Assemblea Bari X Palestina

Assemblea Bari X Palestina L'Assemblea Bari per la Palestina nasce con lo scopo di fare da contenitore e megafono per le iniziative per la Palestina in territorio Barese e Pugliese.

Il nostro scopo e fare rete tra tutte e associazioni e movimenti interessati.

SCENDIAMO IN PIAZZA! Scendiamo nelle piazze, perché le petizioni social NON bastano. I governi le favoriscono: non ne ha...
07/06/2026

SCENDIAMO IN PIAZZA!

Scendiamo nelle piazze, perché le petizioni social NON bastano. I governi le favoriscono: non ne hanno paura.

Manifestiamo con i nostri CORPI e le nostre VOCI.
Facciamolo per chi voce non ha più e per chi vede i propri corpi quotidianamente subire uccisioni, violenze, torture e stupri, come nella Palestina e nel Libano invasi dall’entità sionista.

Facciamolo anche per Domenico, Dina, Alicia Armesto Nuñez, Laura Kwoczała, Jenelle Jones, Maria Paula Giménez, Lucas Ezequiel Aguilera, Matias Alvarez Rodriguez, Ana Margarida França Santana Baptista e Ashraf Khoja che, con i loro corpi, hanno tentato di portare aiuti umanitari e presidi sanitari alla popolazione palestinese colpita dal genocidio e dal blocco israeliano e che ora sono illegalmente detenut3 nella Libia dell’Est (e da 5 giorni in sciopero della fame e della sete).

Sono lì perché lo Stato italiano non ha fatto e non fa nulla, nonostante la Convenzione di Ginevra obblighi l’Italia, non solo a rispettarla, ma anche ad agire per impedire violazioni altrui: il che significa – secondo la giurisprudenza della Corte Internazionale di Giustizia e prassi ONU – che gli Stati terzi hanno l’obbligo di 1) non riconoscere né sostenere la situazione illegale (il blocco); 2) non fornirvi assistenza logistica, militare ed economica; 3) attivarsi senza indugi per garantire accesso umanitario.

Per la liberazione immediata di tutt3 l3 attivist3 detenut3 e delle migliaia di prigionier3 palestines3, per la Palestina libera e per la libertà di tutti gli altri popoli oppressi, e contro i governi complici di genocidio e apartheid, ci incontriamo con i nostri corpi e le nostre voci lunedì 8 e martedì 9 giugno (giorno dell’udienza fissata in Libia), dalle ore 18, a Bari, in via Argiro angolo via Calefati, nei pressi del Consolato israeliano.

TUTT3 LIBER3!Domani 4 giugno 2026 ci incontriamo nei pressi del Consolato israeliano, Via Argiro ang. Via Calefati, luog...
03/06/2026

TUTT3 LIBER3!

Domani 4 giugno 2026 ci incontriamo nei pressi del Consolato israeliano, Via Argiro ang. Via Calefati, luogo, la cui sola esistenza insulta la nostra concezione di "onorario" e la nostra posizione contro il genocidio in Palestina.

Appoggiamo la Resistenza palestinese e l'azione di solidarietà verso il popolo palestinese da parte di Domenico Centrone, Leonarda "Dina" Alberizia, Alicia Armesto Nuñez, Laura Kwoczała, Jenelle Jones, Maria Paula Giménez, Lucas Ezequiel Aguilera, Matias Alvarez Rodriguez, Ana Margarida França Santana Baptista e Ashraf Khoja, ad oggi ancora detenut3 in Libia, e spingiamo affinché la nostra sete di giustizia per la fame dei palestinesi, mordi e attanagli le pance di chi trae un profitto immane dalla catastrofe che si autolimenta per mano sionista.

📍Via Argiro angolo Via Calefati

🗓Domani giovedì 4 giugno 2026

🕗 dalle ore 17.00

Palestina libera 🇵🇸

A SOSTEGNO DELLA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE E CONTRO IL GOVERNO ITALIANO COMPLICE DEL GENOCIDIOAppoggiamo da semp...
12/05/2026

A SOSTEGNO DELLA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE E CONTRO IL GOVERNO ITALIANO COMPLICE DEL GENOCIDIO

Appoggiamo da sempre la Resistenza palestinese contro il regime sionista, restando tuttavia consapevoli di non poterci sostituire alla loro voce né appropriarci del valore dei loro sacrifici.

Il nostro dovere etico e politico è agire concretamente: dobbiamo impegnarci a bloccare la produzione e il transito di armamenti e tecnologie che, attraverso il nostro territorio, seminano orrore e morte in Palestina.

