia e le tutele previste dall'ordinamento per i minori stranieri non accompagnati.

Nella stessa nota è stato inoltre proposto che la Regione si faccia promotrice della questione nell'ambito della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, favorendo un confronto da portare all'attenzione della Conferenza Stato-Regioni per valutare le possibili ricadute delle modifiche legislative sui sistemi territoriali di accoglienza, tutela e inclusione.

«La Puglia – conclude Abbaticchio – ha costruito negli anni un patrimonio importante di esperienze e buone pratiche nell'accoglienza e nella protezione dei minori più vulnerabili. È importante che questo patrimonio possa contribuire al dibattito nazionale affinché siano salvaguardati quegli strumenti che consentono ai ragazzi di completare il proprio percorso verso l'autonomia e l'inclusione sociale»

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09/06/2026

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Il DDL del Ministro Valditara è legge: nessuna educazione sessuale e/o affettiva nelle Scuole. Valditara passerà alla Storia solo per questo!

Massima espressione istituzionale di lungimiranza politica e culturale!

Finalmente un Ministro in sintonia con i tempi per modernità, alta visione psico educativa ed espressione autorevole di come la falsa morale sia la principale musa ispiratrice di queste leggi mediocri e fuori dalla vita dei giovani e delle loro famiglie.

Chi paga lo scotto è anche la nostra scuola italiana che ancora adesso è avanti e seriamente si proccupa della formazione e della ricchezza educativa dei nostri figli dopo la famiglia. Avere Ministri con gli occhi bendati e ipoacusici e portatori di ipocrisia culturale che si manifesta con leggi come queste votate da un Parlamento che ci porta indietro significa solo che il nostro Paese ha perso il valore della responsabilità collettiva ’Italia è uno dei pochi paesi in Europa a non avere i corsi di educazione sessuale e contraccettiva sicura nelle scuole. 

Sono ormai decenni dove le attività dipendono esclusivamente da iniziative dei singoli istituti scolastici, con forti disuguaglianze territoriali.

Secondo un sondaggio di Save the Children (2024) meno della metà degli adolescenti italiani ha ricevuto una educazione sessuale a scuola. Sarebbe utile fare la stessa ricerca all’interno delle attività educative sul tema svolto per esempio nei confronti dei genitori, che quasi per nulla affrontano questi discorsi dentro le mura di casa. I dati a mio parere sarebbero ancora più sconcertanti.

C’è, invece, un chiaro interesse tra i giovani ad approfondire questi temi! Interesse inascoltato dalle istituzioni nazionali e regionali e in sintesi dal mondo degli adulti! Una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità rileva che il 94% degli studenti pensa che la scuola deve interessarsi e affrontare in maniera semplice, ma professionale, questi temi.

Molti chiedono non solo di iniziare a trattare i temi della sessualità nelle scuole medie, ma anche in quelle primarie con competenti professionalità.
Nel corso del tempo si sono succedute norme e linee guide sul tema presentate a livello parlamentare, ma mai attuate!

Dal 1975, a partire dalla legge quadro sui consultori familiari a oggi, sono state presentate almeno quindici proposte di legge per introdurre le materie formative ed educative sull’educazione sessuale nelle scuole.

Nessuna è stata mai approvata! Eppure a partire dalla nostra Costituzione, della carta dei diritti fondamentali della U.E., la stessa convenzione di Istanbul indicano chiaramente che le Nazioni Europee devono legiferare, programmare, finanziare e quindi contrastare discriminazioni e violenze anche attraverso percorsi educativi e formativi.

Si è prodotto qualche aspetto legislativo in Italia nel 2015 e 2017, solo linee guida per educare al rispetto, ma sostanzialmente improduttive come insegnamento curriculare nelle scuole.

‎L’educazione alla sessualità e all’affettività deve essere avviata sin dalla prima infanzia. Bisogna insegnare ai bambini e alle bambine come riconoscere i propri confini e rispettarli, dare un nome alle emozioni e imparare che i comportamenti se sono desiderati devono essere modulati e rivisitati.

Si avverte sempre di più la necessità di costruire una generazione capace di vivere relazioni sane, dove il senso di libertà di espressione corporea, culturale, religiosa e non, si manifesti! Ridurre al minimo l’autoreferenzialità e narcisismo, modulare l’emozione della gelosia e la violenza, su questo dobbiamo lavorare! In un paese come il nostro dove i dati del Ministero degli Interni registrano aumenti dei casi di femminicidio e di violenza non si può permettere di rinviare ancora dopo decenni l’introduzione dell’educazione alla sessualità nelle scuole e non farla diventare materia fondamentale curriculare. Ma noi abbiamo ora Valditara e questo Parlamento!

Non fare questo significa voler ignorare una delle principali strade di prevenzione e di tutela della salute pubblica. Parlare di sessualità, di sentimenti, di innamoramento, significa anche parlare di rispetto del corpo e della persona, di diritti, di cittadinanza attiva e multietnica anche attraverso il rispetto delle religioni.

Non possiamo permetterci in Italia di rimandare ancora questo investimento sul futuro della nostra popolazione e dei nostri giovani!

DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA AI DIRITTI DELLA SALUTE PER LE FASCE PIÙ DEBOLIUna bellissima prova di democrazia e parte...
28/04/2026

DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA AI DIRITTI DELLA SALUTE PER LE FASCE PIÙ DEBOLI

Una bellissima prova di democrazia e partecipazione popolare. Partiamo dalla positività di questo momento di diritti di cittadinanza ai diritti per la salute.

Dobbiamo difendere il pluralismo politico e riprendere a partecipare per evitare in maniera trasversale la presenza nelle istituzioni di imbecilli a tempo perso , ……. iniziamo da casa nostra.

Non dimentichiamo lo sporco tentativo di questo Governo anche della proposta vergognosa sull’Autonomia Differenziata che tenteranno di riportare in vita.

E il 25 aprile è un grido e un canto,liberazione e festa.Non è celebrazione del sanguema del sacrificio,del rendere sacr...
25/04/2026

E il 25 aprile è un grido e un canto,
liberazione e festa.
Non è celebrazione del sangue
ma del sacrificio,
del rendere sacro ciò che è umano,
questa sete ostinata di libertà.

È come il respiro:
entra nelle case, attraversa le piazze,
si fa voce nei silenzi troppo lunghi.
Piange di gioia il 25 aprile,
tra strade che danzano
e colori cuciti a bandiera.

È pietra fondante,
memoria che non si lascia consumare,
radice viva sotto i passi distratti.
Porta inciso nomi e volti,
storie interrotte e promesse consegnate,
vite offerte come acqua e concime alla terra.

E ogni anno ritorna a calendario,
e non per contare i giorni e gli anni,
ma per dire del “bel fiore” a “tutti quelli che passeranno”
e chiederci, con dolce fermezza:
quale voce diamo oggi
a quel respiro ricevuto in canto?

Tonio Dell’Olio

05/04/2026

“Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E' la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio, della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo”.
don Tonino Bello

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