Gruppo Meetup Cittadini a Bitetto

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PATTI DI COLLABORAZIONE: ATTIVIAMOCI.Leggo frequentemente su vari gruppi Facebook cittadini, lamentele dovuti a disservi...
15/10/2018

PATTI DI COLLABORAZIONE: ATTIVIAMOCI.

Leggo frequentemente su vari gruppi Facebook cittadini, lamentele dovuti a disservizi, sporcizia o lamentele di altra natura.
Senza entrare nel merito delle segnalazioni e premettendo che giuste o sbagliate che siano sono sacrosante, penso che tuttavia siano fine a sè stesse e molto spesso non portano alla soluzione del problema.

In questi ultimi anni si sente sempre più parlare di partecipazione ed ho sempre pensato che se davvero si vuole cambiare bisogna partire dalle piccole cose.

Prendendo spunto da una puntata di Presa Diretta, sono venuto a conoscenza dei Patti di Collaborazione, veri e propri contratti per la gestione di beni pubblici. Un esempio di democrazia partecipata così efficace da essere ripreso e introdotto da altre amministrazioni, da Torino a Firenze, da Milano a Palermo.

La mia proposta è quella di creare un comitato che possa in collaborazione con l'amministrazione risolvere piccoli, e perchè no grandi problemi del nostro Comune.

Con i Patti di Collaborazione è possibile snellire i processi burocratici da parte del comune, permettere ai cittadini di prendersi cura del proprio territorio, discutere della fattibilità di progetti con i tecnici del comune e per ultimo ma non per importanza, avvicinare i cittadini alla politica.

Qui il servizio di Presa Diretta che spiega cosa sono i Patti di Collaborazione, come realizzarli, e quali vantaggi portano alla Comunità.

Grazie per la vostra attenzione.
Se siete interessati potete contattarmi in privato inviando una e-mail a [email protected] o su Messenger.

Buona giornata a tutti voi.

I cittadini bolognesi, sono riusciti a siglare dei "patti di collaborazione" con il proprio Comune, veri e propri contratti per la gestione di beni pubblici. Un esempio di democrazia partecipata così efficace da essere ripreso e introdotto da altre amministrazioni, da Torino a Firenze, da Milano a ...

PATTI DI COLLABORAZIONE: ATTIVIAMOCI.Leggo frequentemente su vari gruppi Facebook cittadini, lamentele dovuti a disservi...
15/10/2018

PATTI DI COLLABORAZIONE: ATTIVIAMOCI.

Leggo frequentemente su vari gruppi Facebook cittadini, lamentele dovuti a disservizi, sporcizia o lamentele di altra natura.
Senza entrare nel merito delle segnalazioni e premettendo che giuste o sbagliate che siano sono sacrosante, penso che tuttavia siano fine a sè stesse e molto spesso non portano alla soluzione del problema.

In questi ultimi anni si sente sempre più parlare di partecipazione ed ho sempre pensato che se davvero si vuole cambiare bisogna partire dalle piccole cose.

Prendendo spunto da una puntata di Report, sono venuto a conoscenza dei Patti di Collaborazione, veri e propri contratti per la gestione di beni pubblici. Un esempio di democrazia partecipata così efficace da essere ripreso e introdotto da altre amministrazioni, da Torino a Firenze, da Milano a Palermo.

La mia proposta è quella di creare un comitato che possa in collaborazione con l'amministrazione risolvere piccoli, e perchè no grandi problemi del nostro Comune.

Con i Patti di Collaborazione è possibile snellire i processi burocratici da parte del comune, permettere ai cittadini di prendersi cura del proprio territorio, discutere della fattibilità di progetti con i tecnici del comune e per ultimo ma non per importanza, avvicinare i cittadini alla politica.

Qui il servizio di Report che spiega che cosa sono i Patti di Collaborazione, come realizzarli, e quali vantaggi portano alla Comunità.

Grazie per la vostra attenzione.
Se siete interessati potete contattarmi in privato a [email protected] o su Messenger.

Buona giornata a tutti voi.

I cittadini bolognesi, sono riusciti a siglare dei "patti di collaborazione" con il proprio Comune, veri e propri contratti per la gestione di beni pubblici. Un esempio di democrazia partecipata così efficace da essere ripreso e introdotto da altre amministrazioni, da Torino a Firenze, da Milano a ...

Il ministero dell'interno inserisce sulla sua pagina Facebook l'intervista a Pietro Domenico Succo per criticare l'attiv...
08/10/2018

Il ministero dell'interno inserisce sulla sua pagina Facebook l'intervista a Pietro Domenico Succo per criticare l'attività del sindaco di Riace Mimmo Lucano.
Ma l'uomo è finito agli onori della cronache per essere la testa di legno della cosca Ruga Metastasio.

