02/05/2026
SOLIDARIETÀ AL POPOLO ARMENO
In Artsakh è in corso una vera e propria “guerra della memoria”. Chiese secolari abbattute, simboli nazionali profanati, un’intera civiltà che rischia l’oblio sotto i colpi del revanchismo azero.
Dal 2024, infatti, i vandali azeri continuano indisturbati a profanare monumenti religiosi, statue e qualsiasi altro simbolo armeno che si trovano davanti, oltre che a propagandare una cultura armeno-fobica.
A riaccendere i riflettori l’ultima chiesa buttata giù, proprio qualche ora fa.
A questo scempio si aggiunge l’insulto della propaganda: mentre la Santa Sede di Echmiadzin condanna duramente il sistematico vandalismo di Stato volto a cancellare ogni traccia cristiana dal territorio, il Consiglio dei Musulmani del Caucaso di Baku ha rivendicato le demolizioni. Con un cinismo senza precedenti, le autorità azere hanno giustificato la distruzione dei luoghi di culto derubricandoli a semplici “costruzioni illegali”, negando loro qualsiasi dignità di patrimonio storico o religioso.
Sconcertante è il silenzio di chi dovrebbe proteggere questo patrimonio: tra diplomazie deboli e governi rassegnati, l’Armenia viene lasciata sola a combattere per la propria sopravvivenza. Contro l’indifferenza del mondo e la furia di chi vuole cancellare il passato, Azione Studentesca ribadisce la propria solidarietà al popolo armeno.