PMLI Biella

PMLI Biella Da oltre 30 anni il PMLI di Biella è in prima linea nelle lotte operaie, popolari e studentesche. Opposizione comunista al capitalismo e all’imperialismo.

Per il socialismo, unica alternativa di classe!

COOPERATIVA ORSO BLU, 137 POSTI DI LAVORO A RISCHIO.CONTRO LA LOGICA DEL PROFITTO, AL FIANCO DELLE LAVORATRICI E DEI LAV...
07/09/2026

COOPERATIVA ORSO BLU, 137 POSTI DI LAVORO A RISCHIO.
CONTRO LA LOGICA DEL PROFITTO, AL FIANCO DELLE LAVORATRICI E DEI LAVORATORI.

Le organizzazioni comuniste firmatarie esprimono la propria piena solidarietà alle 137 lavoratrici e lavoratori della Cooperativa Orso Blu, che vedono oggi minacciati il proprio posto di lavoro, il salario e il futuro delle proprie famiglie. La decisione di Hermes Fulfillment, gruppo Otto, di non presentarsi al tavolo convocato dalla Regione Piemonte è un atto grave e arrogante, che dimostra ancora una volta come, nella logica delle grandi imprese, le esigenze e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori vengano dopo gli interessi economici e le esigenze del profitto. Quando sono in gioco i bilanci e i profitti, le grandi aziende pretendono libertà di decisione; quando invece sono i lavoratori a rivendicare il diritto a un'occupazione stabile e dignitosa, improvvisamente il confronto diventa superfluo. La vicenda della ex Bonprix di Valdengo mette inoltre in luce le conseguenze di un sistema fondato sugli appalti e sulle cooperative, nel quale i lavoratori vengono resi subalterni alle esigenze delle aziende committenti. Un appalto può terminare da un momento all'altro e, con esso, può essere messo in discussione il posto di lavoro di chi per anni ha garantito la propria prestazione lavorativa. A questa precarietà si aggiungono spesso salari e tutele inferiori rispetto a quelli dei lavoratori direttamente impiegati. In questo sistema le lavoratrici e i lavoratori rischiano di essere trattati come una merce tra le merci, utilizzata quando serve e abbandonata quando non è più funzionale agli interessi dell'impresa. Noi comunisti rifiutiamo questa logica. Il lavoro non è una merce: è un diritto fondamentale e la dignità di chi lavora viene prima dei profitti. Non ci limitiamo pertanto a esprimere solidarietà. Saremo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in qualunque iniziativa di lotta riterranno di intraprendere per difendere il proprio posto di lavoro, i propri salari e i propri diritti. Siamo disponibili a convergere nelle loro lotte e a sostenerle concretamente. Sosteniamo il presidio indetto da CGIL e UIL per giovedì 10 settembre, dalle ore 10 alle ore 12, davanti ai cancelli dell'azienda a Valdengo, e invitiamo le lavoratrici e i lavoratori, le forze politiche, le organizzazioni sociali e tutta la cittadinanza biellese a partecipare. Questa vertenza non riguarda soltanto 137 posti di lavoro. Riguarda il modello di sviluppo del nostro territorio e il futuro delle lavoratrici e lavoratori. Di fronte alla pretesa delle grandi di poter decidere unilateralmente della vita di centinaia di persone, è necessario rispondere con la mobilitazione, con l'unità e con la lotta.
I posti di lavoro si difendono lottando!
Nessuna lavoratrice, nessun lavoratore deve essere lasciato solo!

Partito della Rifondazione Comunista (PRC) – Federazione Biellese
Partito Comunista Italiano (PCI) – Federazione Biellese
Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) – Sezione Biella e Ivrea
Partito marxista-leninista italiano (PMLI) – Organizzazione Biellese

TRASPORTI: LE LINEE PERIFERICHE PIEMONTESI ALL’ABBANDONO. MENTRE BIELLA-NOVARA E ALESSANDRIA AFFOGANO NEI DISAGI, I MILI...
02/09/2026

TRASPORTI: LE LINEE PERIFERICHE PIEMONTESI ALL’ABBANDONO. MENTRE BIELLA-NOVARA E ALESSANDRIA AFFOGANO NEI DISAGI, I MILIARDI DEL TAV ALIMENTANO CEMENTO E AFFARISMI

