29/08/2026
Breve riepilogo di quanto emerso dall'incontro di ieri sera sul libro di Giampaolo Simi, "I giorni del giudizio".
Argomento sicuramente interessante.
Dopodiché, c'è chi è stato più coinvolto nella storia, chi meno, vuoi per la lunghezza del testo, vuoi per il ritmo che ad alcuni è risultato lento.
Il focus del romanzo non è tanto capire chi è stato l'assassino/a, quanto entrare nella vita di questi 6 giudici popolari e vedere come questa esperienza li cambia e li segna.
Riportiamo qualche frase, anche come ricordo della lettura e del tema giudiziario in particolare:
- "Il passato è passato. Quello che poteva succedere non è perduto, semplicemente perché non è mai esistito"
- "Una condanna non si basa su quello che è possibile, ma si basa sul fatto che qualsiasi altra ipotesi non è possibile"
- "Se le ricostruzioni possibili sono almeno due, stiamo parlando di azzeccare un risultato più probabile di un altro. Significa che stiamo parlando di azzardo"
- Il giuramento dei giudici popolari
"Con la ferma volontà di compiere da persona d'onore tutto il mio dovere, cosciente della suprema importanza morale e civile dell'ufficio che la legge mi affida, giuro di ascoltare con diligenza e di esaminare con serenità prove e ragioni dell'accusa e della difesa, di formare il mio intimo convincimento giudicando con rettitudine ed imparzialità e di tenere lontano dall'animo mio ogni sentimento di avversione e di favore, affinché la sentenza riesca quale la società deve attenderla: affermazione di verità e di giustizia. Giuro altresì di conservare il segreto".
Ci vediamo venerdì 02 ottobre!