P.S.
Complimenti al ministro che usa come testimoni n'draghetisti per screditare un uomo ed un sindaco di spessore umano e politico come Mimmo Lucano.
Naturalmente i miei complimenti a chi ha condiviso il video di questo signore evidentemente per nulla attendibile e per di più n'draghetista, e quindi mafioso!!!

https://www.corrieredellacalabria.it/regione/reggio-calabria/locride/item/159859-se-salvini-posta-un-uomo-dei-clan/

Agosto 1980, strage di Bologna:dopo quasi 40 anni la verità si è fermata agli esecutori.
02/08/2018

Agosto 1980, strage di Bologna:
dopo quasi 40 anni la verità si è fermata agli esecutori.

VOGLIAMO LE PROVE!"Tutto quello che vi hanno raccontato sul traffico in mare, di soldi, barche, navi,soccorso, vita e ma...
11/07/2018

VOGLIAMO LE PROVE!

"Tutto quello che vi hanno raccontato sul traffico in mare, di soldi, barche, navi,soccorso, vita e malavita dei migranti, non è vero: in nessun tempo, in nessun luogo, in nessun punto. Conservate questa nota e verificate quando qualcuno presenterà le "prove" .

Furio Colombo

Tutta la narrazione di Salvini e company sui migranti, sulle navi ONG, non hanno alcun riscontro e mai ne avranno.
Il governo gialloverde non ha alcuna prova delle sue congetture, la loro propaganda ha il solo fine di alimentare odio e scatenare una guerra fra poveri.
Quindi mi rivolgo a te che condividi fake news, tu che basi le tue affermazioni solo su sensazioni, senza mai approfondire, prova a chiedere ai Ministri Toninelli, Salvini e Di Maio se hanno le prove delle loro dichiarazioni, inizia a porti domande, a sollevare dubbi, e qualora non trovi le risposte, allora approfondisci e poi, leggi, leggi,leggi, leggi e se non hai trovato le risposte, continua a leggere.

Questa foto è la mia risposta a tutti coloro ( tra cui meridionali)che ieri erano a Pontida.Che piaccia o no ai razzisti...
02/07/2018

Questa foto è la mia risposta a tutti coloro ( tra cui meridionali)che ieri erano a Pontida.
Che piaccia o no ai razzisti, il futuro del Paese è multietnico, fatevene una ragione.

Una bella intervista all'ammiraglio Vittorio Alessandro a cura del giornalista Stefano Caselli sul Fatto Quotidiano di o...
13/06/2018

Una bella intervista all'ammiraglio Vittorio Alessandro a cura del giornalista Stefano Caselli sul Fatto Quotidiano di oggi 13 giugno 2018.
Nell'intervista del Fatto l'ammiraglio Vittorio Alessandro smonta la propaganda
pentaleghista di queste ultime 48 ore.
Il giornalista Caselli chiede all'ammiraglio Vittorio Alessandro se si possono chiudere i porti, la risposta dell'ammiraglio è la seguente:
《 No. Non si può per le merci , figuriamoci per le persone, a patti che il porto sia in condizioni di assoluta sicurezza.
Non vedo quale fosse l'ostacolo.
Non c'erano problemi di ordine pubblico nè di altro genere.
C'è un problema di accoglienza quello sì.
Non stiamo parlando di un carico di patate ma di persone.》
Segue il resto dell'intervista che di fatto smentisce le versioni fantasiose delle ultime 48 ore dei due ministri Salvini e Toninelli.

07/06/2018

Ieri sera ho assistito ad una bellissima rappresentazione tetrale in onore di Peppino Impastato (giornalista ucciso brutalmente dalla mafia), grazie ad un gruppo di ragazzi bravissimi e volenterosi del liceo scientifico Amaldi di Bitetto.
La rappresentazione teatrale è stata emozionante, ha toccato le corde dell'anima ed è per questo che a quei ragazzi va tutta la mia stima e la mia ammirazione.
Fatta questa premessa, vorrei dire ai ragazzi e a tutti coloro che vi hanno partecipato, ma anche a tutti coloro che non vi hanno partecipato,che su pur l'iniziativa è stata ammirevole, non è sufficiente.
Non è sufficiente per la semplice ragione che di mafia non se ne parla mai abbastanza, di mafia dei suoi intrecci con la politica e con il mondo imprenditoriale si sa ancora molto poco.
Questa mancanza di conoscenza delle dinamiche che regolano ed intrecciano economia, mafia e politica l'aveva percepita molto bene Peppino Impastato, e come lui tale vuoto lo ha ben compreso Paolo Borrometi, giovane giornalista libero, le cui inchieste hanno fatto sciogliere per infiltrazioni mafiose alcuni comuni della Sicilia, oltre ad aver condotto altre importanti inchieste sul traffico di droga.

