17/07/2026
Francesco non si innamorò della povertà perché non aveva nulla.
Si innamorò della libertà che soltanto la povertà poteva regalargli.
Forse è questo il dettaglio che, dopo ottocento anni, continua ancora a sorprenderci.
Che ci sono amori che nascono per avere, e altri che nascono per lasciare andare. Per lasciarsi andare al silenzio.
Ed ad un certo punto, quella sera, il silenzio ha smesso di essere un'assenza. È diventato parte dello spettacolo.
Le candele tremavano.
Le ombre si allungavano sulle mura di Villa Giustiniani.
E le pietre sembravano custodire ogni parola, come se l'avessero aspettata da secoli.
E noi eravamo lì. Voi eravate lì.
Senza accorgerci del momento esatto in cui abbiamo smesso di assistere a una rappresentazione. Perché, da qualche parte tra la luce e il buio, il teatro aveva già compiuto il suo miracolo.
Ci aveva restituiti a qualcosa che avevamo dimenticato.
“Francesco, l'amato mio. Cantico dei poveri amanti”, intenso testo originale di Gabriele Furnari Falanga, portato in scena da Agape Teatro, non ci ha raccontato la vita di un santo.
Ci ha raccontato il coraggio di un amore.
L'incontro con Madonna Povertà non aveva il sapore del sacrificio, aveva quello dell'innamoramento.
Dell’Amore. Della Passione.
Di quelli che cambiano il modo di guardare il mondo.
Di quelli che, agli occhi degli altri, sembrano follia.
E forse ogni amore autentico attraversa, prima o poi, quel confine, quello in cui non può più essere spiegato, può soltanto essere vissuto.
A volte l'amore arriva prima della comprensione.
E il cuore impiega una vita a raggiungere ciò che l'anima aveva già visto.
Forse è un po’ quello che il teatro riesce ogni volta a fare: non a mettere in scena una storia, ma spogliarla di tutto ciò che è superfluo, fino a lasciarne visibile soltanto la verità.
E alla fine, quando si sono spente le ultime candele, il cortile è tornato nel suo silenzio.
Ma non era più la stessa quiete.
Perché ci sono luci che illuminano una sera.
E altre che insegnano a camminare anche quando le tenebre tornano.
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