25/11/2017
Si è tenuto nel pomeriggio di oggi ad Olevano Romano, il convegno organizzato dagli amici di Gioventù Nazionale di Olevano Romano in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne - Molto interessanti gli interventi di tutti i relatori dal Sindaco di Olevano Romano Umberto Quaresima che con il suo intervento apre il pomeriggio a Paola Buttarelli " Assessore alle politiche sociali di Olevano Romano, Silvia Viti "Presidente del forum dei giovani di Olevano Romano e attivista di Gioventù Nazionale, Antonio Proietti "Sindaco di Roiate" Marianna Sturba "Sinistra Italiana, Simone Cianca "Gioventù Nazionale" e la nostra Coordinatrice di Bellegra e della Valle dell'Aniene, Consigliere Comunale di Bellegra Dott.ssa Sara Spoletini, che ci ha regalato un intervento molto determinato e pieno di spunti che potete leggere di seguito:
"Buonasera a tutti i presenti e un ringraziamento a chi ha deciso di usare il proprio tempo per ascoltare,capire, e sostenere una causa che non è solo di supporto alle donne ma all'umanità intera.Ringrazio chi mi ha voluta non soltanto come spettatrice ma come relatrice.
Questo tema non è un tema che può avere punti di vista diversi, su certi argomenti non si fa politica si trova una soluzione.
Il mio compito oggi è quello di analizzare il femminicidio da un punto di vista sociologico. Analizzando i dati e i comportamenti adottati dagli individui all'interno della società.
Partiamo dai dati fonte Istat al 31/08/2017 la popolazione in Italia è di 60,589,445 di cui donne 31,143,704 = al 51,4% la popolazione femminile dai 0 ai 13 anni è di 8,000,000, 2 milioni le donne con più di 80 anni quindi dai 16 ai 79 anni le donne in Italia sono oltre 21,000,000 e le donne comprese nella fascia di età tra i 18 e i 30 anni sono solo 3,000,000.
Questo per rendere l'idea di quante persone sono a rischio.
Cosa significa femminicidio: Non è un normale omicidio il termine evidenzia che il reato di omicidio volontario colpisce le donne spesso in ambito familiare,lavorativo dunque inambienti considerati sicuri.Spesso le motivazioni che inducono al femminicidio poggiano su una cultura discriminante.
Il termine è stato diffuso per la prima volta nel 1991 da Diane Russel, nel libro "Femminicide" frutto del suo lavoro da criminologa alle prese con casi di omicidi volontari.
La Teoria della Russel è che il femminicidio va oltre il concetto giuridico di assassinio e include quella situazione in cui la morte della donna rappresenta la conseguenza di pratiche misogene.
Il termine femminicidio è stato ripreso da sociologhe e antropologhe messicane quando sono stati trovati in alcuni scavi corpi di donne mutilati, si è dedotto che le vilenze contro la donna sono fatti perchè la vittima è una donna.secondo alcuni studiosi, il femminicidio è un problema strutturale, che va al di là degli omicidi, riguarda tutte le forme e le violenze di genere che sono in grado di annullare la donna nella sua identità e libertà, non soltanto fisicamente ma nella dimensione psicologica, sociale,nell'emancipazione nella vita pubblica.
Il termine è la negazione dei diritti pubblici e privati attraverso varie condotte misogine che sono: maltrattamenti, violenze fisiche,psicologiche,sessuali,economiche,familiari, che comportano l'impunità delle condotte poste in atto tanto dallo stato, a livello sociale che pongono la donna in una situazione indifesa e di rischio che può culminare, come molto spesso accade nell'uccisione della donna o nel suicidio della stessa.
Qual'è la situazione reale di questo fenomeno?
Sono oltre 100 le donne che ogni anno vengono uccise in Italia, da chi sostiene di amarle.
Al femminicidio si aggiungono violenze quotidiane che sfuggono ai dati, ma che se non fermati rischiano di fare altre vittime.
Sono migliaia le donne molestate, picchiate,perseguitate,aggredite e sfregiate. Secondo l'Istat sono 7 milioni le donne che nel corso della propria vita hanno subito una violenza.
I numeri del femminicidio non sono certi e variano di qualche unità nel 2016 se ne contano 120 nel 2017 una vittima ogni 3 giorni, negli ultimi 10 anni le donne uccise in Italia sono state 1740, di cui 1251 (il 71,9%) in famiglia.
Sono 3 milioni e 446 mila, in Italia le donne che hanno subito stalking nell'arco della vita, di queste 2,151,000 sono vittime di comportamenti persecutori di ex partner, quasi 8/10 di esse non si è rivolto a nessuna istituzione per cercare aiuto.
Alla luce di quanto detto possiamo fare una riflessione sociale e politica del fenomeno.
In genere la causa sociale della violenza viene attribuita alla tendenza maschile a non considerare le donne come individui indipendenti e con il diritto di autodeterminarsi, ma come cosa propria. L'aumento di casi di femminicidio viene associato al fatto che in questo momento stiamo vivendo una fase di mutamento dell'identità femminile che va verso l'emancipazione e la libertà; e viene vissuta dagli uomini come una minaccia alla virilità e al proprio dominio sessista.
Al momento la scollatura tra ina rappresentazione della donna in larga parte patriarcale e antiquato e il ruolo attivo e importante che sempre più donne ricoprono nella vita reale, crea terreno fertile per la violenza.
Da un punto di vista politico questa inadeguatezza della società a stare al passo con l'emancipazione femminile si riflette con un iter burocratico lento a denuncia fatta, anche se sono poche le donne che lo fanno, per paura che i maltrattamenti possano aumentare.
Da encomiare tutte quelle istituzioni a difesa del cittadino che sono presenti sul territorio e che compiono il loro dovere impeccabilmente a difesa dei diritti di chi è in un momento di fragilità e paura.
E concedetemi di togliermi un sassolino dalle scarpe.
Spesso questi argomenti vengono usati da alcuni soggetti politici per farci vedere che siamo tutti filantropi, per catturare consensi ed incipriare il mondo di buonismo.
Oggi da Montecitorio sentivo esortazioni alla denuncia, da parte di quelle donne che subiscono violenze a casa, a lavoro, per strada. La politica deve esortare dopo che ha fatto di tutto per mettere al sicuro i suoi cittadini con scelte coraggiose e coerenti con le parole. Noi donne abbiamo tante capacità, a la prima è quella di passare dal pensiero all'azione in un nanosecondo, e mi chiedo come mai un ministero delle pari opportunità composto quasi esclusivamente da donne, non considera quella della donna una pari opportunità da raggiungere, forse ce ne sono di più importanti? mi chiedo perchè invece di mettere più fondi per i centri di ascolto,primo punto di aiuto per le donne in difficoltà, li taglia?
E' il caso che chi ha potere di legiferare lo facesse. SUBITO. I dati non mentono, i dati denunciano, legiferare significherebbe che non si deve aver paura.
La politica ha uno scopo ultimo che nessuno deve dimenticare e che noi tutti cittadini dobbiamo rimarcare; E' quello di far trovare ai nostri figli un mondo migliore, e un mondo migliore passa attraverso le donne che amano, donano vita, curano,rassicurano,tendono la mano,sorridono,sperano,ragionano.
E nessuna lo fa meglio di voi perchè lo sguardo delle donne è rivolto sempre alla vita. W LE DONNE