Rizoma autogestito

Rizoma autogestito Rizoma è uno spazio dagli studenti in zona universitaria a Bologna. Uno luogo dove crescono cultura, arte, formazione e socialità.

All'interno del campus di via Belmeloro esiste Rizoma, uno spazio nella zona universitaria. Nella concezione comune, il rizoma, è una parte del fusto di una pianta che si sviluppa in maniera orizzontale; nella concezione filosofica, invece, ha connotato una modalità di pensiero diffusa e reticolare, antigerarchica. Il rizoma collega un punto qualsiasi con un altro punto qualsiasi e ciascuno dei su

oi tratti non rimanda necessariamente a tratti dello stesso genere.

È questa l'impostazione che lo spazio vuole avere: un luogo in cui gli studenti e le studentesse si riprendono la loro centralità, gestendo eventi ed iniziative secondo i propri interessi, un luogo che favorisce l'incontro e lo scambio tra persone con peculiarità e caratteristiche diversificate. Siamo aperti a tutto ciò che concerne la socialità, la formazione e l'arte, l'obbiettivo del rizoma e fare in modo che gruppi di ragazzi e ragazze possano esprimersi liberamente e facilmente senza incappare in trafile burocratiche. Rizoma vuole essere uno spazio di esperienze culturali di vario genere fatto da studenti e per gli studenti, dove si possa essere protagonisti e non solo consumatori del sistema universitario, un luogo per far sentire la nostra voce e non restare in silenzio: questo è Rizoma! Vi aspettiamo in via Belmeloro 8/3 (l'ingresso è da VIA SAN GIACOMO 11, entrare dal cancello grande, tenere la destra: Rizoma è l'ultimo cancelletto in fondo a destra)

Di impronta ecologica, ormai, si parla da 30 anni ed è determinata da moltissimi fattori, da tutto quello che usiamo e c...
01/02/2021

Di impronta ecologica, ormai, si parla da 30 anni ed è determinata da moltissimi fattori, da tutto quello che usiamo e
compriamo. Ogni cosa ne ha una! Alta o bassa che sia. Ci sono molti calcolatori per poter apprendere la propria
impronta ecologica, sul web: personalmente ho sempre avuto troppa paura per usarne uno, forse perchè, ahimè,
consapevole di avere un grande impatto sul pianeta e sull'ambiente. Credo si possa comparare al senso di colpa e al
dispiacere che si prova visionando la pubblicità di save the children che riesce a sortire l'effetto voluto dai pubblicitari
e dall'associazione.
Vorrei inoltre sottolineare quanto siano correlabili i concetti di obesità e impronta ecologica. L'alimentazione, nella
nostra società, quella più industrializzata e meno affamata, è pregna di scelte politiche: salute, etica e ambiente, solo
per citarne alcune. Può essere quindi una valvola di sfogo per le proprie attitudini specifiche, per avere il controllo
sulla propria vita o salute e chi vuole può prendere in mano questa parte della propria vita per cercare di rivoluzionare
tutto il resto; talvolta riesce nell'intento e comincia a informarsi, scoprire, scavare. L'alimentazione cambia
radicalmente la nostra visione del mondo e degli altri, compreso il valore che attribuiamo ad essi. Allora: perchè ci
ostiniamo a non voler comprendere che non serve solo a sopravvivere e non è solo una forma d'arte? Quello che
mangiamo ci “identifica” o, più precisamente ci rappresenta. Si dice che siamo ciò che mangiamo, quello che
mangiamo è frutto del ciclo produttivo ma noi continuiamo ad ignorare e a disinteressarci della sua provenienza e
produzione. Non sono qui a suggerire una soluzione, ma a cercare di instillare una forma di interesse su quello che
ingeriamo partendo dalla radice. Perchè, se noi impattiamo così profondamente sul pianeta e gli ecosistemi, la nostra
forma di sostentamento non dovrebbe modificare l'ambiente? Non tutto quello che mangiamo ci fa bene ma continua
a tenerci in vita, perchè queste cose che non sempre sono buone per la nostra salute dovrebbero esserelo per quella
del pianeta? il cibo, la sua produzione e i suoi scarti non sono tutti sani e buoni per il globo, dunque, come mai
continuare a rimanervi indifferente?