Il governo italiano è complice di questo genocidio e se non blocchiamo questa catena siamo complici anche noi. Restare inerti di fronte a questa filiera della violenza colonialista e dell’apartheid significa diventarne parte integrante.

Con il presidio di domani esigiamo con forza la chiusura del Consolato israeliano.

🗓 domani 13 maggio
📍Via Argiro angolo Via Calefati
🕗 h 18.00

INSORGIAMO - RESISTIAMO - BLOCCHIAMO TUTTO!🗓 1 MAGGIO 2026 ORE 10📍Piazza della LibertàPer la Palestina, contro tutte le ...
30/04/2026

INSORGIAMO - RESISTIAMO - BLOCCHIAMO TUTTO!

🗓 1 MAGGIO 2026 ORE 10
📍Piazza della Libertà

Per la Palestina, contro tutte le guerre, per i lavoratori e a supporto della Flotilla, ci vediamo domani in Piazza.

WE RISE, WE STAND🗓️30 aprile 2026 - ore 18:00📍P.zza Umberto Verso le 20:30 di questa sera alcune imbarcazioni sono state...
30/04/2026

WE RISE, WE STAND

🗓️30 aprile 2026 - ore 18:00
📍P.zza Umberto

Verso le 20:30 di questa sera alcune imbarcazioni sono state abbordate dai droni e dai gommoni dell’IDF.

Equipaggio di terra, ci vediamo domani per il presidio d’urgenza in piazza Umberto dalle ore 18:00.

🇵🇸

NON È STATA UNA COINCIDENZA DI CALENDARIOIl 26 aprile, a Bari, i neofascisti di Gioventù Nazionale (il movimento giovani...
27/04/2026

NON È STATA UNA COINCIDENZA DI CALENDARIO

Il 26 aprile, a Bari, i neofascisti di Gioventù Nazionale (il movimento giovanile di Fratelli d’Italia) e di Futuro Nazionale (il movimento del generale nostalgico Roberto Vannacci) hanno provato a costruire una contro-giornata rispetto al 25 aprile.

Gioventù Nazionale e Futuro Nazionale sono immerse in una genealogia politica e simbolica che affonda le proprie radici nel fascismo e rispondono entrambe alla vecchia grammatica della destra reazionaria italiana, ripulita (non troppo) nel linguaggio ma non nella sostanza: nazionalismo, patria, ordine, disciplina, identità, gerarchia, nemico interno, remigrazione, antigender e rimozione dell’antifascismo.

Entrambe si collocano nello stesso orizzonte nero.
Non stupisce, dunque, che proprio attorno al 25 aprile queste galassie del neofascismo provino a riscrivere la storia, a svuotare la Liberazione del suo significato, a equiparare partigiani e repubblichini, a trasformare la sconfitta del nazifascismo in una generica “pacificazione” nazionale.

Ieri a Bari, nel corso della mattina, GN ha commemorato Sergio Ramelli, militante neofascista milanese morto il 29 aprile 1975, mentre, nel pomeriggio, i seguaci di Vannacci – lo stesso Vannacci che ha dichiarato di non voler festeggiare la Liberazione ma San Marco – hanno piazzato un gazebo di tesseramento a Bari vecchia: una vera e propria provocazione, perché Bari vecchia è simbolo vivo di antifascismo militante, popolare, solidale.

Ma, davanti a quella presenza indegna, la Bari antifascista ha dato prova ancora di esistere e resistere, manifestando la propria indignazione e cantando “Bella ciao” davanti al loro gazebo. Ha ricordato che il 25 aprile non è una ricorrenza decorativa, ma una linea di barricata: da una parte chi combatte il nazifascismo in tutte le sue forme, dall’altra loro.

Come nel 1945, così oggi, tocca a noi ricordare che questi nostalgici dell’olio di ricino e delle carceri per chi dissente non avranno mai agibilità nelle nostre strade.
Qui non vi vogliamo.
Qui e da nessun’altra parte.
La Resistenza continua.
 
Free Palestine. Free All Antifas.
And free the whole world.

