In un mondo messo a repentaglio dal disastro ambientale, in un'Europa stretta tra la morsa della finanza e il filo spinato, in un paese sempre più diseguale, c'è bisogno di cambiare davvero. La pace, come la giustizia sociale e ambientale, sono gli assi fondamentali su cui impostare la nostra iniziativa politica nella fase che si apre. Riteniamo che la difesa del potere d’acquisto di chi vive del
suo lavoro debba essere in questo momento la priorità assoluta della politica italiana. Proponiamo un intervento sul salario minimo legale a 10 euro l’ora, che si accompagni ad una legge sulla rappresentanza che stabilisca valore generale per i contratti firmati dai sindacati più rappresentativi. Chiediamo che siano tassati per intero gli extra utili di Società energetiche, banche e assicurazioni, con destinazione delle risorse così ottenute al contenimento delle bollette. Va intrapreso senza esitazioni e fin da subito un processo di eliminazione delle fonti fossili dal nostro paniere energetico, che deve invece essere incentrato sulle rinnovabili, a partire da eolico e fotovoltaico, senza alcun cedimento a tentazioni nucleariste, censendo definitivamente le aree da destinare ai progetti per le fonti alternative in modo da salvaguardare le aree protette e quelle più pregiate del nostro territorio che altresì sono fonte primaria per l’incentivazione del turismo. La produzione energetica deve andare di pari passo con la riduzione dei consumi: è impensabile uscire dalla dipendenza dalle fossili mantenendo lo stesso stile di vita.
È necessario che il comparto dell’edilizia, per l’efficientamento energetico, la messa in sicurezza degli edifici e la manutenzione straordinaria delle facciate venga promosso con sussidi sufficienti e stabili, attraverso il controllo dell’intera filiera per evitare che le quantità di denaro messe a disposizione vengano prevalentemente destinate per foraggiare i produttori che hanno fatto lievitare i prezzi. Alla luce delle recenti posizioni espresse dalla Corte costituzionale sui referendum riguardanti l’Eutanasia legale e la Cannabis, riteniamo inoltre fondamentale rinnovare la nostra iniziativa politica per indirizzare il Paese sulla strada dei diritti. Siamo stanchi di prese di posizione conservatrici. Il grado di civiltà di un Paese passa attraverso il riconoscimento dei diritti, il rispetto della dignità della vita umana fino alla fine, dalla vivibilità delle nostre carceri e dalle scelte che mirano a depotenziare il potere della criminalità organizzata. (referente m.ronci)