08/02/2026
🔴 PACCHETTO (IN)SICUREZZA: LA GUERRA PREVENTIVA CONTRO IL DISSENSO
➡️ 06/02/2026 di Italo
Un decreto e un ddl per trasformare piazze, spazi sociali e conflitto sindacale in un rischio penale. La “sicurezza” è solo la narrazione tossica che copre un progetto di controllo
Il Consiglio dei ministri ha approvato l’ennesimo pacchetto sicurezza. O meglio: l’ennesimo pacchetto (in)sicurezza. Un decreto legge da 33 articoli e un disegno di legge da 29, presentati con la solita liturgia dell’emergenza e della fermezza, come se l’Italia fosse assediata da un’ondata criminale senza precedenti. Il terzo provvedimento annunciato, quello contro i migranti, è stato rinviato solo per contrasti interni alla destra: arriverà la prossima settimana. Non perché non sia parte del disegno, ma perché anche l’autoritarismo ha bisogno dei suoi tempi tecnici.
È importante dirlo senza giri di parole: queste norme non servono a combattere la criminalità diffusa. Servono a combattere il dissenso. Servono a rendere più difficile organizzarsi, manifestare, scioperare, aggregarsi. Servono a chiudere gli spazi sociali antagonisti. Servono a intimidire le piazze prima ancora che si riempiano. Servono a prevenire le lotte future, quelle che il governo ritiene inevitabili in un Paese impoverito, precarizzato, spremuto. E servono a farlo con un corredo essenziale: più potere discrezionale alle forze dell’ordine e più impunità per chi lo esercita.
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