🔥 25 APRILE 2026🔥BARI👉CORTEO ANTIFASCISTA👈❗Concentramento alle 9.30 in Via Papa Giovanni XXIII❗(altezza carcere)Affinché...
23/04/2026

🔥 25 APRILE 2026🔥BARI
👉CORTEO ANTIFASCISTA👈

❗Concentramento alle 9.30 in Via Papa Giovanni XXIII❗(altezza carcere)

Affinché non sia solo una commemorazione ma una presa di posizione netta dalla parte di chi ancora oggi continua a combattere i fascismi del mondo, dalla Palestina all'Europa.
Ed è proprio con la resistenza del popolo palestinese nel cuore che invitiamo tutt a partecipare alle iniziative del percorso di cui aggiorneremo a breve e a portare con sé la propria rabbia e la propria idea di resistenza verso il 25/04 e oltre.

Negli ultimi 10 anni i processi di fascistizzazione della società, con le loro braccia estrattiviste e colonialiste, hanno alimentato il ritorno alla guerra come strumento di soluzione delle tensioni economiche e politiche. Al contempo, i governi europei, da un lato, alimentano senza sosta lo stato di polizia, dall’altro lato, in politica estera, si dimostrano esecutori fedeli delle politiche neo-imperiali statunitensi e sioniste.

In particolare, vorremmo dedicare il percorso da ora sino al 25, a due prigionierx politicx, Maja T. ed Anan Yaeesh, simbolo di un antifascismo militante che non si arrende di fronte al nemico perché sa di essere dalla parte giusta della storia. Maja T. è ancora rinchius* nelle carceri ungheresi. Come anche Anan Yaeesh, attualmente nell'alta sicurezza del carcere di Melfi, condannato in primo grado per terrorismo dalla stato italiano, per aver partecipato alla resistenza del popolo palestinese.

Free Maja – Free Anan Yaeesh

Free All Antifas

🔴23/04

👉PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO "Colpevoli di Palestina"
Ore 16.00 📍Facoltà di Giurisprudenza, Piazza Cesare Battisti (aula Contento 1°piano) Bari

🔴24/04

👉PASSEGGIATA attraverso i luoghi della Resistenza partigiana.
Ore 16.30 📍Piazza Chiurlia, Bari Vecchia

👉PROIEZIONE FILM "Noi e loro"
ORE 19.00📍Spazio 17, Via Signorile 10/a Bari

👉PRESENTAZIONE DEL LIBRO di poesie palestinesi "La Rosa Di Gaza” con letture di Ashraf Haj-Yahya (Benefit per Medici Senza Frontiere)
ORE 19.00 📍Gramigna Arci, Via Adige 34 Bari

SOLIDARIETÀ AD AHMAD SALEM, CONDANNATO PER “TERRORISMO DELLA PAROLA” Ahmad Salem, rinchiuso nel carcere di massima sicur...
15/04/2026

SOLIDARIETÀ AD AHMAD SALEM, CONDANNATO PER “TERRORISMO DELLA PAROLA”

Ahmad Salem, rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Rossano Calabro da oltre un anno, nella giornata di ieri 14 aprile, è stato condannato in primo grado a 4 anni di reclusione con l’accusa di “istigazione e autoaddestramento con finalità di terrorismo”. La contestazione riguarda alcuni video sulla resistenza palestinese trovati sul telefono e un invito pubblico a mobilitarsi contro il genocidio a Gaza che affligge da anni i fratelli e le sorelle arabe.

Il processo è un tassello del progetto che mira a far scomparire il popolo palestinese, togliendogli anche la voce; mentre Israele continua senza tregua il genocidio a Gaza, istituendo su base etnica la pena di morte per impiccagione per i combattenti della resistenza.

Il governo italiano, inoltre, ribalta la realtà varando il decreto legge antisemitismo, chi lotta contro lo Stato sionista (razzista, colonialista, suprematista) rischia di essere arrestato per odio razziale.

Riportiamo le parole ricevute nella giornata di ieri dall3 compagn3 di Campobasso

