Lega Besana in Brianza

Lega Besana in Brianza Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Lega Besana in Brianza, Organizzazione politica, Besana in Brianza.

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21/08/2026

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Di solito non parlo mai di questioni interne alla Lega sui social, perché sono cresciuto con il dogma che i panni sporchi si lavano in casa. Ma in questa effervescente estate in casa Lega sembra che le cose vadano dette alla luce del sole e quindi, visto che l’epicentro delle polemiche è proprio la mia Lombardia, da militante lombardo dico qui anch’io quello che penso.

Nonostante i modi e i toni di queste settimane, che non condivido, voglio affrontare questo dibattito in maniera costruttiva e credere che alla base ci sia una vera volontà di riflessione politica sul futuro della Lega e non tattiche per definire le cadreghe del prossimo giro in Parlamento o, peggio ancora, personalismi che portano a un gioco al massacro in cui perdono tutti.

Credo che uscire continuamente sui giornali con l’intento di picconare la leadership di Matteo Salvini, a pochi mesi dalle elezioni politiche, sia sbagliato e distruttivo per il nostro movimento. Abbiamo celebrato un congresso un anno fa in cui nessuno ha fatto emergere malessere e, sinceramente, non si sono palesate e non si vedono oggi alternative credibili alla leadership di Salvini.
Credo anche che da parte di molti ci sia poca riconoscenza nei confronti di chi ha preso la Lega nel momento più difficile della sua storia, l’ha portata a risultati che nessuno avrebbe immaginato e ha permesso a tanti di noi di ricoprire ruoli che probabilmente, senza quella stagione, sarebbero stati impensabili. E aggiungo che troppe volte Salvini è stato lasciato solo. Nei momenti più difficili non sempre il movimento ha fatto quadrato intorno al proprio segretario come avrebbe dovuto.

Ma allora va tutto bene nella Lega? Evidentemente no, visto il martellamento quotidiano che ci siamo autoinflitti in questi caldi mesi estivi. Io credo che i problemi della Lega non si risolvano chiedendo in maniera avventata un passo indietro del segretario e nemmeno inventando dall’alto nuove associazioni o modificando gli statuti. Prima di discutere dei contenitori dobbiamo tornare a discutere dei contenuti, di cosa vogliamo essere: della nostra identità.

Tra chi sta uscendo in maniera più netta sui giornali si sente spesso ripetere il mantra: “bisogna tornare al Nord”. Ma detto così mi sembra un concetto un po’ vuoto, se non si spiega cosa significhi concretamente. Anche perchè oggi abbiamo cinque ministri leghisti al Governo, tutti del Nord, tutti lombardi. Governiamo tre Regioni e una Provincia autonoma, tutte conquistate o riconfermate con l’attuale segreteria e tutte al Nord. Stiamo portando avanti l’Autonomia differenziata contro tutto e tutti, abbiamo ottenuto l’autonomia sulle concessioni idroelettriche per cui lottavamo da trent’anni, la flat tax per le partite IVA, il taglio del cuneo fiscale, Milano-Cortina e miliardi di investimenti in Veneto e Lombardia. Con Matteo Salvini al MIT sono in essere circa 100 miliardi di investimenti infrastrutturali tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria.

È abbastanza? Probabilmente no. Ma questi sono fatti concreti per il Nord, non chiacchiere.

Certo, non siamo più la Lega Nord che si occupava esclusivamente di Padania. Ma questa non è una novità: è così da dieci anni. E quando sento alcune voci avanzare oggi critiche così forti, una domanda mi viene spontanea: perché queste stesse critiche non venivano fatte nel 2019, quando eravamo al 34%, visto che la linea nazionale era già quella di oggi?
Come ho avuto modo di dire alla vigilia del congresso della Lega Lombarda: la nostalgia è un sentimento legittimo, ma non è una linea politica.

Qualcuno ha poi detto che “dobbiamo tornare alle origini”. Ma se pensiamo che bastino le parole d’ordine di 30 anni fa per ottenere il consenso dei cittadini del Nord, a mio parere siamo fuori strada. Certo, dobbiamo far sentire ancora più forte la nostra voce su autonomia, tasse e libertà per chi lavora e produce. Penso però che oggi i padani stiano vedendo la propria terra cambiare rapidamente in peggio: città sempre più insicure, immigrazione problematica, maranza e baby gang che spadroneggiano, interi quartieri che cambiano volto. E sullo sfondo un rischio ancora più grande: diventare progressivamente minoranza a casa nostra, sopraffatti anche numericamente da culture profondamente lontane dalla nostra e da una religione come l’Islam che, nelle sue interpretazioni più integraliste, non è assimilabile con i valori e le libertà della società europea.
In gioco oggi c’è la sopravvivenza della nostra civiltà e proprio il Nord produttivo è molto più esposto a questi cambiamenti rispetto ad altre aree del Paese meno interessate dall’immigrazione di massa. Per questo affrontare questi temi oggi significa difendere soprattutto il Nord.

