Bitonto in Testa

Bitonto in Testa SEMPLICEMENTE CIVICI
ASSOCIAZIONE POLITICA E CULTURALE
LIBERI

05/04/2026

Buona Pasqua

22/03/2026

Bitonto in Testa
da Bitonto del 22 Marzo

Tutto quanto scontato.
L’avevamo raccontato in più occasioni: l’approvazione del bilancio di previsione 2026 avrebbe, forse, dato la stura ai tanti distinguo e/o mal di pancia che da sempre accompagnano questa amministrazione.

Un’amministrazione comunale che trova origine e continuità nelle esperienze abbaticchiane, con le sue due primordiali componenti, una delle quali trovò alloggio, otto anni orsono, nel Partito Democratico (oggi area Brandi). L’altra, invece, sembra non trovare pace, in un continuo peregrinare tra simboli e candidature: un’evoluzione anche “ideale”, per aver saltato senza vergogna da una posizione politica all’altra.

Dal riformismo renziano di Italia Viva e +Europa al progressismo di ultima generazione (gruppo civici progressisti).
Da Italia (Strada) in Comune, costola pentastellata, alla lista Decaro: il tutto accompagnato da un mix di candidature europee, nazionali e regionali non andate a segno.

Un continuo girovagare, con un occhio sempre vigile a tutte quelle occasioni da sfruttare, dove puntualmente si dimostra la propria “bravura”.
Un interminabile gioco dell’oca, con un ritorno costante al punto di partenza, utilizzando slogan, luoghi comuni e una proposta politica logorata e priva di contenuti.

Certo, il risultato raggiunto non è trascurabile: far fuori tanti compagni di ventura in un colpo solo non capita tutti i giorni.
Come si può notare, questi astuti manovratori riescono a esprimersi al meglio nella nostra Bitonto, dove ultimamente, con un colpo d’ingegno e senza apparenti motivi, hanno fatto fuori due assessori e indispettito le liste politiche di riferimento.

Però sono stati bravi: i risentimenti apparsi sulle testate giornalistiche non hanno trovato riscontro all’atto dell’approvazione del bilancio.
Durante la seduta, infatti, nessuna polemica, nessun ripensamento: i consiglieri comunali di maggioranza erano tutti presenti (tranne uno), vestiti con gli abiti della domenica (sarebbe stato preferibile il fiocco e il grembiulino).

In aula regnava un silenzio d’altri tempi, talvolta interrotto dalle grida di improvvisati oppositori che ne deturpavano l’austero ambiente. Un risultato magnifico e una ritrovata armonia che fanno riflettere sull’indispensabilità di taluni personaggi e/o gruppi politici.

P.S.
A breve ci saranno nuovi litigi, perché tornerete a chiedere i voti. Questa volta le dispute non saranno un’esclusiva del Palazzo. Le bocche saranno sguaiate: si parlerà di candidati sindaci, di liste di appartenenza e, magari, anche dei problemi della città, da sempre sottaciuti e MAI affrontati.

Bitonto in Testa

14/03/2026

Bitonto in Testa
da Bitonto del 14 Marzo

Le dichiarazioni del segretario cittadino del Partito Democratico, sull’adesione di tutte le forze di governo al centrosinistra, sono l’ennesimo tentativo di raccontare ai cittadini una realtà diversa dall’esistente.
Il documento di cui si parla viene presentato come un atto politico forte, ma la verità non ha riscontro fattuale, perché il suo effetto politico lascia liberi la totalità dei firmatari, oggi più di ieri impegnati esclusivamente nell’occupazione di quelle poche poltrone che “passa il convento”.

Si tratta di un foglio di carta (il richiamo a Totò sarebbe superfluo), buono solo a giustificare una presenza anomala, quasi inesistente nella coalizione di maggioranza di un Partito Democratico che, da troppi anni, è in continua metamorfosi e si è distinto per essere il tramite indiretto di talune carriere politiche non sempre andate a buon fine.

Un Partito Democratico che vuol farsi perdonare un errore grossolano, per aver innescato una crisi che lo ha visto soccombere in favore di astuti manovratori, in perfetta sintonia con un Sindaco, il cui scopo è far trascorrere quest’ultimo anno. Ed ecco che l’impegno paga, come anche “l’ipocrita dabbenaggine politica”, che, all’indomani della crisi, fa sì che si ritengano i garanti dell’unità.

La pressione di questi giorni esercitata sul palazzo mal si concilia con il disinteresse verso le questioni centrali che hanno attraversato la città nei quattro anni di governo trascorsi. Mai un sibilo, mai un vagito, mai un accenno, mai una proposta, mai un riscontro di un impegno fattivo verso le tante problematiche, tutte irrisolte, di una città, da sempre, senza guida politica.

