Movimento cinque stelle Basiglio

Movimento cinque stelle Basiglio Movimento cinque stelle Basiglio Sezione di Basiglio

03/04/2025

💡Volete conoscere Matteo Armelloni, il nostro candidato sindaco?
🧐Volete sapere da chi è composta la lista che lo sostiene?
🏃‍♀️Venite a incontrarci e a scoprire il nostro progetto politico!
🫵Vi aspettiamo sabato prossimo, 5 aprile, dalle 9.30 alle 12.00, nella piazza del mercato!

01/04/2025

🚨 NO, NON È UNO SCHERZO: ABBIAMO IL NOSTRO CANDIDATO SINDACO! 🚨
Oggi è il 1° aprile e qualcuno potrebbe pensare che stiamo per annunciare un palazzetto da 10 milioni di euro… o magari la proroga all’impresa di pulizia urbana. 🤭
Invece no, niente pesce d’aprile: Matteo Armelloni è il nostro candidato sindaco per Opera! 🗳️
Una scelta di cuore e di testa:
✅ Politica del fare e competenza
✅ Giustizia sociale ed ecologica
✅ Lavoro di squadra ed esperienza
✅ Capacità di dialogo
✅ e soprattutto amore autentico per Opera
Lo sappiamo, oggi è il giorno perfetto per dubitare… ma vi assicuriamo che è tutto vero! 😏
📢 Vuoi saperne di più su di noi, sulle nostre idee e su perché Matteo è la scelta giusta per Opera? Seguici e attivati anche tu per il futuro della nostra città!
📩 Scrivici a [email protected]

28/02/2023

Sanità lombarda, il Pronto soccorso non piace: il 60% degli specializzandi lo evita!

Il guaio in Lombardia non è solo la mancanza di medici ma anche la distribuzione per competenze Emblematico il caso della Medicina d’Emergenza-Urgenza: oltre la metà dei corsi rimane vuota

Il problema della sanità lombarda non è solo la mancanza di medici, ma anche la loro distribuzione per competenze.

I camici bianchi infatti per svolgere le loro mansioni devono specializzarsi, ma almeno il 18% degli indirizzi in Lombardia o non è stato proprio preso in considerazione oppure è stato abbandonato entro 12 mesi dall’inizio del corso perché il futuro medico ha preferito fare un nuovo concorso o cambiare specializzazione.

Negli ultimi due anni su 5.106 contratti disponibili ben 636, il 12% del totale, non è stato assegnato perché nessuno si è fatto avanti; mentre gli specializzandi che hanno preferito abbandonare a corso iniziato sono stati 265, il 5% del totale.

Numeri sconfortanti anche se in linea con il dato nazionale.
In testa alle discipline meno ambite ci sono Patologia Clinica e Biochimica Clinica con il 91% di posti che rimangono vuoti, Microbiologia e virologia (88%), Farmacologia e Tossicologia Clinica (86%), Medicina e Cure Palliative (77%), Medicina nucleare (72%) e Medicina d’Emergenza-Urgenza (60%).

Il dato relativo all’Emergenza-Urgenza è da bollino rosso: su 343 corsi di specializzazione organizzati negli ultimi due anni più della metà, 179 ovvero il 52%, sono rimasti deserte. E il tasso di abbandono di chi si è iscritto è pari all’8%. In pratica il 60% delle specializzazioni non viene assegnato e questo la dice lunga sulle difficoltà degli ospedali a coprire i ruoli.

Una buona programmazione sanitaria inizia dall’ attratti vita dei corsi di laurea e delle professioni..
È evidente che qualcosa negli anni non abbia funzionato e non si può far finta di niente o proporre semplici soluzioni di facciata per problemi molto profondi (come sbloccare il numero chiuso).

Non ho grandi speranze ne dal Governo Nazionale, né da quello Regionale… ma bisogna iniziare a porre il problema!

Pensare alla sanità solo quando si è malati non funziona…
Parliamone…parliamone sempre!

Da un articolo di
roberto Canali per Il Giorno

Link nel primo commento.

08/02/2023
08/02/2023

SONO DI ORIGINE CALABRESE E SONO FIERO DI ESSERLO

Ha fatto bene Pierfrancesco Majorino a scusarsi per lo scivolone di oggi, ma altrettanto dovrebbero fare quei politici di centrodestra che hanno malgovernato per anni e soprattutto quei leghisti che hanno costruito le loro fortune e carriere soffiando sul fuoco del razzismo e della discriminazione nei confronti dei meridionali.

Sono di origine Calabrese e sono fiero di esserlo!

