La messa a regime dell’area metropolitana e la definitiva eliminazione del ruolo delle Province, determinerà in Campania uno squilibrio istituzionale e funzionale, tale da creare due diverse regioni.
🔴Quella che coinciderà con la Provincia Metropolitana di Napoli (1.171 kmq nella quale vivrà la metà della popolazione e alla quale andranno per legge il 51% dei fondi europei) e
🔴quella abitata dall
’altra metà della popolazione suddivisa senza più il contenimento delle 4 Province, in 459 comuni che, il Piano Territoriale Regionale del 2008, suddivide in 9 ambiti insediativi, articolati in 45 sistemi territoriali di sviluppo.
❗La Piana del Sele è ricompresa nell’Ambito di Salerno, con una sottovalutazione delle sue potenzialità e del suo ruolo ed è tagliata fuori dal tavolo decisionale regionale e nazionale. Individuare 4 aree aree omogenee sulla versante della nostra provincia (Agro Nocerino-Sarnese, Salerno, Valle del Sele e Parco del Cilento) con la funzione di aree intermedie tra i municipi che la compongono e la Regione (organizzate come Unione dei Comuni) darebbe rilevanza alla Città del Sele, dove in 500kmq (superficie nettamente superiore a quella delle 5 città capoluogo) spiccano potenzialità agricole, realtà industriali (polo del polimero, agro-alimentare), vocazioni turistiche e culturali (di cui Paestum può diventarne l’emblema). Una città-comunità che, intorno ai suoi emblemi identitari (Templi di Paestum, il Sele, la litoranea, la pineta) potrebbe e dovrebbe costruire il suo rilancio e la sua funzione nazionale.
🔴🔴La Città del Sele è la più grande realtà della Campania, seconda per numero di abitanti dopo Napoli e va riconosciuta come ambito regionale autonomo e Battipaglia ne rappresenterebbe la città capofila...ecco perché BATTIPAGLIA CITTÀ DEL SELE.