25/04/2026
25 APRILE 2026
80 ANNI DI REPUBBLICA
ANTIFASCISTA
Il 25 aprile non è una celebrazione neutra,
è una linea di confine.
Il 25 aprile è la festa della LIBERAZIONE dell'Italia dal fascismo.
Da una parte c'è chi ha lottato per la libertà.
Dall'altra chi quella libertà I'ha negata, calpestata distrutta.
Noi stiamo da una parte sola.
E lo diciamo senza ambiguità: dalla parte della Resistenza.
Ottant'anni fa donne e uomini scelsero di RIBELLARSI, non cercarono compromessi con l'ingiustizia.
Presero posizione e pagarono un prezzo altissimo, e dentro quella scelta ci sono state le donne.
Non comparse, non "aiuti": protagoniste. Staffette, partigiane, organizzatrici della lotta clandestina.
Donne che hanno combattuto il fascismo e insieme un sistema che le voleva invisibili.
È da quella forza che nasce la conquista del voto, il primo voto delle donne italiane che in questi giorni compie 80 anni.
È da quella rottura che nasce la repubblica: la democrazia italiana ha radici ribelli, ha radici antifasciste!
Oggi non siamo qui per trasformare quella storia in un rituale. Siamo qui per raccoglierla e continuare. Perché la Resistenza non è finita.
Oggi la vediamo negli occhi del popolo palestenese e delle sue donne, che resistono sotto le bombe e sotto l'occupazione.
La vediamo nelle donne iraniane, che sfidano un potere violento per rivendicare libertà, dignità autodeterminazione ed oggi anche sotto l'attacco colonialista di un occidente falsamente esportatore di democrazia!
La vediamo nelle donne curde, che difendono la loro terra e la loro libertà contro guerre e repressioni.
Queste non sono storie lontane. Sono il presente della parola "resistenza".
E allora la domanda è semplice: possiamo dirci eredi della Resistenza se restiamo in silenzio? Possiamo celebrare il 25 aprile e poi voltare lo sguardo?
No. Non possiamo.
Resistere oggi significa schierarsi.
Significa prendere parola. Significa rifiutare l'indifferenza, che è sempre complicità.
E significa anche difendere, qui e ora, la nostra democrazia.
La nostra COSTITUZIONE, una delle più belle del mondo, è fondata sul lavoro, che mette al centro la dignità delle persone.
Una costituzione che, all'articolo 11, afferma con chiarezza che l'Italia RIPUDIA la Guerra. Questo non è un principio astratto.Deve essere un impegno concreto.
E lo abbiamo visto recentemente: quando milioni di persone, quando tanti giovani, sono andati a votare per difenderla, per dire che quella storia non si tocca.
Quella partecipazione è un segnale forte!
Dice che c'è ancora un Paese che non si arrende, che non accetta revisionismi, né scorciatoie autoritarie.
La Resistenza non si delega. Si pratica.
Si pratica ogni volta che si rifiuta un'ingiustizia.
Ogni volta che si rompe il silenzio.
Ogni volta che si costruisce solidarietà invece di paura.
E allora oggi non chiediamoci solo cosa è stata la Resistenza.
Chiediamoci se siamo pronti a esserlo anche noi.
Perché la Libertà non è garantita una volta per tutte. La Libertà vive solo se qualcuno è disposto a difenderla. Con coraggio.
Con responsabilità.
Per tutto questo oggi come ieri:
VIVA la RESISTENZA
VIVA il 25 APRILE.
VIVA la COSTITUZIONE ANTIFASCISTA
ANPI Provinciale Bari
Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI