11/06/2026
Strappo nella vertenza in corso sull'automazione del magazzino della Bonfiglioli Riduttori di Calderara di Reno, nel Bolognese.
Grave atto della Bonfiglioli che risponde alle proteste di lavoratrici e lavoratori lasciando senza lavoro 52 persone
La Bonfiglioli Riduttori ha comunicato la chiusura con effetto immediato del contratto di appalto con Bcube e Client per le attività logistiche del sito di Calderara di Reno, lasciando senza lavoro 52 persone e procedendo poi individualmente a proporre l’assunzione ad alcuni lavoratori senza alcun confronto sindacale.
La decisione arriva nel pieno delle mobilitazioni proclamati dalle RSU di Bonfiglioli, Bcube e Client e dalle organizzazioni sindacali Fiom, Uilm, Usb e Filt-Cgil, che aveva registrato un’adesione totale tra i lavoratori dell’appalto e una partecipazione importante e non scontata anche tra gli operai e gli impiegati Bonfiglioli.
Nel 1997 era stato stipulato un accordo sindacale, firmato nel momento in cui Bonfiglioli esternalizzò le attività di logistica, con una clausola che prevedeva che in caso di futura internalizzazione, tutti i lavoratori coinvolti sarebbero stati tutelati.
A febbraio di quest’anno l’azienda ha annunciato, contravvenendo a tale accordo e senza alcuna comunicazione preventiva alle RSU, la chiusura dei contratti di appalto e oltre 60 potenziali esuberi legati al progetto di automazione del magazzino, e dichiarando esplicitamente di non essere tenuta a rispettare quell’accordo, in conseguenza di tale comportamento della Azienda è arrivato il primo sciopero.
Da allora si sono susseguiti otto incontri negoziali, condotti dalle RSU che hanno messo sul tavolo varie proposte concrete per gestire gli effetti dell’innovazione sull’occupazione del sito. Nessuna di tali proposte è stata accolta.
Il 29 maggio, durante lo sciopero dei lavoratori di Bcube, la presidente della Bonfiglioli, Sonia Bonfiglioli, accompagnata da figure dirigenziali, ha aggredito verbalmente alcuni componenti della RSU nei reparti, affermando che lavoratori dell’appalto non sarebbero mai entrati in Bonfiglioli, si legge nel comunicato della Fiom.
Nei giorni successivi, nonostante la situazione di grandissima incertezza, i lavoratori dell’appalto e i dipendenti Bonfiglioli hanno scioperato uniti ai cancelli dello stabilimento, dando una prova straordinaria di solidarietà e determinazione.
Oggi, la risposta dell’azienda: la chiusura immediata del contratto e 52 persone a casa.
Molte di esse lavorano in quello stabilimento da oltre vent’anni, alcune da oltre trenta.
Come PCI riteniamo gravissima la ritorsione senza precedenti nella storia delle relazioni industriali del territorio bolognese attuata dalla Bonfiglioli La reazione sindacale è stata immediata, con la FIOM che ha annunciato nuove mobilitazioni.
Oggi, mercoledì 10 giugno, si svolgeranno le assemblee dei lavoratori e si deciderà come proseguire la protesta. Presto potrebbe arrivare un nuovo sciopero.
Come Partito Comunista Italiano saremo insieme alle lavoratrici e ai lavoratori nella loro giusta battaglia in difesa dei posti di lavoro.
Partito Comunista Italiano – Federazione di Bologna
PCI - Federazione di Bologna