Piemonte – Treni soppressi, stazioni fantasma, ritardi cronici e linee a binario unico risalenti al secolo scorso. È questo lo scenario desolante in cui versano quotidianamente le linee ferroviarie periferiche e secondarie del Piemonte, a partire dai nodi critici di Alessandria e dalla linea Biella-Novara. Un progressivo deterioramento del trasporto pubblico locale che contrasta in modo stridente con i miliardi di euro pubblici destinati alle grandi opere, prima fra tutte il Treno Alta Velocità (TAV). La situazione della Biella-Novara è emblematica. Dopo una settimana di chiusura totale della linea per lavori, alla ripresa del servizio i disagi non sono certo terminati. Lunedì sono stati soppressi due treni diretti a Novara e martedì 1° settembre è stato soppresso il treno delle 7 del mattino per Novara, mentre numerosi altri convogli della tratta continuano ad accumulare ritardi di decine di minuti. Per pendolari, studenti e lavoratori, quello che dovrebbe essere un servizio essenziale si trasforma così quotidianamente in una fonte di disagi e di incertezza. Mentre i pendolari, gli studenti e i lavoratori delle tratte locali viaggiano in condizioni disagevoli su convogli obsoleti e linee colpite da continui guasti e incuria, lo Stato continua a finanziare un’opera faraonica il cui impatto sul territorio e sull’ambiente è ormai sotto gli occhi di tutti. Il progetto del TAV non solo comporta la devastazione di vallate e territori, ma rappresenta una voragine finanziaria che sottrae risorse che potrebbero essere destinate alla mobilità quotidiana dei cittadini. Alla luce dei dati e dei flussi di traffico odierni, il TAV appare per quello che è: un’opera sovradimensionata rispetto alle reali necessità e ai progetti iniziali, legata a previsioni di crescita mai verificate. Un’infrastruttura che non risponde più alle priorità della collettività, ma che continua a essere difesa a oltranza da chi ha precisi interessi economici nell’opera. Grandi appalti che, come dimostrano le numerose inchieste giudiziarie degli anni, hanno coinvolto esponenti dell’imprenditoria e creato anche il terreno per l’infiltrazione e il profitto delle mafie e della criminalità organizzata. Siamo di fronte a una scelta politica criminale nei confronti dei territori e della transizione ecologica. Si scelgono le grandi colate di cemento speculative invece di garantire la dignità del viaggio a migliaia di piemontesi che ogni giorno si spostano per studio o lavoro. Chiediamo lo stop immediato ai cantieri della devastazione e lo spostamento immediato di tutti i fondi pubblici verso la messa in sicurezza, l’elettrificazione e il potenziamento delle linee locali come la Biella-Novara e il nodo di Alessandria. Il trasporto pubblico deve tornare a essere un servizio per i cittadini, non un business per i grandi cartelli e le mafie dei cantieri. La nostra battaglia continuerà nelle stazioni e nelle piazze per rivendicare il diritto a una mobilità locale efficiente, sicura e a misura di cittadino.

Partito della Rifondazione Comunista (PRC) – Federazione biellese
Partito Comunista Italiano (PCI) – Federazione biellese
Partito Comunista di Unità Popolare (PCUP) – Sezione Biella e Ivrea
Partito marxista-leninista italiano (PMLI) – Organizzazione biellese

A BIELLA GLI AQUILONI DEVONO VOLARE!Nel pomeriggio di sabato 29 agosto i Biellesi per la Palestina Libera si sono ritrov...
30/08/2026

A BIELLA GLI AQUILONI DEVONO VOLARE!

