31/03/2022
CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA!
Ogni giorno che passa il conflitto tra Russa ed Ucraina, con l’ingerenza sempre maggiore del capitalismo di stato cinese a sostegno della prima, e di Stati Uniti ed UE della seconda, assume sempre più marcatamente il carattere di scontro tra uguali imperialismi che operano nello stesso campo.
La risposta russa alle politiche espansionistiche di USA ed UE, che causarono nel 2014 il cambio di regime in Ucraina, dopo 8 anni appare infatti tardiva nonostante, fin dalla dichiarazione di guerra, siano state pretestuosamente agitate da Putin, come giustificazione all’invasione, le bandiere della denazificazione dell’Ucraina e del riconoscimento delle repubbliche antifasciste del Donbass.
Tale pretesto, ad 8 anni dalla strage di Odessa, quando tanti compagni morirono nel rogo del palazzo dei sindacati senza intervento da parte di nessuno, appare ancora più chiaro nella sua bieca natura.
A fare ulteriore chiarezza sulla collocazione della Russia e sulla natura dello scontro in atto è stato peraltro lo stesso Putin che, nella sua dichiarazione di guerra, dichiarazione pregna di deliri nazionalisti, ha collocato inequivocabilmente la Russia post sovietica in un campo diverso dal socialismo e con esso non conciliabile.
Dall’altra parte assistiamo invece alla sempre più probabile forzatura e velocizzazione del processo di adesione dell’Ucraina all’UE che, con l’invio diretto di armi e mezzi militari da parte degli stati membri a sostegno del governo ancora per il momento in carica (invio in risposta al quale Putin minaccia l’utilizzo degli arsenali nucleari), prende parte per la prima volta direttamente ad un conflitto armato, sancendo la fine inequivocabile, per chi a differenza nostra avesse ancora qualche dubbio, del concetto stesso di “Europa dei Popoli” e lasciando il posto ad un’unione imperialista, sempre più serva, legata formalmente e indissolubilmente agli Stati Uniti nella NATO.
É proprio in questo quadro che anche l’Italia, lo vediamo proprio in queste ore e in maniera sempre più evidente, svolge il suo ruolo attivo come perno fondamentale dell’imperialismo occidentale, con il pieno sostegno attraverso atti parlamentari a Zelens’kyj e con un governo che per decreto, evitando a priori qualunque tipo di sforzo diplomatico teso a raggiungere in via pacifica la fine delle ostilità, proclama lo stato di emergenza per guerra nel nostro paese fino al 31 Dicembre, rivendicando così il proprio ruolo da protagonista all’interno dell’alleanza atlantica.
Sullo sfondo, intanto, come sempre in secondo piano nell’ennesima guerra voluta dai padroni, restano i Popoli d’Europa, già vittima di una guerra economica cominciata molto prima dell’escalation militare delle ultime ore e portata avanti proprio dai due schieramenti in campo.
È questa guerra economica a rendere sempre più evidente la crisi di sovrapproduzione di un sistema, quello capitalistico, che proprio come avvenuto agli inizi del ‘900, per uscire da tale crisi irreversibile, usa nuovamente un conflitto che purtroppo ha tutti i presupposti per trasformarsi in quella che potrebbe essere ricordata come la terza guerra mondiale.
Ed a partire da questa constatazione, a partire dalla consapevolezza delle reali motivazioni di tutto quello che sta succedendo, pur consapevoli che una vera pace potrà essere raggiunta solo con il superamento delle classi e la vittoria del proletariato sotto la guida rivoluzionaria della sua avanguardia, che come Fronte Militante per la Ricostruzione del Partito Comunista sottolineiamo la necessità in questo momento di ribadire chiaramente il nostro no alla guerra imperialista.
Lo facciamo rilanciando la parola d’ordine della fuoriuscita immediata dell’Italia dalla Nato con la conseguente richiesta di immediata smobilitazione delle sue basi e dei suoi arsenali purtroppo ancora massicciamente presenti nel nostro paese.
Un no alla guerra imperialista che riteniamo essere oggi uno snodo fondamentale per la ricostruzione dell’unità della classe nel nostro paese.
Un no alla guerra imperialista, che ci vedrà impegnati, come già è avvenuto negli ultimi giorni, attraverso confronti, mobilitazioni, assemblee, proprio per il raggiungimento di questo obiettivo fondamentale per la ricostruzione in Italia di un vero Partito Comunista.