Il Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, che indaga sulla mafia delle province di Siracusa e Ragusa, nel dicembre del 2017 ha lanciato un ulteriore allarme sui rischi per la vita di Borrometi, in un'intervista a Fan Page[11], dicendo che: “se c’è un giornalista che rischia la vita in Italia questo è Paolo Borrometi ( fonte Wikipedia).

L'unico modo per salvare la vita a giornalisti come Paolo Borrometi è parlare di mafia, delle sue inchieste ma soprattutto unirsi alle sue battaglie e farle nostre.

Non lasciamo Paolo Borrometi da solo facciamogli sentire la nostra vicinanza, non lasciamo che Borrometi come Impastato sia un altro martire della mafia.

P.S. Se posso, ( non so se sia già stato invitato) consiglierei all'amministrazione di invitare Paolo Borrometi qui a Bitetto, perchè in grado di spiegare le dinamiche che regolano gli intrecci tra mafia, politica e mondo imprenditoriale.
Ritengo infatti che tali fenomeni di collusione politico mafiosa non siano circoscritti solo in Sicilia ma ormai interessano tutto lo Stivale.
Purtroppo tale fenomeno è comune anche qui in Puglia ma molto spesso non riusciamo a notarlo perchè mancano gli strumenti e le giuste chiavi di lettura che un giornalista come Paolo Borrometi potrebbe fornirci per apririci gli occhi.

https://www.facebook.com/Collusi/videos/1894882024143885/

Dopo esser andato a pomeriggio 5 a raccontare le favole, Di Maio viene smentito dal Quirinale. Di Maio e Salvini non han...
28/05/2018

Dopo esser andato a pomeriggio 5 a raccontare le favole, Di Maio viene smentito dal Quirinale. Di Maio e Salvini non hanno proposto nessun nome alternativo a quello di Savona.

L'ufficio stampa della Presidenza della Repubblica smentisce Di Maio sulla proposta di Bagnai e Siri in alternativa a Savona

Se fossi un meridionale che ha votato il Movimento 5 Stelle, leggerei attentamente questo post di Pino Aprile, scrittore...
19/05/2018

Se fossi un meridionale che ha votato il Movimento 5 Stelle, leggerei attentamente questo post di Pino Aprile, scrittore e noto conoscitore della questione meridionale.

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2071448133099933&id=1568377783406973

“CONTRATTO” LEGA-M5S: NON È COME TEMEVAMO, È MOLTO PEGGIO. L'ANALISI DEL PROFESSOR VIESTI: UNA TRAGEDIA EPOCALE PER IL SUD

di Gianfranco Viesti
Letta da Sud, desta enormi preoccupazioni la bozza del “Contratto per il governo del cambiamento” predisposta da Lega e 5 Stelle. Esse nascono dall’assenza, nelle 39 pagine del testo, di qualsiasi riferimento ai problemi delle disparità territoriali italiane; dall’assenza di qualsiasi indicazione di politiche per lo sviluppo delle imprese private e la ripresa degli investimenti pubblici nel Mezzogiorno; dalla pericolosissima combinazione fra la flat tax – che determinerà un calo del gettito fiscale nazionale che viene stimato in circa 50 miliardi – e la forte spinta verso l’autonomia delle regioni più forti. Si dice: ma per il Sud c’è il reddito di cittadinanza. Si tratta di uno strumento, se ben disegnato, che favorisce l’inclusione sociale e può aiutare le famiglie più deboli in tutto il paese e, molto, nel Mezzogiorno. Ma se non ci si pone nemmeno il tema dello sviluppo, il reddito di cittadinanza diviene una misura meramente compensativa. Una preoccupazione caritatevole, assistenziale, per chi non ce la fa e non ce la farà. Un strumento di acquisizione e mantenimento del consenso.

Vediamo più dettagliatamente. Come già detto il problema Sud, per Lega e 5 Stelle, non esiste. Non solo nessuno dei 29 capitoli è dedicato agli squilibri regionali, ma, cosa ancora più importante, in nessuno di essi si fa riferimento alle complesse questioni di indirizzo territoriale delle politiche settoriali. Per quanto riguarda le imprese, il punto 4 tocca l’Ilva. È stato letto da tutti come un preannuncio di chiusura: anche se non dice questo esplicitamente, lo fa temere. Al punto 23 si parla della Banca per gli Investimenti: una proposta interessante, di cui discutere: ad essa sono attribuiti una miriade di obiettivi, ma non quello del riequilibrio territoriale. Nulla sullo sviluppo di imprese e distretti, sull’attrazione di investimenti, sulla diffusione dell’innovazione, sulla capitalizzazione delle imprese al Sud: misure indispensabili in un quadro in cui le rilevanti risorse del programma Impresa 4.0 del governo uscente sono state intercettate quasi esclusivamente dal più forte tessuto imprenditoriale del Nord.