Nel pomeriggio di sabato 29 agosto i Biellesi per la Palestina Libera si sono ritrovati nella centralissima via Italia per partecipare al presidio in solidarietà con il popolo palestinese e contro il genocidio in corso a Gaza, l’occupazione dei territori palestinesi della Cisgiordania e la politica criminale del governo nazisionista israeliano guidato dal macellaio Netanyahu. Da mesi, ogni sabato, le compagne e i compagni di “Biellesi per la Palestina Libera” si ritrovano nel centro di Biella per esprimere la propria rabbia e la propria volontà di lotta contro il massacro perpetrato ai danni del popolo palestinese. Una mobilitazione popolare che non si è fermata davanti al silenzio e all'inerzia delle istituzioni e che continua a chiedere con forza la fine dell'aggressione, dell'occupazione e delle violenze contro il popolo palestinese, a Gaza come in Cisgiordania, dove proseguono le violenze dei coloni e l'espansione degli insediamenti israeliani. Il presidio odierno è stato dedicato in particolare alla denuncia dell'assurda e criminale minaccia israeliana contro gli aquiloni fatti volare dai bambini palestinesi. Dopo che diversi aquiloni provenienti dalla Striscia di Gaza sono stati rinvenuti nei pressi delle comunità israeliane al confine, il governo Netanyahu ha annunciato una politica di “tolleranza zero”, arrivando a equiparare gli aquiloni ai droni, «con o senza esplosivi». Il ministro della Difesa Israel Katz ha successivamente dichiarato che ogni lancio sarebbe stato considerato un «atto terroristico», minacciando una risposta militare contro responsabili, organizzatori e luoghi di lancio. La vicenda assume così un carattere tanto grottesco quanto drammatico: a Gaza, dove ai bambini sono già stati negati i diritti più elementari, persino un semplice gioco può diventare un motivo di minaccia militare. Proprio per questo durante il presidio sono stati esposti tanti aquiloni nella centralissima via Italia. Un gesto semplice ma fortemente simbolico per affermare che gli aquiloni devono volare, che i bambini palestinesi devono poter giocare e che nessun esercito può cancellare il diritto di un popolo alla libertà. Nel corso dell'iniziativa si sono alternati interventi, letture di poesie e momenti musicali. Particolarmente significativo è stato l'alternarsi delle canzoni di Fabrizio De André con quelle della resistenza palestinese, in un intreccio tra cultura, memoria e lotta che ha conferito al presidio un forte carattere popolare e internazionalista. Tra gli interventi più significativi quello della segretaria generale della CGIL di Biella, Cristina Martiner, presente per manifestare con forza la contrarietà della CGIL al massacro del popolo palestinese. Presenti anche rappresentanti dell'ARCI, tra cui il compagno Valter Clemente. Non sono mancate le Donne in Cammino per la Pace, che ancora una volta hanno portato nel presidio la loro testimonianza contro la guerra, ciascuna con la propria lettera, componendo insieme la scritta «CESSATE IL FUOCO». Significativa anche la partecipazione di compagne e compagni provenienti da diverse località della provincia. Tra queste la compagna Ivana Novello, che non fa mai mancare il proprio sostegno al presidio settimanale di “Biellesi per la Palestina Libera”, raggiungendo Biella dalla Valsessera. A portare la solidarietà militante del Partito marxista-leninista italiano era presente il compagno Gabriele Urban, dell'Organizzazione di Biella, con la bandiera palestinese e alcuni cartelli di denuncia dell'aggressione e dell'oppressione nazisionista. Il presidio ha rappresentato ancora una volta un importante momento di confronto, discussione e mobilitazione popolare contro la guerra, il genocidio e l'occupazione. Il presidio settimanale dei Biellesi per la Palestina Libera rinnova la propria solidarietà internazionalista al popolo palestinese e invita le masse popolari biellesi a rafforzare la mobilitazione contro il governo nazisionista israeliano, contro l'imperialismo e contro ogni forma di complicità con i suoi crimini.

SALVINI FRENA SULLA BIELLA-NOVARA. I SUOI DUE PAPPAGALLINI BIELLESI MOSCA E SIMONETTI GLI VANNO DIETROL’Organizzazione d...
22/08/2026

