Volt Benevento

Volt Benevento Volt Benevento fa parte del movimento politico Volt Italia, un movimento paneuropeo e progressista che propone un modo di fare politica nuovo e più inclusivo.

Vuoi saperne di più? Entriamo in contatto! Volt è un movimento progressista e pan-europeo che punta a rivoluzionare lo scenario politico europeo. Vogliamo portare le persone a credere nella politica, di nuovo. Vogliamo far funzionare l'Europa, insieme. Vogliamo diventare un vero movimento politico pan-Europeo per cambiare la politica continentale e nazionale, per sempre.

L’Alternanza scuola-lavoro (adesso “Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento”) - obbligatoria per tut...
23/04/2022

L’Alternanza scuola-lavoro (adesso “Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento”) - obbligatoria per tutte le studentesse e gli studenti degli ultimi tre anni delle scuole superiori - è una modalità didattica che mira a consolidare le conoscenze acquisite a scuola, testandole sul campo attraverso l’esperienza pratica. L’idea alla base è quella di arricchire il percorso formativo aiutando gli stessi studenti a orientarsi per il proprio futuro scolastico e lavorativo. Nel nostro Paese esiste dall’approvazione della legge 107 del 2015 (Buona Scuola).

L’ammontare di ore di alternanza è di 90 per i licei, 150 per gli indirizzi Tecnici e 180 per i Professionali.
Negli ultimi mesi se n’è parlato molto perché c’è stata la tragica morte di Lorenzo Parrelli e Giuseppe Lenoci (quest’ultimo durante un percorso di formaizone professionale diverso dai PCTO). Vedere morire ragazzi di 18 e 16 anni in un momento in cui erano affidati alle istituzioni per la loro formazione, tecnica e umana, ha aperto una grande ferita negli studenti loro coetanei e ci ha spinti a chiederci, da protagonisti della politica di domani, come intervenire sulla questione nell’immediato.

Riteniamo importante che le polizze assicurative coprano totalmente l’esperienza, incluso ad esempio il tagitto casa-lavoro, dobbiamo mirare a una gesitone maggiormente centralizzata che riduca le disparità su base regionale, come anche il riconoscimento e accreditamento di tutte le qualifiche rilasciate a esperienza conclusa. Inoltre è necessario eseguire un lavoro più approfondito sia sul livello di sicurezza delle aziende che sulla formazione dei lavoratori.

28/02/2022

Profughi e Ucraina

La situazione in Ucraina continua ad essere drammatica e, nonostante la popolazione stia riuscendo a respingere l'esercito russo, i flussi di profughi in uscita dal Paese continuano a crescere.

Per questo motivo oltre agli aiuti massicci che abbiamo il dovere di spedire verso l'Ucraina e oltre alle sanzioni a 360° con le quali dobbiamo continuare a colpire sia gli oligarchi sia l'economia russa in modo che tutti girino le spalle a Putin, dobbiamo anche mettere in piedi un'organizzazione sistematica pronta ad accogliere i flussi di profughi.

Dobbiamo tenere aperte le frontiere, coordinare i Comuni italiani, mettere a disposizione dei luoghi di accoglienza e coordinare il tutto in un sistema che sia in grado di smistare, ma anche di gestire.

È necessario fare tutto il possibile per aiutare le persone in fuga dall’Ucraina, è un nostro dovere e dobbiamo batterci perché non siano abbandonate.

24/02/2022

La guerra è arrivata.. Le immagini che ci arrivano dall'Ucraina ci fanno rabbrividire: con profonda tristezza assistiamo in diretta all'invasione di un Paese libero e sovrano, da parte della Russia. Per noi, giovani europei e per le generazioni che non hanno vissuto neanche il conflitto in Kosovo, sembra di essere entrati in una macchina del tempo. Un salto nel Novecento che pensavamo di esserci lasciati alle spalle. Non c'è giustificazione per una tale aggressione. L'UE ha fallito a livello diplomatico: troppi viaggi di singoli Capi di Stato o ministri degli Esteri in cerca di una vittoria diplomatica. Se l'UE vuole contare in questo mondo, deve parlare con un'unica voce, ricordando che, prima di essere un'unione economica, è una promessa di pace. Nessuno è innocente: UE, USA, Russia hanno giocato a Risiko con i destini di un popolo, libero di autodeterminarsi. A danno fatto, chiediamo all'UE almeno di ricordarsi delle vite umane coinvolte e prepararsi a gestire con umanità la crisi che ha contribuito a scatenare. (photo: Pierre Crom)