Nulla su dimensione e allocazione degli investimenti pubblici. Nessun riferimento alla clausola che garantisce al Mezzogiorno il 34% del totale degli investimenti delle amministrazioni pubbliche, appena reintrodotta dal governo uscente (e tutta da concretizzare); pur evocata con forza nelle scorse settimane dal Ministro del Lavoro “in pectore” dei 5 Stelle. Nulla su come impostare le prossime politiche regionali con i fondi strutturali e il Fondo sviluppo e coesione. Si cita il bilancio Ue (punto 28) ma solo perché “occorre ridiscutere il contributo italiano” e non perché sia necessario difendere le politiche di coesione nella fondamentale trattativa delle prossime settimane. Al punto 25 si parla di infrastrutture: si vuole che i “principali porti italiani” siano “gateway” e non “transhipment” (di arrivo a terra e non re-imbarco), ma non si dice quali; né si accenna al fatto che servono indispensabili investimenti sulla rete ferroviaria perché possano esserlo quelli del Sud. Si cita – fra i punti in rosso, ancora da definire – il “terzo valico” (alta velocità ferroviaria Genova-Milano). Ma non una parola sulla Napoli-Bari.

Ma le principali preoccupazione vengono dai punti sui servizi pubblici. Mai è nemmeno accennata la questione della enorme disparità territoriale nella loro quantità e quantità. Mai è sottolineata l’esigenza di stabilire i Lep (livelli essenziali delle prestazioni) per tutti i cittadini italiani; né tantomeno nel lungo punto 20 sulla sanità è posto il problema di rendere meno diseguali i Lea (livelli essenziali di assistenza). Sull’università (punto 29) c’è qualche indicazione interessante, ad esempio sull’Agenzia di Valutazione: ma nulla sui criteri di riparto dei fondi, sul sottofinanziamento degli atenei meridionali, sulle disparità di accesso al diritto allo studio. Non si dica che sono linee generali: al punto 6 si precisa che vanno rivisti i criteri di allocazione del piccolo Fus (Fondo unico per lo spettacolo).

Il capitolo chiave è il 19, “Riforme istituzionali, autonomia e democrazia diretta”. È “prioritaria” per l’azione di governo l’attribuzione della maggiore autonomia alle regioni che la richiedono, con una rapida conclusione delle trattive aperte con Lombardia, Veneto ed Emilia. Si dice che essa deve essere accompagnata «dal trasferimento delle risorse necessarie per un autonomo esercizio delle competenze». Come non essere preoccupati di tale formulazione – data anche la ricordata assenza di ogni riferimento ai Lep – visto che essa proviene da due forze politiche che hanno promosso il referendum in Lombardia con l’esplicito obiettivo (chiaramente formulato nelle mozioni approvate dal Consiglio regionale) di trattenere la maggior parte possibile del gettito fiscale? Come non essere preoccupati dalla tendenza alla regionalizzazione dei grandi servizi pubblici, leggendo al punto 29, sulla scuola, che servono «nuovi strumenti che tengono conto del legame dei docenti con il loro territorio»?

Tutto questo, soprattutto alla luce del possibile crollo del gettito fiscale nazionale con l’applicazione della flat tax. Si potrebbe avverare il disegno promosso coerentemente da 30 anni dalla Lega: con minor gettito fiscale nazionale (e quindi meno redistribuzione fra cittadini), le regioni più ricche potranno trattenere molto più reddito e finanziare i propri servizi con il maggior gettito locale; organizzarli come meglio ritengono. I loro abitanti godranno di pieni diritti di cittadinanza. E quelle più povere? Con amarezza, si potrebbe pensare: «Si daranno finalmente da fare; ma dato che siamo generosi, ci sarà po’ di reddito di cittadinanza per i loro poveri».

Al di là dell'incontro del tutto discutibile mi chiedo: ma la tanto sbandierata trasparenza del Movimento che fine ha fa...
02/12/2017

Al di là dell'incontro del tutto discutibile mi chiedo: ma la tanto sbandierata trasparenza del Movimento che fine ha fatto???

Il 13 novembre l’appuntamento a Roma con oltre una dozzina di investitori internazionali. Molte le domande ai pentastellati. Le risposte? «Alcune vaghe»

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