I cittadini meritano serietà, trasparenza e rispetto, non un racconto qualsiasi per salvare le apparenze.
Liberi e Bitonto in Testa, in prospettiva della competizione elettorale del 2027, continueranno a evidenziare le contraddizioni di questa amministrazione, ricordando ai protagonisti in campo tutte le mancanze amministrative prodotte in questi anni.

A questo proposito, nei giorni a ve**re, cercheremo di riassumere tutte quelle criticità attraverso un libero coinvolgimento di tanti concittadini, affinché si possano impegnare le professionalità utili a dare corso a un nuovo progetto politico e alla formazione di una nuova classe dirigente.

Riteniamo che questo sia un tempo di non ritorno, a cui si lega un grido di dolore.

P.S. Mentre gli ingenui amici del PD si sforzano per essere ascoltati, gli astuti manovratori gongolano.

Bitonto in Testa

04/03/2026

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02/03/2026

Bitonto in Testa
da Bitonto del 2 Marzo

Egregio Direttore,

oggi più che mai andrebbero chiariti gli aspetti dirimenti della situazione bitontina, non fosse altro per rispetto di una città che evidentemente merita risposte diverse dalla strisciante ipocrisia politica, talvolta viscida, appartenente a protagonisti e/o forze presenti sul nostro territorio.

La situazione odierna, infatti, merita un racconto maturo di quegli eventi che, verosimilmente, hanno portato all’odierno sfascio politico-amministrativo, mai riscontrato in tempi precedenti.

Ricordiamo a noi stessi l’origine di questa stagione politica di continuità (nata con Abbaticchio), che aveva radicato il suo pensiero nel rigettare quel mondo ingessato delle vecchie famiglie politiche, la cui dedizione riguardava essenzialmente la gestione del potere. Nulla di diverso, negli ultimi quindici anni, è stato prodotto, se è vero, come è vero, che quel mondo, da cui si prendevano le distanze, oggi è tornato prepotentemente attuale, integrato con una variante non di poco conto.

Infatti, se quel periodo si era distinto per un controllo esclusivo sulle scelte amministrative e sul personale politico, oggi sembra affermarsi anche un protagonismo politico sui generis che tende al “famoso posto al sole” come obiettivo primario.

Ma c’è di più, se si pensa che il futuro dell’amministrazione Ricci e il perimetro di coalizione dipendono dai maggiorenti baresi, i quali, a loro volta, non sanno che pesci prendere, data la difficoltà di assecondare le tante richieste, non sempre disponibili, di nuovi assessorati.

Si assiste così a una perdita di autonomia politico-decisionale, dovuta all’ammutinamento di alcuni gruppi consiliari di diversa origine, che non voterebbero l’ormai famoso Bilancio di previsione 2026, utile a tenere a galla un’amministrazione e un progetto politico giunti al capolinea.

Un progetto voluto fortemente dalla componente abbaticchiana (Strada in Comune) e dal Partito Democratico, che solo adesso, a un anno dalla fine della consiliatura (si vota nel 2027), si rendono conto della difficoltà di tornare, nel breve periodo, a conquistare un corpo elettorale deluso dalle tante promesse disattese.

Ed ecco, all’improvviso, i nostri protagonisti (anche occulti) trovare giustificazioni inopportune, fuori luogo, attraverso dichiarazioni di distinguo e/o minacce di allontanamento che offendono l’intelligenza di tanti concittadini elettori.

Questa, cari signori, è l’ora della cosiddetta “assunzione di responsabilità”, che significa chiedere scusa con il gesto del non voto sul Bilancio di previsione, onde permettere un periodo di riflessione a una città ormai disillusa.

Liberi
Bitonto in Testa

27/02/2026

Bitonto in Testa
da Bitonto del 27 febbraio

Una vicenda, quella della compagine di governo cittadino, che andrebbe accompagnata dal clamore che merita, magari attraverso una subitanea trasposizione in vernacolo bitontino da parte dei tanti bravi commediografi e/o autori presenti sul nostro territorio.

Una storia particolarissima nella sua edizione, che, a memoria d’uomo, non conta similitudini per un’originalità legata a un protagonismo politico senza riscontri in tempi passati.

Un’originalità costata impegno e sudore per aver creato una coalizione di maggioranza con forze politiche e amministratori difficili da dimenticare. Una formula innovativa accompagnata da un’alleanza sempre disomogenea che ha illuminato la politica nostrana negli ultimi 15 anni, la cui risultante oggi si mostra in tutta la sua perniciosa gravità.

