PCI - Federazione di Bologna

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30/04/2026

Il 30 aprile 1982 la mafia assassinava Pio La Torre e Rosario Di Salvo, colpendo due uomini che avevano scelto di stare dalla parte dei lavoratori, dei contadini, degli ultimi e di una Sicilia libera dal dominio mafioso.

Pio La Torre fu dirigente comunista, sindacalista e parlamentare. La sua vita politica fu dedicata alle lotte sociali, alla difesa dei diritti dei lavoratori, alla riforma agraria e alla costruzione di una società più giusta. In anni in cui molti tacevano o voltavano lo sguardo, denunciò apertamente il potere economico e politico della mafia, comprendendo che Cosa Nostra non era soltanto criminalità, ma uno strumento di controllo e sfruttamento contro il popolo.

Il suo impegno portò alla proposta della legge che introdusse il reato di associazione mafiosa e la confisca dei patrimoni accumulati dai mafiosi: un colpo durissimo al potere della criminalità organizzata. Quella legge, approvata dopo il suo assassinio, resta ancora oggi una delle conquiste più importanti nella lotta antimafia.

Ricordare Pio La Torre significa ricordare una politica fatta di coraggio, coerenza e presenza reale nei conflitti sociali. Significa difendere la dignità del lavoro, la giustizia sociale, i diritti popolari e continuare la battaglia contro mafie, sfruttamento e disuguaglianze.

La sua memoria appartiene a tutte le persone che credono in un Paese libero dalla paura, dall’oppressione mafiosa e dall’ingiustizia sociale.

25/04/2026

“Al rappresentante legale munito di mandato che ha fornito assistenza al cittadino straniero nella fase di presentazione della richiesta di partecipazione a un programma di rimpatrio volontario assistito, è riconosciuto, ad esito della partenza dello straniero, un compenso pari alla misura del contributo economico per le prime esigenze previsto dal decreto del Ministro dell’Interno.”

Questo recita il contenuto del DL 23/2026 (decreto “Sicurezza”) approvato al Senato e trasmesso alla Camera.

Ci hanno provato con i magistrati e non ci sono riusciti.
Ora ci provano con i giudici.

Non stanno “abolendo” il diritto alla difesa, ma stanno facendo qualcosa di più controverso.

In pratica con il nuovo decreto sicurezza, lo Stato prevede un compenso per gli avvocati che assistono i migranti, ma solo se questi accettano il rimpatrio volontario e lasciano il Paese.

Tradotto: l’avvocato viene pagato se il suo assistito aderisce a un programma di rimpatrio volontario.

E qui nasce un problema serio.

Perché un difensore, per Costituzione, deve tutelare l’interesse del cliente, non quello dello Stato.

Se il suo compenso dipende dall’esito, si introduce un incentivo che potrebbe incidere su questo equilibrio.

Non è una violazione esplicita del diritto alla difesa. È qualcosa di più ambiguo: un possibile effetto indiretto, economico, che potrebbe influenzare il modo in cui quel diritto viene esercitato.

Non si tolgono i diritti in modo frontale.
Si rischia di svuotarli, pezzo dopo pezzo, rendendoli più deboli nella pratica.

E questo, in uno Stato di diritto, dovrebbe preoccupare tutti.
Anche chi oggi pensa che la questione “riguardi solo gli altri”.

24/04/2026

In merito alle perquisizioni e agli arresti, effettuati ieri, nei confronti di militanti del Partito dei Carc, sorge il dubbio che il tutto sia dovuto alle recenti politiche promosse dal Governo Meloni.
Aspettiamo di capire le motivazioni dell' accanimento, ma la spettacolarità della operazione e i reati contestati hanno quel leggero sentore di un intendimento repressivo
PCI Bologna

20/04/2026
20/04/2026
17/04/2026

Compagni buongiorno: il 25 aprile si avvicina!

Dopo anni di attacchi al movimento comunista, l’avanzata delle destre, il crescente pericolo dell’alternativa liberale imperialista a quella fascista, e la conseguente crescita dei movimenti neofascisti anche studenteschi, urge un impatto forte per un cambiamento concreto!

Urge riprenderci il nostro posto nella storia, e nella storia della democrazia del nostro paese!

