SOS Razzismo Puglia

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SOS Razzismo Puglia L'associazione ha per scopo lo svolgimento di attività di volontariato nel campo dell'antirazzismo e dell'immigrazione.

08/10/2026

Crediamo sia utile diffondere il comunicato stampa dell'Unione delle Comunità Islamiche d'Italia (UCOII) per non alimentare inutili contrapposizioni e divisioni.

Comunicato stampa UCOII
Roma, 7 ottobre 2026
«Arbitrato islamico»: l’UCOII prende le distanze e invita a diffidare. In Italia la giustizia è una sola ed è quella dello Stato
L’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (UCOII) prende atto della comparsa in rete di una sedicente «Camera Arbitrale Islamica Italiana», che si propone di risolvere controversie civili e commerciali «in conformità ai principi della Shari’a», e ne prende pubblicamente e nettamente le distanze.
Si tratta di un’iniziativa nata in modo del tutto autonomo, promossa da soggetti sconosciuti alle comunità islamiche italiane e privi di qualsiasi mandato da parte loro. Nessuna delle realtà associative, dei centri islamici e delle moschee che l’UCOII rappresenta sul territorio nazionale ha promosso, sostenuto o riconosciuto questa iniziativa, né è stata consultata.
L’UCOII ribadisce che in Italia la giustizia è amministrata dai tribunali della Repubblica, nel rispetto della Costituzione e delle leggi dello Stato. È un sistema che garantisce pienamente i diritti di tutti i cittadini e i residenti, musulmani compresi, e che non ha bisogno di strutture parallele. Le materie che riguardano lo stato delle persone e i diritti indisponibili, come il matrimonio, la famiglia e la filiazione, sono peraltro escluse per legge da qualsiasi forma di arbitrato.
Anche sul piano religioso, la tradizione islamica insegna al credente a rispettare gli impegni assunti e le leggi del Paese in cui vive. Per il musulmano italiano, affidarsi alla giustizia dello Stato non è una rinuncia alla propria fede, ma ne è coerente espressione. Le comunità islamiche continuano invece a offrire, come sempre, ascolto, mediazione familiare e accompagnamento spirituale, nel pieno rispetto dell’ordinamento.
Iniziative di questo tipo non possono essere accettate dai musulmani italiani. Per questo, l’UCOII invita i fedeli a diffidare di servizi di questo genere.
UCOII - Ufficio Stampa

Ci piace che quel concetto bandiera, non un semplice slogan sia ripreso dal Sindaco di Bari.Non è ingenuità, né volontà ...
03/10/2026

Ci piace che quel concetto bandiera, non un semplice slogan sia ripreso dal Sindaco di Bari.
Non è ingenuità, né volontà di far competere altri soggetti in un mercato del lavoro avarissimo.
É la coscienza che il mondo é stato da sempre interconnesso.
Il simbolo della Bari migliore è una caravella che solca il mare, non il muro delle divisioni che qualcuno vorrebbe imporci.

Quello che vedete è il post di un consigliere comunale di Futuro Nazionale. Sui suoi social ha pubblicato questa foto di alcune donne e bambini che aspettano l'autobus in via Quintino Sella, commentando con un riferimento ai nostri interventi sul trasporto pubblico cittadino.

Penso a quella madre e a quel bambino. Stavano facendo quello che fanno ogni giorno migliaia di baresi: andare a scuola, al lavoro, a fare la spesa. Si sono ritrovati esposti sui social e trasformati in un bersaglio, senza saperlo, solo per il loro aspetto e per come sono vestiti.

A Bari nessuno è straniero. Non è uno slogan, è la nostra storia e il nostro modo di essere città.
Di sicurezza, regole e integrazione possiamo e dobbiamo parlare, e chi sbaglia va fermato. Ma nessuno può essere additato per il colore della pelle, per gli abiti che indossa o per il Paese da cui viene. Chi rappresenta le istituzioni ha una responsabilità in più, perché le sue parole costruiscono il clima di una comunità.

A quelle donne e a quel bambino dico: questa è anche la vostra città. Su quell'autobus c'è e ci sarà, sempre, posto per tutti.

Si può fare.
30/09/2026

Si può fare.

📍 MARCONIA DI PISTICCI (MT) — Dalla Guinea alla Basilicata: una storia di riscatto e integrazione vera 🌍🤝

Riceviamo e pubblichiamo da Michela Laguardia e Giovanni Viggiani una toccante lettera che vi invitiamo a leggere fino in fondo. Spesso la cronaca si ferma alle emergenze; questa è invece la storia luminosa di Souleymane Bah.