L’altro ieri, infatti, come molti sapranno, è andata in scena, per mancanza del numero legale, l’ennesima figuraccia, da ripetersi a metà marzo c.a. come nuovo tentativo di approvazione del bilancio di previsione 2026, che sancirà la fine dell’amministrazione Ricci e l’inizio dei tanti distinguo di personaggi e forze politiche di maggioranza, pronti a fare il salto della qu***ia onde accreditarsi a compagini e progetti alternativi.

Una fine ingloriosa per le tante problematiche irrisolte: dalle rigenerazioni urbane alla mobilità stradale, dalla riduzione della TARI alle questioni ambientali e del verde pubblico, dal problema delle strutture sportive ai servizi ai cittadini.

Una situazione che fa gridare: basta, tornatevene a casa.

Noi di Liberi e Bitonto in Testa sappiamo che ciò non accadrà, ma siamo consapevoli che, insieme a tanti volenterosi, lavoreremo affinché sia varato un progetto per la città, non ideologico, distante dalle attuali forze politiche in campo e dai loro simboli.

Siamo anche consapevoli che una ricercata caratterizzazione porterà allo sfaldamento di un quadro politico che avrà come peculiarità un confronto a più voci, qualità programmatica e relativa assunzione di responsabilità.

Liberi
Bitonto in Testa

18/02/2026

Bitonto in Testa
da Bitonto del 18 febbraio
...Nel mentre tra i cittadini aumentano i pareri negativi su questa amministrazione, sembra delinearsi al Palazzo un ritrovato stare insieme, grazie a un rinnovato manuale Cencelli, utile a premiare quelle forze politiche del Consiglio Comunale che abbiano consolidato, nel tempo, la propria presenza con almeno due rappresentanti, così da ambire o conservare una poltrona di assessore.

Un espediente di fine mandato che utilizza anche transumanze di ritorno per rafforzare i ruoli gestionali di quei partiti e/o componenti politiche di stretta osservanza e derivazione barese.

Una variabile che, secondo alcuni addetti ai lavori, darà la possibilità di votare in tranquillità il bilancio di previsione in scadenza, al fine di tenere in piedi una maggioranza a Palazzo Gentile, distintasi, nei quattro anni trascorsi, per essersi occupata della sola ordinarietà amministrativa, inseguendo con successo un ricercato presenzialismo di ruolo, quasi sempre fatuo, utile soprattutto a tagliare nastri.

Un cambiamento che gioverà ai soliti noti, con un Partito Democratico che, nonostante abbia fatto incetta di incarichi gestionali nel 2022, si prepara ad arricchire la propria presenza in giunta con un altro assessore.

Andrà di lusso anche alla componente abbaticchiana che, avendo racimolato — si racconta — un numero di sei consiglieri comunali, pescando in altre formazioni politiche, tornerà a ba***re i pugni sul tavolo per pretendere tre presenze assessorili e una prelazione sul nome del futuro candidato sindaco.

Finalmente noi cittadini possiamo gioire: è infatti in atto una semplificazione del quadro politico che vedrà in campo, nell’ultimo anno, una coalizione con due sole anime a sostenere un cosiddetto governo bicolore.

Se tanto ci dà tanto, questo snellimento produrrà nella prossima tornata elettorale (2027), una riduzione delle liste di candidati (solitamente una ventina circa) e la certezza che gli eletti e i futuri assessori saranno, più o meno, sempre gli stessi.

Che strano racconto. Eppure eravamo convinti che un’amministrazione, distante dai problemi della città, avrebbe prodotto una polverizzazione del quadro politico e un impegno moltiplicato da parte di tanti concittadini.

P.S. Esprimiamo solidarietà agli assessori in odore di sfiducia.
Al tempo stesso rimarchiamo la necessità di un comportamento coerente da parte degli stessi, affinché, nel più breve tempo possibile, si chiariscano — per rispetto alla città — i motivi politici della loro defenestrazione.

