21/07/2026
Ieri Bologna ha visto due piazze.
Piazza Nettuno rappresenta Bologna. C'erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir.
Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica.
Yossra Fakir, la nipote, ha parlato davanti a tutti e ha fatto un discorso molto toccante, che vi consiglio di leggere (lo trovate sul mio canale Telegram).
Con grande commozione, forza e dignità, ha rappresentato il pensiero della sua famiglia, riunita accanto a lei, e ha detto: “Noi non siamo qui per chiedere odio. Non siamo qui per chiedere vendetta. Siamo qui per chiedere verità, giustizia e rispetto”.
Con queste parole ha zittito i cori indiscriminati contro le istituzioni. Così come la famiglia Fakir ha preso le distanze dai violenti di Piazza Roosevelt.
Ieri sera, proprio nelle ore in cui qualcuno cercava di speculare sul dolore della famiglia Fakir, mi sono recato con loro in Questura per depositare la delega del loro rappresentante legale. Siamo passati insieme tra due ali di poliziotti in tenuta anti-sommossa e siamo stati accolti dal Questore di Bologna.
Fuori c'era violenza cieca, ingiustificata, stupida. Dall'altro, c'era una famiglia distrutta dal dolore che varcava quella soglia con compostezza, dignità e fiducia nello stato di diritto. Il Questore di Bologna ci ha dimostrato cosa significa rappresentare le istituzioni con umanità e rispetto. Il loro abbraccio mi ha sinceramente commosso. È un momento che non dimenticherò mai, e li ringrazio per questo.
Non ho dubbi su quale delle due piazze mi rappresenti. E non ho dubbi su quali emozioni preferisca coltivare.
Saranno le autorità competenti a dire cosa è accaduto domenica al Pilastro e a accertare le responsabilità.
Penso spetti alle istituzioni stare accanto alle vittime. La storia della nostra città questo mi ha insegnato.
Restiamo umani. Facciamolo insieme, ancora una volta.