SALVINI FRENA SULLA BIELLA-NOVARA. I SUOI DUE PAPPAGALLINI BIELLESI MOSCA E SIMONETTI GLI VANNO DIETRO

L’Organizzazione di Biella del Partito marxista-leninista italiano (PMLI) denuncia con fermezza le provocatorie e inaccettabili affermazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il leghista Matteo Salvini, che, rispondendo a un’interrogazione parlamentare sull’elettrificazione della linea ferroviaria Biella-Novara, ha avuto l’ardire di sostenere che l’opera sarebbe troppo costosa e presenterebbe difficoltà tecniche di difficile soluzione. Salvini vuole forse far passare le biellesi e i biellesi per stupidi. Queste parole, infatti, arrivano proprio dal ministro che continua a sostenere il faraonico e inutile ponte sullo Stretto di Messina, un’opera dai costi miliardari, mentre il trasporto ferroviario in Sicilia versa in condizioni spesso indegne di un Paese moderno. Per le infrastrutture faraoniche e funzionali agli interessi dei grandi gruppi capitalistici i soldi si trovano sempre, mentre quando si tratta di garantire un servizio essenziale a studenti, lavoratrici e lavoratori, improvvisamente spuntano ostacoli tecnici e problemi di bilancio. Il PMLI rivendica invece come priorità assoluta l’ammodernamento e l’elettrificazione dell’intera linea Biella-Novara. Sono centinaia gli studenti e le studentesse, le lavoratrici e i lavoratori che quotidianamente si spostano tra i due capoluoghi di provincia. In una fase in cui i costi del carburante, delle autostrade e più in generale della mobilità pesano sempre più sui bilanci delle famiglie proletarie e popolari, il treno rappresenta un mezzo di trasporto potenzialmente più sicuro, economico e sostenibile rispetto all’automobile. Non a caso, anche il tavolo treni biellese si è espresso unanimemente per l’elettrificazione dell’intera tratta, dichiarandosi disposto persino ad accettare tre anni di bus sostitutivi pur di ottenere finalmente una ferrovia moderna e adeguata alle esigenze del territorio. La Biella-Novara avrebbe dovuto rappresentare una priorità ben maggiore rispetto alla nuova Pedemontana, un’opera che consumerà ulteriormente territorio e vegetazione per favorire il trasporto su gomma. Ancora una volta si preferisce investire nel cemento e nelle grandi opere, anziché potenziare concretamente il trasporto pubblico utilizzato quotidianamente dalle masse lavoratrici e studentesche. Lasciano poi interdetti le dichiarazioni dei due pappagallini biellesi di Salvini, Michele Mosca e Roberto Simonetti, immediatamente accorsi ad avallare le tesi del loro capo. Simonetti sostiene che Salvini avrebbe semplicemente descritto ciò che tutti sanno, mentre Mosca parla di problemi oggettivi e di soluzioni già individuate. Peccato che, mentre i due pappagallini ripetono diligentemente la linea del loro ministro, pendolari e studenti continuino a fare quotidianamente i conti con ritardi, cancellazioni e un servizio ferroviario che non risponde più da tempo ai minimi canoni di decenza di un trasporto moderno. In questi giorni, inoltre, la linea Biella-Novara è nuovamente sostituita dai bus per consentire i lavori dell’installazione di un nuovo sistema di controllo della marcia. Un’ulteriore dimostrazione di quanto sia necessario intervenire seriamente sull’intera infrastruttura e non limitarsi a rattoppi parziali. Per percorrere poco più di 50 chilometri tra Biella e Novara occorre ancora circa un’ora, su convogli spesso vecchi e inadeguati, ma pagati dagli utenti come se garantissero gli standard di un moderno servizio ferroviario. È questa la realtà che Salvini, Mosca e Simonetti sembrano non voler vedere. Il PMLI di Biella respinge quindi al mittente la frenata del governo sulla Biella-Novara e rivendica un piano immediato di investimenti pubblici per il completo ammodernamento e l’elettrificazione della linea. Basta con le promesse elettorali e con le grandi opere inutili e faraoniche. Le risorse pubbliche devono essere destinate ai servizi e alle infrastrutture realmente utili alle lavoratrici, ai lavoratori, agli studenti e alle masse popolari.

AMMODERNARE ED ELETTRIFICARE SUBITO L’INTERA LINEA BIELLA-NOVARA!

NO ALLE GRANDI OPERE INUTILI, SÌ A UN TRASPORTO PUBBLICO MODERNO, SICURO ED ECONOMICO!

OLTRE MILLE BIELLESI IN CORTEO: CRESCE LA PROTESTA CONTRO OLIVERO PER SALVARE I CILIEGI DEI GIARDINI ZUMAGLINIOltre mill...
02/08/2026