Per questo per il 25 aprile, la federazione riminese del PCI invita militanti, iscritti e simpatizzanti a partecipare in massa con bandiere magliette e fazzoletti rossi, al corteo ufficiale che si terrà a Rimini alle ore 15:00!

Riempiamo il nostro spezzone con bandiere rosse, riaffermiamo la nostra importanza, riprendiamoci il posto che ci spetta nella costruzione della libertà del nostro paese!

Oggi come allora, torniamo protagonisti!



02/04/2026

𝗗𝗢𝗣𝗢 𝟲 𝗠𝗘𝗦𝗜 𝗘 𝟮𝟬 𝗚𝗜𝗢𝗥𝗡𝗜 𝗦𝗜 𝗘̀ 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗟𝗨𝗦𝗢 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗜𝗦𝗦𝗔𝗥𝗜𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗙𝗘𝗗𝗘𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘

Metropolitana di Roma del PCI.
Con la Conferenza Straordinaria di Federazione si è concluso domenica 29 marzo il processo di ricostituzione della Federazione Metropolitana di Roma del PCI sviluppato sotto l’egida del Commissariamento deciso dal Comitato Politico Regionale del Lazio il 9 settembre 2025.

Sono stati nominati i nuovi organismi dirigenti: Compitato Politico Federale, presieduto dalla compagna Cristina Cirillo, il Segretario di Federazione, compagno Marco Morosini e il Tesoriere di Federazione, compagno Giovanni Bucolo. Il segretario presenterà a breve la proposta di Segreteria al Comitato Politico Federale.

In questi sei mesi sono state riattivate le Sezioni del PCI a Marino, Genzano, Ariccia - Albano, San Cesareo – Colonna, Roma Città e Monterotondo ed è stata attivata una cellula del PCI a Labaro, oltre ad attivare contatti con altre situazioni politiche ed associative che potrebbero portare ad ulteriori convergenze nel breve periodo.

Le compagne ed i compagni che operano in queste realtà politiche hanno:
- continuato a fare politica sui loro territori avendo come riferimento la linea politica del PCI;
- attivato le relazioni con il sottoscritto in quanto Commissario politico del PCI per la ricostituzione della Federazione Metropolitana di Roma;
- accettato, come ogni buon comunista, di riconoscersi nello Statuto e sviluppare la Linea Politica approvata al Congresso di Forlì nel 2025;
- avviato il tesseramento delle iscritte e degli iscritti (è in corso il tesseramento 2026, sono state per ora distribuite 150 tessere ed è molto probabile che ne serviranno altre);
- raggiunto e superato la quota necessaria per dare vita alle assemblee delle iscritte e degli iscritti che hanno nominato gli organismi dirigenti delle sezioni ed i delegati alla Conferenza Straordinaria di Federazione.

Parliamo di Conferenza Straordinaria di Federazione, ai sensi del vigente Statuto del PCI, perché da un lato il 9 settembre 2025 con l’avvio del Commissariamento della Federazione Romana da parte del Comitato Politico Regionale del Lazio tutte le cariche politiche nel territorio della Provincia di Roma sono decadute mentre l’esodo dal Partito di alcuni dirigenti, che come nel caso di Monterotondo e di Labaro non sono stati seguiti dagli iscritti, ha comportato la necessità di dare vita ad un evento congressuale, per l’appunto straordinario, al fine di rinnovare gli organismi dirigenti e riattivare la normale dialettica politica prevista dallo Statuto.

Dal punto di vista del PCI si tratta di un passaggio molto rilevante sul piano politico che conferma le qualità dei militanti comunisti nella provincia di Roma, capaci, in una congiuntura segnata dalla guerra capitalista e dalla sfrenata deriva reazionaria del governo Italiano, di fare la cosa giusta, cioè collocarsi nella dialettica politica del Partito Comunista Italiano.

Un esempio per le molte ed i molti che ancora continuano a fare “i senza partito”, annebbiati dall’auto referenzialità e da un rifiuto della militanza centrato sull’individualismo narcisistico, che fa loro preferire il trastullarsi con pratiche ed aggregazioni politiche tanto locali quanto inefficaci per contrastare i drammatici processi bellici e il dilagante sfruttamento di classe, genere, etnia, ambiente e vita che pure li colpisce e li angoscia.

