06/07/2025
OCCUPAZIONE SIMBOLICA
CONTRO GUERRA, GENOCIDIO E DECRETO SICUREZZA
Abbiamo calato una bandiera gigante della Palestina dalla Torre dei Caduti.
Un gesto simbolico, ma necessario. Perché?
Perché Gaza e tutta la Palestina bruciano sotto le bombe.
Perché Israele porta avanti un genocidio con la complicità dell’Occidente, con il governo Meloni in prima fila mentre alimenta un clima di guerra, censura e repressione.
Bloccare l’accesso alla torre è un modo per dire basta. Basta silenzio, basta indifferenza, basta finta neutralità. Prendere posizione è urgente. Anche con azioni radicali, se serve, sfidando il DL SICUREZZA divenuto legge
Contro il partito unico della guerra, che si traveste da democrazia ma fa scelte da regime.
Contro chi continua a raccontare la guerra come necessaria, giusta, inevitabile.
Contro chi reprime il dissenso, chi militarizza le città, chi lascia morire i popoli.
E allora rivendichiamo anche la memoria.
Quella memoria che Bergamo continua a distorcere celebrando come eroe Antonio Locatelli, uno che in Etiopia e Eritrea gasava civili e lo scriveva pure con orgoglio nei propri diari. Un criminale di guerra, non un esempio da seguire. Se non si fa chiarezza sul passato coloniale, sarà impossibile costruire una cultura di pace oggi.
Perché vogliamo città che disobbediscono, che scelgono di parteggiare per la vita e i diritti.
E abbiamo agito anche contro un’altra guerra: quella interna. Quella che si combatte a colpi di decreti liberticidi.
Il Decreto Sicurezza, ora legge, è un dispositivo per reprimere chi lotta. Criminalizza il dissenso, intimidisce chi si organizza, alimenta paura. Lo abbiamo visto nella manifestazione dei metalmeccanici del 20 giugno, dove a Bologna la questura ha annunciato in p***a magna che farà partire, grazie alla legge Sicurezza, denunce per il blocco stradale.
Abbiamo denunciato la deriva repressiva con la rete a Pieno Regime in piazza, insieme a migliaia di persone. Ora che persino la Cassazione dichiara la legge incostituzionale, non possiamo fermarci. È il momento di rilanciare.
Sì, possiamo sederci per terra, davanti alla Torre dei Caduti.
Possiamo urlare che non vogliamo più guerre, né dentro né fuori dai confini. Possiamo, e dobbiamo, continuare a metterci la faccia.
Perché la pace si costruisce anche così: pensando una città solidale.
E se diamo fastidio a qualche turista mordi e fuggi poco male, torneranno nel loro AIRBNB che finanzia Israele e che gentrifica le città.
CSA Pací Paciana
FFF Bergamo
Collettivo Las