Democrazia Cristiana Emilia Romagna

Democrazia Cristiana Emilia Romagna pagina ufficiale della Democrazia Cristiana della Regione Emilia Romagna

05/09/2026

AgenPress. “Le idee e il programma dell’onorevole Vannacci sono quanto di più distante dalla cultura della Democrazia Cristiana. Tuttavia, negli oltre 50 anni

02/09/2026

GUADAGNI 30MILA EURO. MA QUANTI SONO DAVVERO TUOI? Meno della metà.

Ogni mese una famiglia paga affitto o mutuo, bollette, spesa, benzina, assicurazioni, scuola, vestiti e mille altre necessità.

Sono soldi guadagnati, ma che non restano nelle sue tasche.

La proposta della Democrazia Cristiana parte da un principio: tutte le spese sostenute e documentate devono essere detraibili. Tutte, non soltanto quelle che oggi il fisco decide di ammettere.

Spesa alimentare, bollette, carburante, abbigliamento, casa, servizi, consumi quotidiani: ciò che una famiglia spende deve avere rilevanza fiscale.

Perché il problema degli stipendi italiani non si risolve soltanto aumentando il lordo. Bisogna aumentare quanto rimane davvero nelle tasche delle persone.

E c’è un altro effetto: se ogni spesa diventa fiscalmente conveniente per chi la sostiene, tutti avranno interesse a chiedere ricevuta o fattura, facendo emergere il nero.

Più potere d’acquisto alle famiglie. Più convenienza a dichiarare ogni transazione.

Se tutte le tue spese fossero detraibili, quanto cambierebbe concretamente la tua vita?

01/09/2026
29/08/2026

Quando entra alla Olivetti di Ivrea è il 1943. Carlo Donat-Cattin ha poco più di vent’anni. Lavora come operaio e, in seguito, come insegnante nel Centro di formazione meccanici dell’azienda.

Pochi mesi dopo arriva l’8 settembre. Lascia la fabbrica e raggiunge la Resistenza nel Canavese. Partecipa all’organizzazione delle formazioni cattoliche e rappresenta la Democrazia Cristiana nel Comitato di Liberazione Nazionale di Ivrea.

Finita la guerra torna a occuparsi di lavoro. Nel 1950 è tra i protagonisti della nascita della CISL e ne diventa segretario provinciale a Torino. Le sue giornate si dividono tra cancelli delle fabbriche, assemblee e trattative.

Nel 1958 entra per la prima volta alla Camera dei deputati. Undici anni dopo è ministro del Lavoro. Sul tavolo arrivano le grandi vertenze dell’«autunno caldo»: i contratti dei metalmeccanici, gli scioperi, le trattative che si protraggono per giorni. L’anno successivo il Parlamento approva lo Statuto dei Lavoratori. Ho avuto il piacere e l’onore di lavorare e collaborare con lui e mi fa piacere ricordarne l’alta figura.

Tra il banco di lavoro della Olivetti e il ministero passano poco più di venticinque anni. In mezzo ci sono la guerra, la ricostruzione, il sindacato e il Parlamento.

(Foto: Polo del Novecento, Torino)

28/08/2026

28 AGOSTO 1945. QUANDO LA DC TRASFORMÒ LA SOLIDARIETÀ IN UN FATTO CONCRETO

È il 28 agosto 1945. La guerra è finita da pochi mesi, ma l’Italia è un Paese ferito. Città distrutte, famiglie che hanno perso tutto, reduci che tornano a casa, disoccupazione e povertà. Per milioni di persone la pace non significa ancora normalità.

In quei giorni la Democrazia Cristiana, che sta contribuendo alla costruzione della nuova Italia, decide di mettere al centro una questione precisa: aiutare concretamente chi è rimasto indietro.

Quel 28 agosto la DC, attraverso il suo vicesegretario nazionale Giuseppe Dossetti, lancia in tutta Italia la “Campagna della Solidarietà Popolare”.

Non è soltanto un appello. L’obiettivo è promuovere una raccolta a favore degli enti pubblici di assistenza e coinvolgere altre forze politiche, associazioni professionali, organizzazioni religiose e realtà della società civile.

Il principio è chiaro: davanti a una crisi che riguarda un’intera nazione, la solidarietà non può essere soltanto una buona intenzione. Deve diventare responsabilità collettiva.

La mobilitazione proseguirà nelle settimane successive fino alla Giornata della Solidarietà Popolare del 1° novembre 1945. A Reggio Emilia Dossetti parlerà in un Teatro Municipale gremito, alla presenza anche di esponenti di altre forze politiche.

Quella sensibilità sociale accompagnerà la DC nella stagione della Costituente e poi nella costruzione della Repubblica: libertà e iniziativa privata, ma insieme dignità del lavoro, solidarietà e giustizia sociale.

Sono passati 81 anni. Il Paese è profondamente cambiato, ma quella domanda rimane: quanto è davvero forte una società se lascia indietro una parte dei suoi cittadini?

La risposta della Democrazia Cristiana parte ancora da qui: nessuna crescita è completa se non diventa anche crescita sociale.



(Foto: Dossetti con Giorgio La Pira)

24/08/2026

La Democrazia Cristiana smentisce «con fermezza e senza alcuna possibilità di equivoco» l’esistenza di un accordo politico con la Lega in Sicilia. A intervenire sono il segretario nazionale facente funzioni della DC, Giampiero Samorì, e il commissario regionale siciliano, Salvo Giuffrida, dopo le dichiarazioni del deputato regionale Carlo Auteri su una presunta intesa tra i due partiti.

«Non esiste, non è mai esistito e non è in discussione alcun accordo politico tra la DC e la Lega», precisano Samorì e Giuffrida, sottolineando che la posizione riguarda sia il livello regionale sia quello nazionale.

I vertici democristiani richiamano quindi la linea fissata dalla Direzione nazionale e confermata in occasione del Consiglio nazionale dello scorso 29 luglio. Una posizione che, viene precisato, «resta pienamente valida e vincolante per ogni articolazione del partito, nessuna esclusa».

La smentita punta dunque a chiudere le interpretazioni circolate nelle ultime ore sul possibile posizionamento della DC nello scenario politico siciliano. Il partito, almeno fino al prossimo appuntamento congressuale, non intende anticipare scelte né definire intese con altre forze politiche.

La decisione sulle future alleanze viene infatti rimandata al Congresso nazionale della Democrazia Cristiana, convocato a Roma per il 25 ottobre 2026. Sarà quella, ribadiscono Samorì e Giuffrida, «la sede nella quale verrà decisa ogni alleanza».

Una precisazione che assume quindi un significato anche nazionale: nessuna scelta di campo viene considerata già compiuta e la definizione della linea politica e delle eventuali alleanze sarà affidata al confronto congressuale di ottobre.

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