Solidarietà Ambiente Lavoro - Belluno

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16/03/2025

8/9 giugno si vota per i nostri diritti
5 si convintamente

16/03/2025

🔴 RIFONDAZIONE: APPROVATO L’EMENDAMENTO DELLA VERGOGNA E DELLA CATTIVERIA: LE FAMIGLIE DEI DISABILI GRAVI SI PAGHERANNO LE CURE SOCIOASSISTENZIALI

Senza particolare clamore mediatico il 6 marzo è stato approvato in Commissione Sanità del Senato l'emendamento della vergogna e della cattiveria, proposto dalla Lega Nord. Una vera porcata contro disabili gravi e non autosufficienti con patologie cronico- degenerative e le loro famiglie, che dovranno sobbarcarsi le spese di assistenza socio assistenziale .Infatti Il testo della legge emendata (730/1983 art.30, comma 1) concretizzava il principio costituzionale e metteva a carico del fondo sanitario nazionale gli oneri delle attività di rilievo sanitario connesse con quelle socioassistenziali, invece la Senatrice Cantù capovolge la norma e mette a carico del SSN solo la parte sanitaria. Che paghino le famiglie o al massimo i Comuni, se le famiglie sono indigenti!
È il contrario di quello che dice la Costituzione. È quello che vogliono le élite italiane ed europee. Usare i soldi pubblici per il riarmo e la guerra. Una rapina legalizzata, che va conosciuta e a cui ribellarsi.

Milano, 13 marzo 2025
Fabrizio Baggi , Segretario regionale
Giovanna Capelli, Responsabile regionale Sanità
Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea - Lombardia

21/01/2025

⚠️𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗜 𝗙𝗔𝗥𝗘𝗠𝗢 𝗔𝗩𝗩𝗘𝗟𝗘𝗡𝗔𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗜 𝗩𝗢𝗦𝗧𝗥𝗜 𝗖𝗔𝗡𝗧𝗜𝗘𝗥𝗜⚠️

Se si vuole immaginare l’impatto che i cantieri del ponte avranno sulle città dello Stretto basta osservare cosa sta accadendo intorno ai lavori per il raddoppio ferroviario Giampilier-Fiumefreddo. Lunghe file di camion lungo le arterie stradali che attraversano la Riviera Jonica, rumori insostenibili e aria irrespirabile per chi abita a ridosso delle reti di recinzione, fino ad arrivare alla estrazione di materiali di scavo che contengono arsenico e altri metalloidi in quantità preoccupanti. 𝐋’𝐞𝐩𝐢𝐟𝐞𝐧𝐨𝐦𝐞𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 è 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐍𝐢𝐳𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐒𝐢𝐜𝐢𝐥𝐢𝐚, 𝐝𝐨𝐯𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 𝐡𝐚 𝐝𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐨𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐚 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐞𝐧𝐭𝐮𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐚𝐫𝐬𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐞𝐧𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐚𝐥𝐩𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐯𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐜𝐚𝐯𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐠𝐚𝐥𝐥𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐒𝐜𝐢𝐠𝐥𝐢𝐨 è 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚.

In seguito all’estrazione del materiale di scavo dalla galleria Sciglio, una porzione di territorio che interesserebbe un cantiere del Ponte, quella di villaggio UNRRA, è stata utilizzata per stoccare terre cariche di arsenico, prima senza alcuna protezione, poi, in seguito alle denunce che provenivano dagli abitanti della Riviera Jonica, coperta da teloni. 𝐂𝐨𝐬ì, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐚𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐚𝐫𝐞𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐖𝐞𝐛𝐮𝐢𝐥𝐝 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐞𝐫à 𝐚𝐢 𝐟𝐢𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐝’𝐚𝐭𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐨𝐯𝐫𝐚𝐩𝐩𝐨𝐬𝐭𝐞 𝐚 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐮𝐭𝐢𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐦𝐚𝐭𝐞𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐪𝐮𝐢𝐧𝐚𝐭𝐨.