Oggi più che mai, la messa in discussione dell’ antropocentrismo è di fondamentale importanza: da un lato il fenomeno co...
29/01/2021

Oggi più che mai, la messa in discussione dell’ antropocentrismo è di fondamentale importanza: da un lato
il fenomeno costituisce un valore positivo, inteso come predominio del senso pratico. Costituisce anche un
elemento pieno di risvolti deleteri che, nelle declinazioni più attuali, si manifestano in consumismo e
capitalismo con esclusione, totale o parziale che sia, di motivazioni di ordine morale e affettivo, fino al più
drastico tracollo dell’ etica.
Dunque le posizioni a riguardo sono inequivocabilmente divergenti. Coloro che assolvono l’
antropocentrismo si rifanno agli aspetti innovativi e più spettacolari del fenomeno: l’incremento della
qualità della vita e della produzione in senso stretto (ovviamente ciò si percepisce solo in determinate zone
del globo, un po’ troppo decentrate verso Ovest nella maggior parte dei casi). Un totale progresso
scientifico e tecnologico e, in senso più generale, un’ espansione incontrollata della conoscenza.
Coloro che, al contrario, criticano il fenomeno antropocentrico contemplano al pari dei sostenitori i risvolti
pratici e convenienti come realtà effettive e concrete, ma inevitabilmente realizzati a scapito del resto degli
esseri viventi e, a conferma di ciò, potrebbe bastare dare un’ occhiata ai dati forniti dalla FAO del 2016 sulle
vittime dell’ industria zootecnica intensiva: il totale del conto è impressionante, che si stabilisce in un
ordine di grandezza di miliardi di esseri viventi morti per cause dirette e indirette; i dati vanno poi
confrontati con una realtà controversa, ovvero che al pari di quasi otto miliardi di esseri umani, circa 815
milioni vivono ancora in condizioni borderline per quanto riguarda i diritti umani fondamentali e l’accesso al
cibo; tutto ciò avviene insieme al macello di 3000 miliardi di animali per scopi alimentari umani. Come
riportato negli scritti di Cyrano de Bergerac: “L’ antropocentrismo è condannato in quanto comodo
strumento per far apparire legittimi comportamenti moralmente riprovevoli”.
L’intenzione di queste brevi righe non è né condannare, nè assolvere la questione. Probabilmente una
risposta esatta è ancora lontana, magari irraggiungibile, ma è invece nostro compito iniziare ad interrogarci
a riguardo: siamo esseri umani ergo puntiamo a un benessere e a una conoscenza sempre maggiore,
oppure come esseri umani “dimentichiamo” di essere anche noi soggetti alle leggi inviolabili della Natura?

30/11/2020

Oggi l'università ha ufficializzato lo sfratto di Rizoma, come ha fatto per molte altre associazioni universitarie, che, come noi sono state messe alla porta da un giorno all'altro.
Associazioni che con la loro attività riempiono la vita studentesca con iniziative di formazione, consultorie, aule studio aperte a ogni ora e momenti di socialità e aggregazione, si sono viste private delle loro sedi, spazi che negli anni sono diventati punti di riferimento per tanti e tante. Luoghi sicuri in cui potersi esprimere, in cui semplicemente potersi incontrare e confrontare.
Negli ultimi quattro anni abbiamo gestito lo spazio Rizoma, aprendolo alle iniziative più varie, ai gruppi più eterogenei; lo abbiamo plasmato e reso uno spazio vivo, in cui poter crescere, e ogni persona, gruppo, esperienza che da qui sono passati hanno aggiunto una pietra fondamentale su cui oggi poggia la nostra storia.

