01/05/2026
Oggi i nostri cuori ed i nostri pensieri sono rivolti a Ciro, 49 anni, lavoratore di Montecorvino, morto a fine marzo scorso sul lavoro in una fabbrica di Bellizzi, e a Paul, 39 anni, lavoratore migrante proveniente dall'India, morto una settimana fa dopo essere stato lasciato nella notte tra il 10 e l'11 aprile davanti all'Ospedale San Leonardo di Salerno e dopo due settimane di agonia.
Secondo i dati INAIL diffusi a febbraio, nel corso del 2025 sono morte 792 persone sul lavoro in Italia, un dato in lieve calo rispetto al 2024 ma ancora estremamente allarmante.
Soprattutto è allarmante alle nostre latitudine, in questi tempi in cui si discute di transizione verde e di sostenibilità ambientale, convivere con il fenomeno del caporalato che ancora dilaga tra i circa 12 mila lavoratori immigrati impiegati nella Piana del Sele, tra serre ed allevamenti. Marocchini, rumeni, indiani in prevalenza, ma anche persone che provengono dall’Africa sub–sahariana.
Addirittura allucinante è, invece, continuare a convivere con il fenomeno delle morti bianche in comparti come quello edile o metalmeccanico dove, sulle regole, negli ultimi anni si sono consumati fiumi di inchiostro.
Oggi il nostro è un sommesso invito, rivolto prima a noi stessi, esteso poi alle Istituzioni, alle altre forze politiche e alle parti sociali, ad aprire un tavolo nazionale di confronto permanente per promuovere politiche più efficaci, sia sul piano della prevenzione in materia di sicurezza "reale" nei luoghi di lavoro che del contrasto ai fenomeni di sfruttamento dei lavoratori, portando finalmente diritti laddove ancora oggi questi latitano.
Buona Festa dei Lavoratori