OLTRE MILLE BIELLESI IN CORTEO: CRESCE LA PROTESTA CONTRO OLIVERO PER SALVARE I CILIEGI DEI GIARDINI ZUMAGLINI

Oltre mille cittadine e cittadini hanno dato vita a un imponente corteo per difendere i quasi cinquanta ciliegi dei Giardini Zumaglini che la giunta comunale guidata dal sindaco di Fratelli d’Italia, Marzio Olivero, intende espiantare per fare posto al trasferimento del mercato nel centro cittadino. Un progetto fortemente contestato, anche perché, considerata la stagione estiva e le temperature torride, il trapianto degli alberi rischia concretamente di condannarli alla morte. Fin dal concentramento era evidente che la mobilitazione sarebbe stata un successo. Da ogni direzione continuavano ad arrivare cittadini, molti dei quali con cartelli eloquenti: "Più alberi, meno Olivero", "Giunta comunale arrogante, dimissioni!", "No!". Un segnale chiaro del carattere non solo ambientalista, ma anche politico della protesta contro un'amministrazione che ha deciso il futuro dei Giardini Zumaglini senza un reale confronto con la cittadinanza. Tra i manifestanti era unanime la convinzione che trasformare i Giardini Zumaglini, storico polmone verde della città, nella nuova sede del mercato rappresenti una grave ferita al patrimonio storico e ambientale di Biella. Prima della partenza del corteo l'organizzatrice Veronica Del Bianco ha ribadito le ragioni della mobilitazione, ricordando che è stato consultato anche il florovivaista e agronomo Pozzi, il quale ha escluso che i ciliegi siano malati, smentendo così quanto sostenuto dal sindaco Olivero nel tentativo di giustificare la propria scelta davanti alla popolazione. Alle 17.30 il lungo serpentone ha preso il via attraversando la centralissima via Italia. Per tutto il percorso si sono levati i cori "Dimissioni!" e "Vergogna!", rivolti alla giunta comunale e al sindaco Olivero. Al passaggio del corteo davanti al negozio Cigna Dischi, il titolare è uscito esponendo un cartello con la scritta "Cigna Dischi dice no allo spostamento dei ciliegi", ricevendo il caloroso applauso di tutti i partecipanti. Particolarmente significativo è stato anche il passaggio davanti al presidio permanente dei Biellesi per la Palestina Libera, presente da mesi in via Italia per denunciare il massacro del popolo palestinese da parte di Israele. I manifestanti hanno salutato il presidio con applausi e slogan di solidarietà, riconoscendo come entrambe le mobilitazioni esprimano il rifiuto di un potere che pretende di decidere sopra la testa dei cittadini e dei popoli. Giunto davanti a Palazzo Oropa, sede del Comune, il presidio conclusivo ha rilanciato tutte le ragioni del "no" allo spostamento del mercato e all'espianto dei ciliegi. Veronica Del Bianco ha annunciato l'avvio di una raccolta firme per promuovere un referendum cittadino contro il progetto della giunta Olivero, proposta accolta da un lungo e convinto applauso. Presente al corteo anche l'Organizzazione di Biella del PMLI, che, nel pieno rispetto della scelta degli organizzatori di mantenere la manifestazione apartitica, ha partecipato senza simboli di partito esponendo il manifesto "Ciliegi Sì, Olivero No". Un manifesto che è stato ripetutamente fotografato dai partecipanti e dai passanti, riscuotendo un consenso evidente perché ha saputo sintetizzare efficacemente il sentimento prevalente della piazza: il rifiuto di un'amministrazione che decide il futuro della città chiusa nei propri uffici, ignorando la volontà dei biellesi. Emblematiche, in questo senso, le parole pronunciate dalla stessa Veronica Del Bianco durante il presidio conclusivo "I Giardini Zumaglini sono dei biellesi e non del sindaco". Una frase che ha raccolto un consenso pressoché unanime e che sintetizza il significato dell'intera mobilitazione. Il grande successo del corteo dimostra che la battaglia per la difesa dei Giardini Zumaglini è ormai diventata una vera vertenza cittadina. La giunta Olivero farebbe bene ad ascoltare la voce di oltre mille biellesi prima di procedere con un progetto che rischia di compromettere irrimediabilmente uno dei luoghi più amati della città.

Il PMLI di Biella aderisce e parteciperà al corteo cittadino di sabato 1° agosto in difesa dei ciliegi storici dei Giard...
30/07/2026

Il PMLI di Biella aderisce e parteciperà al corteo cittadino di sabato 1° agosto in difesa dei ciliegi storici dei Giardini Zumaglini. Di fronte all'ostinazione della giunta Olivero nel proseguire un progetto sempre più contestato dai cittadini, invitiamo tutte e tutti a far sentire la propria voce in una manifestazione pacifica e apartitica per la tutela del verde urbano e della democrazia partecipativa.

BIELLA: LA GIUNTA OLIVERO TIRA DRITTO CONTRO I CITTADINI. INIZIATA LA RIMOZIONE DEI MELOGRANI DELLA "FONS VITAE", MENTRE...
28/07/2026

BIELLA: LA GIUNTA OLIVERO TIRA DRITTO CONTRO I CITTADINI. INIZIATA LA RIMOZIONE DEI MELOGRANI DELLA "FONS VITAE", MENTRE RESTANO IRRISOLTI I PROBLEMI CREATI DALLE PROPRIE SCELTE URBANISTICHE.