La Lega di Bossi non era moderata. Era autonomista e federalista, certo, ma era anche antisistema, politicamente scorretta, eurocritica, contraria all’immigrazione incontrollata, dalla parte della sicurezza, della nostra gente e dell’identità dei nostri territori.

La Lega di Salvini ha avuto il merito di capire prima di altri il grande mutamento che stava attraversando l’Europa: un’UE lontana dalla gente e responsabile di scelte economiche disastrose, popoli investiti da un’immigrazione fuori controllo, identità messe sotto pressione e problemi di convivenza che la sinistra per anni ha negato o nascosto sotto la sabbia.
Salvini quelle idee non le ha soltanto predicate. Le ha messe in pratica, costruendo importanti alleanze con le altre forze identitarie europee e, da ministro, arrivando a rischiare anni di carcere per aver contrastato l’immigrazione clandestina e chiuso i porti.

Quelle battaglie non sono superate. Oggi sono più urgenti e attuali che mai. Per questo considero un grande errore l’idea, avanzata spesso in questi giorni, secondo cui, siccome “Vannacci parla di immigrazione e sicurezza”, noi dovremmo spostarci verso il centro ed essere più moderati. Significherebbe rinunciare proprio a una parte fondamentale di ciò che siamo e della nostra storia, su cui abbiamo dimostrato competenza e coraggio.

Ed è qui, secondo me, il vero punto di tutto questo dibattito. Prima ancora della leadership, delle associazioni, degli statuti, del Nord o del centro, la questione è l’identità della Lega. Chi siamo oggi? E chi vogliamo essere domani?

La mia risposta è che non dobbiamo scegliere tra la Lega di Bossi e la Lega di Salvini, perché è Lega in entrambi i casi.

La Lega oggi deve essere il movimento del federalismo e dell’autonomia, del buongoverno dei territori e della libertà di chi lavora e produce. Ma contemporaneamente deve essere il movimento dell’identità, della sicurezza, della remigrazione, della difesa delle nostre radici e della nostra civiltà, baluardo contro l’islam politico e motore di cambiamento verso un’Unione Europea senz’anima. Non c’è antitesi in tutto ciò.
Dobbiamo far germogliare il seme federalista in tutto il Paese, perché oggi responsabilità, autonomia e libertà dei territori non sono valori che appartengono soltanto al Nord. E allo stesso tempo dobbiamo essere la forza politica che più di tutte comprende la grande sfida identitaria e demografica del nostro tempo.
Territori e identità. Autonomia e remigrazione. Buongoverno e coraggio di essere politicamente scorretti. Federalismo in Italia e sovranismo in Europa. Radici profonde e capacità di guardare avanti.

Questa, per me, è la Lega del 2026.

Non abbiamo bisogno di diventare la copia di qualcun altro né di riposizionarci verso un centro che, tra l’altro, è già affollatissimo. E soprattutto non abbiamo bisogno di consumarci in una guerra interna proprio mentre davanti a noi si avvicinano battaglie decisive.

Serve ritrovare orgoglio, coraggio e comunità, ripartendo anche dal basso, dove troppo spesso si spendono più energie nelle critiche interne che nel fare politica vera sul territorio.

Siamo il movimento politico più longevo del Parlamento, abbiamo un esercito di amministratori locali unico nel panorama nazionale e siamo garanzia di buongoverno in comuni, province, regioni e Governo. Ma siamo anche quelli del Manifesto dell’Indiano, del fango di Pontida e quelli che, solo quattro mesi fa, sono entrati in migliaia in piazza Duomo con i trattori al grido di “Europa cristiana e mai musulmana!”.

Spero ci sia la maturità di fermare le guerre interne, che non fanno bene né alla Lega né al Nord.

La chiave è interpretare il periodo storico epocale che stiamo attraversando e riscoprire chi siamo. La nostra storia contiene già tutte le risposte.

20/08/2026

Di solito non parlo mai di questioni interne alla Lega sui social, perché sono cresciuto con il dogma che i panni sporchi si lavano in casa. Ma in questa effervescente estate in casa Lega sembra che le cose vadano dette alla luce del sole e quindi, visto che l’epicentro delle polemiche è proprio la mia Lombardia, da militante lombardo dico qui anch’io quello che penso.