Potremmo scrivere un testo strappalacrime, ripercorrendo gli ultimi quattro anni di esperienze, iniziative, avvenimenti, momenti di socialità e difficoltà dell’associazione e dello spazio, ma questo non sarebbe nel nostro stile. Lasciamo le omelie per cose ben più serie. Lasciamo il pianto per quando qualcosa sarà finito. Non oggi e neppure domani.
Rizoma non finisce qui, questa esperienza continua e sopravvive perché non legata ad uno spazio fisico ma costruita dalle ragazze e i ragazzi che la compongono e che vogliono continuare in questo percorso.

Oggi, insieme a tante altre associazioni che insieme a noi vivono questo "stallo alla messicana", abbiamo aperto uno spazio di confronto con l'università, per far sentire la nostra voce e per esigere una risposta e una soluzione adeguata non solo nel breve ma anche nel lungo periodo.

In un periodo come questo, spazi ludici, attività socio-culturali, e l'operato delle associazioni hanno dovuto fare un passo indietro in virtù di un bene più grande: la salute di tutti. In un periodo come questo le rivendicazioni di chi porta avanti attività come la nostra possono sembrare anacronistiche e fuori luogo. Forse in un periodo come questo è anche stato più semplice provare a darci il ben servito!
Ma siamo sicuri che sia proprio questo il momento in cui pretendere il diritto a esistere. Dopo potrebbe essere troppo tardi.

Come Rizoma sono stati ufficialmente chiusi da parte dell’università tutti gli spazi autogestiti delle associazioni studentesche, spazi che rappresentavano la vita culturale, sociale e politica di questa università e di questa città.
Nonostante i presidi, l’attivazione e la presa di parola della comunità studentesca e cittadina, l’ateneo non ha trovato nessuna soluzione adeguata.
Vogliamo che le necessità, i bisogni e i desideri delle studentesse e degli studenti abbiano spazio nella programmazione dell’Università.
Gli spazi fisici, nonostante le difficoltà legate al covid, sono una necessità per la comunità studentesca. L’ateneo deve avere una visione sulla gestione degli spazi universitari, non solo rispetto all’emergenza covid, ma di lungo periodo.
Negli ultimi tre mesi, nonostante la notizia degli sfratti, l’ateneo non si è interrogato sufficientemente su delle soluzioni attuabili.
La questione degli spazi, infatti, non è puramente formale: la creazione di spazi inclusivi, q***r e safe, è la creazione di fucine e laboratori permanenti fatti di scambi orizzontali tra student* con i più disparati background; attività che hanno offerto un canale di comunicazione per tutt* quelli che ne avessero la necessità. Gli spazi universitari autogestiti sono un ponte e un tramite per vivere al meglio non solo l'università ma la stessa città di Bologna, per poter costruire reti sociali e politiche. Un fermento di cui questa università dovrebbe farsi vanto, mentre ad oggi l'Alma Mater continua a non occuparsene, eludendo e procrastinando questo processo. Troviamo assurdo che, in un piano di riqualificazione degli spazi, l'ateneo non abbia affatto pensato a dove ricollocare le sue associazioni. Adesso è necessario che lo faccia.
Le associazioni, i collettivi e i gruppi che hanno animato gli spazi in questi anni non si fermeranno.

Questo sfratto è solo una temporanea e fastidiosa parentesi che ci permetterà di dimostrare la resilienza di Rizoma.
Abbiamo parlato tanto, forse troppo, ecco perché non ci resta che invitare, tutti e tutte, studenti e le studentesse a continuare a seguirci, a prendere parte attivamente a questo percorso. Scriveteci, sosteneteci, mandateci foto di eventi fatti insieme a noi, diteci la vostra e scriviamo insieme la prossima pagina di questa avventura.