Se avessero voluto dircelo più chiaramente non ci sarebbero riusciti. 𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 è 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐚𝐥 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚𝐫𝐫𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐢𝐭𝐭𝐢, 𝐧𝐞𝐬𝐬𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐚 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐚𝐛𝐢𝐭𝐚 𝐢 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢, 𝐭𝐨𝐭𝐚𝐥𝐞 𝐞𝐬𝐚𝐮𝐭𝐨𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐧𝐨𝐦𝐢𝐞 𝐥𝐨𝐜𝐚𝐥𝐢.

Per queste ragioni un gruppo di attivisti ha dato vita, nella giornata di oggi, ad una iniziativa di contestazione attraverso l’affissione di uno striscione con la scritta “Non ci faremo avvelenare dai vostri cantieri” e la posa di due bandiere No ponte sulla rete di recinzione dell’area di stoccaggio.

𝐋𝐨 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐞 𝐥𝐨 𝐟𝐚𝐫𝐞𝐦𝐨. 𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐪𝐮𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐨 𝐯𝐨𝐫𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐫𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐭𝐞𝐫 𝐩𝐞𝐫 𝐧𝐨𝐢 è 𝐥’𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐨𝐭𝐭𝐚.

NO PONTE

20/10/2024
20/10/2024

🟥 IL 28 OTTOBRE A BELLUNO MANIFESTAZIONE REGIONALE PER LA SANITÀ PUBBLICA

◾️ La Cgil del Veneto aderisce e partecipa alla’Manifestazione regionale per la sanità pubblica’ per la salvaguardia e il rafforzamento del sistema sociosanitario pubblico e universale, che si terrà a Belluno sabato 28 ottobre, con concentramento e partenza del corteo alle ore 14:30 dal piazzale della stazione

Tiziana Basso: "Sempre più cittadini in difficoltà nella tutela della salute e nella prevenzione, il personale sanitario è insufficiente e sottoposto a ritmi di lavoro insostenibili. Mancano risposte non solo sul piano nazionale, ma anche da parte della Regione".

"La scelta – dichiara Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto - di tenere a Belluno l'ennesima tappa della nostra mobilitazione sulla sanità pubblica, insieme al Covesap e tante realtà associative presenti sul territorio, non è affatto casuale. Perché sono le province periferiche e le aree interne a soffrire maggiormente le conseguenze del definanziamento della sanità: la riduzione del personale, il peggioramento della fruibilità e della qualità dei servizi.

Sulla base delle dichiarazioni dei redditi raccolte dai nostri Caf, la spesa delle famiglie in sanità privata è in continua crescita (più 6% per i lavoratori, più 4% per i pensionati). E stiamo parlando di chi, a costo di grandi sacrifici, può comunque permettersi un'alternativa alla sanità pubblica; ma non dobbiamo dimenticare che molti cittadini non hanno questa opzione, e il loro numero è in aumento, come testimoniano i dati Istat sulla povertà che - a livello nazionale - colpisce oltre due milioni di famiglie e non risparmia certo il nostro tessuto sociale.
L'inflazione, che continua a essere troppo alta, non taglia brutalmente solo salari e pensioni, ma riduce fino a 10 punti i finanziamenti al welfare pubblico e universale.

Le risorse aggiuntive previste nella manovra di bilancio, rispetto alla Nadef, sono del tutto insufficienti, e comunque non in grado di invertire il trend di riduzione della quota di Pil destinata alla sanità, che calerà anche nel 2024.

Poco o nulla si fa per incrementare il personale e per retribuirlo adeguatamente (anche in questo caso quanto stanziato per il rinnovo del contratto non è nemmeno lontanamente sufficiente a far recuperare il potere di acquisto perso negli ultimi due anni). Parliamo di un personale in grande difficoltà sia per i ritmi insostenibili cui è sottoposto sia per la carenza di organico, e spesso attratto dalle proposte che arrivano dal settore privato.

Nemmeno la NADEFR, che gli assessori regionali competenti ci hanno da poco illustrato, dà risposte adeguate alle emergenze sociali in atto, a partire proprio dal garantire i Livelli Essenziali di Assistenza nelle nostre aree interne e periferiche, per arrivare allo sblocco delle assunzioni.

A quell'incontro abbiamo chiesto due cose fondamentali: una rimodulazione dei capitoli di spesa del Bilancio regionale e l’attivazione dell’addizionale Irpef sui redditi più alti, come misura di equità e di efficace e immediato recupero di risorse indispensabili.