Un comportamento incomprensibile che auspichiamo porti a riflessioni e scelte di rottura con l’auto referenzialità ancora molto diffusa a Roma, un regalo sostanziale alle classi dominanti.

𝘚𝘶𝘭 𝘴𝘪𝘵𝘰 𝘶𝘧𝘧𝘪𝘤𝘪𝘢𝘭𝘦 𝘄𝘄𝘄.𝗶𝗹𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶𝘀𝘁𝗮𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼.𝗶𝘁 𝘦̀ 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘶𝘯 𝘗𝘋𝘍 𝘪𝘯 𝘢𝘭𝘭𝘦𝘨𝘢𝘵𝘰 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘦𝘯𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘭𝘦 𝘴𝘭𝘪𝘥𝘦𝘴 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘥𝘢 𝘮𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘵𝘦 𝘯𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘙𝘦𝘭𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘤𝘩𝘦 𝘩𝘢 𝘢𝘱𝘦𝘳𝘵𝘰 𝘪 𝘭𝘢𝘷𝘰𝘳𝘪.

Carlo Romagnoli
Commissario Politico uscente del PCI per la ricostituzione della Federazione Metropolitana di Roma

24/03/2026

La Federazione Riminese E. Berlinguer del (PCI) e della FGCI, festeggia una vittoria netta e inequivocabile, quella che arriva dalle urne del referendum costituzionale sulla giustizia. Il popolo italiano ha detto No alla riforma della magistratura voluta dal governo, con una percentuale che si attesta al 53,74% di NO, contro il 46,26% dei Sì .

Un risultato storico, che segna la prima pesante sconfitta per l’esecutivo e che premia la mobilitazione dal basso, della società civile! Determinante è stata l’altissima partecipazione: l’affluenza definitiva ha sfiorato il 59% (58,93%) , un dato che supera ampiamente quello delle consultazioni referendarie degli ultimi anni e che restituisce vigore alla nostra democrazia partecipativa.

Un ringraziamento speciale va a tutti i cittadini che hanno scelto di recarsi alle urne, e in particolar modo agli studenti e lavoratori fuorisede, che grazie alle nomine a rappresentanti di lista, hanno comunque potuto esprimere il loro voto. Una spinta notevole per la vittoria del NO è proprio dai più giovani; nella fascia 18-34 anni il NO si è imposto col 57% di preferenze!

Ora, soffermandoci sulla nostra Provincia, evidenziamo la vittoria del NO per il 52,56% (con un’affluenza del 64%)! Una vittoria costruita con i Comitati del NO territoriali: le riunioni organizzative con il Comitato della Società Civile per il NO, i numerosissimi appuntamenti di approfondimento nei quartieri e nei Comuni, i picchetti settimanali in Piazza Tre Martiri (e sparsi per tutta la Provincia), i volantinaggi casa per casa e le feste organizzate dal Comitato, hanno reso possibile questo indimenticabile risultato! Senza questa concreta e seria (dobbiamo specificarlo) mobilitazione capillare, oggi non saremo qui a cantar vittoria, a festeggiare la salvezza della nostra Costituzione e della nostra Giustizia.

Perciò ringraziamo tutti i compagni e le compagne che in questi due mesi con l’impegno, la fatica e quindi la militanza, hanno presidiato le strade, le piazze e i luoghi di lavoro della nostra città. Non possiamo non citare l’appoggio sostanziale del comitato Giusto Dire NO e del Comitato Avvocati per il NO, grazie a tutti!!

05/03/2026

Ci saremo!
Non è un fatto privato!

04/02/2026

Tecnologia e intelligenza artificiale al servizio della collettività per lavorare meno, meglio, in sicurezza La tecnologia è il martello che spezza le catene del pensiero unico di Dipartimento Lavo…

Indirizzo

Via Lodovico Berti 15/A
Bologna
40131

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 21:00
Martedì 09:00 - 21:00
Mercoledì 09:00 - 21:00
Giovedì 09:00 - 21:00
Venerdì 09:00 - 21:00
Sabato 09:00 - 21:00
Domenica 09:00 - 21:00

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