🚢 Il viaggio: Dal duro percorso iniziato nel 2018 in Guinea, passando per le carceri in Libia e i mesi in Tunisia, fino all'arrivo in Italia l'11 settembre 2022.

🌱 L'impegno sul territorio: Oggi Souleymane lavora presso il centro di accoglienza Straordinaria Casa Marconia (gestito dalla Coop. Filef Basilicata). Ma il suo impegno va ben oltre:
• 🌉 Ponte umano: Offre gratuitamente la sua competenza come mediatore linguistico e culturale.
• 📡 Antenna sociale: Intercetta bisogni e tensioni prima che diventino emergenze, ascoltando e consigliando chi è in difficoltà.
• 🛡️ Tutela della legalità: Facilita l'incontro tra le aziende locali e i lavoratori stranieri, creando circuiti regolari e trasparenti contro lo sfruttamento.

Una testimonianza che dimostra come l'integrazione, quando è fatta di regole, onestà e volontà reciproca, diventi una risorsa insostituibile per la nostra comunità.

👉 Che ne pensate di questa bellissima storia di buona integrazione nel nostro Metapontino? Vi è mai capitato di incrociare esperienze simili? Fatecelo sapere nei commenti! 👇

26/09/2026
Ieri è stato naturale per noi essere presenti alla commemorazione dei tanti, troppi bambini morti a Gaza.Il sudario imme...
25/09/2026

Ieri è stato naturale per noi essere presenti alla commemorazione dei tanti, troppi bambini morti a Gaza.
Il sudario immenso realizzato dal Collettivo di Carnia per la Pace in giro per l'Italia reca, nero su bianco, i nomi delle giovanissime vittime di questa guerra. Più di 25 metri per 18mila vittime.
In Puglia è stata l'occasione per un minimo di risposta civile alla crudele repressione in atto.
Una repressione iniziata ben prima del 7 ottobre 2023, quando a perire furono 1.139 israeliani per mano di Hamas.
La manifestazione si è svolta in maniera ineccepibile, senza slogan di partito, senza alcun riferimento politico e senza disordini, più che presidiata dalla Polizia di Stato.
Ma ieri eravamo lì non solo per gli sfortunati Bambini di Gaza e per le loro famiglie, eravamo lì per tutti i bambini del mondo.
Ed anche per noi.
Perché al posto di quei bambini e dei palestinesi un giorno - speriamo mai - potremmo esserci noi o i nostri figli.
Quando si manifesta per una causa del genere si manifesta anche per noi, per non normalizzare il concetto della guerra, della violenza e della sopraffazione.
Per impedire che qualche potente e qualche gruppo di potere, politico o economico non importa, pensi di poterlo fare anche con noi.
Non è qualcosa che riguardi i radical chic come ha pensato qualcuno che ha irriso la manifestazione con slogan del tipo "andate a lavorare".
Come se il lavoro ci fosse e non fosse anch'esso terreno di scontro, sopraffazione, sfruttamento.
Inoltre non ci sono bambini sacrificabili ed altri che non lo sono.
Qualcuno lo ha insinuato notando che ci sono state finora soprattutto manifestazioni ed eventi per la Palestina.
Sono state invece molte meno le proteste per altri Paesi devastati dalla guerra, dal cambiamento climatico, dalla volontà di potenza, sopraffazione e dall'avidità imperante.
Chi era lì ieri, in coscienza, ha manifestato per l'incolumità di tutte le persone nel mondo, per la Pace e per il recupero del Diritto Internazionale come fonte unica dei rapporti tra Stati e Popoli.
Chi si pone fuori da questo perimetro non dovrebbe occupare le Istituzioni.

20/09/2026

Cara presidente Meloni, questo é il cortile di una scuola di Bari.
È una foto scattata due anni fa, quando ero sindaco.
In questa foto, in quella classe, non ho visto bambini italiani o stranieri: ho visto bambini felici.
Felici di parlare la stessa lingua: la lingua del gioco e della crescita. Una lingua che non conosce minoranze e discriminazioni. Nelle scuole nessuno deve sentirsi “minoranza”, nessuno deve sentirsi straniero. Lo dice anche la Costituzione: tra i banchi, i bambini, sono prima di tutto bambini.

28/06/2026
La scivolata UE, non bastassero le guerre e l’avidità umana.
21/06/2026

La scivolata UE, non bastassero le guerre e l’avidità umana.

Obiettivo raggiunto per le destre europee: il diritto d’asilo è stato ridisegnato. Come? Esternalizzando le frontiere dell'Europa

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