La Scossa - Bari

La Scossa - Bari La scossa è l’associazione politico culturale nata a Bari ad aprile 2023. Siamo pronti a dare nuova scossa al territorio barese e pugliese. Voi?

DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA AI DIRITTI DELLA SALUTE PER LE FASCE PIÙ DEBOLIUna bellissima prova di democrazia e parte...
28/04/2026

DAL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA AI DIRITTI DELLA SALUTE PER LE FASCE PIÙ DEBOLI

Una bellissima prova di democrazia e partecipazione popolare. Partiamo dalla positività di questo momento di diritti di cittadinanza ai diritti per la salute.

Dobbiamo difendere il pluralismo politico e riprendere a partecipare per evitare in maniera trasversale la presenza nelle istituzioni di imbecilli a tempo perso , ……. iniziamo da casa nostra.

Non dimentichiamo lo sporco tentativo di questo Governo anche della proposta vergognosa sull’Autonomia Differenziata che tenteranno di riportare in vita.

E il 25 aprile è un grido e un canto,liberazione e festa.Non è celebrazione del sanguema del sacrificio,del rendere sacr...
25/04/2026

E il 25 aprile è un grido e un canto,
liberazione e festa.
Non è celebrazione del sangue
ma del sacrificio,
del rendere sacro ciò che è umano,
questa sete ostinata di libertà.

È come il respiro:
entra nelle case, attraversa le piazze,
si fa voce nei silenzi troppo lunghi.
Piange di gioia il 25 aprile,
tra strade che danzano
e colori cuciti a bandiera.

È pietra fondante,
memoria che non si lascia consumare,
radice viva sotto i passi distratti.
Porta inciso nomi e volti,
storie interrotte e promesse consegnate,
vite offerte come acqua e concime alla terra.

E ogni anno ritorna a calendario,
e non per contare i giorni e gli anni,
ma per dire del “bel fiore” a “tutti quelli che passeranno”
e chiederci, con dolce fermezza:
quale voce diamo oggi
a quel respiro ricevuto in canto?

Tonio Dell’Olio

05/04/2026

“Vorrei che potessimo liberarci dai macigni che ci opprimono, ogni giorno: Pasqua è la festa dei macigni rotolati. E' la festa del terremoto.
La mattina di Pasqua le donne, giunte nell'orto, videro il macigno rimosso dal sepolcro.
Ognuno di noi ha il suo macigno. Una pietra enorme messa all'imboccatura dell'anima che non lascia filtrare l'ossigeno, che opprime in una morsa di gelo; che blocca ogni lama di luce, che impedisce la comunicazione con l'altro.
E' il macigno della solitudine, della miseria, della malattia, dell'odio, della disperazione del peccato.
Siamo tombe alienate. Ognuno con il suo sigillo di morte.
Pasqua allora, sia per tutti il rotolare del macigno, la fine degli incubi, l'inizio della luce, la primavera di rapporti nuovi e se ognuno di noi, uscito dal suo sepolcro, si adopererà per rimuovere il macigno del sepolcro accanto, si ripeterà finalmente il miracolo che contrassegnò la resurrezione di Cristo”.
don Tonino Bello

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04/04/2026

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Ancora un’aggressione contro un medico di Continuità Assistenziale. Ancora violenza contro chi ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini.

A Manduria, un medico è stato aggredito fisicamente da un paziente che pretendeva una visita domiciliare non appropriata. Non solo: sono stati devastati anche i locali della struttura.

Lo SMI Puglia dice basta.

Esprimiamo piena solidarietà al collega coinvolto e denunciamo con forza una situazione ormai non più tollerabile. I medici non possono continuare a lavorare in condizioni di insicurezza, soprattutto nelle sedi più esposte e isolate, come quelle di Continuità Assistenziale.

Come hanno dichiarato Mariano Cafagna, Segretario Regionale SMI Puglia, e Delia Epifani, Presidente Regionale SMI Puglia, non bastano più interventi parziali. Servono misure immediate e concrete: presidi di sicurezza attivi durante tutto il turno nelle sedi a rischio, videosorveglianza e sistemi di allarme collegati alle Forze dell’Ordine, personale di supporto e applicazione certa delle norme contro chi aggredisce gli operatori sanitari.