A pochi giorni dalla partecipatissima manifestazione di domenica contro lo spostamento dei ciliegi storici dei Giardini Zumaglini, la giunta Olivero dimostra di non avere alcuna intenzione di confrontarsi con la cittadinanza. Al contrario, procede spedita nel proprio progetto di trasformazione del centro cittadino, ignorando le migliaia di firme raccolte e il crescente dissenso popolare. Ne è una chiara dimostrazione la rimozione dei melograni collocati davanti alla fontana "Fons Vitae", avviata in queste ore nell'ambito del cantiere di riqualificazione. Dopo i ciliegi, un altro elemento storico del verde urbano viene sacrificato in nome di un progetto che continua a dividere profondamente la città. La mobilitazione di domenica rappresenta però un segnale incoraggiante. La straordinaria partecipazione di centinaia di biellesi dimostra l'esistenza di una cittadinanza attenta, pronta a difendere il patrimonio storico, paesaggistico e ambientale della città. È un esempio di autentica vivacità democratica che nasce proprio dalla mancanza di ascolto di un'amministrazione sempre più autoreferenziale, incapace di aprire un vero confronto con i cittadini. Questa vivacità democratica si è espressa anche attraverso forme di protesta ironiche e creative. Il manifesto funebre dedicato ai "Melograni della Fons Vitae", che invita simbolicamente a sostituire i fiori con firme per la tutela del verde urbano, e il fotomontaggio che ritrae il sindaco Olivero nei panni del "Marchese del Grillo", richiamando la celebre frase "Io so' io e voi non siete un c***o", testimoniano il diffuso malcontento verso un'amministrazione percepita come sorda alle richieste della popolazione. Ma la vicenda dei ciliegi e dei melograni non è un caso isolato. Con la riqualificazione di piazza Vittorio Veneto sono state installate grandi fioriere in acciaio corten con sedute sui quattro lati. Durante l'estate, però, il metallo raggiunge temperature tali da renderle praticamente inutilizzabili. Il problema era stato denunciato da numerosi cittadini già lo scorso anno. La giunta aveva annunciato l'installazione di rivestimenti per evitare che le persone si scottassero, ma a distanza di un anno nulla è cambiato. Quelle sedute continuano a essere inutilizzabili proprio nel periodo in cui dovrebbero offrire ristoro ai cittadini. Il crescente malcontento che si registra in città dovrebbe indurre il sindaco Olivero e la sua giunta a fermarsi e ad ascoltare. Governare non significa imporre le proprie scelte ignorando la popolazione, ma amministrare nell'interesse della collettività confrontandosi con chi quella città la vive ogni giorno. Biella merita una città più verde, più vivibile e soprattutto un'amministrazione capace di ascoltare i propri cittadini, invece di considerarli un ostacolo alle proprie decisioni.

BIELLA SI RIBELLA: UN MIGLIAIO DI CITTADINI IN DIFESA DEI CILIEGI DEI GIARDINI ZUMAGLINIUn migliaio di cittadini ha risp...
26/07/2026

BIELLA SI RIBELLA: UN MIGLIAIO DI CITTADINI IN DIFESA DEI CILIEGI DEI GIARDINI ZUMAGLINI

Un migliaio di cittadini ha risposto all'appello del movimento spontaneo nato per difendere i ciliegi storici dei Giardini Zumaglini. Nel pomeriggio di domenica 26 luglio, alle ore 16, piazza Vittorio Veneto si è riempita di biellesi decisi a opporsi al progetto della giunta guidata dal sindaco Marzio Olivero, che prevede lo spostamento degli alberi per consentire il trasferimento del mercato nel centro cittadino. Si è trattato di una manifestazione apartitica, partecipata da persone di ogni età, unite dalla volontà di salvaguardare uno dei luoghi più amati della città. Tra i cartelli esposti si leggevano slogan come "Giù le mani dai Giardini Zumaglini", "Vogliamo alberi, fiori e ombra" e "No allo spostamento del mercato". Nel corso degli interventi è stata ricostruita l'intera vicenda, dal progetto di trasferimento del mercato fino allo spostamento dei ciliegi, evidenziando il concreto rischio che gli alberi non sopravvivano al trapianto. Al di là delle rassicurazioni dell'amministrazione, molti cittadini hanno espresso forti dubbi sulla possibilità di salvare piante di tali dimensioni. La loro perdita significherebbe privare Biella non solo di un patrimonio storico e paesaggistico, ma anche di una preziosa area verde capace di mitigare il caldo e offrire ombra nel centro cittadino. La vicenda dei ciliegi è ormai diventata il simbolo di un malcontento ben più ampio verso un modo di amministrare la città percepito come distante dai cittadini e poco incline al confronto. La giunta Olivero viene infatti sempre più spesso accusata di assumere decisioni di grande impatto senza un reale percorso di consultazione pubblica. Il trasferimento del mercato e la trasformazione dei Giardini Zumaglini sono stati portati avanti senza costruire quel consenso che opere di tale portata richiederebbero. Quando si interviene su uno spazio così identitario, il coinvolgimento della cittadinanza dovrebbe essere il punto di partenza e non un ostacolo da superare. Questo metodo amministrativo, improntato più all'imposizione che al dialogo, sta alimentando un crescente malcontento. L'ampia partecipazione alla manifestazione dimostra che non si tratta della protesta di pochi, ma dell'espressione di una parte significativa della comunità biellese che chiede di essere ascoltata. Tra i manifestanti non sono mancati cartelli che chiedevano le dimissioni del sindaco. Al termine dell'iniziativa gli organizzatori hanno annunciato nuove mobilitazioni già nelle prossime settimane, senza attendere settembre. La manifestazione del 26 luglio rappresenta un chiaro segnale civico. Qualunque sarà l'esito della vicenda, una cosa appare evidente: molti biellesi non accettano più che le scelte sul futuro della città vengano calate dall'alto. I Giardini Zumaglini non sono semplicemente un'area da ridisegnare, ma un bene comune che appartiene alla memoria e alla qualità della vita della città.