I calabresi sono operosi, e potrei raccontarvi di mille realtà di progetti sociali e culturali.

Uno fra tutti è Medicina Solidale Associazione Calabrese di Epatologia onlus un progetto di medici che hanno aperto un ambulatorio gratuito in provincia di Reggio Calabria.
Qui in Lombardia, invece, conosco bene l’associazione Magna Grecia Pieve Emanuele, una fantastica realtà associativa che, oltre a portare avanti moltissimi progetti sociali e culturali, ogni anno organizza un festival di altissimo livello suonano insieme i migliori artisti del sud e del nord Italia.

La Lombardia, la nostra Regione, è grande anche grazie al lavoro di quei giovani e di quelle famiglie che hanno deciso di trasferirsi qui per costruire il loro futuro, tra cui la mia!
C'è chi ha scelto e chi è stato costretto, perché la malapolitica di ogni colore ha spesso tagliato le gambe a tutti coloro che volevano avere una opportunità nella propria terra natia.
Gli scivoloni possono capitare, e sono state gradite le scuse di Pierfrancesco Majorino, ma non accettiamo lezioni né da chi voleva distribuire i vaccini in base al Pil, né da chi ha appena votato una legge per tentare di dividere l’Italia senza garantire gli stessi diritti a tutti.

Anche durante il mio mandato in Consiglio Regionale sono stato discriminato da una consigliera della Lega che ha avuto il coraggio di dirmi che non potevo parlare della Sanità di Montagna perché sono calabrese e con il mio cognome non potevo "occuparmi di montagna" (tra l'altro in Calabria abbiamo montagne!) Aspetto ancora le scuse!
Senza pensare a tutte le volte che hanno urlato in aula “Lombardia Libera”!

Proprio Ieri sera siamo stati a cena insieme a Giuseppe Conte nel ristorante Scilla gestito da un amico imprenditore calabrese che in Lombardia sta realizzando grandi cose.

Ci ho tenuto a portare li il Presidente proprio per dimostrare che la Lombardia ha fatto dell’integrazione fra le diverse culture la sua più grande fortuna.

09/01/2023

MERITIAMO DI MEGLIO DEL DUO FONTANA/GALLERA
HO SCRITTO UNA LETTERA AL DIRETTORE DI Quotidiano Sanità

Gentile Direttore,
il ruolo dei Medici di Medicina generale e dei Pediatri di libera scelta è diventato sempre più essenziale per il nostro sistema sanitario, specialmente vista la continua perdita di professionalità in questo settore che abbiamo dovuto registrare in questi ultimi anni. E presto la questione si aggraverà ancora perché sono già stati annunciati centinaia di pensionamenti che non troveranno sostituzioni in tempi rapidi e forse nemmeno in tempi lunghi: se si considera l’arco temporale, che dal 2018 arriva sino al 2028, i Medici di Medicina Generale coinvolti dal pensionamento sono addirittura 4167, in alcun modo compensati dai nuovi professionisti (dati della Federazione Italiana Medici Medicina Generale).

L’occasione della riforma del sistema sanitario regionale a mio parere è stata sprecata con un’iniziativa legislativa che ha pensato un’altra volta più a favorire chi ha fatto della sanità un business e non un servizio per i cittadini. E un sondaggio che ho promosso su oltre 1.600 medici di base della Città metropolitana di Milano rivela come ci sia ancora una carenza informativa da parte della Regione su quale sarà il ruolo di questi professionisti a proposito della nuova rete territoriale prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. C’è chi non sa nemmeno se stanno costruendo una Casa della comunità sul territorio di competenza, ma il dato più disarmante è la carenza informativa su chi gestirà queste strutture e come intende farlo.

Temo che questa sia l’ennesima dimostrazione di come il centrodestra lombardo abbia preso l’occasione di rifondare la nostra sanità solo come opportunità per aggiungere tacche alla loro lunga lista di errori amministrativi invece che correggerne almeno qualcuno. Per quanto mi riguarda, pur dai banchi dell’opposizione ho cercato comunque di fornire un contributo fattivo per semplificare le condizioni di lavoro dei MMG garantendo allo stesso tempo ai lombardi il diritto ad avere un medico di riferimento sul proprio territorio senza pagare un abbonamento alle strutture private.