Difendere chi cura significa difendere il diritto alla salute di tutti.

Leggi il comunicato per intero: https://sindacatomedicitaliani.it/index.php/2026/04/04/comunicato-stampa-smipuglia_aggressione_ca/

Iscriviti a SMI, sostieni le nostre battaglie: https://sindacatomedicitaliani.it/index.php/iscrizioni/

29/03/2026

Un abbraccio fraterno di pace a tutti voi🍀❤️🍀

https://www.facebook.com/share/1Aua2YT43t/?mibextid=wwXIfr. Oggi ho avuto l’onore di presiedere con il collega Mario Iov...
28/03/2026

https://www.facebook.com/share/1Aua2YT43t/?mibextid=wwXIfr. Oggi ho avuto l’onore di presiedere con il collega Mario Iovane il tavolo congressuale regionale dello SMI Puglia. Buon lavoro Collegh*

Mariano Cafagna è il nuovo segretario regionale per la Puglia del Sindacato medici italiani (Smi), mentre Delia Epifani è la nuova presidente regionale. (ANSA)

Dallo stop all’autonomia differenziata, che avrebbe rischiato di ampliare divari già oggi evidenti (con una spesa sanita...
25/03/2026

Dallo stop all’autonomia differenziata, che avrebbe rischiato di ampliare divari già oggi evidenti (con una spesa sanitaria pro capite che oscilla da oltre 2.200 euro in alcune regioni del Nord a meno di 1.800 in diverse aree del Mezzogiorno), alla vittoria del “No” al referendum sulla giustizia, si è affermata una linea chiara: la difesa dell’unità nazionale e dell’uguaglianza sostanziale dei diritti, come sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Non è stata una vittoria di parte, ma una scelta di merito. Come ha ricordato il nostro Presidente della Repubblica Mattarella, “la Costituzione non è un semplice insieme di norme, ma un progetto di convivenza”: e i cittadini hanno scelto di non alterarne gli equilibri fondamentali.
Non esistono riforme che soddisfino tutti, si sa, ma questa volta si è posto un limite netto a un’impostazione che avrebbe rischiato di spostare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Non si trattava di togliere potere alla magistratura, bensì di indebolire le garanzie dei cittadini. In gioco non c’era un assetto tecnico, ma la qualità della democrazia. È il cuore di ciò che già Montesquieu indicava come condizione essenziale della libertà: l’equilibrio e la separazione dei poteri.
Il dato politico è inequivocabile: quando i cittadini sono chiamati a decidere su questioni che toccano diritti e garanzie, la partecipazione cresce e orienta scelte consapevoli. Non è una sconfitta dei progressisti, ma la dimostrazione che esiste uno spazio politico per una proposta credibile, fondata su giustizia, trasparenza e coerenza. Come ha sottolineato Elly Schlein, “i diritti o sono di tutti o non sono diritti”: ed è esattamente questa la direzione indicata dal voto.
La domanda, ora, è inevitabile: siamo all’inizio di un nuovo ciclo politico? I segnali ci sono, ma non bastano. Servono una visione unitaria e un rinnovato pluralismo per affrontare le sfide che ci attendono. Perché mentre il PNRR (oltre 190 miliardi di euro) si avvia verso la sua fase conclusiva, l’Italia si prepara a un contesto economico complesso: crescita debole (intorno allo 0,7-1%), inflazione ancora sopra il target europeo e tensioni sociali crescenti. Uno scenario che rischia di tradursi in una nuova stagione di stagnazione con inflazione.
È proprio qui che la politica deve dimostrare di essere all’altezza: trasformare questa prova di democrazia in un progetto solido di futuro, capace di tenere insieme diritti, sviluppo e coesione. Perché l’obiettivo, oggi più che mai, non è solo governare il presente, ma garantire dignità e opportunità alle generazioni che verranno.

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