COMMEMORATA A CASCINA LUNGA L'81° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA SECONDA BRIGATA D'ASSALTO GARIBALDI. PRESENTI IL P...
26/07/2026

COMMEMORATA A CASCINA LUNGA L'81° ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE DELLA SECONDA BRIGATA D'ASSALTO GARIBALDI. PRESENTI IL PRC, IL PMLI E I BIELLESI PER LA PALESTINA LIBERA

Si è svolta nella mattinata di domenica 26 luglio, presso Cascina Lunga, nei pressi del Bocchetto Sessera, nel comune di Tavigliano, la tradizionale commemorazione della fondazione della Seconda Brigata d'Assalto Garibaldi, organizzata dalla sezione ANPI "P. Lanati" Valle Cervo. Una ricorrenza che richiama ogni anno antifascisti, democratici e comunisti nel luogo in cui prese forma una delle principali formazioni partigiane che contribuirono in maniera decisiva alla lotta di Liberazione nel Biellese. Alla commemorazione hanno partecipato ufficialmente il Partito della Rifondazione Comunista di Biella e l'Organizzazione di Biella del PMLI, fieramente presenti con le proprie bandiere rosse, a testimonianza della continuità ideale con la Resistenza partigiana e con gli ideali rivoluzionari che animarono migliaia di combattenti comunisti. Folta anche la delegazione dei Biellesi per la Palestina Libera, che ha esposto un grande mosaico artistico raffigurante le molteplici sfaccettature dell'immane tragedia che da mesi sta colpendo il popolo palestinese, richiamando l'attenzione dei presenti sul genocidio perpetrato dal governo nazisionista di Israele e sulla necessità di rafforzare la solidarietà internazionalista. Di particolare interesse l'intervento introduttivo della compagna Loredana Finetti, presidente della sezione ANPI "P. Lanati" Valle Cervo, che ha saputo collegare il patrimonio politico e morale della Resistenza ai pericoli del presente. Finetti ha denunciato il riemergere dei nuovi fascismi, la crescente militarizzazione della società e la profonda crisi economica che rischia di spingere molti giovani ad arruolarsi per mancanza di prospettive, trasformandoli in carne da cannone nei futuri scenari di guerra. Un intervento concreto, capace di richiamare l'attualità dell'antifascismo militante. Ben diverso il giudizio sull'intervento del relatore ufficiale, il ricercatore storico Nicolò D'Oria, collaboratore dell'Istituto storico della Resistenza e riconducibile all'area del Partito Democratico. Il suo intervento è apparso astratto, accademico e intellettualoide, più simile a una lezione universitaria che a una commemorazione della lotta partigiana. Particolarmente significativa è risultata la scelta di indicare nelle formazioni del Partito d'Azione l'esempio della volontà di costruire una società diversa, sorvolando sul ruolo determinante delle Brigate Garibaldi, che rappresentarono la componente largamente maggioritaria della Resistenza armata italiana, raccogliendo oltre la metà dei partigiani combattenti, mentre le formazioni di Giustizia e Libertà costituivano una componente molto più limitata. Un'impostazione che conferma una lettura della Resistenza tesa ad attenuare il ruolo centrale svolto dai comunisti nella guerra di Liberazione e nella sconfitta del nazifascismo. Nel complesso condivisibile anche l'intervento del presidente provinciale dell'ANPI, Gianni Chiorino, che ha denunciato le guerre in corso, il progressivo smantellamento dello Stato sociale e la continua restrizione degli spazi democratici. Significativa anche la sua critica alle recenti proposte repressive nei confronti dei minori, osservando come il protrarsi di tali politiche possa aprire la strada a nuove forme di autoritarismo e di fascismo. La commemorazione di Cascina Lunga rappresenta un patrimonio storico che, per i marxisti-leninisti, non può essere ridotto a una celebrazione rituale, ma deve tradursi nella prosecuzione della lotta contro il capitalismo, l'imperialismo, il riarmo, il fascismo e ogni forma di oppressione, affinché gli ideali per cui combatterono i partigiani trovino piena realizzazione nella costruzione di una società socialista.