Un esempio e quando con la mozione 628 abbiamo impegnato la giunta regionale ad “attivarsi affinché, conformemente alla normativa vigente, in caso di ricovero ospedaliero, la certificazione di malattia sia rilasciata direttamente dalla struttura o dal professionista sanitario interessato, sollevando i Medici di Medicina Generale da un'incombenza dalla quale, nella prassi, sono gravati”. Più e più volte mi sono battuto in Consiglio regionale per implementare la possibilità di facilitare il lavoro dei professionisti sanitari con le nuove tecnologie, come ad esempio l’ampliamento delle prescrizioni possibili usando i canali digitali, in particolare per i farmaci di fascia F. Cercando anche altre soluzioni pratiche come forme diverse di organizzazione che con la mozione 458 approvata nel 2021 la giunta ha accettato di “promuovere e favorire forme di aggregazione dei Medici di Medicina Generale, non necessariamente nella configurazione di gruppi mono-professionali, ma favorendo soprattutto gruppi multi-specialistici”.

Spesso ho sbattuto sul muro di gomma erto dal centrodestra, ma persino nell’ambito della discussione sulla non-riforma del centrodestra sono riuscito a far introdurre il principio di portare sul territorio le scuole di specializzazioni per i medici di base: in questo modo potremmo parzialmente coprire quei buchi di organico creati dalle politiche degli ultimi anni e favorire da subito la creazione di quel rapporto tra medico e territorio che è alla base della sanità di prossimità. E con azioni decise ho portato anche in Consiglio e fatto approvare iniziative per riconoscere “forme di incentivazione, anche economica, ai MMG” degli ambiti in sofferenza che avrebbero accettato di alzare il numero di assistiti.

Ho provato anche a combattere per ottenere una gestione amministrativa più a misura di persona facendo impegnare l’Amministrazione regionale a “garantire che, in caso di pensionamento dei Medici di Medicina Generale, l’Agenzia di Tutela della Salute competente si faccia parte attiva verso i pazienti anziani e fragili, gestendo l’assegnazione del nuovo medico secondo il criterio di prossimità, fermo restando il principio di libera scelta”.

E potrei andare avanti a lungo, perché le carenze organizzative del sistema di cure territoriali sono innumerevoli. Come rappresentante dell’opposizione ho provato a mettere qualche toppa, ma il risultato del sondaggio che ho promosso mi conferma che la giunta Fontana-Gallera resta più impegnata a ottenere visibilità mediatica invece che a pensare all’amministrazione della macchina regionale. Una tendenza che continua a picconare i diritto alla salute di tutti i lombardi.

Gregorio Mammì
Consigliere M5S Regione Lombardia

05/01/2023

Ecco i risultati della mia indagine:
REFERENDUM CASE COMUNITÀ BOCCIATE DAI MEDICI

Da un sondaggio proposto dal M5s sugli effetti della riforma Moratti e in particolare sulle nuove case di comunità risulta che un medico su due è contrario.

Hanno risposto alle domande 1.693 su 1.835 medici di base e pediatri di libera scelta del Milanese e uno su due si è detto contrario all'istituzione delle case di comunità, degli ospedali di comunità e delle centrali operative territoriali anche se il 78% riconosce che «la maggior parte delle nuove strutture sanitarie sono partite» ma «mancano ancora sia informazioni precise sul progetto dei nuovi presidi territoriali e soprattutto su quale sarà il ruolo dei medici di famiglia dentro e fuori di essi».

Un sondaggio tra 1.835 medici di base e pediatri di libera scelta del Milanese sugli effetti della Riforma Moratti e in particolare sulle case di comunità: a rispondere alle cinque domande inoltrate via mail dal M5s, sono stati in 1.693. Di questi, la metà si è detto contrario all'istituzione delle case di comunità, degli ospedali di comunità e delle centrali operative territoriali che sono l'ossatura della riforma sanitaria anche se il 78% riconosce che «la maggior parte delle nuove strutture sanitarie sono partite». ma «manca ancora il coinvolgimento dei protagonisti della sanità territoriale. Mancano infatti sia informazioni precise sul progetto stesso dei nuovi presidi territoriali e soprattutto su quale sarà il ruolo dei medici di famiglia dentro e fuori di essi». Un medico su tre, poi, ritiene che «l'impatto di queste realtà sul proprio lavoro sia negativo» e il 56% di loro confessa che «non è disponibile a trasferire il suo lavoro all'interno di queste strutture» (altro punto centrale della riforma). In più, segnala il M5S, « tra gli incerti le risposte oscillano da "dipende" e "lavoro e opero in una struttura che è fondamentalmente una Cdc (Pre SST), dove però nessuno ha investito e la gestione Ats è sempre stata assente se non ostativa». Infine, il 39% dei medici ritiene che diventare un «dipendente» della Regione (attraverso un contratto con il sistema sanitario regionale) favorirebbe la sua professione.