Come Associazione Rizoma vogliamo esprimere solidarietà e sostegno alle altre Associazioni Studentesche a cui è stato tolto il loro spazio autogestito.
+, MALAconsilia - i cattivi consigli della ConsultoriA Studentesca Autogestita, Rethink - Collettivo di Economia, Gruppo Prometeo, Sinistra Universitaria Bologna.

Infine ringraziamo tutti i singoli, i gruppi, gli artisti, le associazioni che in questi anni hanno reso viva questa esperienza. Ci vediamo presto.
Rizoma finito? Not today!

05/10/2020

In questi ultimi giorni avremmo dovuto lasciare Rizoma. Come anticipato infatti, noi e tantissime altre associazioni universitarie, abbiamo ricevuto una sorta di sfratto da parte dell'università.
Tutto ciò è stato rimandato a fine novembre. Sicuramente una boccata d'aria, ma che non rappresenta sicuramente una risposta risolutiva per i nostri progetti. Ad oggi infatti non ci sono ancora soluzioni definitive per dare una casa alle diverse iniziative e i progetti che abbiamo previsto per quest’anno.
Prima di condividere alcune riflessioni maturate in questo periodo, vogliamo ringraziare tutti coloro che in queste settimane ci hanno scritto per sapere come aiutare o semplicemente per portare il proprio appoggio!

A oggi la dimensione associativa è messa a dura prova, sia sotto il profilo istituzionale che sotto quello aggregativo e della socialità. È infatti più difficile immaginarsi momenti per stare insieme, pur seguendo i protocolli di sicurezza sanitaria.
Tuttavia non crediamo che la soluzione sia quella di chiudere le diverse esperienze associative del nostro ateneo. Pensiamo che sia piuttosto necessario aprire uno spazio discussione non solo con l'università, ma in primo luogo tra associazioni e sopratutto tra studenti. Solo così potremmo immaginare come mettere in campo iniziative in massima sicurezza.

Come associazione Rizoma stiamo lavorando per reinventare momenti di socialità “Covid-free” che, se necessario, potranno essere ripetuti più volte in un mese per non escludere nessuno dalla partecipazione.
Non pensiamo che il futuro delle esperienze nate in università con l'obbiettivo di dare voce e spazio agli studenti possa essere decisa a tavolino da un ufficio amministrativo. Sarebbe invece il momento di pensare spazi adeguati a rendere possibile la costruzione di momenti di socialità pur non dimenticando mai la fase delicata che tutti stiamo vivendo.
La socialità e i momenti ludici sono solo una parte di un progetto rizomatico che si sta sviluppando in questo momento di crisi, l’arte e la cultura sono campi fondamentali che meritano di trovare il giusto spazio per esprimersi al meglio, provando a dare l'opportunità ai diversi gruppi di ragazzi e ragazze della nostra città che mettono in campo forme artistiche di vario genere (musicali, teatrali, pittura ecc..) e alle quali vorremmo lasciare spazio per potersi esprimere. Vogliamo inoltre continuare a proporre incontri di formazione su tematiche attuali (ecologia politica, ambientalismo, nuove forme di socialità, università ecc..) che ci riguardano direttamente e che assumono massima importanza per il nostro futuro.

Non ci stancheremo mai di dirlo e di scriverlo: "nella concezione comune il rizoma è una parte del fusto di una pianta che si sviluppa in maniera orizzontale; nella concezione filosofica, invece, ha connotato una modalità di pensiero diffusa e reticolare. Il rizoma collega un punto qualsiasi con un altro punto qualsiasi e ciascuno dei suoi tratti non rimanda necessariamente a tratti dello stesso genere ed è questa l'impostazione che lo spazio vuole avere: un luogo in cui gli studenti e le studentesse si riprendono la loro centralità, un luogo che favorisce l'incontro e lo scambio tra persone con interessi diversificati."

Seguiranno aggiornamenti su incontri ed eventi. Se siete interessati a seguire il progetto Rizoma o avete proposte non esitate a contattarci!

