13/07/2026
Difendiamo il voto di preferenza nella futura legge elettorale.
Privare l'elettorato della possibilità di esprimere una preferenza nell'esercizio del diritto di voto significa allontanare ulteriormente le cittadine e i cittadini dalla vita democratica, riducendo gli spazi di partecipazione e affidando la scelta dei rappresentanti esclusivamente alle segreterie dei partiti.
Una simile scelta rischia di indebolire i principi sanciti dagli articoli 1, 48 e 49 della Costituzione, che fondano la Repubblica sulla sovranità popolare, sul voto libero e personale e sulla partecipazione dei cittadini alla determinazione della politica nazionale attraverso i partiti.
Questa riflessione assume un significato ancora più profondo nell'ottantesimo anniversario del primo voto delle donne italiane, una conquista che ha rappresentato l'inizio di un percorso di piena cittadinanza politica e che oggi deve essere difesa e rafforzata, non ridimensionata.
È fondamentale preservare strumenti che consentano un rapporto diretto tra elettrici, elettori e rappresentanti, valorizzando il pluralismo culturale, sociale e territoriale del Paese e rafforzando il principio della rappresentanza democratica.
L'eliminazione delle preferenze rischierebbe inoltre di rendere ancora più difficile l'accesso delle donne alle istituzioni, privilegiando logiche di cooptazione rispetto al merito, alle competenze e al radicamento sociale.
Le donne, infatti, costruiscono molto spesso il proprio consenso attraverso l'impegno quotidiano nei territori, nelle associazioni, nelle professioni, nel volontariato, nei movimenti e nelle comunità locali. Sono esperienze che generano autorevolezza e fiducia, ma che rischiano di non trovare riconoscimento se viene sottratta agli elettori la possibilità di scegliere direttamente le persone da eleggere.
L'UDI ricorda che l'articolo 51 della Costituzione impone alla Repubblica di promuovere con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini nell'accesso alle cariche elettive. Rendere la selezione delle candidature sempre più dipendente dalle decisioni delle segreterie di partito rischia di allontanare questo obiettivo costituzionale, anziché realizzarlo.
La competizione politica deve essere realmente equa e accessibile, fondata sul merito, sulla trasparenza e sulla possibilità per le cittadine e i cittadini di scegliere liberamente chi li rappresenterà.
L'UDI chiede pertanto:
il mantenimento del voto di preferenza nella futura legge elettorale;
il rafforzamento della doppia preferenza di genere e di ogni misura volta a garantire una democrazia realmente paritaria;
regole rigorose sulla trasparenza dei finanziamenti e dei costi delle campagne elettorali;
investimenti nella formazione politica e nel sostegno alle candidature femminili, affinché la parità non resti un principio formale ma diventi una realtà concreta.
Per l'UDI la piena partecipazione delle donne alla vita politica non è una questione di quote, ma di piena attuazione della Costituzione. Gli articoli 3 e 51 impongono alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che limitano l'eguaglianza sostanziale e di garantire l'accesso alle cariche elettive in condizioni di pari opportunità. Difendere il voto di preferenza significa rafforzare questi principi, tutelare la sovranità popolare e rendere più autentica la rappresentanza democratica.