28/07/2026
𝟮𝟴 𝗹𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼 𝟭𝟵𝟰𝟯: 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗮 𝗡𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗔𝗿𝗰𝗮.
𝗕𝗮𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰𝗮.
Nella notte tra il 24 𝘦 𝘪𝘭 25 𝘭𝘶𝘨𝘭𝘪𝘰 1943 il Gran Consiglio del Fascismo sfiduciò 𝗕𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗠𝘂𝘀𝘀𝗼𝗹𝗶𝗻𝗶, ponendo fine a oltre vent'anni di dittatura. Mentre la guerra continuava a gravare sul Paese, molti italiani guardarono a quel momento con la speranza che potesse segnare l'inizio di una nuova stagione di libertà e il ritorno alla pace.
Anche a 𝗕𝗮𝗿𝗶 il clima era carico di aspettative. Il 27 𝘭𝘶𝘨𝘭𝘪𝘰 i rappresentanti dei gruppi antifascisti, guidati dal professor 𝗙𝗮𝗯𝗿𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗖𝗮𝗻𝗳𝗼𝗿𝗮 e dal giornalista 𝗟𝘂𝗶𝗴𝗶 𝗗𝗲 𝗦𝗲𝗰𝗹𝘆, si presentarono dal prefetto chiedendo la liberazione dei prigionieri politici, la "defascistizzazione" del quotidiano locale e l'autorizzazione a una manifestazione pubblica per esprimere il sostegno della cittadinanza al cambiamento di governo.
La richiesta fu respinta. Il governo 𝗕𝗮𝗱𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 aveva infatti proclamato lo stato d'assedio e, con la circolare emanata dal Capo di Stato Maggiore 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗥𝗼𝗮𝘁𝘁𝗮 il 26 𝘭𝘶𝘨𝘭𝘪𝘰, erano vietati gli assembramenti, autorizzando le forze dell'ordine a reprimerli anche con l'uso delle armi.
Nonostante il divieto, il 28 𝘭𝘶𝘨𝘭𝘪𝘰 circa 𝙙𝙪𝙚𝙘𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧𝙨𝙤𝙣𝙚 – studenti, operai, professionisti, cittadini comuni e persino ragazzi giovanissimi – decisero di sfilare pacificamente per le strade della città. Giunto davanti alla sede della Federazione fascista, in 𝘷𝘪𝘢 𝘕𝘪𝘤𝘤𝘰𝘭𝘰̀ 𝘥𝘦𝘭𝘭'𝘈𝘳𝘤𝘢, il corteo fu improvvisamente investito dagli spari. La folla, disarmata, venne colpita da un intenso fuoco che trasformò la manifestazione in una tragedia.
𝗗𝗼𝗱𝗶𝗰𝗶 manifestanti 𝗺𝗼𝗿𝗶𝗿𝗼𝗻𝗼 sul colpo; altre 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 persone persero la vita nei giorni successivi a causa delle ferite riportate. I 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗶 furono 𝘁𝗿𝗲𝗻𝘁𝗮𝗻𝗼𝘃𝗲. Nei giorni successivi, gli organizzatori della manifestazione e numerosi partecipanti furono fermati e denunciati dalle autorità.
La strage di via Niccolò dell'Arca è ricordata come una delle prime e più drammatiche manifestazioni della violenza che accompagnò la caduta del fascismo e rappresenta 𝙪𝙣𝙖 𝙥𝙖𝙜𝙞𝙣𝙖 𝙛𝙤𝙣𝙙𝙖𝙢𝙚𝙣𝙩𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝘽𝙖𝙧𝙞 𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙄𝙩𝙖𝙡𝙞𝙖.
Nel ricordare le vittime di quel 28 𝘭𝘶𝘨𝘭𝘪𝘰 1943, l'𝗔𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗕𝗮𝗿𝗶 rinnova il proprio impegno nella tutela e nella valorizzazione della memoria documentaria, affinché la conoscenza del passato continui a essere uno strumento di consapevolezza civile e di difesa dei valori della democrazia.