28/09/2020

Da qualche giorno ormai stiamo cercando di costruire tutti insieme il futuro di Rizoma. Se le risposte da parte dell'università continuano a farci vivere il tempo dell'attesa, le realtà e le esperienze che negli ultimi anni hanno reso vivo questo luogo non sono disposte a fermarsi.

Per questo anche questa settimana Rizoma sarà accessibile: domani dalle 17:00 lo spazio sarà aperto. Alle 19:00 vi aspettiamo invece per incontrarci e discutere insieme su quale futuro vogliamo per questo percorso.

Come già ribadito più volte Rizoma e tutte le esperienze che da qui sono nate e si sono formate, non possono sparire. Rizoma non è solo uno spazio. Esperienze costruite dagli studenti e per gli studenti dovrebbero essere una priorità per un'università che ci mette in primo piano e nella quale ognuno di noi può dire la sua ed essere protagonista. Proprio per questo quello che sta succedendo al nostro e a tanti altri spazi
universitari oggi più che mai assume un senso ancora più profondo. Proprio oggi, dove l'emergenza sanitaria e le regole sul distanziamento stanno andando a colpire non solo chi crea momenti di socialità e svago, ma anche i luoghi di cultura, formazione e arte.

Per queste ragioni e non solo invitiamo tutti a partecipare all'incontro di domani per continuare a costruire laboratori, progetti e tanto altro.

25/09/2020

Mercoledì si è tenuto il primo incontro per la costruzione dei progetti e delle iniziative da mettere in campo nel corso di quest’anno accademico. Nonostante la f***a nebbia della burocrazia tenti di rendere difficile il percorso, la volontà di portare avanti il progetto Rizoma rimane salda e prioritaria. Non si tratta di salvaguardare uno spazio fisico ma la possibilità di creare iniziative e progetti fatti da studenti per studenti e che negli ultimi anni trovano sempre meno spazio all'interno dell'istituzione universitaria. La necessità di avere degli spazi, che siano agibili, sicuri sotto il profilo sanitario e facilmente raggiungibili da noi studenti, risulta ancora più importante in una fase storica come questa, nella quale i luoghi di aggregazione universitaria sono, per forza di cose, terribilmente ristretti.

Nei prossimi giorni continueremo a tenere aggiornati sui passaggi che l’associazione e lo spazio stanno vivendo, invitiamo chiunque abbia voglia di partecipare a contattarci per proporre progetti, eventi e iniziative di formazione.

Ci teniamo a sottolineare che Rizoma non è solo una sigla ma un modo di fare associazione preciso e delineato, che scansa la verticalità per correre verso la semplicità delle iniziative e l’apertura a progetti ludici, culturali e di formazione!

Seguite la pagina per gli aggiornamenti e per qualsiasi informazione non esitate a scrivere, in poco tempo vi risponderemo!

23/09/2020

Oggi Rizoma sarà aperto tutto il giorno ed alle 19:00 ci sarà un incontro per aggiornare sulla situazione dell'associazione e dello spazio.
Invitiamo tutti a partecipare per costruire assieme i prossimi passaggi!

22/09/2020

La scorsa settimana abbiamo pubblicato un post per lanciare la raccolta firma per il rinnovo dello spazio e dell’associazione. È stato incredibile vedere la risposta di molti che hanno scritto per poter partecipare per sostenere Rizoma. Proprio per questo è importante il contributo di tutti per costruire il futuro di questo spazio e dell'associazione.

Pochi giorni fa abbiamo saputo che l’intero plesso di Via San Giacomo verrà dismesso per costruire uno studentato, una buona notizia in assoluto ma che ci mette in una condizione di estrema difficoltà. L’università ha richiesto che Rizoma e le altre associazioni liberino gli spazi entro fine settembre, senza però assicurare alcuno spazio alternativo dove spostare l’esperienza associativa con tutto ciò che in questi anni abbiamo provato a costruire: serate e momenti di socialità, ma anche incontri, laboratori, dibattiti e spazi di confronto costruiti da tutti noi, ma sempre all'interno dell'università.