Non fare nulla di tutto questo non è una scelta neutra, vuol dire peggiorare ulteriormente le difficoltà di lavoratori e pensionati, per non parlare delle famiglie più fragili che versano in condizioni di povertà, che rinunciano semplicemente a curarsi e alla medicina di prevenzione.

Per queste ragioni manifesteremo sabato prossimo a Belluno e non ci fermeremo finché non avremo risposte".

Anni di riduzione dei finanziamenti e del personale hanno prodotto un peggioramento nell'accesso e nella qualità dei servizi e delle prestazioni. Sempre più, anche in Veneto, si è costretti a rivolgersi al settore privato e a sostenere costi sempre più alti.

I dati ISTAT relativi al 2021 hanno certificato che la spesa sanitaria a carico delle famiglie è arrivata a 36,5 miliardi, 1734 € pro-capite, e che l'11% della popolazione ha invece dovuto rinunciare a prevenzione, cure e assistenza.

Nonostante ciò, il Governo ha programmato per il 2024 un ulteriore definanziamento del FSN al 6,1% del PIL e la Regione Veneto continua a non stanziare alcuna risorsa aggiuntiva.

Bisogna cambiare questa politica che avvantaggia il privato e depotenzia e impoverisce sempre più la sanità pubblica per garantire a tutti e tutte l'erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza e delle Prestazioni Sociali, la qualità dei servizi, l'effettiva integrazione sociosanitaria, anche e soprattutto per le persone più fragili e nelle aree interne e più periferiche.

Sostieni anche tu queste richieste indispensabili per garantire il diritto alla salute sancito dall'articolo 32 della nostra Costituzione!

PARTECIPA ANCHE TU ALLA MANIFESTAZIONE REGIONALE A BELLUNO!

11/10/2024
11/10/2024

⚠️ASSEMBLEA CONTRO DDL1660⚠️
SABATO 12 OTTOBRE • ORE 17:00
PIAZZA DEL POPOLO, Messina

Dopo la recente approvazione alla Camera, in questi giorni ha avuto inizio al Senato l’iter del ddl Sicurezza, un provvedimento normativo che ha la finalità di colpire tutte le pratiche di lotta che in questi anni sono state utilizzate dai movimenti in difesa dell'ambiente, contro le Grandi Opere, per i diritti sociali e civili, per il diritto alla casa.

Nei nostri territori il ddl Sicurezza assume una particolare rilevanza per sua applicazione nell’ambito della lotta contro il ponte sullo Stretto. Contro un movimento che manifesta da decenni, e che ha già annunciato che continuerà a farlo anche in caso di apertura dei cantieri, vengono minacciati anni di carcere e imponenti pene pecuniarie. Anche il semplice annuncio della volontà di opporsi all’attività delle ruspe diventerebbe reato. E’ palese che si tratta del tentativo di mettere a tacere la voce degli abitanti dello Stretto che da anni si battono contro un’infrastruttura devastante e inutile.

L’intento è terrorizzare la comunità, incutere timore, fare risuonare la voce della minaccia contro i cortei gioiosi e determinati dei no ponte.
Dappertutto si stanno moltiplicando le iniziative contro un provvedimento di tale gravità. Anche Messina si è già mobilitata e si accinge a dare vita ad una manifestazione che serva ad estendere la lotta e partecipare ad un movimento che abbia l’ambizione di bloccare il ddl.

⚠️IL CORTEO SI TERRÀ SABATO 26 OTTOBRE⚠️

SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO CHI CI VUOLE IMPEDIRE DI FARLO IN FUTURO!

NO AL DDL SICUREZZA!
.

26/06/2024

Ieri siamo stati a Fasano per il corteo contro il G7. In una città blindata e spaventata da inutili e infondati annunci di devastazioni, i manifestanti hanno portato in piazza i temi dell'opposizione alla guerra, alle grandi opere che devastano il territorio e alla crescente disparità tra le elite del pianeta e la grande massa degli abitanti. Se c'è una cosa che portiamo con noi da questa esperienza sono gli sguardi di benevolenza dei cittadini di Fasano e gli applausi di chi ci osservava dai balconi delle proprie case.

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