Bitonto in Testa

09/02/2026

Bitonto in Testa
da Bitonto del 9 febbraio

VIA ABBATICCHIO: GATTI ABBANDONATI E STRADA INSICURA. IL COMUNE ESCA DALL’OMBRA

Come gruppo Bitonto in Testa, non possiamo più restare in silenzio davanti al degrado e alla pericolosità che caratterizzano Via Abbaticchio, in prossimità degli istituti scolastici superiori.
Una colonia di gatti, visibilmente malnutriti e lasciati a sé stessi, sopravvive tra l'indifferenza delle istituzioni, rappresentando un rischio concreto non solo per gli animali, ma per l'intera comunità.
Ad oggi, non è chiaro se questa colonia sia regolarmente registrata o se sia totalmente ignorata dagli uffici comunali. Per noi di Bitonto in Testa, questa incertezza, rappresenta un’aggravante che non può essere ignorata:
Se la colonia non è registrata, siamo di fronte a una grave lacuna nel monitoraggio del territorio.
Se la colonia è registrata, l’attuale stato di abbandono configura una palese violazione degli obblighi di cura e controllo previsti dalla Legge 281/91 e dalla Legge Regionale Puglia n. 2/2020.
In entrambi i casi, il Comune di Bitonto sta venendo meno ai suoi doveri di tutela del patrimonio animale e, di riflesso, della salute pubblica.
Via Abbaticchio non è una strada secondaria; è un’arteria percorsa ogni giorno da centinaia di liceali a piedi, in bici o in scooter.
La presenza di animali malnutriti, che attraversano improvvisamente la carreggiata spinti dalla fame o dal disorientamento, è una miccia accesa sulla sicurezza stradale.
Non possiamo attendere che un ragazzo cada dallo scooter o che un automobilista causi un incidente per evitare un gatto prima di vedere un intervento concreto. La protezione degli animali e l'incolumità dei cittadini sono due facce della stessa medaglia: la sicurezza urbana.

Le richieste di Bitonto in Testa

Chiediamo al Sindaco e agli assessorati competenti risposte immediate e non più semplici rimpalli di responsabilità:
Trasparenza sul censimento:
Il Comune chiarisca immediatamente se la colonia di Via Abbaticchio è censita e chi ne sia il referente ufficiale.
Intervento sanitario urgente: Chiediamo l'attivazione del Servizio Veterinario ASL per il soccorso dei gatti denutriti e il controllo delle nascite.
Messa in sicurezza della strada: Chiediamo l’installazione di segnaletica verticale che segnali la presenza di animali, al fine di moderare la velocità in un tratto già sensibile per la presenza delle scuole.
La cultura della legalità e del rispetto del territorio si dimostra con i fatti, non con il silenzio.

Bitonto in Testa continuerà a monitorare la situazione finché Via Abbaticchio non sarà restituita al decoro e alla sicurezza che merita.

Avv. Grazia Coviello per Bitonto in Testa

31/12/2025
24/12/2025

Tanti auguri di buon Natale

22/12/2025

Bitonto in Testa
da Bitonto del 22 dicembre

Un’ammucchiata dannosa alla città

Egregio direttore,
evidentemente siamo stati facili profeti nell’individuare le innumerevoli contraddizioni e/o ambizioni delle tante anime politiche che affollano la maggioranza a Palazzo Gentile.
Un coacervo di uomini e liste elettorali, sempre pronti a contendersi qualunque spazio gestionale che possa tornare utile in vista dell’avvicinarsi delle elezioni comunali che si svolgeranno nel 2027.

Un accrocchio politico firmato Abbaticchio, con dentro anime tra loro incompatibili, che oggi potrebbero subire un ulteriore allargamento di uomini e liste prestati alla destra in occasione della competizione elettorale comunale del 2022.

Un ritorno di fiamma di tanti reduci pronti a dar man forte a quella parte del Partito Democratico da troppo tempo relegata a un ruolo da “utile idiota”, nonostante avesse dato prova di generosità nei confronti di tanti primordiali abbaticchiani che, nel tempo, richiedevano ospitalità.

L’aspetto divertente di questa storia riguarda una ricercata scelta del Partito Democratico (maggioranza relativa a Palazzo Gentile), di manifestare un dissenso con l’amministrazione attraverso dichiarazioni di “ragazzi di bottega”, spesso semplici tesserati che, all’improvviso, si sforzano strumentalmente di attenzionare problematiche qualificanti la sempre sbandierata “VISIONE DI CITTÀ”.

Ed ecco che impazzano soluzioni in materia urbanistica o su come ridurre il traffico veicolare. Critiche circostanziate sono dedicate alle brutte rigenerazioni urbane di fattura abbaticchiana (Piazza XX Settembre e Piazza Caduti del Terrorismo).
Fiumi di parole si sprecano anche contro il proprio assessore per il famigerato progetto (non andato a buon fine), dell’abbattimento dei lecci secolari in Piazza Moro.

Noi di Liberi riteniamo auspicabile un atteggiamento responsabile da parte dei componenti la coalizione di maggioranza.
A 18 mesi circa dalla scadenza naturale della consiliatura, il partito di maggioranza relativa non può condizionare l’azione di governo con la richiesta reiterata e mai ufficiale (tema smentito) di una posizione assessorile.

La responsabilità dello stesso (PD locale) impone un chiarimento ultimativo, come d’accordo con i vertici baresi, all’indomani della formazione della giunta regionale.

Diversamente, ci si può accomodare all’opposizione.

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