Per il consigliere regionale e segretario della commissione Sanità, Gregorio Mammì, promotore del sondaggio, «emerge che ancora oggi molti professionisti della sanità territoriale non sanno né quale struttura prevista dal Pnrr verrà costruita sul loro territorio, né tantomeno quale sarà il proprio ruolo. Ora, si può comprendere che di fronte alle evidenti carenze organizzative dell'amministrazione Fontana si voglia mantenere un certo riserbo, ma non si capisce come si possa parlare di rilancio e riforma della sanità territoriale senza un deciso coinvolgimento di chi rappresenta la prima linea proprio di quella stessa sanità territoriale».
Corriere della Sera

04/01/2023

REGIONARIE LOMBARDIA 2023.
CI SONO ANCH'IO!
Si vota online il 5 Gennaio dalle 10 alle 22

Il MoVimento 5 Stelle, fin dalla sua nascita, ha cercato di riaccendere in ognuno di noi la speranza, una visione futura di paese e quello che ancora chiamiamo "attivismo": mettersi in gioco in prima persona, prendersi cura dei pochi metri quadrati oltre lo steccato di casa.

Mentre per tanti in Italia quel sogno sembra essersi spento, io ho deciso di continuare a mettermi in gioco.
É per questo motivo che troverete il mio nome tra quelli che potrete scegliere per far parte della lista regionale per la provincia di .

Continuiamo ad assistere inermi a liste di candidati arcinoti che portatano gli interessi di pochi, del loro pacchetto voti, sempre lo stesso.
Nelle istituzioni rischiamo di avere, non lo specchio del paese, ma una rappresentanza falsata che non guarda di certo ai bisogni reali della maggioranza di cittadini.

Noi del M5S continueremo a non avere impresentabili nelle liste elettorali. Personalmente, continuerò a tener sempre conto dei cittadini più fragili che in questo paese non sono rappresentati.
Abbiate fiducia in me e aiutatemi a fare parte della lista dei candidati al consiglio regionale lombardo.

Il passo successivo sarà poi convincere chi preferisce stare a casa il 12-13 febbraio.
In tutta la campagna elettorale dovremo dire loro di votare convintamente ciò che è più vicino agli interessi dei loro figli.
Diremo loro di votare chi nostante la pandemia, la guerra e la conseguente crisi energetica ha continuato a portare avanti tante misure concrete.

Chi è ancora qui a lottare nonostante decine e decine di voltagabbana.

L'astensione non fa altro che aumentare il gap tra cittadini, il gap tra quei partiti pieni zeppi di condannati, inquisiti e viscidi opportunisti che sono già pompati dai media e dalla propaganda.
Non possiamo lasciare la nostra Lombardia nelle loro mani.

01/12/2022

La premiata ditta Fontana, Bertolaso & Company, si è finalmente accorta che esiste un problema enorme legato ai tempi d’attesa nella sanità regionale.
L’annuncio lo hanno dato in coppia, in conferenza stampa.

Ciò che è singolare è che l’impegno della Giunta venga profuso a ridosso della scadenza elettorale e in piena campagna elettorale. Tanto che Fontana e Bertolaso hanno avuto il coraggio di chiedere agli ospedali pubblici e privati di fare il 10% in più rispetto al periodo pre-pandemia del 2019.

Come opposizione, ho ribadito a nome di tutto il gruppo del MoVimento 5 Stelle che il rispetto dei tempi d’attesa in sanità non può essere un regalo di Natale, ma la normalità.
Il tema dell’accesso alle cure non può essere svilito nell’ennesima conferenza stampa show. Conferenza al termine della quale, l’unico dato certo è che il centrodestra abbia fallito non essendo stato in grado, per scelta politica, di realizzare l’Agenda unica del sistema di prenotazione, che i lombardi attendono dal 2019.

Fontana si è finalmente accorto che "66mila persone hanno ottenuto appuntamenti fuori dal tempo massimo previsto nel periodo tra gennaio e giugno del 2023" ed ha promesso che "questi cittadini saranno richiamati dagli enti erogatori pubblici e privati e gli sarà anticipato l’appuntamento nei termini previsti dalla classe di priorità delle prescrizioni, dove è possibile”.

Speriamo sia così ma dopo tanti anni abbiamo ormai perso la speranza (e sappiamo perfettamente il peso delle parole del cdx in perenne campagna elettorale).

Indirizzo

Piazza Leonardo Da Vinci 1
Basiglio
20080

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Movimento cinque stelle Basiglio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi