19/11/2025
Peggiora la qualità della vita dei pugliesi, lo rivela l’ultimo rapporto Bes dell’Istat.
Focalizzando l’attenzione sugli indicatori relativi al lavoro la Puglia mostra tutte le sue criticità ed evidenzia l’aumento della precarietà di lunga durata.
Il tasso di occupazione in Puglia è di circa 12 punti più basso della media italiana, 55,3% contro il 67,1%.
La trasformazione da lavoro instabile a stabile è molto bassa, 8,7% in Puglia 16,6% la media italiana. Un terzo del risultato del Veneto (24,4%), Friuli Venezia Giulia (23,2%) e Piemonte (22,2%) dove i lavoratori hanno diverse aspettative sulla qualità di vita.
Più alta della media nazionale la quota di occupati non regolari 12,6% in Puglia, contro il 9,7% dell’Italia, il 7% del Veneto, il 7,7% della Lombardia e il 7,5% dell’Emilia Romagna.
E ancora, nella precarizzazione dei pugliesi un ruolo lo riveste anche il part-time involontario, ancora alto 10% contro l’8,5% della media italiana, il 4,7% del Trentino Alto Adige, il 5,8% del Veneto e il 6,6% dell’Emilia Romagna.
Il lavoro deve essere il fulcro delle politiche amministrative e di governo, perché solo valorizzando il lavoro possiamo costruire una società più giusta, equa e solidale, dove ogni persona possa vivere con dignità e contribuire al bene comune.