Nonostante i modi e i toni di queste settimane, che non condivido, voglio affrontare questo dibattito in maniera costruttiva e credere che alla base ci sia una vera volontà di riflessione politica sul futuro della Lega e non tattiche per definire le cadreghe del prossimo giro in Parlamento o, peggio ancora, personalismi che portano a un gioco al massacro in cui perdono tutti.

Credo che uscire continuamente sui giornali con l’intento di picconare la leadership di Matteo Salvini, a pochi mesi dalle elezioni politiche, sia sbagliato e distruttivo per il nostro movimento. Abbiamo celebrato un congresso un anno fa in cui nessuno ha fatto emergere malessere e, sinceramente, non si sono palesate e non si vedono oggi alternative credibili alla leadership di Salvini.
Credo anche che da parte di molti ci sia poca riconoscenza nei confronti di chi ha preso la Lega nel momento più difficile della sua storia, l’ha portata a risultati che nessuno avrebbe immaginato e ha permesso a tanti di noi di ricoprire ruoli che probabilmente, senza quella stagione, sarebbero stati impensabili. E aggiungo che troppe volte Salvini è stato lasciato solo. Nei momenti più difficili non sempre il movimento ha fatto quadrato intorno al proprio segretario come avrebbe dovuto.

Ma allora va tutto bene nella Lega? Evidentemente no, visto il martellamento quotidiano che ci siamo autoinflitti in questi caldi mesi estivi. Io credo che i problemi della Lega non si risolvano chiedendo in maniera avventata un passo indietro del segretario e nemmeno inventando dall’alto nuove associazioni o modificando gli statuti. Prima di discutere dei contenitori dobbiamo tornare a discutere dei contenuti, di cosa vogliamo essere: della nostra identità.

Tra chi sta uscendo in maniera più netta sui giornali si sente spesso ripetere il mantra: “bisogna tornare al Nord”. Ma detto così mi sembra un concetto un po’ vuoto, se non si spiega cosa significhi concretamente. Anche perchè oggi abbiamo cinque ministri leghisti al Governo, tutti del Nord, tutti lombardi. Governiamo tre Regioni e una Provincia autonoma, tutte conquistate o riconfermate con l’attuale segreteria e tutte al Nord. Stiamo portando avanti l’Autonomia differenziata contro tutto e tutti, abbiamo ottenuto l’autonomia sulle concessioni idroelettriche per cui lottavamo da trent’anni, la flat tax per le partite IVA, il taglio del cuneo fiscale, Milano-Cortina e miliardi di investimenti in Veneto e Lombardia. Con Matteo Salvini al MIT sono in essere circa 100 miliardi di investimenti infrastrutturali tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria.

È abbastanza? Probabilmente no. Ma questi sono fatti concreti per il Nord, non chiacchiere.

Certo, non siamo più la Lega Nord che si occupava esclusivamente di Padania. Ma questa non è una novità: è così da dieci anni. E quando sento alcune voci avanzare oggi critiche così forti, una domanda mi viene spontanea: perché queste stesse critiche non venivano fatte nel 2019, quando eravamo al 34%, visto che la linea nazionale era già quella di oggi?
Come ho avuto modo di dire alla vigilia del congresso della Lega Lombarda: la nostalgia è un sentimento legittimo, ma non è una linea politica.

Qualcuno ha poi detto che “dobbiamo tornare alle origini”. Ma se pensiamo che bastino le parole d’ordine di 30 anni fa per ottenere il consenso dei cittadini del Nord, a mio parere siamo fuori strada. Certo, dobbiamo far sentire ancora più forte la nostra voce su autonomia, tasse e libertà per chi lavora e produce. Penso però che oggi i padani stiano vedendo la propria terra cambiare rapidamente in peggio: città sempre più insicure, immigrazione problematica, maranza e baby gang che spadroneggiano, interi quartieri che cambiano volto. E sullo sfondo un rischio ancora più grande: diventare progressivamente minoranza a casa nostra, sopraffatti anche numericamente da culture profondamente lontane dalla nostra e da una religione come l’Islam che, nelle sue interpretazioni più integraliste, non è assimilabile con i valori e le libertà della società europea.
In gioco oggi c’è la sopravvivenza della nostra civiltà e proprio il Nord produttivo è molto più esposto a questi cambiamenti rispetto ad altre aree del Paese meno interessate dall’immigrazione di massa. Per questo affrontare questi temi oggi significa difendere soprattutto il Nord.