23/02/2022

Si chiama lavoro a scacchi. Funziona così: un ristoratore assume un cameriere per lavorare 20 ore a settimana. Contratto part-time regolare, retribuzione altrettanto regolare. Il cameriere, però, lavora 60 ore: il pagamento delle 40 ore aggiuntive è in nero, l’importo deciso in autonomia dal titolare. il lavoro a scacchi è comunque un modo per provare a cautelarsi in caso di controlli: c’è un contratto da esibire per dire che quel cameriere è retribuito il giusto. Anche se in realtà lavora il triplo e guadagna molto poco. Quella del lavoro a scacchi è solo una delle sfaccettature della questione salariale che è ritornata al centro del dibattitto dopo che alcune associazioni di categoria hanno lamentato il fatto di non riuscire a trovare lavoratori. Sono introvabili 150mila tra camerieri, cuochi e barman, così come i bagnini e gli altri stagionali che lavorano nel turismo. Poi c’è il disallineamento tra domanda e offerta che riguarda i profili con competenze elevate: le imprese, ad esempio, non riescono a intercettare i tecnici informatici. Nel primo caso la colpa è ricaduta sul reddito di cittadinanza, nel secondo su una formazione non adeguata. Ma l’analisi del fenomeno deve contemplare anche un’altra considerazione: il lavoro è pagato poco e sempre di meno. L’Italia, secondo le tabelle Eurostat, è il Paese che l’anno scorso ha perso più di 39,2 miliardi di salari e stipendi, passando da 525 a 486 miliardi. La Germania ha perso appena 13 miliardi. Il virus ha aggravato una situazione che era già debole. Prendiamo i dati Eurostat del 2019: l’Italia, con 2.102 euro mensili, è a metà classifica in Europa in tema di stipendi lordi. Ma con eccezione del blocco dei Paesi dell’Est, della Grecia e della Spagna, tutti gli altri ci superano: non solo la super Svizzera, che può contare su uno stipendio lordo mensile di 5.625 euro, ma anche la Francia (2.369 euro), la Germania (2.891 euro) e altri 11 Paesi. Un altro elemento che mette in luce la debolezza degli stipendi italiani è il fatto che un laureato in Belgio prende il doppio rispetto a un laureato in Italia. In Germania quasi il doppio, in Svizzera 2,5 volte in più.
Serve agire con un regolamento che ridistribuisca la tassazione e inserire il salario minimo da garantire al lavoratore, con controlli più serrati e tutela per i lavoratori. Oggi gli imprenditori approfittano anche dell’omertà e della situazione, ma probabilmente con le prime denunce e con la ridistribuzione delle tasse, il tutto può incanalarsi in binari più giusti e consoni, facendo così diventare dignitoso un lavoro.

22/02/2022

Come il Covid19 ha influenzato la mobilità italiana all’estero?

Che cosa è successo agli italiani che risiedevano all’esterno?

A queste ed altre domande ha risposto il “Rapporto Italiani nel Mondo” 2021,
Muoversi durante la pandemia è risultato quasi impossibile sia in entrata che in uscita dall’Italia.
Ad inizio 2021 (dati ISTAT) gli stranieri residenti in Italia erano circa 5 milioni; quindi, dopo anni di crescita ininterrotta si ridimensiona anche il flusso di stranieri in Italia sferrando un ulteriore colpo alla drammatica situazione demografica italiana.

La popolazione degli italiani all’estero è aumentata del 3% nell’ultimo anno e quasi del 14% negli ultimi cinque anni. A partire sono più le donne alla ricerca di realizzazione personale e/o professionale, ma anche tanti nuclei familiari. Sono i giovani/e, i laureati/e che scelgono un altro paese con un danno enorme alla nostra società ed economia.

Volt crede che da una parte dobbiamo creare e supportare un’integrazione veramente reale fra le persone che arrivano in Italia ed i cittadini italiani affinché si possa costruire una società realmente integrata, dall’altro lato dobbiamo creare tutti quei presupposti lavorativi, di studio e di welfare che consentano alle persone di poter restare in Italia o per lo meno che portino ad uno scambio egualitario di cervelli fra l'Italia e gli altri Paesi europei.

Abbiamo bisogno di progettualità e di buttare a terra tutte le idee presenti nel PNRR, ma soprattutto farlo il prima possibile affinché alle partenze possano corrispondere anche i ritorni.