Pur ritenendo importante e rilevante il progetto di uno studentato all'interno dell'università, in un periodo delicato come quello che tutti quanti in Italia stiamo attraversando, la velocità di tutti questi passaggi rischia di disperdere alcuni spazi di aggregazione che oggi ancor più rappresentano un tassello fondamentale della vita universitaria.

Come già detto qualche giorno fa, intanto la raccolta firme procede e, alla luce di questi ultimi avvenimenti, rappresenta un pezzo fondamentale da mandare avanti, per far vedere che siamo in tante e in tanti a tenere vivo questo percorso.

Rizoma è lo spazio di tutti quelli che vogliono prender parte, e proprio in questo momento così difficile vogliamo invitare tutti coloro che ci hanno sostenuto con la firma, o che semplicemente vogliono partecipare alla costruzione del progetto a un momento di incontro.
Vi aspettiamo mercoledì 22 settembre alle ore 19:00 presso lo spazio di Rizoma in Via San Giacomo 11.
Qui decideremo tutti insieme la strada da intraprendere per costruire il futuro di Rizoma!

15/09/2020

In tanti ci avete scritto e continuate a farlo, per sostenere Rizoma e per lasciare la vostra firma, per far continuare a vivere questa piccola realtà.
Volevamo ringraziare tutti quelli che in queste ore ci hanno contattato. L'importanza di questo spazio è data non solo dalla somma delle esperienze e delle persone che lo hanno attraversato, ma sopratutto da tutto ciò che ancora non abbiamo fatto e possiamo e vogliamo fare tutti insieme.

Per questa ragione, domani mercoledì 16 settembre dalle ore 14 e per tutto il pomeriggio, Rizoma sarà aperto!
Vi invitiamo a passare a lasciare la vostra firma, la vostra idea, il vostro supporto, per far vivere ancora questo spazio, garantendo la salute di tutti, e creando un luogo sicuro per tutti quelli che hanno voglia di dar vita a questo percorso!

15/09/2020

Dopo tanti mesi, tra lockdown, sessioni virtuali e l’inizio delle lezioni, anche Rizoma inizia a rianimarsi e ripopolarsi.
Le idee e le proposte per il nuovo anno sono tante, la voglia anche, ma questo sventurato 2020 continua a tormentarci con mascherine, distanziamento, amuchina e misurazione della temperatura corporea. Di conseguenza anche Rizoma ha bisogno di tempo, poco si spera, per far fonte alle nuove esigenze ed mettere a norma lo spazio.
Siccome la volontà è, e rimarrà sempre, quella di rendere questo piccolo ma fondamentale spazio attraversabile e fruibile da tutta la comunità studentesca, abbiamo bisogno del supporto e della partecipazione di tutti quanti: servono esattamente 100 firme entro mercoledì 23 settembre per poter far si che questo spazio possa continuare a vivere e farci sentire sempre più parte di una comunità attiva e dinamica, che anche in tempi così instabili sa rinnovarsi ed esprimersi sempre al meglio.
I requisiti per poter firmare (maledetta burocrazia) sono:

1. Essere studenti Unibo regolarmente iscritti (tasse pagate) con almeno 6 crediti verbalizzati.
2. Purtroppo non valgono firme di studenti e studentesse fuoricorso (non le facciamo noi le regole, scusate)

Se volete firmare e supportare lo spazio Rizoma scriveteci alla pagina facebook o al numero 334 1838950, vi risponderà Marco. Se ancora non conoscete lo spazio e avete voglia di farci un salto per vedere cosa state supportando scriveteci per vederlo.

Indirizzo

Via San Giacomo 11
Bologna

Sito Web

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