La Lega di Bossi non era moderata. Era autonomista e federalista, certo, ma era anche antisistema, politicamente scorretta, eurocritica, contraria all’immigrazione incontrollata, dalla parte della sicurezza, della nostra gente e dell’identità dei nostri territori.

La Lega di Salvini ha avuto il merito di capire prima di altri il grande mutamento che stava attraversando l’Europa: un’UE lontana dalla gente e responsabile di scelte economiche disastrose, popoli investiti da un’immigrazione fuori controllo, identità messe sotto pressione e problemi di convivenza che la sinistra per anni ha negato o nascosto sotto la sabbia.
Salvini quelle idee non le ha soltanto predicate. Le ha messe in pratica, costruendo importanti alleanze con le altre forze identitarie europee e, da ministro, arrivando a rischiare anni di carcere per aver contrastato l’immigrazione clandestina e chiuso i porti.

Quelle battaglie non sono superate. Oggi sono più urgenti e attuali che mai. Per questo considero un grande errore l’idea, avanzata spesso in questi giorni, secondo cui, siccome “Vannacci parla di immigrazione e sicurezza”, noi dovremmo spostarci verso il centro ed essere più moderati. Significherebbe rinunciare proprio a una parte fondamentale di ciò che siamo e della nostra storia, su cui abbiamo dimostrato competenza e coraggio.

Ed è qui, secondo me, il vero punto di tutto questo dibattito. Prima ancora della leadership, delle associazioni, degli statuti, del Nord o del centro, la questione è l’identità della Lega. Chi siamo oggi? E chi vogliamo essere domani?

La mia risposta è che non dobbiamo scegliere tra la Lega di Bossi e la Lega di Salvini, perché è Lega in entrambi i casi.

La Lega oggi deve essere il movimento del federalismo e dell’autonomia, del buongoverno dei territori e della libertà di chi lavora e produce. Ma contemporaneamente deve essere il movimento dell’identità, della sicurezza, della remigrazione, della difesa delle nostre radici e della nostra civiltà, baluardo contro l’islam politico e motore di cambiamento verso un’Unione Europea senz’anima. Non c’è antitesi in tutto ciò.
Dobbiamo far germogliare il seme federalista in tutto il Paese, perché oggi responsabilità, autonomia e libertà dei territori non sono valori che appartengono soltanto al Nord. E allo stesso tempo dobbiamo essere la forza politica che più di tutte comprende la grande sfida identitaria e demografica del nostro tempo.
Territori e identità. Autonomia e remigrazione. Buongoverno e coraggio di essere politicamente scorretti. Federalismo in Italia e sovranismo in Europa. Radici profonde e capacità di guardare avanti.

Questa, per me, è la Lega del 2026.

Non abbiamo bisogno di diventare la copia di qualcun altro né di riposizionarci verso un centro che, tra l’altro, è già affollatissimo. E soprattutto non abbiamo bisogno di consumarci in una guerra interna proprio mentre davanti a noi si avvicinano battaglie decisive.

Serve ritrovare orgoglio, coraggio e comunità, ripartendo anche dal basso, dove troppo spesso si spendono più energie nelle critiche interne che nel fare politica vera sul territorio.

Siamo il movimento politico più longevo del Parlamento, abbiamo un esercito di amministratori locali unico nel panorama nazionale e siamo garanzia di buongoverno in comuni, province, regioni e Governo. Ma siamo anche quelli del Manifesto dell’Indiano, del fango di Pontida e quelli che, solo quattro mesi fa, sono entrati in migliaia in piazza Duomo con i trattori al grido di “Europa cristiana e mai musulmana!”.

Spero ci sia la maturità di fermare le guerre interne, che non fanno bene né alla Lega né al Nord.

La chiave è interpretare il periodo storico epocale che stiamo attraversando e riscoprire chi siamo. La nostra storia contiene già tutte le risposte.

Parlano di noi: Un nuovo incarico, lostesso impegno per Besana in Brianza.Siamo lieti di annunciare che Roberta Carena è...
26/07/2026

Parlano di noi: Un nuovo incarico, lo
stesso impegno per Besana in Brianza.

Siamo lieti di annunciare che Roberta Carena è stata eletta per acclamazione Segretaria della sezione Lega di Besana in Brianza.
Una scelta che premia anni di dedizione, presenza sul territorio e impegno concreto al servizio della nostra comunità.

Come dichiarato da Roberta:
“Per fare bene preferisco si dia importanza al ruolo, non al fatto che sono donna.”

Con entusiasmo e spirito di squadra continueremo a lavorare per i cittadini, valorizzando ascolto, competenza e concretezza.

