31/08/2026
Un saluto alla comunità scolastica ed educante di Bernalda e Ferrandina
Care studentesse e cari studenti,
care famiglie,
docenti, educatrici ed educatori,
personale amministrativo, tecnico e ausiliario,
care e cari rappresentanti delle istituzioni e del territorio,
cara comunità scolastica ed educante di Bernalda e Ferrandina,
con queste parole desidero affidarvi il mio saluto nel momento in cui, dopo gli anni trascorsi al servizio della scuola, mi appresto a intraprendere un nuovo cammino: quello della pensione.
Non è semplice congedarsi da una comunità alla quale si è dedicata una parte così importante della propria vita. La scuola, infatti, non è soltanto un luogo di lavoro: è un luogo dell'anima, dove ogni giorno si incontrano persone, storie, speranze, fragilità e sogni. È il luogo nel quale si semina, spesso senza sapere quando e dove nasceranno i frutti.
In questi anni ho avuto il privilegio di condividere con voi momenti di entusiasmo e di difficoltà, progetti, cambiamenti, conquiste e anche inevitabili fatiche. Di tutto questo porterò con me un patrimonio prezioso: i volti, le voci, gli incontri, le parole e soprattutto la consapevolezza che educare significa credere nel futuro.
Ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze vorrei lasciare un pensiero semplice: non abbiate paura di cercare la vostra strada. La scuola non deve soltanto insegnarvi a conoscere il mondo, ma aiutarvi a trovare il coraggio di cambiarlo, con intelligenza, responsabilità e umanità.
Alle famiglie rivolgo il mio più sincero grazie per la fiducia e per la collaborazione. Educare è un compito che nessuno può affrontare da solo: scuola, famiglia e territorio devono continuare a camminare insieme, mettendo al centro la persona e il bene comune.
Ai docenti, che ogni giorno entrano nelle aule portando competenza, passione e responsabilità, va la mia gratitudine più profonda. Il vostro lavoro è spesso silenzioso, ma lascia tracce profonde. Continuate a custodire quella fiamma che rende l'insegnamento qualcosa di più di una professione.
Al personale amministrativo, tecnico e ausiliario, grazie per il lavoro quotidiano, spesso discreto e prezioso, senza il quale la scuola non potrebbe funzionare e accogliere.
E a tutta la comunità educante di Bernalda e Ferrandina rivolgo un invito: abbiate cura della scuola. Abbiate cura delle relazioni, delle parole, degli spazi, dei più fragili, di chi fa più fatica e di chi ancora non ha trovato il proprio posto.
In questo momento di passaggio mi accompagnano alcune parole:
«Quando cammini, cammina. Quando ti fermi, fermati. Ma soprattutto, non correre con la mente.»
Forse anche il congedo è questo: imparare a fermarsi, a guardare il cammino percorso e ad accogliere quello che viene senza rimpianto e senza paura.
«La vita è un viaggio, non una destinazione.»
E penso che anche la scuola sia così. Non conta soltanto il traguardo, ma il modo in cui percorriamo la strada, le persone che incontriamo, ciò che impariamo e ciò che lasciamo negli altri.
Ora il mio cammino professionale giunge a una svolta. Ma una parte di me resterà inevitabilmente qui, tra queste comunità, nei corridoi, nelle aule, nei progetti realizzati, nelle difficoltà affrontate e, soprattutto, nelle persone incontrate.
Lascio il mio incarico con la serenità di chi sa di aver cercato di svolgere il proprio compito con responsabilità, passione, amore e senso delle istituzioni. E con la gratitudine di chi ha ricevuto molto più di quanto possa restituire.
A chi continuerà a guidare, insegnare, educare, collaborare e crescere in questa scuola, auguro di non perdere mai la capacità di meravigliarsi.
«Prima dell'illuminazione, taglia la legna e porta l'acqua. Dopo l'illuminazione, taglia la legna e porta l'acqua.»
Una frase semplice, che ci ricorda che la grandezza dell'educazione sta anche nella quotidianità: nel fare bene ogni giorno ciò che ci è affidato, con cura, pazienza e presenza.
Continuate, dunque, a seminare.
Anche quando non vedrete subito il germoglio.
Anche quando il risultato sembrerà lontano.
Perché ogni gesto educativo autentico lascia una traccia.
Vi saluto con affetto, riconoscenza e sincera emozione.
Non considero questo un addio, ma un arrivederci.
Quando un sentiero termina, non significa che il viaggio sia finito: significa semplicemente che davanti a noi se ne apre un altro.
Buon cammino, care e cari amici della comunità scolastica ed educante di Bernalda e Ferrandina.
Giosué Ferruzzi