SUCCESSO DEL BANCHINO UNITARIO PER LA RACCOLTA FIRME DELLA CAMPAGNA "UNOPERCENTOEQUO"   Come anticipato da un precedente...
25/07/2026

SUCCESSO DEL BANCHINO UNITARIO PER LA RACCOLTA FIRME DELLA CAMPAGNA "UNOPERCENTOEQUO"

Come anticipato da un precedente comunicato, nella mattinata di sabato 25 luglio, dalle ore 9.00 alle ore 12.00, nei pressi del mercato di Biella, all'angolo tra via Valle d'Aosta e corso 53° Fanteria, nel popolare quartiere del Villaggio Lamarmora, si è svolto il banchino unitario per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge "Unopercentoequo", finalizzata a introdurre una tassazione più equa dei grandi patrimoni dei milionari per finanziare lo Stato sociale, a partire da una sanità pubblica di qualità e da una scuola pubblica capace di garantire un'adeguata formazione culturale ed educativa alle nuove generazioni. La campagna, promossa dalla Federazione biellese del Partito della Rifondazione Comunista (PRC), ha visto fin dall'inizio l'adesione dell'Organizzazione biellese del Partito marxista-leninista italiano (PMLI). Nel corso della mattinata numerose persone si sono fermate al banchino per confrontarsi con le compagne e i compagni comunisti, esprimendo tutta la loro rabbia e delusione nel vedere una destra sempre più estrema, reazionaria e razzista rialzare la testa, alimentando odio, militarismo e nuove guerre imperialiste. Molte cittadine e molti cittadini hanno convintamente sottoscritto l'appello, ribadendo la validità del principio sancito dall'articolo 53 della Costituzione, secondo cui il sistema tributario deve essere informato al criterio della progressività. Chi possiede di più deve contribuire in misura maggiore al finanziamento della spesa pubblica e dei servizi sociali. Oggi, invece, assistiamo sempre più spesso al fenomeno opposto: una ristrettissima minoranza di grandi patrimoni, in proporzione, versa meno imposte rispetto alle lavoratrici, ai lavoratori e ai pensionati. A lungo si è intrattenuto al banchino il compagno Efisio, pensionato sardo ed ex operaio metalmeccanico della FIAT, che ha ricordato le grandi lotte operaie degli anni Sessanta e Settanta del Novecento condotte a Torino per conquistare migliori condizioni di lavoro e di vita. Con un sorriso ha anche raccontato di quando giocava a calcetto con Gian Carlo Pajetta e, scherzosamente, lo lasciava vincere perché, a suo dire, "non era molto bravo". Particolarmente significativa anche la testimonianza di una giovane studentessa, figlia di operai, che ha espresso tutta la propria indignazione per un sistema scolastico e universitario tornato di fatto ad essere classista. Ha denunciato come frequentare l'Università degli Studi di Torino sia ormai diventato proibitivo per chi proviene da una famiglia operaia, a causa dell'insostenibile aumento degli affitti e del costo della vita. Soddisfatte della riuscita dell'iniziativa e del proficuo confronto con le masse popolari biellesi, le compagne e i compagni del PRC e del PMLI danno appuntamento a domani, domenica 26 luglio, presso Cascina Lunga, nei pressi del Bocchetto Sessera, nel comune di Tavigliano (BI), in occasione dell'81° Raduno partigiano per la celebrazione della fondazione della Seconda Brigata d'Assalto Garibaldi "E. Angiono - Pensiero".
La campagna “Unopercentoequo” si concluderà mercoledì 29 luglio, dalle 9.00 alle 12.00, presso il Mercato Coperto di Cossato.

Indirizzo

Strada Alla Fornace 8/B
Biella
13900

Orario di apertura

21:00 - 23:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando PMLI Biella pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'organizzazione

Invia un messaggio a PMLI Biella:

Scelte rapide

Condividi