Grazie a tutti coloro che ogni giorno contribuiscono alla crescita della nostra sezione. Il lavoro continua, insieme.
L’articolo pubblicato sul Giornale di Carate racconta
questo importante momento per la nostra comunità politica.

Il 20 settembre 2026 si torna a PONTIDA. 💚Un giorno per ritrovarsi, per ribadire da dove veniamo e dove vogliamo andare....
26/07/2026

Il 20 settembre 2026 si torna a PONTIDA. 💚

Un giorno per ritrovarsi, per ribadire da dove veniamo e dove vogliamo andare. Dal territorio saliremo insieme: chi vuole unirsi al gruppo può scriverci in privato!

Nessuno resti a casa. Trova il tuo pullman su legaonline.it/pontida

Quasi 100 mila euro alla Brianza per sostenere bande musicali, cori e associazioni che ogni giorno tengono vive le nostr...
26/07/2026

Quasi 100 mila euro alla Brianza per sostenere bande musicali, cori e associazioni che ogni giorno tengono vive le nostre tradizioni. Grazie alla legge voluta dalla Lega e ai successivi rifinanziamenti approvati in Regione Lombardia, arrivano nuovi contributi anche al Corpo Musicale Santa Cecilia di Lazzate e alla Sarabanda Cederna APS di Monza, che si aggiungono ai tanti sodalizi brianzoli già finanziati.
Dietro queste realtà ci sono volontari, giovani e famiglie che fanno crescere le nostre comunità attraverso la musica e l’impegno. Continueremo a sostenerli con convinzione, perché investire nella cultura popolare significa investire nell’identità della Brianza.

26/07/2026
26/07/2026

Condividiamo e sosteniamo queste parole.
Difendere la nostra identità, la legalità e i diritti delle donne non è un tabù: è un dovere. Chi predica odio e illegalità non troverà spazio nella nostra città.

Guarda il video e condividi!

27/06/2026

Sono orgoglioso che il Festival Bandistico Internazionale di Besana abbia ottenuto il patrocinio e un contributo di 7.500 euro del Consiglio regionale. Un sostegno concreto a una manifestazione che da oltre quarant’anni porta prestigio alla Brianza e alla Lombardia, valorizzando il talento, la passione e il lavoro di tanti volontari e musicisti dell’Associazione Musicale Santa Cecilia. L’appuntamento è dal 25 al 28 giugno nel Parco di Villa Filippini a Besana in Brianza. Difendere e valorizzare le nostre eccellenze musicali significa custodire la nostra identità e guardare con fiducia al futuro.

🟢 CONGRESSO CITTADINO – LEGA BESANA IN BRIANZAMercoledì 20 maggio si è svolto il Congresso Cittadino della Lega, alla pr...
14/06/2026

🟢 CONGRESSO CITTADINO – LEGA BESANA IN BRIANZA

Mercoledì 20 maggio si è svolto il Congresso Cittadino della Lega, alla presenza dei militanti, del Segretario Provinciale Fabio Ghezzi e del Responsabile Organizzativo della Lega di Monza e Brianza Vittorio Mandelli.

Dopo i ringraziamenti da parte di tutto il gruppo al Segretario uscente Davide Bruscagin per il lavoro svolto, e a seguito della presentazione del programma, è stata eletta per acclamazione e all’unanimità Roberta Carena quale nuovo Segretario di sezione.

Con la stessa unanimità sono stati eletti i nuovi membri del Direttivo, con i rispettivi incarichi:

▪ Gianluca Merazzi – Vice Segretario e Responsabile Organizzativo
▪️ Giuseppe Sala – Tesoriere
▪️ Alessandro Fumagalli – Responsabile Tesseramento
▪️ Samuele Nizzola – Delegato agli Eventi
▪️ Gaia Beretta – Rapporti con i Giovani
▪️ Alice Somaschini – Responsabile Social e Comunicazione

Il nuovo Segretario ha ringraziato tutti i militanti, ricordando che la sezione vive e lavora solo grazie all’impegno e alla passione di ciascuno.

Buon lavoro a tutti! 💪

Oggi celebriamo la nostra amata regione: terra di lavoro, innovazione, cultura e tradizione.Una regione che ogni giorno ...
29/05/2026

Oggi celebriamo la nostra amata regione: terra di lavoro, innovazione, cultura e tradizione.
Una regione che ogni giorno dimostra forza, solidarietà e capacità di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

Buona Festa della Lombardia a tutti i cittadini che, con impegno e passione, rendono grande il nostro territorio. 💚

Indirizzo

Besana In Brianza
20842

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