21/02/2022

La Politica è VECCHIA!
Una recente ricerca dell’Università di Göteborg sulla qualità dei Governi ha rivelato che la Campania è teste di serie nella speciale classifica per la sfiducia dei cittadini nei confronti della politica.
Tra il Palazzo e i cittadini la distanza sembra incolmabile.
L’organizzazione dei partiti in Campania ha un sapore vetero-feudale: con monarchi, vassalli e valvassori a fare il bello e il cattivo tempo.
Un dato in particolare fotografa perfettamente la situazione campana e partenopea: l’età media dei campani è la più bassa in Italia (43 anni) mentre l’età media della giunta regionale di De Luca è tra le più alte (quasi 63). Un trend confermato anche dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi che ha puntato solo su over 45.
Un divario anagrafico che segna il vuoto di rappresentatività: non è solo una questione generazionale, è una distanza effettiva tra chi detiene il potere e i cittadini.
La politica in Campania è roba per pochi! L’astensionismo e la fuga dei giovani sono i sintomi di questo morbo endemico.
Se la crisi occupazionale è passata in secondo piano per lasciare agli onori della cronica la crisi sanitaria, la Campania resta ferma al palo.
I giovani continuano ad emigrare e si allontanano dalla politica attiva.
In questo scenario sconfortante non si intravedono gli stimoli per un cambiamento.
Cosa fare?
Bisogna puntare seriamente sui giovani, coinvolgerli attivamente e renderli protagonisti del cambiamento.
Volt Campania ha deciso di rivolgersi ai giovani con i fatti e non solo per riempire le liste elettorali, dialoga con il mondo universitario e quello del lavoro e ha puntato su un direttivo con età compresa tra i 30 e i 35 anni. Una rivoluzione copernicana nella terre di Partenope!
Volt Campania e i suoi giovani chiedono spazio in politica e nel mondo del lavoro per poter sognare di costruire la propria vita al fianco dei genitori e non all’ombra dei “propri vecchi”.
Rimettiamo al centro i problemi delle nuove generazioni, costruiamo il futuro dei millenials e confrontiamoci con la generazione Z, mettendo al centro del dibattito politico la stabilità del lavoro, le misure per sostenere le famiglie e l’educazione dei giovani.

20/02/2022

Per troppo tempo si è pensato che la politica fosse materia per pochi privilegiati, e in effetti il sistema partitico del nostro Paese non è pensato per consentire un'effettiva partecipazione dal basso.

In Volt lavoriamo per una società e di conseguenza anche una politica inclusiva, in grado di ottenere un vero cambiamento passando per istanze, vision e impegno concreto di tutte e tutti.

Sebbene il nostro percorso sia ancora all'inizio abbiamo già ottenuto i primi segnali di fiducia da parte delle elettrici e degli elettori in diverse elezioni amministrative, e adesso possiamo contare su un primo nucleo di persone elette. Questo dimostra che partecipare attivamente alla politica e possibile, nonostante specie in questi giorni la politica sembri così distante dalle persone.

Venerdì 25 febbraio alle 19 parleremo di questo in diretta sulla nostra pagina Facebook insieme a Federica Vinci (Isernia), Lorenzo Minio Paluello (Roma), Davide Fasoli (Peschiera del Garda), Francesco Viola (Mantova) e Francesco Luciani (Roseto degli Abruzzi). Modereranno l'evento il nostro co-presidente gianluca Guerra e la nostra consigliera Silvia Panini.

Ti aspettiamo, abbiamo bisogno di tutte e tutti per realizzare il nostro sogno sogno.

17/02/2022
16/02/2022

La politica è molto cambiata nel tempo e ha dovuto adattarsi ad una serie di grossi cambiamenti dovuti alla modernità e alla complessità delle nazioni da governare. La dimostrazione sta negli stessi uomini della politica di oggi. Se prima, infatti, un politico portava avanti una serie di pensieri, concetti, idee, tanto da supportare delle vere e proprie ideologie, creando quindi quel feeling inevitabile con i cittadini propensi a pensarla come lui, oggi è praticamente il contrario. Non è più “il politico che crea l’elettorato” ma è “l’elettorato che crea il politico”, che quasi passivamente assume atteggiamenti, esprime opinioni, porta avanti idee in base a ciò che l’elettore vorrebbe sentirsi dire. È questa la base del cosiddetto populismo, che però molto spesso non porta a nulla e trasforma la politica in tifo da stadio. Se a tutto ciò aggiungiamo la grande semplicità che c’è oggi nel capire cosa c’è nella “pancia” dell'elettore medio, allora il quadro è completo.