《Apprendiamo con sdegno che, in vista del presidio di solidarietà ad Ahmad Salem previsto per martedì davanti al Tribunale di Campobasso, la Questura ha convocato un tavolo tecnico per la “sicurezza” disponendo la chiusura di tutte le strade del centro cittadino.
Si tratta di un comportamento gravissimo, inaccettabile e apertamente intimidatorio.
Non siamo di fronte a misure motivate da esigenze reali di ordine pubblico, ma a un’operazione politica precisa: creare un clima artificiale di tensione e paura, criminalizzare la solidarietà verso il popolo palestinese, colpire chi sceglie di manifestare pubblicamente contro l’ingiustizia e la repressione.
Davanti al Tribunale di Campobasso si sono già svolti due presidi negli scorsi mesi. Si sono svolti in maniera determinata e partecipata, senza alcuna tensione, senza incidenti, senza alcun problema per la città. I fatti parlano chiaro. Per questo il provvedimento deciso oggi non ha nulla di preventivo: ha solo il sapore della rappresaglia e della provocazione.
Chiudere il centro cittadino per un presidio di solidarietà significa voler rappresentare il dissenso come una minaccia, la partecipazione democratica come un pericolo, la libertà di manifestare come un problema di ordine pubblico.
È la logica dello Stato di polizia: non governare i conflitti sociali attraverso il confronto democratico, ma soffocarli con divieti, militarizzazione, paura e abuso del potere amministrativo.
È la stessa logica con cui si colpisce chi manifesta per la Palestina, chi denuncia il genocidio in corso, chi si schiera contro guerre, repressione e razzismo. Oggi si prova a chiudere una piazza; domani si vorrà chiudere ogni spazio di parola, di critica, di opposizione sociale.
Noi non ci faremo intimidire. [...]
Contro la paura, solidarietà.
Contro la repressione, partecipazione.
Contro lo Stato di polizia, democrazia e lotta.》

🇵🇸♥️ Oggi, il 9 aprile 1944, Leila Khaled nacque a Haifa. È una socialista palestinese e un'insegnante di inglese.All'et...
09/04/2026

🇵🇸♥️ Oggi, il 9 aprile 1944, Leila Khaled nacque a Haifa. È una socialista palestinese e un'insegnante di inglese.

All'età di 4 anni, fu costretta a lasciare la sua casa con la famiglia e si stabilì in un campo profughi nel sud del Libano durante il periodo noto come la Nakba, quando centinaia di migliaia di palestinesi subirono una pulizia etnica durante la creazione dello Stato di Israele.

Nel 1967, aderì al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, una fazione comunista, e partecipò a operazioni militari all'estero.

Una delle operazioni che portò Khaled al riconoscimento mondiale fu l'irruzione aerea di un volo TWA da Roma a Tel Aviv nel 1969. Questo evento portò alla liberazione di prigionieri palestinesi dalle carceri israeliane. A causa del suo ruolo nell'incidente, Khaled fu imprigionata in Siria per sei settimane e poi rilasciata.

In seguito, assunse un ruolo attivo nell'Unione Generale delle Donne Palestinesi e fu coinvolta nella cura dei feriti a seguito degli attacchi israeliani ai campi profughi palestinesi.

Riguardo al ruolo delle donne nel movimento, Khaled fece la seguente dichiarazione a Palestine Chronicle: «Le donne danno la vita. È per questo che sentono il pericolo più degli uomini. Quando partecipano, sono più leali alla rivoluzione perché difendono anche la vita dei loro figli. Quando ho dato alla luce due figli, ogni volta sono diventata sempre più convinta che dovevo fare tutto il possibile per proteggerli e costruire un futuro migliore per loro. Ho sentito questo per le donne che avevano perso i loro figli.»

Ha anche parlato della sua speranza per una Palestina multietnica e democratica: «Un luogo in cui tutti vivono in condizioni di uguaglianza. Ebrei, musulmani, non mi importa della religione di una persona. Credo nell'essere umano in sé. Gli esseri umani possono sedersi insieme e decidere insieme il futuro di questa terra. Ma non posso accettare di non avere il diritto, ora, di tornare nella mia città. Come sei milioni di palestinesi.»

Khaled, che attualmente vive in Giordania, continua a essere attiva nel FPLP e nel movimento di liberazione palestinese.

05/03/2026

L'8 marzo scendiamo in piazza per rivendicare il nostro diritto ad avere una casa sicura e dignitosa e un reddito per chiunque, per una vita libera dalla precarietà e dal ricatto e dalla criminalizzazione della povertà.
Non accettiamo che siano questioni secondarie, per cui non ci sono mai soldi, mentre vengono finanziate guerre, genocidi e stato di polizia.

Non saranno i mille ddl infami a fermare la nostra voglia di creare spazi liberi da violenze e gerarchie, dove il consenso non è un cavillo legislativo, ma dove creare comunità solidali.

Per questo e per tanto altro, ci vediamo alle 16 domenica in piazza Umberto! Il percorso del corteo sarà: partenza piazza Umberto, via Nicolai, via De Rossi, corso vittorio Emanuele, fine del corteo piazza Garibaldi.

Indirizzo

1 Piazza Umberto I
Bari
70121

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