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16/02/2022

Da eroi a dimenticati: la pandemia non è ancora finita ma i tanto celebrati “angeli” non sono già più di moda. È così non è passato al Senato il provvedimento per i ristori alle famiglie dei medici morti per Covid.

Il presidente della Federazione ordini dei medici Filippo Anelli si è mostrato indignato: “La mancata approvazione del subemendamento presentato dalla senatrice Maria Cristina Cantù è un’occasione persa. L’occasione di dimostrare gratitudine ai medici che hanno dato la loro vita per continuare a curare durante la pandemia. Invitiamo il Parlamento a una riflessione. Dispiace che non si siano trovati i fondi per poter dare un ristoro a queste famiglie che, in molti casi, sono anche rimaste prive dell’unica fonte di sostentamento”.

“I medici che hanno perso la vita soprattutto nelle prime fasi della pandemia" – ricorda Anelli – "quando hanno combattuto a mani n**e contro il virus, in un contesto in cui mancavano mascherine, guanti, i più elementari dispositivi di protezione, lo hanno fatto per i loro pazienti, per il loro Paese. È giusto che ora il Paese riconosca il loro sacrificio, il sacrificio delle loro famiglie e provveda a quanti sono rimasti a ricordarli sopportando, oltre al dolore della perdita, situazioni economiche anche drammatiche. Garantire un ristoro a queste famiglie è un segno di rispetto”.

Sono 369 i medici morti per COVID-19 dall’inizio della pandemia in Italia ed oltre la metà sono medici di famiglia e guardie mediche, vi lasciamo qui il link https://bit.ly/3Bn5VGI alla dichiarazione del nostro Co-Presidente Gianluca Guerra su questa br**ta pagina della storia del nostro Paese

15/02/2022

Scienza e parità

I successi e grandi contributi scientifici delle donne nella scienza ci affascinano, anche perché esse sono riuscite a vincere i pregiudizi e le difficoltà di ambienti sfavorevoli.
Ma queste condizioni penalizzanti esistono ancora oggi.
Ancora oggi, nel nostro Paese, esiste un divario fra la presenza maschile e quella femminile nel settore Stem, sia in campo lavorativo che accademico.
I numeri italiani sottolineavano un leggero miglioramento fino ad inizio 2020, ma ancora molto lontano da una parità. Nel primo anno di pandemia, la situazione è tornata a peggiorare.

Bisogna raggiungere l'equità, e velocemente!

Eliminare gli stereotipi culturali non è sufficiente: bisogna anche combattere con misure come l'equiparazione dei congedi parentali e l'accesso agli asili nido per tutte le famiglie.

Puntiamo ad un futuro in cui le donne ci meraviglieranno per i loro contributi scientifici, e non perché sono riuscite a liberarsi di condizioni sociali opprimenti. Oggi come nel passato.

14/02/2022

POS: un calcio alla lattina

Oggi vorremmo parlare dell'annosa questione che ruota attorno all'obbligo del POS.

Infatti è da parecchi anni che a fasi alterne si sta cercando di porre un vero obbligo per l'adozione di questo strumento che può essere molto utile per combattere il contante e l'evasione fiscale. Tuttavia dal 2012 oltre ad un obbligo simbolico non sono mai state adottate in pianta stabile delle sanzioni che vadano a punire la violazione dell'obbligo stesso.

Ci sono stati timidi tentativi di stabilire delle multe per le attività sprovviste del POS, tuttavia la politica ha sempre ceduto alle proteste di parte dei commercianti, ritornando sui propri passi. L'ultimo di questi fallimenti è stato durante il secondo governo Conte che aveva inizialmente proposto una multa che sarebbe entrata in vigore a luglio 2020, ma che è stata cancellata ben prima di poter essere attuata. Infine il governo Draghi ha riportato sul tavolo la sanzione a supporto dell'obbligo che, tuttavia, entrerà in vigore solo a partire dal 1° gennaio 2023…

Volt vorrebbe vedere una classe politica più coraggiosa verso le riforme di cui il nostro Paese necessita e continueremo a batterci perché questa svolta possa finalmente avvenire. Diciamo addio ai vecchi modus operandi che guardano solo a calciare la lattina un po' più lontano e proviamo a cambiare davvero l'Italia.

Indirizzo

Benevento
82100

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